Mazzarino

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Mazzarino
comune
Mazzarino – Stemma Mazzarino – Bandiera
Mazzarino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Caltanissetta-Stemma.png Caltanissetta
Amministrazione
Sindaco Vincenzo D'Asaro (centro) dal 23/06/2009
Territorio
Coordinate 37°18′00″N 14°12′00″E / 37.3°N 14.2°E37.3; 14.2 (Mazzarino)Coordinate: 37°18′00″N 14°12′00″E / 37.3°N 14.2°E37.3; 14.2 (Mazzarino)
Altitudine 553 m s.l.m.
Superficie 293 km²
Abitanti 12 231[1] (30-11-2012)
Densità 41,74 ab./km²
Comuni confinanti Barrafranca (EN), Butera, Caltagirone (CT), Caltanissetta, Gela, Niscemi, Piazza Armerina (EN), Pietraperzia (EN), Ravanusa (AG), Riesi, San Cono (CT), San Michele di Ganzaria (CT), Sommatino
Altre informazioni
Cod. postale 93013
Prefisso 0934
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 085009
Cod. catastale F065
Targa CL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 544 GG[2]
Nome abitanti mazzarinesi
Patrono Maria SS. del Mazzaro
Giorno festivo terza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mazzarino
Posizione del comune di Mazzarino nella provincia di Caltanissetta
Posizione del comune di Mazzarino nella provincia di Caltanissetta
Sito istituzionale

Mazzarino (Mazzarinu in siciliano) è un comune italiano di 12.231 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Mazzarino sorge su una collina interna nell'entroterra della piana di Gela, a est del fiume Salso, posta a 553 metri s.l.m., nella Sicilia centrale; e dista 32 km da Gela, 93 km da Agrigento, 44 km da Caltanissetta, 53 km da Enna, 99 km da Ragusa.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Mazzarino.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,2 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +25,3 °C [1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Numerose fonti fanno derivare il nome Mazzarino da "Mazzara" per deformazione dall’antico toponimo "Maktorium". Maktorium (o Maktorion) sarebbe stato un centro indigeno ellenizzato (greco: Μακτώριον), citato da Erodoto (VII, 53) e che è stato identificato con i resti venuti alla luce nei pressi di Monte Bubbonia, nel territorio di Mazzarino, scavati da Paolo Orsi nei primi del Novecento. Il centro attuale invece si formò in età medievale attorno ad un castello di origine araba, del quale oggi si trovano solo pochi resti. Nel 1143 l’aleramico Manfredi fu il primo signore di Mazzarino. Nel 1304 passò sotto alla dinastia dei Branciforte, fino all’abolizione della feudalità, nel 1812. Infine nel 1818 fece parte della provincia di Caltanissetta.

Mazzarino è considerata la perla del barocco siciliano della provincia nissena per la bellezza delle sue chiese e non solo.

Mazzarino è stata dichiarata centro d’arte e può offrire al turista diversi spunti per una visita, come il castello, noto come “u Cannuni”, con l’unica torre cilindrica, quasi “cannone”, che si erge verso il cielo. Di origini romano-bizantina, il castello subì nel corso dei secoli numerosi rifacimenti. È stato anche set del famosa serie televisiva La piovra.

Da vedere anche Palazzo Alberti uno degli edifici di maggiore valore architettonico, il Convento dei Padri Carmelitani e la Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo che sorgono sulla piazza centrale della città. Altro sito di suggestiva bellezza è la Chiesa di Sant'Ignazio con annesso il Collegio dei Gesuiti la chiesa restaurata recentemente ha un bellissimo organo privo di canne collocato nella cantoria ultimata nel 1734.

Il Collegio, interessato recentemente da lavori di restauro, diverrà sede del museo dedicato a Carlo Maria Carafa. Inoltre si possono ammirare la chiesa di Santa Maria della Neve, la chiesa dei Padri Cappuccini, la chiesa della Madonna del Mazzaro patrona della città che si festeggia nel mese di settembre.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il castello di Mazzarino
('U Cannuni)

'U Cannuni è il castello di Mazzarino (nome reale non conosciuto); un altro castello, sempre in territorio di Mazzarino ma la cui vista si può godere percorrendo la vecchia strada per Catania, è il "Castello di Salamone" (nome reale Castello di Garsiliato). Il primo è il monumento maggiormente rappresentativo ed è stato teatro di una puntata della serie TV La Piovra girato all'interno di esso. Il secondo meno famoso ai non mazzarinesi fu la dimora di antichi signori. Molte sono poi le chiese e gli edifici antichi interessanti da visitare, così come il percorso turistico denominato "La via dei Fasti e del Prestigio".[3] Il comune è anche famoso per essere la culla dell'omonima famiglia nobile cui appartenne il cardinale Giulio Mazzarino. Mazzarino possiede dei veri capolavori, un patrimonio lasciatoci in eredità dai nostri antenati a testimonianza del loro amore per l'arte, tanto da essere proposta a far parte dell'UNESCO con il riconoscimento del Comune di Mazzarino come città d'Arte, ai sensi dell'art.13 co. V della L.r. n.28/99, ed è stato incluso tra i Comuni ad economia prevalentemente turistica.

Chiese aperte al culto[modifica | modifica sorgente]

Santa Maria della Neve (Madrice)[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa Madre Santa Maria della Neve

Tempio del Duomo o Madrice fu eretta verso la fine del XVI secolo sull'area dove prima sorgeva una chiesetta dedicata a Santa Maria della Neve, su progetto dell'architetto Angelo Italia, modificato successivamente su disposizione testamentaria del Principe Carlo Maria Carafa. La facciata originaria è rimasta incompleta, Mentre infatti la parte superiore sinistra ospita un bassorilievo in pietra, raffigurante la creazione di Adamo ed Eva, il lato destro è privo del corrispondente, che avrebbe dovuto raffigurare Caino ed Abele. La facciata conserva quattro cassettoni rimasti vuoti, anch'essi sede prevista di bassorilievi non più eseguiti. Mancano parimenti quattro statue che avrebbero dovuto riempire le nicchie vuote. L'interno è a tre navate. Dietro all'altare maggiore vi è una grande tela raffigurante una Madonna della Neve. Gli stucchi della cappella della Madonna di Lourdes sono opera del Fantauzzi. Questa cappella e quella del SS. Sacramento sono adornate da due meravigliosi lampadari ottocenteschi in vetro di Murano policromi. Intorno all'altare maggiore vi è un ricchissimo stallo per i canonici, o coro, preziosissima opera lignea del concittadino Santi Rigano. L'altare è in cristalli dorati e colorati, l'opera si compone di 36 scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Completano il prezioso stallo diciotto medaglioni riproducenti i dodici apostoli, i quattro evangelisti, San Giuseppe e la Madonna. L'opera venne completata nel 1872. Il Duomo è parrocchia con qualche interruzione dal 1763.

Basilica Maria SS. del Mazzaro[modifica | modifica sorgente]

Eretta intorno al 1100 da Manfredi, distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita dal 1760. Il tempio a tre navate con pareti decorate in stile barocco siciliano su progetto di Bonaiuto da Siracusa. Al proprio interno si trova un quadro ligneo raffigurante la Madonna col Bambino sulle ginocchia ed accanto le vergini siciliane Sant'Agata e Santa Lucia, di stile greco-bizantino, ritrovato da un pastore intorno al 1125 mentre pascolava il suo gregge sulla cima boscosa della collina di Mazzarino; sepolto in seguito all'editto emanato da Leone Isaurico, dopo il ritrovamento, il popolo proclamò la Madonna del quadro Patrona di Mazzarino.

SS. Crocifisso dell'Olmo[modifica | modifica sorgente]

Il campanile della Chiesa del Signore dell'Olmo

Risalente al V secolo dell'era cristiana; restaurata dai Normanni tra il X e XI secolo e dedicata alla Madonna dell'Itria; distrutta in seguito al terremoto del 1693 e ricostruita ad opera del marchese Filippo Bivona. Sembra che fin da quel tempo esistesse il Crocifisso, chiamato il Crocifisso delle Grazie; oggi si venera il SS. Crocifisso montato sopra una pesantissima bara di ferro che viene portato a spalla da uomini scalzi e nudi indossanti soltanto il saio bianco della confraternita per alcune vie del Paese la Seconda Domenica del mese di maggio. Il nome "Signore dell'Olmo" si deve ad una leggenda. Si racconta infatti che in un'epoca imprecisata il Crocifisso fu oggetto di attenzioni da parte di un gruppo di ladri. Uno di questi infisse una verga di legno di olmo davanti la porta della chiesa, ma questo subito dopo iniziò a germogliare mettendo in fuga i malavitosi. Un grande Olmo difatti era presente fino alla fine dell'Ottocento.

Chiesa dei Padri Cappuccini[modifica | modifica sorgente]

Con annesso convento; eretta intorno al 1120, vi si venerava la Madonna delle Grazie e poi fu dedicata a San Francesco d'Assisi. La costruzione del convento fu voluta e finanziata nel 1574 dal barone Pietro Rivalora.

Immacolata Concezione[modifica | modifica sorgente]

Sorta nel XIV secolo, tra il 1560 ed il 1575, era dedicata alla Madonna della Catena. Vi si conserva una tela del 1606 del Paladini raffigurante l'Immacolata Concezione adorata da San Francesco, ove il pittore si autoritrae vestito con saio francescano, sottoscrivendosi con le parole: "Philippus Paladini florentinus pingebat, anno 1606".

Ex Convento dei PP. Carmelitani e Chiesa del Carmine[modifica | modifica sorgente]

Risalente a prima del 1471, questo convento oggi trasformato in Palazzo Comunale, tranne la chiesa fu voluto da Giuseppe Branciforti ma completato dal priore Carmelitano G. Marco Ferranti intorno al 1673, la chiesa è a croce latina con ornamenti un po' barocchi; l’altare Maggiore è riccamente decorato da marmi policromi. Al suo interno si trova la cripta del Sarcofago del Principe Giovanni II Branciforti..Il 23 novembre 2011 alle ore 11:08 un fulmine colpisce la punta della cupola danneggiando "l'occhio della cuspide" della chiesa e distruggendo alcune automobili. Adesso la struttura è stata protetta con accurati accorgimenti.

San Domenico[modifica | modifica sorgente]

Prima conosciuta come Santa Maria del Soccorso. Eretta nel 1480 dal nobile Antonio Alegambe; è annessa all'ex convento dei Frati Domenicani; al suo interno ospita la statua di Maria SS. del Rosario la cui festa ricade nella prima domenica di ottobre. Presenta una sola navata.

Maria SS. delle Lacrime[modifica | modifica sorgente]

Ebbe origine da un fatto accaduto alla vista di tutti nel 1638, quando nella casa di un certo Giuseppe Peloso, si vede lacrimare un quadro della Santa Vergine. La casa venne demolita e dalle sue ceneri, per volere del popolo e per carità del conte Giuseppe Branciforti, fu eretta la chiesa attuale avente forma circolare, a tre navate, del diametro della cupola di San Pietro a Roma. Vi si venera Santa Rita la cui festa ricorre nel mese di maggio.

Santa Maria del Gesù[modifica | modifica sorgente]

Con annesso convento, si presenta con una sola navata. Eretta nel 1425 e dedicata a Sant'Ippolito, annesso alla chiesa, nel 1573, venne costruito il convento di Santa Maria del Gesù, da cui prese il nome tutto il complesso. La sua erezione a parrocchia avvenne nel 1943.

Figlie di Maria Ausiliatrice[modifica | modifica sorgente]

Eretta nel 1965, è stata arricchita nel 1983 in poi da marmi policromi; di forma ellittica, ai due lati un quadro di Don Bosco e di San Domenico Savio ed un quadro di Madre Mazzarello e Laura Vicuna. Sulla cupola della chiesa vi è una statua in marmo di Maria Ausiliatrice. Nel 1961 in un angolo all'esterno della chiesa è stato inaugurato il monumento di Cristo Re.

Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

Eretta intorno all'XI secolo nelle vicinanze dell'antica Mazzarino, vi si celebra la Santa Messa una volta l'anno, il 2 luglio. Nel 1973 vennero rubati il Crocifisso e un quadro della Madonna di pietra di gesso, risalente quest'ultima alla stessa epoca di erezione della detta chiesa, ove vi erano impressi dei geroglifici greci.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Santa Lucia, l'origine della chiesa è sconosciuta ma si crede nel XV secolo, venne eretta parrocchia nel 1934.
  • Addolorata (Santo Spirito) eretta nel XVI secolo.
  • San Giuseppe, risalente al XVI secolo, ha un artistico campanile con griglia conica in mattoni colorati ad unica navata.
  • Calvario, eretta nel 1812 con fondi raccolti tramite pubblica beneficenza, per riparare durante il Venerdì Santo i Simulacri protagonisti dei Misteri Pasquali.
  • San Salvatore, eretta nel VI-VII secolo quando Macharina (attuale Mazzarino) esisteva nella pianura, la prima chiesa della Mazzarino medievale sino al Mille.

Chiese inattive[modifica | modifica sorgente]

  • San Francesco di Paola, annessa alla Casa del Fanciullo Boccone del Povero. Costruita nel XIII secolo e prospiciente l'antico castello (U Cannuni).
  • Sant'Ignazio di Loyola, annessa al convento e oratorio dei Gesuiti furono costruiti dal Principe di Mazzarino Carlo Maria Carafa nel 1694, oggi dopo attenti restauri il convento è Centro Culturale-Museale Carlo Maria Carafa.
  • Cappelletta, sita in Via Roma; vicino Via della Pietà, si venera la Madonna, appartenente ad un privato.

Chiese non più esistenti[modifica | modifica sorgente]

  • Sant'Antonio Abate, sorgeva vicino l'attuale chiesa di Maria SS. del Mazzaro. Fu demolita intorno al 1893.
  • Santa Sofia, sorta nel XIV secolo tra l'omonima via e via Castelvecchio. Fu demolita nel 1943.
  • Sant' Anna, con annesso monastero (Abbazia). Demoliti nel 1655, oggi edificio scolastico San Domenico.
  • Sant' Antonio di Padova (Sant' Antonino), eretta nel 1671 nelle vicinanze dell'attuale chiesa Madrice. È stata demolita nel 1965ed oggi è un locale appartenente alla chiesa Madrice.
  • Oratorio del SS. Rosario, eretto nel 1674 e annesso alla chiesa San Domenico. Fu demolito nel 1899.
  • La Madonnuzza, anno di edificazione sconosciuto, esistette nell'omonimo largo dove ora vi è una palestra.
  • San Rocco, eretta intorno al 1743, fu demolita intorno agli anni 1952-1953 ed oggi è un edificio appartenente alla chiesa di Santa Lucia.
  • Croce di San Rocco, cappella prospiciente l'omonima chiesa. Fu demolita intorno al 1881.
  • La Pietà, che fu demolita intorno al 1799.
  • Signore Ritrovato, eretta nel 1812 vicino il Calvario, oggi abbandonata.
  • Santa Maria della Croce (Crucidda), eretta nel 1853. Fu demolita.
  • Oratorio di Gesù Adorato, cappella eretta nel 1872, che fu demolita nel gennaio 1973 su ordinanza del Sindaco.
  • Chiesa protestante, sita in Via Purgatorio dove si espletava il culto delle Associazioni Religiose Assemblee di Dio in Italia.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Economia[modifica | modifica sorgente]

È un centro prevalentemente agricolo, notevole è la produzione di grano, mandorle, uva, olive e carciofo. Molto importante è inoltre l'allevamento di ovini; e l'artigianato, e in particolar modo la lavorazione del legno e del marmo.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ http://www.comune.mazzarino.cl.it/kalos/indice.htm
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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