Mazda RX-7

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Mazda RX-7
Mazda-rx7-1st-generation01.jpg
Descrizione generale
Costruttore Giappone  Mazda
Tipo principale Coupé
Altre versioni Cabriolet
Produzione dal 1978 al 2002
Sostituisce la Mazda RX-3
Sostituita da Mazda RX-8
Esemplari prodotti 811.634
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.280 mm
Larghezza 1.760 mm
Altezza 1.230 mm
Passo 2.425 mm
Massa 1.250 kg
1984-1985 Mazda RX-7 (Series 3) coupe 01.jpg

La Mazda RX-7 è un'automobile sportiva costruita dalla Mazda in tre generazioni tra il 1978 e il 2002. Caratteristica peculiare di questa vettura è il suo motore rotativo Wankel.

Commercializzata inizialmente solo in Oriente, è stata successivamente esportata Europa e negli Stati Uniti.

Le serie[modifica | modifica sorgente]

Di questa coupé esistono tre generazioni, la prima presentata nel 1978, solo un anno dopo la cessazione della produzione della prima vettura di serie equipaggiata da tale motore, la NSU Ro80, e l'ultima prodotta fino al 2002 (anche se le ultime versioni furono destinate solo al mercato interno giapponese e la produzione limitata a pochissimi esemplari). Venne sostituita nella produzione dalla Mazda RX-8.

Prima serie[modifica | modifica sorgente]

La prima serie dell'auto venne equipaggiata da un birotore in grado di erogare 77 kW (105 CV) a 6.000 rpm, e fornito di una coppia motrice di 147 N m a 4.000 rpm. La configurazione era quella classica delle vetture sportive del tempo con una linea abbastanza spigolosa, dei fari anteriori a scomparsa e una meccanica caratterizzata dalla trazione posteriore. Sbarcò in Europa con l'intenzione di concorrere con le migliori sportive del tempo come ad esempio la Porsche 924 a cui in parte somigliava.

Nel 1981 subì un leggero restyling che esteticamente interessava i paraurti, le modanatura laterali, i cerchi ed infine la fanaleria posteriore, che perdeva la zona di depressione centrale tipica del modello, per un più armonioso comparto con targa incorporata (in Europa). Motoristicamente, grazie ad alcuni affinamenti, si raggiungevano i (115 CV), ed il comparto dinamico della vettura veniva ampiamente migliorato grazie ai quattro freni a disco di serie e ad una piccola modifica della sospensione anteriore. L'interno poi passava dal tipico stile anni 70 del modello precedente (si veda la cromatura che correva lungo tutto l'abitacolo) ad un più moderno uso dei materiali e degli accessori (con cristalli e retrovisori elettrici su tutti i modelli europei). Della prima serie vennero prodotti 474.565 esemplari, di cui 377.878 venduti sul mercato statunitense dove ancora oggi ha una forte schiera di appassionati.

Le motorizzazioni iniziali della seconda serie, la cui presentazione avvenne nel 1986, erano un aspirato da 146cv (108 kW) o una versione sovralimentato da 182 cv (141 kW). Nel 1988 la coupé venne affiancata anche da una versione cabriolet che rimase però in produzione per soli 3 anni, nonostante il buon accoglimento da parte del mercato, specialmente di quello nordamericano.

Seconda serie[modifica | modifica sorgente]

Mazda RX-7 seconda generazione

A metà del 1989 venne presentata la versione rivista: l'aspirato raggiungeva i 160cv (ma non era più disponibile in Europa) e la sovralimentata arrivava a 200cv. Questo modello fu l'unico ufficialmente importato in Italia, nella versione denominata Turbo II, che comprendeva una ricchissima dotazione di serie (interni in pelle, tetto apribile elettrico, climatizzatore, cruise control).

Esteticamente era riconoscibile dal m.y. 1986 per i fanali posteriori, con le luci dei freni rotonde, e per differenti paraurti ora in tinta con la carrozzeria.

Terza serie[modifica | modifica sorgente]

Mazda RX-7 terza generazione

La terza e ultima serie (modello FD3S) vide la luce nell'ottobre del 1991 con un ulteriore raffinamento della linea per adeguarla ai mutati canoni estetici dell'epoca, che ne fece una delle sportive giapponesi più affascinanti, se non la più bella. Venne esportata al di fuori dei confini giapponesi fino al 1996 e mantenuta in produzione (solo per il mercato interno) con il marchio Efini, pur conservando il nome RX-7, per gli ultimi anni.

Il motore montato su questa versione era il 13B REW (birotore a ciclo Wankel da 1308 cm³ totali) che, con rapporto di compressione pari a 9:1 e sovralimentazione mediante due turbocompressori sequenziali ed intercooler aria-aria, erogava nella versione europea 239 CV a 6500 giri/min (255 CV in quella giapponese), mentre nelle versioni Type R e Type RS, in vendita per il mercato interno dal '99 al 2002, sviluppava 280 CV, dati però solo dichiarati dalla casa per un vincolo tra le case costruttrici giapponesi che imponeva di non superare quella potenza, in realtà quel motore superava alla prova dei fatti i 300 CV.

Il sistema di turbine sequenziali era un capolavoro di ingegneria per una vettura di normale produzione. Sviluppato in collaborazione con Hitachi, era composto da un gruppo turbocompressori in blocco unico, specificatamente progettato, consistente di due turbine di ugual dimensioni Hitachi HT12, gemellate nel lato caldo, azionato dai gas di scarico provenienti dai rotori. Il sistema, nato per sopperire ai limiti tecnici dei turbocompressori di allora, era stato studiato per fornire una curva di coppia generosa e molto piatta fin dai bassi regimi. Un solo turbocompressore piccolo infatti avrebbe consentito una coppia poderosa ai bassi regimi, ma fornito un motore molto soffocato agli alti; per contro un turbocompressore molto grosso avrebbe aumentato eccessivamente il ritardo della risposta all'acceleratore (turbo-lag) pur fornendo una buona potenza agli alti. Il sistema impiegato sulla RX-7 è di fatto concettualmente semplice, ma di esecuzione assai complicata: i due turbocompressori erano azionati dai gas di scarico e soffianti nel collettore di aspirazione prima singolarmente e poi in coppia, in parallelo. La prima turbina consentiva una sovralimentazione pari a 10psi (0,689bar) a partire da 1800 giri, la seconda turbina (nel frattempo tenuta in una sorta di "stand-by") era resa operativa a partire dai 4000 giri e permetteva di mantenere i 10psi (0,689bar) di sovralimentazione fino alla linea rossa dei 7500 giri (7000 giri per la versione europea). Il passaggio dalla modalità "singola" alla modalità "doppia" tra i 3500 ed i 4000 giri vedeva la pressione di sovralimentazione scendere intorno ad 8psi (0,551bar), per questo motivo sulla RX-7 si parla non di pressione di sovralimentazione ma di schema della pressione di sovralimentazione, appunto definito 10-8-10. Tutto il sistema era gestito tramite attuatori pneumatici, valvole a solenoide, valvole by-pass e valvole di sfogo e gestito tutto dalla centralina elettronica del motore, per la sua complessità era spesso fonte di problemi, dovuti in gran parte alla manutenzione che non veniva eseguita correttamente.

Il sistema di iniezione MAP (Manifold Absolute Pressure) L-Jetronic studiato da Bosch prevedeva due iniettori per ogni rotore, azionati anch'essi in modo sequenziale: il primo iniettore da 550 cm³/min alimentava il rotore nel campo di funzionamento del primo turbocompressore, il secondo iniettore da 850 cm³/min veniva azionato in concomitanza con l'entrata in funzionamento del secondo turbocompressore. Per lo stesso motivo, la pompa benzina era azionata a due velocità.

Il motore in questione adottava anche la doppia candela di accensione per ogni rotore, gestito da un sistema elettronico con sensore di detonazione piezo-elettrico, per attenuare il problema del Wankel di avere camere di combustione schiacciate e allungate che davano problemi per il fronte di fiamma che doveva viaggiare da un punto all'altro della camera in pochissimo tempo.

Per quanto riguarda le sospensioni la vettura era dotata del sistema a doppi bracci triangolari sovrapposti di lunghezza ineguale all'anteriore, mentre al posteriore presentava un sistema Multilink. Sia all'anteriore che al posteriore troviamo ammortizzatori telescopici e molle elicoidali, completati da barre antirollio. I duomi delle sospensioni erano rinforzati da una specifica barra al posteriore ed una regolabile all'anteriore, non presente però nella versione touring e base.

I freni erano a dischi ventilati da 294mm con pinze flottanti a 4 pistoncini all'anteriore e a dischi ventilati da 294mm con pinza fissa a singolo pistoncino al posteriore. ABS a 3 canali di serie su tutte le versioni. Servosterzo con assistenza variabile in base alla velocità.

La trazione alle ruote posteriori con differenziale a slittamento limitato di tipo Torsen avveniva tramite un cambio manuale, denominato Type R152a a 5 marce sincronizzate. I rapporti delle marce erano: prima 3.483:1; seconda 2.015:1; terza 1.391:1; quarta 1.000:1; quinta 0.719:1; retromarcia 3.288:1; rapporto finale 4.100:1. Era disponibile anche una trasmissione di tipo automatico denominata R4A-EL controllata elettronicamente a 4 rapporti e con convertitore di coppia.

Le prestazione dichiarate erano di una accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi e 250 km/h di velocità massima, tutto questo grazie anche al peso contenuto di circa 1280 kg.

Il bassissimo centro di gravità, la configurazione con motore anteriore dietro l'asse delle ruote e la trazione al posteriore, unitamente ad una perfetta distribuzione dei pesi di 50:50 hanno reso l'RX-7 una vettura dalla eccellente guidabilità ed estremamente performante se portata al limite.

Nel 2002, ultimo anno di produzione della RX-7, venne presentata una versione ad alte prestazioni, denominata Spirit R. Essa era disponibile nelle configurazioni Type A, B e C. La prima di queste varianti era una biposto dotata di cambio manuale a cinque rapporti, sedili sportivi Recaro che diminuiscono il peso complessivo della vettura di 10 kg e impianto frenante a disco potenziato.[1]

Attività Sportiva[modifica | modifica sorgente]

La Mazda RX-7 è stata iscritta nel 2002 al campionato Super GT nipponico nella classe GT300 dal team RE Amemiya. Oltre ai nuovi sistema di sicurezza prescritti dal campionato e a nuove appendici aerodinamiche, la vettura è stata dotata di un propulsore potenziato a 400 cv di potenza.[2]

Le elaborazioni[modifica | modifica sorgente]

Vista il potenziale del suo motore questa auto è stata spesso elaborata da vari preparatori in Giappone. Alimentata da un sistema biturbo, la versione più recente erogava normalmente dai 239 ai 280 cv, spesso triplicati da preparatori, sostituendo al sistema biturbo un sistema a turbina singola. L'elaborazione tipo riguarda la sostituzione con un'unica turbina maggiorata tipo Garrett T35/40, intercooler e radiatore acqua anch'essi maggiorati, elettronica adeguata, impianto di scarico specifico; tutto questo permetteva all'auto di raggiungere circa 450 CV.

Se invece ci si accontentava di 320/340 cavalli bastava intervenire sullo scarico, aspirazione e applicare un modulo aggiuntivo per la gestione della centralina elettronica. Alcuni preparatori si sono spesso impegnati nel trapianto di un motore 20B (un 2000 cm³ trirotore della Eunos Cosmo) per raggiungere anche 750 CV senza l'uso del protossido d'azoto.

La RX-7 nei media[modifica | modifica sorgente]

  • In ambito anime, la RX-7 compare in Initial D (in versione Mk III FD3S, Mk II FC3S e RX-7 Spirit R FD3S).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mazda RX-7 Spirit R. URL consultato il 22 agosto 2013.
  2. ^ RE AMEMIYA Matsukiyo FD3S RX7. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  3. ^ http://www.igcd.net/vehicle.php?id=25033&PHPSESSID=c18ff1...&width=1280 IGCD:1999 Mazda RX-7 Series III
  4. ^ 1991 Mazda RX-7 'Monstruo' Series III [FD]. URL consultato il 18 dicembre 2012.

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