Mazama americana

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Mazama rosso
Red Brocket Deer in Barbados 10.jpg
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Cervidae
Sottofamiglia Capreolinae
Genere Mazama
Specie M. americana
Nomenclatura binomiale
Mazama americana
(Erxleben, 1777)

Il mazama rosso (Mazama americana Erxleben, 1777) è una specie di mazama originaria delle foreste del Sudamerica, diffusa dall'Argentina settentrionale fino a Colombia e Guiane[1][2]. Si incontra anche sull'isola di Trinidad, appartenente alla Repubblica di Trinidad e Tobago (fino a tempi storici molto recenti viveva anche a Tobago, ma sembra che da tale luogo sia scomparso a causa dell'eccessivo bracconaggio praticato sull'isola).

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

In passato il mazama rosso del Centroamerica (M. temama) e talvolta anche il mazama bruno dello Yucatán (M. pandora) venivano considerate sottospecie del mazama rosso[3]. Tuttavia, anche dopo una recente revisione, persiste ancora una notevole confusione riguardo alla tassonomia di questa specie. Proprio per questo motivo, la IUCN la classifica tra le specie insufficientemente conosciute[1], nonostante sia, senza ombra di dubbio, la specie di mazama più diffusa. Condivide gran parte del suo areale con il più piccolo mazama bruno dell'Amazzonia (molto meno numeroso).

Attualmente ne vengono riconosciute dodici sottospecie:

  • M. a. americana Erxleben, 1777 (Venezuela sud-orientale, Brasile settentrionale e Guiane);
  • M. a. carrikeri Hershkovitz, 1959 (Colombia settentrionale);
  • M. a. gualea J. A. Allen, 1915 (Ecuador occidentale);
  • M. a. jucunda Thomas, 1913 (Brasile meridionale);
  • M. a. rosii Lönnberg, 1919 (Argentina settentrionale);
  • M. a. rufa Illiger, 1815 (Paraguay e Argentina);
  • M. a. sarae Thomas, 1925 (Bolivia ed estremità nord-occidentale dell'Argentina);
  • M. a. sheila Thomas, 1913 (Venezuela settentrionale);
  • M. a. trinitatis J. A. Allen, 1915 (isola di Trinidad);
  • M. a. whitelyi Gray, 1873 (Perù);
  • M. a. zamora J. A. Allen, 1915 (dalla Colombia sud-orientale al Perù nord-orientale);
  • M. a. zetta Thomas, 1913 (Colombia settentrionale).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il mazama rosso è di colore marrone-rossastro, con testa e collo di un marrone-grigiastro più chiaro e zampe parzialmente nerastre[4]. L'interno delle zampe posteriori e la parte inferiore della coda sono bianchi. I piccoli sono ricoperti da macchie bianche e non hanno le zampe nerastre[4]. Solo i maschi adulti sono muniti di palchi, piccoli e simili a chiodi. È la specie di mazama più grande: misura 67-80 cm di altezza al garrese ed è lungo 105-144 cm[4]. Generalmente pesa tra i 24 e i 48 kg[4], ma maschi eccezionalmente grandi possono raggiungere i 65 kg[5].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Il mazama rosso si nutre brucando tra la vegetazione, prediligendo la frutta quando essa è disponibile. Ha abitudini generalmente solitarie e vive all'interno delle giungle più fitte. Quando è allarmato, sbuffa o colpisce il terreno con gli zoccoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Durate, J.M.B., Vogliotti, A. & Barbanti, M. 2008, Mazama americana in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mazama americana in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Rodrigo A. Medellín, Alfred L. Gardner; J. Marcelo Aranda, The taxonomic status of the Yucatán brown brocket, Mazama pandora (Mammalia: Cervidae) (PDF) in Proceedings of the Biological Society of Washington, vol. 111, nº 1, aprile 1998, pp. 1–14. URL consultato il 10 ottobre 2010.
  4. ^ a b c d Trolle, M., and L. H. Emmons (2004). A record of a dwarf brocket from lowland Madre de Dios, Peru. Deer Specialist Group Newsletter 19: 2-5
  5. ^ Nowak, R. M. (eds) (1999). Walker's Mammals of the World. 6th edition. Johns Hopkins University Press.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emmons, L.H. (1997). Neotropical Rainforest Mammals, 2nd ed. University of Chicago Press ISBN 0-226-20721-8

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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