Max Ferrari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Massimiliano Ferrari, meglio noto come Max Ferrari (Varese, 29 maggio 1971), è un giornalista e politico italiano.

Sposato, padre di una bimba, dal 12 ottobre 2002 è direttore responsabile del telegiornale di TelePadania e ci rimane fino all'aprile 2006; in varie occasioni è anche reporter di guerra, come in Serbia, Kosovo, Iraq e Afghanistan.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ferrari a 16 anni aderisce alla Lega Lombarda e nel 1989 diventa militante e responsabile del primo gruppo giovani del movimento, poi con la nascita della Lega Nord fa parte delle prime Guardie Padane. A partire dal 1990, con lo scoppiare delle rivoluzioni che porteranno allo sgretolamento della Jugoslavia, compie insieme a giovani leghisti varesini e piemontesi (come l'on. Giuseppe Guido Rossi) molte spedizioni in Croazia e in tutti i Balcani per prestare aiuto alle popolazioni locali. Dal 1994 al 1998 ricopre l'incarico di consigliere comunale a Malnate, alle porte di Varese, comune dove ha sempre vissuto.

Nel 2002, non appena nominato direttore del TGNord di TelePadania, si auto-inviò in missione solitaria con poche centinaia di euro e senza telefono satellitare. Compie interviste personali a capi di stato ed esponenti politici come: Rafic Hariri, Vojislav Kostunica, Ibrahim Rugova, Stipe Mesic, Aleksandr Kwasniewski, Ion Iliescu, Jorg Haider, Johannes Rau, Vaclav Havel, Edmund Stoiber, Cristoph Blocher, Jean-Marie Le Pen. Nel 2006 viene allontanato dall'emittente leghista, dopo quattro anni di reportage internazionali dai vari teatri di guerra e azioni controcorrente quali le molte denunce di crimini commessi da cittadini islamici in Italia, o aver aspramente criticato sull'emittente del partito, la malagestione della Lega (con le vicende Banca CredieuroNord) e la sua deriva romana operata da una corte di personaggi che circondano Umberto Bossi[1][2].

La sera del 10 aprile 2006, il giorno in cui si concludevano le elezioni politiche del 2006 con la sede federale della Lega colma di cronisti e troupe televisive, conduce l'irruzione di una trentina di militanti dissidenti leghisti e contesta pesantemente Rosi Mauro apostrofandola «terrona terrona»[3]. Pochi giorni dopo l'occupazione della sede di via Bellerio è stato espulso dalla Lega ed ha fondato il Fronte Indipendentista Lombardia[4], con il quale si è candidato alle elezioni provinciali di Varese ottenendo 3.143 voti e lo 0,9 %.

Nel 2009 forma la coalizione Lombardia Autonoma insieme alla Lega Padana Lombardia di Roberto Bernardelli ed al Progetto Lombardia di Giulio Arrighini. Sotto le insegne di Lombardia Autonoma si candida alle elezioni provinciali di Milano ottenendo 5.585 voti. Sempre nel 2009 si candida per le elezioni europee nella lista L'Autonomia[5].

Alle elezioni regionali in Lombardia del 2010 afferma che la Lega Padana Lombardia appoggerà la Lega Nord[6] e nell'aprile 2010 torna alla Lega Nord. Dal 2012 è tornato a scrivere di geopolitica ed esteri su La Padania.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferrari intervistato da Rete 55
  2. ^ Max Ferrari va all'attacco. «Ignorati i militanti della base»
  3. ^ Corriere: La Lega delusa punta tutto sul referendum
  4. ^ Un'altra Lega, nasce il «Fronte padano»
  5. ^ Ferrari interviene a Tribuna elettorale - RAI 3
  6. ^ Ferrari: "Alle regionali voteremo Lega Nord"

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]