Mavra

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Mavra è un'opera buffa in un atto ed è uno dei primi lavori del periodo neoclassico di Stravinskij. Essa si basa sulla storia di Aleksandr Sergeevič Puškin, La casetta a Kolomna, e il libretto è stato curato da Boris Kochno. È dedicata alla memoria di Puškin, Glinka e Čajkovskij. È un'opera breve, dura infatti 25 minuti, e la sua prima esecuzione per i Balletti Russi di Sergej Pavlovič Djagilev è avvenuta all'Opéra di Parigi nel 1922.

All'inizio Mavra fu un vero e proprio fallimento, probabilmente proprio a causa della sua brevità. Ciò provocò un grande sconforto in Stravinskij, poiché vi teneva particolarmente. Bisognerà aspettare il 1928 perché l'opera venga rivalutata.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

La composizione di Mavra risale al 1921, quando Stravinskij e Djagilev si trovavano a Londra e stavano riorchestrando la musica de La bella addormentata di Čajkovskij, che non era mai stata allestita dalla Compagnia dei Balletti Russi. Il contatto con la musica di Čajkovskij entusiasmò molto Stravinkij, il quale decise di rendergli omaggio e scrivere una musica che potesse attingere alle tradizioni russe, e che potesse enfatizzarne l'essenza proprio come avveniva nei versi di Puškin e le canzoni di Glinka. Decise che il nuovo lavoro sarebbe stato un'opera buffa, e trovò il soggetto che voleva nella novella in versi di Puškin, La casetta a Kolomna.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia è molto semplice e ricalca abbastanza fedelmente il testo di Puškin. Una vecchia signora e sua figlia Parasha vivono a Kolomna, all'epoca sobborgo di San Pietroburgo (realmente esistente), durante il periodo di Carlo X[a quale Carlo si riferisce? e poi perché non fa riferimento ad uno zar, ma ad un sovrano straniero?].

Il sipario si alza sul salotto di una famiglia borghese, dove la figlia Parasha sta ricamando.

Inizia subito l'Aria di Parasha, in cui viene espressa la sua tristezza perché è da più di una settimana che non vede il suo amato Vassili. Chiede anche all'uccellino di smettere di cantare perché il suo canto le provoca grande nostalgia.

Entra poi in scena Vassili con la canzone gitana dell'ussaro dai toni fortemente baldanzosi. Egli infatti si vanta di aver trascorso tutta la notte a far baldoria, provocando, in questo modo, la gelosia di Parasha. Inizia quindi un litigio amoroso tra i due, ma l'ussaro si mostra troppo seducente, e la fanciulla non può far altro che perdonarlo, trasformando così il litigio in un duetto d'amore.

Entra poi in scena la madre che si lamenta poiché è senza serva, dato che la loro cuoca è morta da poco, e manda Parasha a cercarne una nuova.

Entra poi in scena la vicina con la quale inizia un duetto in cui si lamentano entrambe dei tempi difficili e di quanto sia difficile trovare una nuova serva.

La figlia torna a casa con Mavra, in realtà il soldato Vassili travestito da donna. La madre non si accorge del travestimento e la assume, contenta della fortuna avuta. Inizia allora un quartetto tra la Madre, Mavra, Parasha e la Vicina nel quale vengono cantate le lodi della cuoca scomparsa.

La vicina poi si congeda e la madre va al piano di sopra a prepararsi. Rimasti soli, Parasha e Mavra iniziano un duetto nel quale cantano la loro futura felicità visto che adesso potranno stare per sempre insieme e vivere sotto lo stesso tetto.

Successivamente, Parasha e la madre escono per andare in città e decidono di tornare inaspettatamente per scoprire se la nuova cuoca è affidabile o meno e la trovano nell'atto tipicamente maschile di radersi. Questo crea grande scompiglio in casa, con la madre che sviene e la figlia che invoca invano il nome del suo amato mentre si cala il sipario.

La musica[modifica | modifica sorgente]

Lo schema musicale consiste in tanti pezzi chiusi separati da brevi passaggi di dialogo. Sono presenti riferimenti al bel canto italiano (l'aria), alla musica tzigana ungherese (il canto dell'ussaro) e al ragtime, che testimonia la grande influenza che la musica americana ebbe nel compositore russo.

L'opera, dal punto di vista musicale presenta questa struttura:

Ouverture

   I. Aria di Parasha
  II. Canzone gitana dell'ussaro
 III. Dialogo (la Madre e Parasha)
  IV. Aria della Madre
   V. Dialogo (la Madre e la Vicina)
  VI. Duetto (la Madre e la Vicina)
 VII. Dialogo (la Madre, la Vicina, Mavra e Parasha)
VIII. Quartetto (la Madre, la Vicina, Mavra e Parasha)
  IX. Dialogo (la Madre, la Vicina, Mavra e Parasha)
   X. Duetto (Parasha e Mavra)
  XI. Dialogo (la Madre, Mavra e Parasha=
 XII. Aria di Mavra
XIII. Coda (la Madre, la Vicina, Mavra e Parasha)

Dal punto di vista musicale, essa è un'opera buffa, ma a causa del suo finale, si ha l'effetto che l'opera non si concluda. Nell'opera buffa italiana, infatti, in genere si capisce come andrà a finire la storia d'amore della coppia protagonista, di solito caratterizzata dal lieto fine. In Mavra, invece, viene raccontato solo un episodio che caratterizza la vicenda amorosa, e non si sa come e se proseguirà la loro relazione.

Mavra si presenta come un mero divertissement, in cui emerge la teoria dello straniamento di Stravinskij. In pratica non vi dev'essere un'identificazione tra gli attori e i personaggi e per questo motivo non vengono mai utilizzate le stesse voci canore. Il pubblico deve sempre aver presente che ciò che stanno vedendo è una semplice rappresentazione e non uno spaccato di vita reale.

Differenze tra Mavra e La Casetta a Kolomna[modifica | modifica sorgente]

In linea generale la trama corrisponde a quanto scritto nel testo di Puškin. Ma, ovviamente, per questioni sceniche, si sono dovuti effettuare dei cambiamenti.

Kochno ha cercato di mantenere intatti i dialoghi, ma per arricchire la trama ne ha dovuti aggiungere altri. Dei 40 versi della Casetta a Kolomna infatti, solo 26 contengono materiale pertinente alla trama. Gli altri si perdono in riflessioni teoriche su varie questioni di tecnica poetica.

La prima differenza si trova nell'incipit stesso di Mavra. Nell'opera di Stravinskij, il personaggio di Vassili viene introdotto sin dall'inizio, in maniera tale, che quando egli si fosse presentato sotto le vesti di Mavra, il pubblico fosse subito in grado di riconoscerlo. Ne La Casetta a Kolomna invece, il lettore solo alla fine viene conoscenza della relazione tra Parasha e l'ussaro, e solo perché è l'autore stesso che lo induce a pensare in questo modo.

Un'altra differenza risiede nelle abilità della cuoca morta. In Mavra vengono tessute le sue lodi, ne La Casetta a Kolomna, Puškin non fa menzione della bravura della serva. Anzi, afferma che è solo il gatto a sentire la sua mancanza. Ironicamente, Stravinskij cita questo passo, quando nel Quartetto si cantano le virtù della cuoca scomparsa, si può udire come sottofondo il miagolio del gatto.

Infine, anche il personaggio della Vicina presenta una differenza. Nel testo di Puškin, questi improbabili personaggi, dal punto di vista sociale si presentano alienati. È come se essi vivessero in un mondo a parte, in cui esistono solo loro. In Stravinskij, il personaggio della Vicina, riveste proprio il ruolo di contorno sociale, che permette di estrapolarli dal vuoto che li circondava, e osservarli integrati in un contesto sociale.

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