Mauronto di Provenza

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Mauronto
Duca di Provenza
In carica prima del 735739
Nascita tra il VIIe l'VIII secolo
Morte dopo il 739

Mauronto (tra il VIIe l'VIII secolo – dopo il 739) conte di Vienne, fu duca di Provenza da prima del 735 al 739.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di Mauronto, di cui non si conoscono gli ascendenti, si conosce molto poco; era contemporaneo di Abbone, duca di Provenza, alleato di Carlo Martello.

Secondo il Cronicon Mossiacensis, Mauronto, nel 734, si ribellò ai Franchi e chiamò i Saraceni, guidati da Yusuf, figlio di ʿAbd al-Raḥmān ibn ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī, che si installaron a Narbona e l'anno dopo, passato il Rodano, conquistarono Arles e tutta la sua provincia che tennero poi per quattro anni, portandovi morte e distruzione[1] e poi, col consenso di Mauronto, avrebbero conquistato Avignone[2], nel 736[3].

Carlo Martello reagì e già, nel 735, si diresse su Lione per fare un'incursione su Arles e Marsiglia[4], poi, nel 737, strappò Avignone ai Saraceni, che avevano l'aiuto di Mauronto, e li scacciò, sterminandoli[2].

Nel 739, Carlo Martello, raccolto un grande esercito di Franchi e Burgundi, col fratellastro, Childebrando, si diresse in Provenza, occupò tutta la zona di Avignone, e si spinse sino al mare, e, mettendo in fuga il duca Mauronto, sottomise tutta la regione, cacciandone i Saraceni[5].

Sempre, nel 739, Arles era stata ancora catturata dai Saraceni e Carlo si alleò coi Longobardi per riconquistare la Provenza, con l'aiuto del re Liutprando[2] riconquistò Arles, seminando il terrore tra i nemici, li mise in fuga e riconquistò la regione sino a Marsiglia[6]. Poi passato il Rodano, dopo aver scacciato i saraceni da tutta la Gotia[2], Carlo sconfisse Mauronto, duca di Provenza che aveva chiamato i Saraceni[2].

Di Mauronto non si hanno più notizie e non si conosce la data della morte.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Di Mauronto non si hanno notizie né su una eventuale moglie, né su discendenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Cronicon Mossiacensis, p.291
  2. ^ a b c d e (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius: Ex Chronico Sigeberti monachi, p.347
  3. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars tertia, auctore anonymo austrasio, CIX, anno DCCXXXVI.
  4. ^ (LA) Annales Mettenses, p.28
  5. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars tertia, auctore anonymo austrasio, CIX, anno DCCXXXIX.
  6. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius: Annales Francorum Ludovici Dufour, p.702

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Christian Pfister, La Gallia sotto i Franchi merovingi. Vicende storiche in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 688-711.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]