Mauricio Ardila

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Maurico Ardila
Mauricio Ardila 2013.jpg
Mauricio Ardila alla Clásica de Fusagasugá 2013
Dati biografici
Nome Mauricio Alberto Ardila Cano
Nazionalità Colombia Colombia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Squadra Aguardiente Antioqueño
Carriera
Squadre di club
2002-2003 Marlux
2004 Chocolade Jacques Chocolade Jacques
2005 Davitamon Davitamon
2006-2010 Rabobank Rabobank
2011 Geox Geox
2012 Comcel-Colombia
2013- Aguardiente Antioqueño
Nazionale
2002-2009 Colombia Colombia
 

Mauricio Alberto Ardila Cano (Medellín, 21 maggio 1979) è un ciclista su strada colombiano che corre per il team Aguardiente Antioqueño-Lotería de Medellín-IDEA. Professionista dal 2002, ha caratteristiche di scalatore ed è cugino di un altro ciclista pro, Alex Cano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce da professionista con la Marlux-Ville de Charleroi nel 2002 ottenendo tre vittorie, tra cui una tappa del Tour de l'Avenir. Nel 2004, con la squadra rinominata in Chocolade Jacques-Wincor Nixdorf, partecipa al suo primo Giro d'Italia (la sua prima grande corsa a tappe da professionista), concluso al 31º posto, dopo essere stato tra i primi venti in classifica per diverse giornate. Nello stesso anno vince due tappe e la classifica finale del Tour of Britain e giunge secondo nella Rheinland-Pfalz Rundfahrt.

Nel 2005 viene ingaggiato dalla Davitamon-Lotto, squadra ProTour. Partecipa al Tour de Romandie, chiuso al 12º posto, e di nuovo al Giro d'Italia. Dopo la prima settimana è tra i primi dieci, ma dovrà abbandonare le aspirazioni di classifica dopo la tappa a cronometro Lamporecchio-Firenze, in cui perde quasi cinque minuti, e soprattutto dopo la quattordicesima tappa (da Egna a Livigno), in cui giunge con un ritardo di circa 42 minuti dal vincitore di giornata Iván Parra. Conclude il Giro in 27ª posizione.

Pochi mesi dopo partecipa alla sua prima Vuelta a España, ottenendo buoni risultati nelle tappe di montagna. Tenta la fuga nella 13ª tappa (da Burgos al Santuario de la Bien Aparecida), ma confonde la linea dell'ultimo Gran Premio della Montagna con quello del traguardo finale, che si trova 100 metri più avanti, esultando prima dell'arrivo; l'errore gli costa la tappa: negli ultimi metri viene infatti beffato da Samuel Sánchez, che vanifica i 148 chilometri di fuga di Ardila, costretto ad accontentarsi del terzo posto[1]. Conclude la Vuelta all'ottavo posto.

Gli anni successivi, dal 2006 al 2010, con la maglia della Rabobank, sono invece piuttosto deludenti: vince una sola corsa, una tappa della Vuelta a Urabá in Colombia, e non ottiene più alcun risultato di rilievo nelle grandi corse a tappe (chiude comunque quindicesimo al Giro d'Italia 2010). Nel 2011 passa alla Geox-TMC di Mauro Gianetti, nel 2012 torna quindi in patria per gareggiare prima con la Colombia-Comcel e poi, dal 2013, con l'Aguardiente Antioqueño-Lotería de Medellín-IDEA.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Classifica generale Vuelta al Valle del Cauca
10ª tappa Tour de l'Avenir (Saint-Flour)
4ª tappa Giro di Svezia (Huskvarna)
1ª tappa Clasica de la Libertad (San Rafael)
2ª tappa Tour of Britain (Sheffield)
4ª tappa Tour of Britain (Celtic Manor)
Classifica generale Tour of Britain
Circuito de Combita
2ª tappa Vuelta al Valle del Cauca (Alto de la Magdalena)
Classifica generale Vuelta al Valle del Cauca
5ª tappa Giro della Bassa Sassonia (Sankt Andreasberg)
4ª tappa Vuelta a Urabá

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2004: 31º
2005: 27º
2006: 98º
2007: 67º
2008: 20º
2009: 41º
2010: 15º
2011: 122º
2005: 8º
2006: 67º
2007: 67º
2008: ritirato (15ª tappa)
2010: 120º
2011: ritirato (5ª tappa)

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Zolder 2002 - In linea Elite: ritirato
Verona 2004 - In linea Elite: 21º
Salisburgo 2006 - In linea Elite: 101º
Stoccarda 2007 - In linea Elite: ritirato
Mendrisio 2009 - In linea Elite: ritirato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Grassi, Che ridere, Samuel. Sánchez beffa un distratto Ardila in www.cicloweb.it, 9 settembre 2005.

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