Matrimonio (ordinamento civile italiano)

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Nel diritto italiano il termine matrimonio è utilizzato sia per indicare l'atto stesso del matrimonio (cosiddetto matrimonium in fieri), sia per indicare il rapporto che ne consegue per gli sposi (cosiddetto matrimonium in facto).

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Matrimonio del minore.

Il codice civile italiano prevede alcuni requisiti per contrarre matrimonio la cui mancanza comporta l'impossibilità di contrarre matrimonio indipendentemente dalla persona dell'altro coniuge. In particolare:

  • Maggiore età: non può contrarre matrimonio chi non abbia compiuto 18 anni. Peraltro, anche il minore di 18 anni che abbia già compiuto 16 anni, può essere ammesso a contrarre matrimonio ai sensi dell'art. 84 del codice civile qualora il Tribunale conceda l'autorizzazione previa verifica dei gravi motivi e l'accertamento della maturità psicofisica del minorenne.
  • Capacità di intendere e di volere: non può validamente contrarre matrimonio l'interdetto per grave infermità di mente. Quanto al matrimonio contratto dall'incapace naturale (cioè il soggetto che sia al momento di contrarre matrimonio incapace di intendere e di volere) esso può essere impugnato a meno che vi sia stata coabitazione tra i coniugi della durata di un anno.
  • Libertà di stato: non può contrarre matrimonio chi sia già legato ad altra persona da matrimonio civile o con effetti civili. Colui che contrae un secondo matrimonio, in costanza di precedente matrimonio, incorre nel reato di bigamia.

Impedimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il codice civile prevede alcune situazioni che costituiscono impedimenti a contrarre matrimonio. Essi si dintinguono in impedimenti dirimenti, la cui presenza dà luogo alla nullità, e impedimenti impedienti, la cui presenza obbliga a pagare un'ammenda.

Sono impedimenti dirimenti:

  • Esistenza di un precedente vincolo matrimoniale.
  • Incapacità di intendere e di volere di uno dei nubendi.
  • Minore età di uno dei nubendi (salvo che per lo stesso non sia intervenuta l'emancipazione).
  • Rapporto di parentela, affinità, adozione e affiliazione tra i nubendi.
  • Il cd. impedimentum criminis, ossia il matrimonio tra chi è stato condannato per Omicidio consumato o tentato ed il coniuge della persona offesa.

Sono impedimenti impedienti:

  • Lutto vedovile
  • Mancanza di pubblicazione

Annullamento[modifica | modifica wikitesto]

La dichiarazione di nullità è spesso, ma erroneamente, nota come annullamento del matrimonio.

L'espressione non deve essere fraintesa, perché il matrimonio viene dichiarato nullo, cioè mai esistito e non "annullato" da un certo momento in poi, come avviene con il divorzio: ha quindi efficacia retroattiva.

Le cause che possono portare all'annullamento di un matrimonio sono indicate nel Codice Civile e possono essere, tra le altre, la scoperta di anomalie o gravi difetti di uno degli sposi (purché esse esistessero prima dell'atto di matrimonio e fossero state celate), la mancanza dei requisiti per il matrimonio di uno dei coniugi (esempio si scopre che uno dei due era già vincolato in un altro matrimonio, oppure si scopre che i coniugi sono parenti sanguini).

Alcune statistiche sul matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

I matrimoni celebrati in Italia nel 2011 sono stati 204.830 contro i circa 419.000 del 1972. Questo è un primo dato che indica la crisi del matrimonio in Italia (fenomeno comune ad altri paesi occidentali). Un altro dato significativo di questo fenomeno è rappresentato dall'età media in cui si contrae matrimonio, che nel 2007 è stata di 32,64 anni per gli uomini celibi e 29,93 per le donne nubili; l'età di picco (in cui avvengono più matrimonio percenentualmente) secondo i dati Istat 2009 è di 27 anni per le donne (con un grafico fortemente spezzato che presenta un netto calo oltre questa età) e di 31 anni per gli uomini (con un grafico più «morbido» che tende a formare un plateau tra i 28 e 31 anni e degrada più lentamente oltre questa età). Per i divorziati l'età sale a 47,87 anni per gli uomini e 48,93 anni per le donne. Per i vedovi l'età media è di 61,49 anni per gli uomini e 48,93 anni per le donne. A titolo di confronto per tutti gli anni settanta del XX secolo l'età media è stata di circa 27 anni per gli uomini e inferiore ai 24 per le donne. Solo il 70% dei trentacinquenni del 2005 è sposato, a fronte dell'85% di 15 anni prima. I dati però sono disomogenei tra le diverse aree geografiche d'Italia. Mentre il tasso di nuzialità nel centrosud è 4,9 matrimoni ogni mille abitanti, questo indicatore scende a 3,8 nel Nord.

La crisi del matrimonio religioso e la crescente diffusione dei matrimoni civili[modifica | modifica wikitesto]

I dati ISTAT del 2011 confermano una tendenza emersa negli ultimi decenni, ossia la dimnuizione dei matrimoni religiosi e l'aumento di quelli civili. Nel 2011 i matrimoni civili sono stati 80.387, rappresentando il 39,2% dei matrimoni, mentre non arrivano al 20% del 1996.[1].

Dai dati ISTAT del 2011, gli ultimi disponibili, si evince che tutte le regioni del centro e nord Italia hanno registrato percentuali superiori al 40%, con punte superiori al 50% in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Valle d'Aosta, Emilia-Romagna e Toscana. Il matrimonio religioso mantiene invece una quota alta in quasi tutte le regioni del Sud Italia, rappresentando oltre il 75% in quasi tutte le regioni meridionali, con l'eccezione dell'Abruzzo e di alcune province, con punte dell'86,6% in Basilicata.

Altro fenomeno significativo è rappresentato dal fatto che i matrimoni civili hanno percentuali molto più elevate nei centri urbani, rispetto a quelli rurali. A testimonianza, che nel centro sud e nei piccoli paesi le tradizioni sono maggiormente consolidate. L'aumento dei matrimoni civili è dovuto a una serie di fattori.

  • Nel 2009 nel 13% dei matrimoni almeno uno degli sposi era divorziato. Per i divorziati non è ammesso il matrimonio religioso cattolico[2].
  • Nel 2009 il 13,9% dei matrimoni era con almeno uno straniero. Spesso, ma non sempre, gli stranieri praticano culti per i quali lo Stato italiano non riconosce la validità civile del matrimonio religioso. Quando uno solo degli sposi è straniero la ragione del matrimonio civile è anche la disparità di culto.
  • La progressiva disaffezione nella religione cattolica e, più in generale, verso il sentimento religioso. I matrimoni religiosi sono scesi dai 257.555 del 1991[3] ai 214.255 del 2000[4], fino a calare a 137.075 del 2010. Infatti l'incidenza dei matrimoni con divorziati e con stranieri non può spiegare da sola il 36,52% dei matrimoni civili nel 2010.

Occorre infine precisare che il numero dei matrimoni religiosi può essere leggermente sottostimato; nelle statistiche Istat infatti vengono considerati solo i matrimoni concordatari e civili. Non sono invece inclusi i matrimoni religiosi; in diversi casi gli sposi scelgono di effettuare separatamente il matrimonio civile e quello religioso (non concordatario), per svariate ragioni, tra le quali il desiderio di una unione religiosa successiva a quella civile, l'esistenza di impedimenti giuridici di natura civile ma non ecclesiastica, il differimento tra i due matrimoni per conseguire più rapidamente gli effetti civilistici e successivamente sancire l'unione col rito religioso. Nelle statistiche questi casi sono classificati come solo civili o non vengono conteggiati perché celebrati solo con rito religioso. Secondo un'indagine della CEI il 3,4% delle coppie di partecipanti ai corsi per matrimoni religiosi è già sposato civilmente[5], per cui si dovrebbe dedurre che per ogni 29 matrimoni concordatari c'è un matrimonio canonico celebrato con solo rito religioso cattolico.

Rilevante è anche il dato dei secondi matrimoni celebrati con rito religioso, il 2,06% nel 2009, ossia 2.988 su 144.842. In questo dato sono comprese le seconde nozze per morte di uno dei coniugi e quelle derivanti da annullamento del primo matrimonio da parte delle autorità ecclesiastiche cattoliche.

È da rilevare che il numero dei matrimoni civili dall'agosto 2009 è destinato a calare per effetto delle norma del cd. pacchetto sicurezza (legge 15 luglio 2009 n. 94). La legge impone agli sposi extracomunitari l'esibizione, oltre al nulla osta del paese di provenienza, del permesso di soggiorno. Inoltre la legge limita fortemente l'acquisizione per matrimonio della cittadinanza italiana per il coniuge straniero o apolide. La cittadinanza sarà acquisibile quando, dopo il matrimonio, lo straniero risieda legalmente da almeno due anni in Italia, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all’estero[6]. Infatti nel comune di Prato i matrimoni tra cittadini cinesi sono calati dai 237 del 2009 ai 60 del 2010[7].

In aumento sono anche i primi matrimoni tra cittadini italiani con rito civile, quelli che maggiormente sono celebrati con rito religioso. Erano il 18,8% nel 2008 e sono aumentti al 24,5% nel 2012 [8]

I dati delle serie storiche dal 2004 sono consultabili sul sito dell'ISTAT[9].

Matrimoni religiosi e civili in Italia dal 1990 al 2013
Matrimoni religiosi in Italia dal 1990 al 2012
Anno 1990 1991 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Numero 266084 257555 235990 232065 222086 220351 219581 215743 214255 192558 192006 186489 169637 166431 162364 163721 156031 144842 138199 124443 122297
Percentuale matrimoni civili dal 1931 al 2013 in Italia
Anno 1931 1936 1941 1951 1961 1966 1971 1981 1986 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Civili 1,6 1,4 1,5 2,4 1,6 1,2 3,9 12,7 14,2 16,70 17,01 17,47 18,25 17,91 19,07 19,98 20,29 20,66 21,59 23,04 24,67 27,07 28,89 29,39 31,86 32,82 34,00 34,61 36,73 37,19 36,52 39,25 40,96 43,1
Percentuale primi matrimoni civili dal 1995 al 2012 in Italia
Anno 1995 2000 2005 2008 2009 2010 2011 2012
Civili 11,3 13,7 17,3 18,8 21,4 22,1 24,0 24,5
Matrimoni religiosi dal 1991 in Italia, Francia, Spagna, San Marino, Inghilterra e Galles, Portogallo
Anno 1991 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
IT 257555 235990 232065 222086 220351 219581 215743 214255 192558 192006 186489 169637 166431 162364 163721 156031 144842 138199 124443 122297
FR 146270 126919 125847 124362 124425 120262 121513 122580 118087 110409 102024 95034 97432 89014 83509 88564 77664 74636 71146
SP 165704 143397 122460 110017 80959
SM 91 76 78 81
ING-G 155423 139856 127522 114817 107020 104231 100836 97161 88989 86386 86985 88156 85636 81104 79169 76700
PT 41331 36509 35301 32038 28094 26809 24950 22012 19363 17531 16738
Matrimoni religiosi e civili dal 1990 a Roma. Percentuale di matrimoni civili
Anno 1990 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Religiosi 8.417 7.104 6.851 6.346 6.980 7.223 6.878 6.611 6.316 6.215 5.819 5.117 5.078 4.571
Civili 4.737 4.271 4.497 4.410 4.592 4.808 4.783 4.918 4.925 4.916 4.865 4.453 4.478 4.047
 % Civili 36,0 37,5 39,6 41,0 39,7 40,0 41,0 42,7 43,8 44,2 45,5 46,5 46,9 47,0
Matrimoni religiosi e civili dal 1998 a Milano. Percentuale di matrimoni civili
Anno 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Religiosi 3.080 2.996 2.781 2.516 2.313 2.102 1.846 1.709 1.605 1.550 1.376 1.315 1.119 1.194
Civili 2019 2.253 2.349 2.376 2.502 2.162 2.254 2.339 2.187 2.400 2.504 2.046 1.753 1.867
 % Civili 39,6 42,9 45,8 48,6 52,0 50,7 55,0 57,8 56,9 60,6 64,5 60,9 61,0 61,0
Matrimoni religiosi e civili dal 2004 a Napoli. Percentuale di matrimoni civili
Anno 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Religiosi 4.970 4.806 4.900 4.538 4.302 3.837 3.240 2.578
Civili 1.828 1.701 1.745 1.832 1.820 1.514 1.290 1.147
 % Civili 26,9 26,1 26,3 28,8 29,7 28,3 28,5 30,8
Matrimoni religiosi e civili dal 2001 a Torino. Percentuale di matrimoni civili
Anno 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Religiosi 2.107 1.977 1.867 1.587 1.521 1.487 1.335 1.287 1.100 1.000 936
Civili 1.385 1.577 1.326 1.447 1.457 1.480 1.417 1.345 1.313 1.241 1.203
 % Civili 39,7 44,4 41,5 47,7 48,9 49,9 51,5 51,1 54,4 53,4 53,6
Matrimoni religiosi e civili dal 1995 a Bologna. Percentuale di matrimoni civili
Anno 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Religiosi 857 850 762 789 774 727 616 580 567 464 462 409 442 372 360 322 306 337 260
Civili 645 629 646 626 642 641 672 682 665 692 727 700 783 780 774 668 629 693 662
 % Civili 42,9 42,5 45,9 44,2 45,3 46,9 52,2 54,0 54,0 59,9 61,1 63,1 63,9 67,7 68,3 67,7 67,3 67,3 71,8
Matrimoni religiosi e civili dal 1989 a Verona. Percentuale di matrimoni civili
Anno 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Religiosi 1.183 1.172 1.155 1.136 1.068 1.036 1.011 938 909 840 791 775 710 593 626 577 492 532 533 458 449 461 417
Civili 375 381 380 368 369 383 402 318 409 428 443 489 580 634 619 589 596 633 602 617 520 510 503
 % Civili 24,1 24,5 24,8 24,5 25,7 27,0 28,5 25,3 31,0 33,8 35,9 38,7 45,0 51,7 49,7 50,5 54,8 54,3 53,0 57,4 53,7 52,5 54,7
Matrimoni religiosi e civili dal 1990 a Siena. Percentuale di matrimoni civili
Anno 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Religiosi 183 137 159 148 137 142 135 117 128 139 143 128 125 105 88 78 70 67 81 42 66 64
Civili 112 103 123 106 151 129 144 158 163 178 230 242 234 292 262 308 330 335 325 264 243 218
 % Civili 38,0 42,2 43,6 41,7 52,4 47,6 51,6 57,5 56,0 56,2 61,7 65,4 65,2 73,6 74,9 79,8 82,5 83,3 80,0 86,3 78,6 77,3
Matrimoni civili per province
Provincia 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Potenza 12,4% 14,8% 12,9% 13,2% 12,9% 12,8%
Matera 12,6% 14,3% 12,2% 14,2% 14,1% 14,4%
Cosenza 14,5% 16,0% 14,5% 15,5% 15,9% 14,5%
Vibo Valentia 10,2% 11,4% 11,2% 13,8% 11,4% 14,8%
Reggio Calabria 12,6% 14,4% 13,9% 14,6% 14,0% 15,5%
Crotone 12,6% 11,2% 12,4% 10,0% 12,3% 15,8%
Avellino 13,4% 17,4% 16,4% 16,1% 17,3% 16,3%
Agrigento 12,0% 13,8% 12,7% 12,6% 15,3% 16,8%
Catanzaro 17,9% 18,2% 15,6% 15,7% 19,1% 17,2%
Trapani 11,1% 14,6% 14,8% 15,2% 15,0% 17,3%
Benevento 14,7% 16,7% 14,6% 15,3% 16,3% 18,4%
Enna 17,7% 18,7% 19,0% 19,7% 21,6% 18,9%
Foggia 14,3% 15,5% 18,6% 16,6% 16,5% 19,0%
Isernia 20,2% 16,9% 16,9% 16,0% 20,4% 19,0%
Caserta 15,5% 18,9% 18,0% 16,1% 18,2% 19,1%
Caltanissetta 15,9% 16,3% 17,8% 18,8% 18,9% 21,4%
Lecce 16,4% 19,3% 17,6% 18,8% 19,5% 22,0%
Bari 15,7% 16,2% 17,9% 20,5% 20,6% 22,5%
Ragusa 17,1% 19,5% 21,5% 21,5% 22,9% 22,8%
Taranto 17,6% 19,3% 18,2% 20,3% 21,8% 23,8%
Salerno 18,6% 20,4% 20,1% 20,2% 21,4% 23,8%
Messina 20,6% 24,2% 24,0% 22,3% 23,6% 24,1%
Campobasso 20,5% 18,4% 22,2% 22,3% 21,1% 24,2%
Palermo 22,9% 23,6% 24,3% 24,9% 25,9% 25,1%
Brindisi 18,6% 19,2% 22,6% 23,7% 24,8% 27,1%
Napoli 25,2% 26,0% 25,3% 24,1% 26,7% 27,6%
Nuoro 20,1% 22,0% 26,6% 23,7% 25,6% 28,2%
Frosinone 21,8% 23,8% 26,5% 23,8% 25,0% 29,2%
Teramo 26,4% 27,4% 29,5% 33,9% 32,1% 30,0%
Siracusa 26,6% 28,4% 32,9% 31,0% 31,6% 31,8%
Ascoli Piceno 25,6% 29,1% 28,0% 24,6% 30,7% 32,1%
Catania 26,1% 28,6% 30,1% 30,1% 31,7% 32,9%
L'Aquila 25,6% 22,6% 28,0% 28,1% 29,1% 33,4%
Chieti 23,7% 25,0% 25,5% 25,8% 31,1% 33,7%
Macerata 26,8% 29,4% 33,2% 28,5% 31,2% 33,5%
Latina 26,5% 29,1% 31,5% 29,4% 33,9% 35,7%
Sondrio 32,0% 30,6% 34,4% 34,2% 36,7% 37,1%
Pescara 27,9% 27,0% 31,8% 38,7% 42,2% 39,1%
Rieti 28,5% 34,9% 34,4% 32,9% 40,9% 40,4%
Perugia 32,4% 36,3% 33,4% 36,7% 42,8% 40,8%
Padova 36,1% 37,7% 40,1% 36,4% 42,7% 41,5%
Sassari 34,3% 39,8% 40,4% 40,0% 42,9% 41,6%
Ancona 36,0% 42,6% 39,0% 36,5% 42,9% 42,1%
Cuneo 34,4% 38,8% 40,6% 36,8% 37,8% 42,4%
Medio Campidano 28,8% 38,7% 40,7% 39,3% 33,8% 42,7%
Ogliastra 40,0% 43,1% 40,6% 46,3% 45,2% 43,0%
Lecco 33,5% 34,9% 39,9% 39,5% 45,1% 43,1%
Oristano 33,1% 36,7% 41,1% 40,8% 41,3% 43,5%
Olbia 41,0% 40,9% 42,3% 43,2% 41,6% 43,7%
Vicenza 36,0% 37,0% 38,7% 38,3% 42,3% 43,9%
Viterbo 37,2% 39,6% 40,6% 41,3% 43,9% 46,0%
Treviso 38,0% 40,9% 40,5% 40,6% 40,8% 46,1%
Cagliari 37,1% 44,6% 44,9% 43,1% 43,6% 46,1%
Bergamo 39,9% 40,5% 41,7% 40,8% 50,2% 46,4%
Piacenza 41,4% 41,8% 42,4% 44,0% 49,5% 47,2%
Carbonia - Igl. 29,9% 34,3% 38,9% 43,6% 43,0% 48,1%
Pesaro - Urbino 39,4% 41,4% 41,7% 37,8% 44,8% 48,1%
Brescia 41,8% 43,1% 43,0% 43,4% 46,5% 48,2%
Varese 43,4% 42,8% 45,4% 45,0% 49,5% 49,1%
Arezzo 40,0% 43,8% 45,7% 44,8% 49,9% 49,5%
Rimini 47,2% 48,7% 49,9% 47,2% 49,4% 50,0%
Verbania 44,0% 48,4% 48,7% 44,7% 48,7% 50,5%
Como 41,4% 44,7% 46,8% 42,9% 48,4% 50,6%
Roma 41,6% 45,2% 45,6% 45,6% 47,7% 51,6%
Verona 46,7% 49,2% 49,5% 47,7% 51,0% 51,7%
Asti 43,2% 44,4% 44,8% 44,1% 44,3% 51,8%
Belluno 41,8% 41,8% 43,7% 40,6% 48,2% 52,5%
Cremona 41,8% 46,4% 46,9% 46,8% 51,4% 52,5%
Novara 47,2% 48,5% 49,2% 47,2% 50,5% 52,6%
Terni 39,1% 39,5% 38,3% 41,9% 52,4% 52,8%
Rovigo 40,9% 43,8% 42,6% 42,9% 46,9% 52,9%
Trento 47,1% 47,8% 49,2% 51,5% 53,0% 53,1% 53,6%
Lodi 50,0% 48,9% 50,6% 45,7% 49,6% 53,3%
Vercelli 45,0% 49,8% 50,0% 48,4% 58,1% 53,4%
Mantova 47,5% 47,9% 49,9% 47,4% 50,9% 53,4%
Massa - Carrara 45,1% 48,7% 50,4% 50,5% 57,9% 53,5%
Pordenone 48,3% 47,8% 49,3% 50,0% 52,9% 53,6%
Udine 47,9% 49,0% 52,1% 52,6% 58,0% 53,8%
Pisa 39,4% 45,8% 45,3% 46,6% 49,9% 53,9%
Biella 47,8% 49,2% 48,1% 51,8% 51,6% 54,2%
Modena 48,6% 53,7% 52,4% 49,9% 51,4% 54,3%
Pavia 48,0% 50,1% 50,8% 51,2% 54,5% 54,3%
Aosta 44,9% 47,5% 54,8% 52,0% 55,8% 54,4% 59,9%
Pistoia 46,8% 49,0% 50,5% 49,8% 54,7% 54,6%
Siena 54,3% 56,9% 56,1% 56,6% 56,6% 54,9%
Torino 45,0% 48,4% 50,0% 49,8% 51,0% 55,1%
Lucca 46,8% 46,3% 48,0% 49,2% 53,7% 55,5%
Alessandria 49,1% 53,5% 51,3% 49,0% 50,8% 55,7%
Imperia 50,1% 56,4% 57,4% 54,2% 54,8% 56,4%
Parma 48,3% 49,9% 53,4% 50,2% 51,8% 56,5%
Reggio Emilia 50,4% 51,9% 50,7% 49,4% 55,6% 56,5%
Venezia 52,9% 53,0% 56,4% 55,1% 57,2% 57,4%
Savona 52,3% 52,9% 51,1% 48,7% 52,5% 57,5%
La Spezia 50,2% 52,7% 52,9% 55,8% 54,6% 58,0%
Genova 51,5% 56,8% 53,2% 53,1% 57,9% 59,9%
Firenze 53,5% 54,9% 55,3% 55,8% 57,5% 60,4%
Ravenna 51,4% 57,0% 58,1% 54,8% 58,0% 60,9%
Prato 47,9% 59,6% 61,3% 51,6% 56,3% 61,3%
Milano 50,5% 53,1% 52,8% 51,8% 56,5% 61,9%
Bologna 55,8% 56,9% 58,5% 58,9% 60,1% 62,4%
Bolzano 59,6% 60,3% 60,7% 62,7% 62,6% 63,2% 63,7%
Grosseto 49,7% 54,6% 55,7% 54,5% 59,8% 63,3%
Gorizia 53,4% 57,3% 56,3% 53,7% 59,9% 63,4%
Ferrara 54,3% 54,8% 58,7% 59,3% 60,1% 63,7%
Livorno 58,5% 60,4% 60,0% 64,7% 66,1% 64,9%
Trieste 58,4% 64,1% 65,1% 64,2% 67,8% 65,3%
Matrimoni civili per regioni e province autonome
Regione 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Basilicata 12,5% 14,5% 13,0% 13,4% 13,4% 13,4% 14,6%
Calabria 13,9% 15,2% 14,2% 14,6% 15,2% 15,4% 17,5%
Puglia 16,2% 18,1% 18,6% 19,3% 19,7% 21,9% 24,5%
Campania 21,5% 23,5% 22,4% 21,4% 23,3% 24,3% 26,2%
Molise 20,4% 17,9% 21,4% 20,8% 20,9% 22,6% 26,6%
Sicilia 20,7% 23,3% 24,0% 24,1% 24,7% 25,1% 27,8%
Abruzzo 25,8% 26,6% 27,7% 28,3% 33,5% 34,2% 34,0%
Marche 32,2% 36,4% 36,6% 33,3% 37,6% 38,9% 42,3%
Umbria 34,0% 37,6% 35,5% 39,8% 45,1% 43,6% 46,1%
Sardegna 34,0% 39,9% 40,8% 40,7% 40,8% 42,7% 46,7%
Lazio 37,7% 40,8% 42,1% 43,1% 43,9% 47,2% 49,5%
Veneto 42,4% 44,1% 45,8% 44,4% 47,5% 48,7% 49,5%
Prov. Trento 47,1% 47,8% 49,2% 51,5% 53,0% 53,1% 53,6%
Piemonte 44,1% 47,6% 48,2% 46,8% 48,8% 52,5% 54,2%
Lombardia 45,3% 47,6% 48,0% 47,2% 50,9% 52,6% 55,3%
Emilia R. 49,9% 53,1% 53,4% 52,2% 54,8% 56,8% 59,3%
Toscana 49,1% 52,9% 53,8% 52,3% 56,1% 57,5% 59,5%
V. Aosta 44,9% 47,5% 54,1% 51,7% 55,8% 54,4% 59,9%
Friuli V.G. 50,7% 55,1% 56,9% 55,2% 58,9% 57,2% 60,7%
Liguria 51,3% 56,2% 55,0% 53,6% 56,0% 58,7% 61,6%
Prov. Bolzano 59,6% 60,3% 60,9% 62,7% 62,6% 63,2% 63,7%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matrimoni per rito - Anni vari (PDF), Istat. URL consultato il 30 novembre 2012.
  2. ^ Matrimoni tra celibi e nubili per età della sposa ed età dello sposo - Anno 2009 (PDF), Istat. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  3. ^ Paolo Mattei, Bambini senza battesimo. Un fenomeno in crescita in 30Giorni, nº 6, 2007. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  4. ^ Annuario Statistico italiano 2011 - cap. 2 (PDF), Istat. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  5. ^ Famiglia: convegno CEI, la preparazione al matrimonio soprattutto in parrocchia, Toscana oggi online, 26 giugno 2009. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  6. ^ Maria Lardara, Matrimoni in calo, tra crisi economica e regole sugli stranieri in Altalex. URL consultato il 28 ottobre 2011.
  7. ^ Maria Lardara, Matrimoni in calo, tra crisi economica e regole sugli stranieri in Il Tirreno, nº 14, febbraio 2011. URL consultato il 28 ottobre 2011.
  8. ^ Nel 2012 celebrati 207mila matrimoni, grazie alle "nozze miste" in tmnews. URL consultato il 14 novembre 2013.
  9. ^ La rilevazione sui matrimoni, Istat. URL consultato il 30 novembre 2012.

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