Matrice jacobiana
In analisi matematica, in particolare nel calcolo vettoriale e nel calcolo infinitesimale, la matrice di Jacobi o jacobiana, il cui nome è dovuto a Carl Gustav Jacob Jacobi, è la matrice i cui elementi sono le derivate parziali prime di una funzione che ha dominio e codominio in uno spazio euclideo.
La sua importanza è legata al fatto che rappresenta la migliore approssimazione lineare di una funzione differenziabile vicino ad un punto dato. In questo senso la jacobiana permette di generalizzare il concetto di derivata estendendo tale nozione alle funzioni di più variabili.
Indice |
Definizione [modifica]
Sia
una funzione definita su un insieme aperto dello spazio euclideo
. La funzione è detta differenziabile in un punto
del dominio se esiste una applicazione lineare
tale che valga l'approssimazione:[1]
dove il resto
si annulla all'annullarsi dell'incremento
. Se la funzione
è differenziabile in
, allora tutte le derivate parziali calcolate nel punto esistono.
Si definisce matrice jacobiana
di
in
la matrice associata all'applicazione lineare
rispetto alle basi canoniche di
e
:
In particolare, dette:
le basi canoniche di
e
rispettivamente, il j-esimo vettore colonna della matrice jacobiana è dato da:
E dunque si ha:[2]
Casi notevoli [modifica]
A seconda delle dimensioni
e
, la jacobiana ha diverse interpretazioni geometriche:
- Se
, la matrice jacobiana si riduce ad un vettore
-dimensionale, chiamato gradiente di
in
. In tal caso si ha:
- Il gradiente indica la direzione di "massima pendenza" del grafico della funzione nel punto.
- Se
, la funzione
parametrizza una curva in
, il suo differenziale è una funzione che definisce la direzione della retta tangente alla curva nel punto.
- Se
, la condizione di differenziabilità coincide con la condizione di derivabilità. La matrice jacobiana si riduce ad un numero, pari alla derivata.
Jacobiano [modifica]
Se
, allora
è una funzione dallo spazio
-dimensionale in sé e la jacobiana è una matrice quadrata. Si può in tal caso calcolare il suo determinante, noto come jacobiano.
Lo jacobiano in un dato punto fornisce importanti informazioni circa il comportamento di
nell'intorno del punto. Per esempio, una funzione
differenziabile con continuità è invertibile vicino a
se lo jacobiano in
è non nullo, come stabilisce il teorema della funzione inversa. Inoltre, se lo jacobiano in
è positivo
preserva l'orientazione vicino a
, mentre se il determinante è negativo
inverte l'orientazione.
Il valore assoluto dello jacobiano in
fornisce il fattore del quale la funzione
espande o riduce i volumi vicino a
: per questo motivo esso compare nella generale regola di sostituzione.
Esempio [modifica]
Lo jacobiano della funzione
con componenti:
è:
Da questo vediamo che f inverte l'orientazione vicino a quei punti dove x1 e x2 hanno lo stesso segno; la funzione è localmente invertibile ovunque eccetto i punti caratterizzati da x1=0 e da x2=0. Se inizi con un piccolo volume in un intorno del punto (1,1,1) e applichi f a tale volume, ottieni un volume 40 volte superiore all'originale.
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Walter Rudin, Principi di analisi matematica, Milano, McGraw-Hill, 1991. ISBN 8838606471
Voci correlate [modifica]
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![J_f \cdot \Delta\mathbf{x} = \sum_{i=1}^m \left[ \sum_{j=1}^n \frac{\partial f_i (\mathbf {x})}{\partial x_j} \Delta x_j \right] \cdot \mathbf u_i = \begin{bmatrix} \dfrac{\partial f_1}{\partial x_1} & \cdots & \dfrac{\partial f_1}{\partial x_n} \\ \vdots & \ddots & \vdots \\ \dfrac{\partial f_m}{\partial x_1} & \cdots & \dfrac{\partial f_m}{\partial x_n} \end{bmatrix} \cdot \Delta \mathbf{x}](http://upload.wikimedia.org/math/b/9/8/b983a63f5e2992f793c0b220d2846d53.png)
, la matrice jacobiana si riduce ad un 
, la funzione
, la condizione di differenziabilità coincide con la condizione di derivabilità. La matrice jacobiana si riduce ad un numero, pari alla 


