Mathurin-Léonard Duphot

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Mathurin Léonard Duphot
Duphot1.jpg
21 settembre 1769 - 28 dicembre 1797
Nato a Lione
Morto a Roma
Cause della morte Assassinato
Dati militari
Anni di servizio 1785 - 1797
Grado generale di brigata
Campagne
Battaglie

[senza fonte]

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Mathurin Léonard Duphot (Lione, 21 settembre 1769Roma, 28 dicembre 1797) è stato un generale francese, la cui uccisione a Roma fu l'occasione per l'invasione dello Stato della Chiesa da parte dell'esercito francese; il suo è uno dei nomi incisi sotto l'Arco di Trionfo di Parigi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Duphot nacque alla Guillotière, un sobborgo di Lione[1], figlio di uno scalpellino. Si arruolò giovanissimo, all'età di 15 anni, nel 61º reggimento Vermandois (25 luglio 1785). Divenne poi membro di uno dei primi battaglioni costituiti da volontari, creati allo scoppio della Rivoluzione francese, e fece rapidamente carriera. fu promosso sergente il 25 marzo 1792; partecipò alle spedizioni in Savoia e a Nizza. Fu nominato aiutante generale nel novembre del 1794 dopo la presa di Figueras nel corso della quale uccise personalmente il generale che comandava le truppe spagnole. Prese parte alla Campagna d'Italia (1796-1797), partecipando all'assedio di Mantova, e combattendo a Rivoli e alla Favorita. Promosso generale di brigata il 30 marzo 1797, ricevette da Bonaparte l'incarico di organizzare le truppe della Repubblica Cisalpina. Duphot scrisse anche il testo di un canto militare di cui si è conservato solo il titolo (Ode aux mânes des héros morts pour la liberté)[2].

Nel dicembre del 1797 giunse a Roma, ospite dell'ambasciatore francese la Santa Sede Giuseppe Bonaparte, per sposare Désirée Clary, ex fidanzata di Napoleone, cognata di Giuseppe Bonaparte, e futura moglie di Bernadotte[3]. Il 28 dicembre fu ucciso da un colpo di archibugio, sparato dal caporale Marinelli delle truppe pontificie guidate dal tenente conte Gerolamo Montani di Fermo.[4] Il Generale era alla testa di un gruppo di rivoltosi Francesi, tra i quali l'ambasciatore presso la sente sede Giuseppe Bonaparte, e partigiani romani, che nei pressi dell'ambasciata di Francia, tentavano di forzare il blocco di porta Settimiana. Ricostruì lo storico Carlo Botta[5]:

« Nasceva una mischia, un gridare, un fremere misto, che meglio si può immaginare che descrivere. A sì feroce strepito l'ambasciatore, cui accompagnavano Duphot e Sherlock, mostratosi, s'ingegnava di calmare con le parole e coi gesti il tumulto: chiamava a parlamento i capi dei soldati. Ma né i democrati cessavano dagli oltraggi, né i dragoni pontificj, siccome quelli che si erano infieriti, potevano pazientemente udire cosa alcuna: rispondevano, non volere altro accordo, se non quello che i ribelli incontinente sgombrassero dal palazzo. Preso allora Duphot da empito sconsigliato, siccome quegli che giovane subito ed animoso era, sguainata la spada, si precipitava dalle scale, e mossosi coi democrati gli animava a voler scacciar i soldati pontificj dal cortile. In tale forte punto, a questo serbavano i cieli l'infelice Roma, che un fortuito e provocato accidente ponesse cagione della sua distruzione, i dragoni viemaggiormenta inferociti, traevano. Morivano parecchi furiosi, ne riportava Duphot una ferita mortale, per cui poco dopo morì. »
(Carlo Botta, Storia d'Italia dal 1789 al 1814, Vol. II, pp. 512-513)

La morte di Duphot rappresentò per i Francesi il casus belli per l'invasione dello stato pontificio, la sua soppressione e per la costituzione della Repubblica Romana.

Il nome del generale Mathurin-Léonard Duphot compare scolpito sotto l'Arco di trionfo di Parigi alla colonna 28 del Pilastro Sud.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jean Baptiste Monfalcon, Histoire monumentale de la ville de Lyon: Description de Lyon, Communes rurales, Volume 6, Paris: Typographie de Firmin Didot, À la bibliothèq. de la ville, 1866, P. 101 (Google libri)
  2. ^ Georges Boulot, Le général Duphot : 1769-1797, par un de ses arrière-neveux, Paris: Plon-Nourrit, 1908, p. 47
  3. ^ Massimo Viglione, Rivolte dimenticate: le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815, Roma: Città nuova, 1999, p. 36 n.10, ISBN 88-311-0325-3 (Google libri)
  4. ^ La Civiltà Cattolica. Serie XVIII, vol. XI, fasc. 1273. 1 25 giugno 1903.(Internet Archive: Details: La Civiltà cattolica
  5. ^ Carlo Botta, Storia d'Italia dal 1789 al 1814, Volume 2, pp. 512-513 (Google libri)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

(in lingua francese salvo diverso avviso)

  • «Léonard Duphot». In: Marie-Nicolas Bouillet e Alexis Chassang (eds.), Dictionnaire universel d’histoire et de géographie, 1878
  • «Léonard Duphot». In: Charles Mullié, Biographie des célébrités militaires des armées de terre et de mer de 1789 à 1850, 1852
  • «Duphot (Léonard)». In: Antoine-Vincent Arnault, Antoine Jay, Étienne de Jouy, Jacques Marquet de Norvins (a cura di), Biographie nouvelle des contemporains: ou Dictionnaire historique et raisonné de tous les hommes qui, depuis la révolution française, ont acquis de la célébrité par leurs actions, leurs écrits, leurs erreurs ou leurs crimes, soit en France, soit dans les pays étrangers, Volume VI, Paria: Librairie historique, 1822, p. 193 (Google libri)

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