Matar

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Matar A / B
η  indica la posizione di Matar all'interno della costellazione di Pegasoη indica la posizione di Matar all'interno della costellazione di Pegaso
Classificazione Stella multipla
Classe spettrale G2III / A5V[1]
Distanza dal Sole 167 anni luce
Costellazione Pegaso
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta 22h 43m 00,137s
Declinazione 30° 13′ 16,48″
Dati fisici
Massa
3,2 / 2,0[1] M
Temperatura
superficiale
5100 / 7800 K[1] (media)
Luminosità
262 / ? L
Dati osservativi
Magnitudine app. +2,95
Magnitudine ass. -1,15[2]
Parallasse 15,22 mas
Moto proprio AR: +13,16 mas/anno
Dec: -25,67 mas/anno
Velocità radiale +4,3 km/s
Nomenclature alternative
η Peg, 44 Peg, HR 8650, HD 215182, HIP 112158, SAO 90734

Matar (η Peg / η Pegasi / Eta Pegasi) è un sistema stellare della costellazione di Pegaso. La sua magnitudine apparente è +2,95 e dista 167 anni luce dal sistema solare[3]. Il suo nome tradizionale deriva dall'arabo سعد المطر, Al Sa'd al Matar, e significa stella fortunata della pioggia.

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Posta 30° a nord dell'equatore celeste, Matar ha buone possibilità di essere osservata anche nell'emisfero australe, essendo invisibile solo in Antartide. Tuttavia essa apparirà molto bassa all'orizzonte nord nelle regioni meridionali del Sud America, in Sudafrica e in Nuova Zelanda. D'altra parte essa sarà circumpolare, oltre il 70º parallelo, cioè oltre il Circolo polare artico. Essendo di magnitudine +2,95, è individuabile anche dai piccoli e medi centri urbani senza particolari difficoltà.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Matar è una stella multipla; è formata da una coppia stretta composta da una gigante gialla e da una stella bianca di sequenza principale separate fra loro da appena 3 UA. Il periodo orbitale del sistema è di 2,24 anni[1]. A 90 secondi d'arco dalla coppia principale si trova un'altra coppia di stelle con una magnitudine combinata di +9,5 e tipo spettrale G5. Non è certo che queste siano legate gravitazionalmente alla coppia principale; se lo sono, sono separate da almeno 6000 UA dalla coppia primaria, mentre queste due componenti secondarie sono separate da 13 UA e orbitano una attorno all'altra in 34 anni[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Matar (Stars, Jim Kaler)
  2. ^ Extended Hipparcos Compilation (XHIP) (Anderson+, 2012)
  3. ^ F. van Leeuwen, Validation of the new Hipparcos reduction in Astronomy and Astrophysics, vol. 474, nº 2, novembre 2007, pp. 653–664, DOI:10.1051/0004-6361:20078357.arΧiv:0708.1752

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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