Massimo Calearo

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on. Massimo Calearo Ciman
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Vicenza
Data nascita 23 novembre 1955
Professione Imprenditore
Partito PD (2008-2009), Api(2009-2010), MRN (2010)
Legislatura XVI
Gruppo PD fino al 5/11/09, Api fino al 28/09/10, IR fino al 20/01/11
Coalizione PD-IDV, Api, MRN-PdL-Lega Nord
Circoscrizione Veneto 1
Incarichi parlamentari
  • Componente della X Commissione (Attività Produttive, Commercio e Turismo)
Pagina istituzionale

Massimo Calearo Ciman [1], meglio noto come Massimo Calearo, (Vicenza, 23 novembre 1955) è un imprenditore e politico italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Nato nel 1955 a Vicenza, laureato in Economia e Commercio, ha tre figli. Fin da giovane ha seguito l’azienda fondata dai genitori nel 1957, sviluppandola e diventando in seguito presidente del Gruppo Calearo che oggi conta circa 300 dipendenti.

Dal maggio 2003 all'aprile 2008 è stato presidente dell'Associazione industriali di Vicenza, di cui era già stato vicepresidente durante il biennio 2001-2003. Dal 13 luglio 2004 al 2008 è stato anche presidente di Federmeccanica, la federazione delle imprese metalmeccaniche, di cui era già stato vicepresidente dal 2001. È stato Consigliere della succursale di Vicenza della Banca d'Italia, presidente del Comitato locale di Unicredit e Consigliere d'amministrazione dell'Athesis di Verona, società editrice de Il Giornale di Vicenza, L'Arena e Brescia Oggi.

[modifica] Deputato PD, Api, MRN

Nel marzo 2008, Calearo si candida su proposta di Veltroni a capolista per il Partito Democratico nella circoscrizione "Veneto 1" e viene eletto alla Camera dei deputati, diventando componente della X Commissione (attività produttive, commercio e turismo).

Nel novembre del 2009, dopo la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie, lascia il Partito Democratico[2], dichiarando di non essere mai stato di sinistra[3]. È fra i promotori del movimento politico di Alleanza per l'Italia insieme a Francesco Rutelli, Bruno Tabacci, Linda Lanzillotta, Lorenzo Dellai, Gianni Vernetti.

Il 28 settembre 2010 abbandona l'API di Rutelli durante una riunione del partito a Palazzo Marino.

È coautore, assieme ai deputati Marco Reguzzoni (Lega Nord) e Santo Versace (Pdl) della legge Reguzzoni sul Made In Italy, detta anche legge Reguzzoni-Versace-Calearo[4].

Il 9 dicembre 2010 con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale, di cui è coordinatore, insieme a Bruno Cesario e Domenico Scilipoti.[5]. Il 14 dicembre 2010 vota contro la mozione di sfiducia al governo Berlusconi IV.

Il 5 maggio 2011 viene proposto da Silvio Berlusconi come consigliere personale del presidente del Consiglio per il Commercio estero.[6]

Il 9 gennaio 2012 sostituisce Maurizio Grassano, vicino alla componente Alleanza di Centro come tesoriere di Popolo e Territorio (ex Iniziativa Responsabile) alla Camera.

[modifica] Note

  1. ^ Pagina del deputato sul sito della Camera
  2. ^ «Calearo lascia il Pd». L'Unità, 06 11 2009. URL consultato in data 06-11-2009.
  3. ^ Rosaria Amato. «Calearo verso le dimissioni dal Pd "Partito a sinistra, me ne vado"». La Repubblica, 05 11 2009. URL consultato in data 06-11-2009.
  4. ^ Con la "Reguzzoni-Versace-Calearo" il Made in Italy diventa legge
  5. ^ [1], Articolo de Il Giornale 9/12/2010
  6. ^ [2], "Governo, nove nuovi sottosegretari Berlusconi premia i Responsabili" Il Fatto Quotidiano

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