Massiccio della Sainte Baume

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Massiccio della Sainte Baume
Massiccio della Sainte Baume
Continente Europa
Stati Francia Francia
Catena principale Massicci di Bassa Provenza
Cima più elevata Joug de l'Aigle (1.148 m s.l.m)
Lunghezza 35 km
Larghezza 15 km
Superficie 21,69 km2
Tipi di rocce Rocce sedimentarie

Il Massiccio della Sainte Baume (in francese Massif de la Sainte-Baume, in provenzale Massís de la Santa Bauma) è un gruppo montuoso del sud della Francia e che interessa il dipartimenti delle Bocche del Rodano e del Var.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le due vette più elevate del massiccio hanno la stessa altezza e sono il Joug de l'Aigle ed il Signal des Béguines. Esse raggiungono i 1.148 m. Altra montagna importante è il Pic de Bertagne che raggiunge i 1.042 m e che costituisce il punto più elevato del dipartimento delle Bocche del Rodano.

Il gruppo montuoso riveste particolare importanza per la presenza di una grotta chiamata la Sainte-Baume, situata nel comune Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, e dove si conservano, secondo la tradizione, reliquie di Maria Maddalena. La grotta è meta di pellegrinaggi fin dal medioevo.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

La Partizione delle Alpi del 1926 includeva il massiccio nel sistema alpino e lo legava alla sezione alpina Prealpi di Provenza.

Secondo la più moderna letteratura[1] il massiccio, per la sua conformazione geologica, non fa parte del sistema alpino. Conseguentemente la SOIUSA lo esclude dalle Alpi e lo inserisce nei cosiddetti Massicci di Bassa Provenza.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

L'orogenesi del massiccio è collegabile con la formazione della catena dei Pirenei ed è stata causata dallo scontro della Penisola Iberica con la placca europea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In particolare sostengono questa affermazione gli studi di Raoul Blanchard.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA. Pavone Canavese (TO), Priuli & Verlucca editori, 2005.