Massacro di Skeleton Canyon

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Con il nome massacro di Skeleton Canyon vengono indicati due distinti scontri a fuoco, occorsi nel 1879 e nel 1881, ai danni di cittadini messicani. Teatro dei due scontri fu lo Skeleton Canyon, nelle montagne Pelocillo, presso quello che oggi è il confine tra l'Arizona ed il Nuovo Messico. Diretta conseguenza del secondo scontro fu il massacro di Guadalupe Canyon nell'agosto del 1881.

Primo massacro di Skeleton Canyon[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio del 1879, dei banditi provenienti dall'Arizona attaccarono un ranch messicano a nord di Sonora, uccidendo diverse persone. I sopravvissuti denunciarono l'accaduto al comandante Francisco Neri, nel corpo di polizia a cavallo dei Rurales, che inviò sul posto un distaccamento al comando del capitano Alfredo Carrillo. I poliziotti messicani sconfinarono illegalmente in Arizona, sulle tracce dei banditi, ma vennero intercettati mentre attraversavano lo Skeleton Canyon e costretti a ripiegare. Solo tre rurales scamparono all'imboscata.

Nonostante l'azione illegale dei suoi rurales, il governo messicano si lamentà con il presidente degli Stati Uniti d'America Chester Arthur per l'accaduto.

Sebbene l'identità dei banditi non sia mai stata confermata, si ritiene che si trattasse di membri della banda nota come Cowboys: Old Man Clanton, Ike Clanton, Billy Clanton, William Brocius, Johnny Ringo e Florentino Cruz. Il furto di bestiame ai danni dei ricchi pascoli del Messico era infatti una delle documentate attività della banda[1].

Secondo massacro di Skeleton Canyon[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio del 1881 la banda dei Cowboys organizzò un'imboscata ai danni di contrabbandieri messicani che si preparavano ad introdurre dell'argento passando dallo Skeleton Canyon. William Brocius, presunto ideatore del piano, ed altri banditi (Johnny Ringo, Old Man Clanton, Ike Clanton, Billy Clanton, Frank McLaury, Tom McLaury, Billy Grounds e Zwing Hunt) si appostarono tra le rocce del canyon ed aprirono il fuoco sui contrabbandieri, uccidendone sei su diciannove alla prima salva. Il resto dei messicani venne freddato mentre tentava la fuga[2].

Un mese dopo il massacro, in agosto, Old Man Clanton ed altri cowboys vennero uccisi nel massacro di Guadalupe Canyon. Gli esecutori materiali dell'attacco non vennero mai identificati: si suppone potessero essere rurales intenzionati a vendicarsi per i fatti del 1879, contrabbandieri legati alle vittime della seconda strage o uomini di Wyatt Earp, a quel tempo impegnato in una faida con i cowboys per il controllo sul fiorente centro minerario di Tombstone (Arizona).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Breakenridge, pp. 169-170.
  2. ^ Breakenridge, pp. 301-302.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Stuart Lake, Wyatt Earp, frontier marshal, 1931. Prima biografia autorizzata di Wyatt Earp, basata su di un’intervista rilasciata a Lake da Earp nel 1928. Il volume raccoglie anche i testi dell'autobiografia che Earp dettò nel 1926 a John H. Flood.
  • Alford E. Turner, The O.K. Corral inquest, College Station (Texas), 1981, ISBN 0-932702-16-3. Il volume raccoglie i documenti originali del processo condotto dal giudice di pace Spicer, analizzati ed annotati dell'autore Turner. Viene considerata la più autorevole fonte di informazioni sugli Earp.
  • I Married Wyatt Earp: The Recollections of Josephine Sarah Marcus Earp, ed. Glenn G. Boyer, University of Arizona Press, 1998, ISBN 0-8165-0583-7. Le memorie della moglie di Wyatt Earp, Josephine Marcus.
  • Billy Breakenridge, Helldorado: Bringing the Law to the Mesquite, Boston, 1928, ed. Richard M. Brown, University of Nebraska Press, 1992, ISBN 0-8032-6100-4.