Massacro di Racak

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il massacro di Racak del 15 gennaio 1999 (chiamato anche Račak killings o Račak incident; serbo: Масакр у Рачку / Masakr u Račku) fu uno degli episodi più famosi che accompagnarono la guerra del Kosovo. Un numero compreso tra 40-45 civili di etnia albanesi furono uccisi dalle forze jugoslave.[1]

Appena uscito alla luce, il governo serbo dichiarò che le vittime erano tutte partecipanti all'Esercito di liberazione del Kosovo, e che tali uccisioni erano al fine della sicurezza nazionale. La comunità internazionale non accettò tali giustifiche, sottolineando che esso fu un diretto crimine contro i civili.

Questo episodio è famoso perché è una delle principali accuse (e prova) dei crimini che Slobodan Milošević si porterà dietro al tribunale dell'Aja. Da molti è stato anche interpretato come il movente che portò l'intervento della NATO per fermare il genocidio in corso.

Notevoli sono le contraddizioni: [1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Racak Massacre

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra