Maserati Bora

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Maserati Bora
1973 Maserati Bora in Greenwich.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Maserati
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1971 al 1978
Esemplari prodotti 524
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.330 mm
Larghezza 1.770 mm
Altezza 1.138 mm
Passo 2.600 mm
Massa 1.400 kg
Altro
Stile Giorgetto Giugiaro
per Italdesign
Stessa famiglia Maserati Merak
Auto simili Ferrari 365 GTB/4 BB
Lamborghini Countach
De Tomaso Pantera
Maserati Bora.JPG

La Bora è un modello di autovettura Maserati costruita dal 1971 al 1978.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo l'acquisto della Maserati da parte della Citroën, nel 1968, venne proposto il progetto di una supercar due posti a motore centrale. Lamborghini e De Tomaso avevano già rispettivamente la Miura e la Mangusta, e si sapeva che la Ferrari stava sviluppando un progetto analogo. Conosciuta inizialmente come Tipo 117 e solo più tardi come Bora, questa Maserati iniziò la fase di studio nell'ottobre del 1968 e il primo prototipo venne pronto per l'estate del 1969. Mostrata nella sua forma definitiva al Salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 1971, le prime vetture vennero consegnate per la fine di quell'anno.[1]

Il telaio era un monoscocca in acciaio, con un telaietto ausiliario al retrotreno per sostenere il motore e la trasmissione. Le sospensioni erano indipendenti su tutte le ruote (per la prima volta su una Maserati stradale), con molle a spirale, ammortizzatori telescopici e barre antirollio. L'avanzata idraulica ad alta pressione delle Citroën venne adattata per azionare i freni a disco autoventilanti, il servosterzo, i fari a scomparsa, la colonna dello sterzo orientabile, la frizione monodisco a secco e la pedaliera regolabile. I cerchi (in lega e prodotti dalla Campagnolo) sono da 7,5 × 15”; gli pneumatici Pirelli. Per quanto riguarda il motore, la Maserati decise di montare una versione leggermente migliorata del suo V8 bialbero di 4,7 litri (4719 cm³, alesaggio per corsa 93,9x85 mm), montato longitudinalmente, con un rapporto di compressione di 8,5:1, 4 carburatori Weber 42 DCNF e accensione elettronica Bosch. La potenza era di 310 CV a 6000 giri. Grande attenzione venne data alla riduzione del rumore e delle vibrazioni: il motore e il cambio a 5 marce ZF vennero montati su un telaietto ausiliario attaccato alla scocca con quattro supporti elastici.

La carrozzeria fu disegnata da Giorgetto Giugiaro per la Italdesign, e costruita in subappalto dalle Officine Padane di Modena.

La Bora per il mercato statunitense

Con le sue linee pulite, la Bora appariva gradevole ed equilibrata, ma il suo imponente profilo laterale la faceva sembrare più robusta di una Lamborghini Countach o di una Ferrari 512BB. Aveva diverse particolarità: tetto in acciaio spazzolato inossidabile, vetri elettrici di serie, colonna dello sterzo orientabile e pedaliera regolabile (i sedili, invece, erano “solo” regolabili in altezza). Alta 1138 mm, pesava 1520 kg (circa 180 in più della Ghibli) e raggiungeva una velocità massima di circa 270 km/h, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 6,2 secondi.

Dal 1973 le Bora destinate al mercato americano erano equipaggiate con un nuovo 4,9 litri, simile a quello delle Ghibli per gli USA e rispettoso delle locali norme antinquinamento. La potenza era di 300 CV a 6000 giri, solo 10 CV in meno della versione per l'Europa. In più vennero aggiunti degli antiestetici paraurti per rispettare le norme americane sulla sicurezza. Tre anni più tardi il 4,9 litri venne montato su tutte le Bora: il motore era il 4,7 litri con corsa portata da 85 a 89 mm (cilindrata di 4930 cm³). Con un rapporto di compressione di 8,75:1, la potenza saliva a 320 CV (per l'Europa 330) a 5500 giri.

La produzione durò dal 1971 al 1978: 524 furono le Bora costruite, di cui 289 “4700” e le restanti 235 “4900”.

La Bora aveva una sorella, la Merak, che usava una carrozzeria simile e un più piccolo motore Maserati V6, usato anche sulla Citroën SM.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Epoca, la Maserati Bora. URL consultato il 1 settembre 2014.

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