Maserati 5000 GT

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Maserati 5000 GT "Persia"
Maserati 5000GT.jpg
La Maserati 5000 GT "Persia"
telaio n. AM-103-004 del 1959
Descrizione generale
Costruttore Italia  Maserati
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1959 al 1965
Esemplari prodotti 34
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.580 mm
Larghezza 1.680 mm
Altezza 1.300 mm
Passo 2.600 mm
Massa 1.600 kg
Altro
Progetto Giulio Alfieri
Auto simili Ferrari 400 Superamerica
Maserati5000GT.JPG
La "5000 GT" nella versione realizzata da Allemano

La 5000 GT "Persia" è un modello di autovettura Maserati costruita dal 1959 al 1965.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della stagione sportiva 1957, gli organizzatori del Campionato Mondiale Vetture Sport, anche sull'onda della generale costernazione causata dalla "tragedia di Guidizzolo", per aumentare la sicurezza nelle competizioni limitarono a 3.000 cm³ la cilindrata massima delle vetture in gara.

L'improvvisa eliminazione della "Classe Sport 5000" mise in grossa difficoltà il reparto corse Maserati che, nei mesi precedenti, aveva investite ingenti risorse per approntare e sviluppare il potente modello "450S", ancora in fase di piena evoluzione.

In seguito a tale disposto, Adolfo Orsi decise il ritiro della Maserati dalle competizioni ufficiali, restringendo l'attività del reparto corse alla costruzione e assistenza delle macchine per dei molti piloti privati forniti dalla casa del tridente. Molti di questi, per forza di cose, furono costretti a disdire gli ordinativi per il modello "450S", interrompendo la produzione di motori tipo 54, decine dei quali erano già terminati o in attesa di assemblaggio. Alcuni di questi vennero rialesati per portare le cilindrate a 5.700 e 6.400 cm³, allo scopo di equipaggiare scafi destinati a competizioni motonautiche.

L'occasione per un nuovo utilizzo automobilistico si presentò l'anno successivo, con la visita in azienda dello Scià di Persia Reza Pahlavi, in cerca di un autotelaio sportivo da completare con carrozzeria Touring Superleggera. Data l'esclusività e il prestigio del cliente, Orsi e Alfieri proposero di approntare un nuovo chassis, derivato dal modello "3500 GT" e dotato del motore da competizione della "450S", dopo averlo adeguato alle necessità dell'uso stradale. La proposta venne subito accolta dal sovrano di Persia, grande appassionato di automobili sportive.

La "5000 GT"[modifica | modifica wikitesto]

Per quella prima "5000 GT", internamente denominata con la sigla di progetto "Tipo 103", l'ing. Alfieri calcolò una maggiorazione dimensionale sul telaio della "3500 GT", sia in larghezza che in lunghezza, in modo da poter ospitare l'ingombrante "8V" e, contemporaneamente, offrire la base per una abitacolo spazioso e un aspetto imponente. Il propulsore fu "addomesticato" con modifiche minimali che consistettero nel rialesaggio per aumentare leggermente la cilindrata, oltre alla decisa diminuzione del rapporto di compressione, allo scopo di ridurre del 20% la potenza, con un'erogazione più fluida ai bassi regimi.

La carrozzeria di tipo coupé, in alluminio, venne approntata dalla Touring, così come gli interni, con finiture di particolare pregio. La verniciatura fu eseguita in blu brillante, con interni in pelle crema e molti particolari, solitamente cromati, in oro zecchino. Curioso il sistema di illuminazione posteriore, formato da due serie di tre cerchi, dalle circonferenze gradualmente ridotte verso i lati della coda, le cui luci esterne erano azionabili tramite chiave separata, per indicare la presenza del sovrano a bordo.

Per quanto riguarda la meccanica, la "5000 GT" vantava:

La prima "5000 GT", telaio n. AM-103-002, fu consegnata allo Scià verso la fine del 1958 e divenne immediatamente celebre in tutto il mondo, anche per il fatto che l'illustre committente si trovava in quel periodo sotto i riflettori dell'informazione, a causa del suo divorzio con la principessa Soraya, che occupava stabilmente le prime pagine della stampa rosa internazionale. Le numerose richieste di informazioni sulla vettura, da parte del jet set, convinsero Orsi a programmare la costruzione in piccola serie del modello, su ordinazione.

La "Persia"[modifica | modifica wikitesto]

In pochi mesi fu approntato un secondo prototipo pre-serie della "5000 GT", telaio n. AM-103-004, egualmente carrozzato e rifinito dalla Touring, anche se verniciato in verde e privo delle modanature in oro zecchino. Visto che ormai era famosa come "l'auto dello Scià di Persia", la vettura fu presentata al Salone dell'automobile di Torino del 1959 con la denominazione ufficiale Maserati 5000 GT "Persia". L'esemplare venne acquistato dal magnate sudafricano Basil Read, proprietario del circuito di Kyalami, al quale venne consegnato dopo il tour espositivo nei saloni di quell'anno.

Nel frattempo, l'ing. Alfieri era già al lavoro per ulteriormente depotenziare e, soprattutto, addolcire l'erogazione della potenza, anche prevedendo componenti più adatti all'uso non competitivo. Nel 1960 il motore acquistò l'iniezione (della inglese Lucas) al posto dei carburatori, venne abbandonata la complessa lubrificazione a carter secco per la più tradizionale a carter umido e furono sostituiti i comandi a ingranaggi dei 4 alberi a camme con meno delicate catene di distribuzione, per una potenza di 325 CV. In seguito furono adottati i freni a disco sulle 4 ruote e il cambio a 5 marce.

La Maserati 5000 GT "Persia" Pininfarina Coupé del 1961, telaio n.AM-103-008, esemplare unico realizzato per Gianni Agnelli.

Oltre alle 3 carrozzerie realizzate dalla Touring, il principale produttore fu la carrozzeria torinese Allemano, con 22 vetture di cui almeno una in versione convertibile. Altre "5000 GT" vennero realizzate da Frua (3), Monterosa (2), Pininfarina (1), Ghia (1), Michelotti (1) e Bertone (1).

La "5000 GT" era un'auto costruita "su misura" dei desideri di chi la ordinava, con un costo almeno doppio rispetto a una "3500 GT" (in America costava circa 17.000 dollari), destinata a personaggi importanti come Ferdinando Innocenti (telaio n. AM-103-018), il presidente della Repubblica messicana Adolfo López Mateos (telaio n. AM-103-022) o Aga Khan Karim, la cui vettura (telaio n. AM-103-060) realizzata nel 1962 da Pietro Frua, venne scelta dalla Maserati per improntare la linea della "Quattroporte".

Tra i primi acquirenti l'allora gaudente playboy Gianni Agnelli, che fece "vestire" l'autotelaio (n. AM-103-008) da Pininfarina, con linea pressoché identica alla Ferrari 400 Superamerica, commissionata allo stesso carrozziere pochi mesi prima, e senza i segni distintivi della marca e del modello.

Il 34º e ultimo esemplare della Maserati 5000 GT "Persia" (telaio n. AM-103-090) fu carrozzato dalla Touring per la casa reale Saudita, nel 1965.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Tabucchi, Nel segno del Tridente, Giorgio Nada Editore, 2003, ISBN 978-8879112598
  • Elvio Deganello, Maserati 500 GT, Ruoteclassiche, fascicolo n. 53, luglio 1992

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