Mascalzone Latino

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Mascalzone Latino
Logo
Anno fondazione 2002
Paese Italia Italia
Yacht Club Club Nautico di Roma
Armatore Vincenzo Onorato / Maurizio Lacava
Imbarcazioni ITA 66, ITA 77 (test)
ITA 72 (2003)
ITA 90, ITA 99 (2007)
Sito ufficiale www.mascalzonelatino.it
Sfide
Louis Vuitton Cup 2003, 2007
America's Cup.svg
Partecipanti alla Louis Vuitton Cup
Partecipanti all'America's Cup
Edizioni dell'America's Cup
Tutte le voci sull'America's Cup

Mascalzone Latino è un team velico italiano partecipante all'America's Cup. Il suo proprietario è Vincenzo Onorato.

Mascalzone Latino è stato disegnato da Giovanni Ceccarelli e costruito nei cantieri Tencara a Venezia, dove i cinque scafi de Il Moro di Venezia di Raul Gardini furono costruiti per la America's Cup del 1992.

Nell'ultimo round robin della Louis Vuitton Cup 2007, all'arrivo dell'ultimo lato contro Victory Challenge, Mascalzone Latino issò uno spinnaker con la scritta: Grazie Italia, Grazie Napoli! perché, pur vincente, il team sarebbe arrivato quinto in classifica e quindi non si sarebbe qualificato per le semifinali della Louis Vuitton Cup.

Il team[modifica | modifica sorgente]

Il team di Mascalzone Latino è composto da:

  • Harry Dunning (Capo progettista)
  • Tom Weaver (Team Manager)
  • Vasco Vascotto (Skipper)
  • Flavio Favini (Timoniere)

L'equipaggio è formato (in ordine alfabetico) al gennaio 2006:

  • Luca Albarelli
  • Silvio Arrivabene
  • Matteo Auguadro
  • Alberto Barovier
  • Andrea Ballico
  • Giacomo Baroni
  • Lars Borgstrom
  • Cesare Bozzetti
  • Santino Brizzi
  • Maciel Cicchetti
  • Paolo Cirillo
  • Pierluigi De Felice
  • Daniele De Luca
  • Saverio Giambi
  • Nyree Grifeo
  • Cristian Griggio
  • Pietro Mantovani
  • Andrea Mocchetto
  • Massimo Paradiso
  • Hamish Pepper
  • Nicola Pilastro
  • Michele Paoletti
  • Nacho Postigo
  • Matteo Savelli
  • Davide Scarpa
  • Stefano Seno
  • Antar Vigna
All'arrivo dell'ultimo round robin issano uno spinnaker con scritto grazie Italia, Grazie Napoli.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il nome dell'imbarcazione è tratto dall'omonimo album del cantautore napoletano Pino Daniele, di cui riprende anche i caratteri della scrittura sullo scafo.

34ª America's Cup[modifica | modifica sorgente]

Nel corso delle dispute legali che hanno preceduto la 33esima edizione dell'America's Cup, Vincenzo Onorato ha sempre risolutamente parteggiato per Larry Ellison ed il suo BMW Oracle Racing contro Ernesto Bertarelli, patron di Alinghi, da lui accusato di aver voluto trasformare l'America's Cup in un gigantesco business tradendo lo spirito della manifestazione[1]; non sorprende, dunque, la grande soddisfazione con cui è stata accolta la vittoria degli americani nelle regate di Valencia del 12-14 febbraio 2010. Terzo team italiano dopo Azzurra nel 1983 (per l'America's Cup 1987 a Perth) e Luna Rossa nel 2000 (per la America's Cup 2003 ad Auckland), Mascalzone Latino avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di Challenger of Record (primo sfidante, incaricato di concordare col Defender sia il modello della competizione che le regole di essa) per la America's Cup 2013, basata a San Francisco, in California. L'11 maggio 2011, con un comunicato stampa, Vincenzo Onorato ha però annunciato il ritiro del Team Mascalzone Latino dalla Coppa America, per via delle difficoltà economiche che non hanno permesso il raggiungimento del budget previsto per partecipare alla competizione velica[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alinghi ci sta prendendo in giro. Così si uccide la Coppa America
  2. ^ Mascalzone Latino saluta la 34ma America's Cup, americascup.com.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]