Martin Model 146

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Martin Model 146
Martin Model 146 durante la valutazione del 1935
Martin Model 146 durante la valutazione del 1935
Descrizione
Tipo bombardiere medio
Equipaggio 3
Progettista Peyton M. Magruder
Costruttore Glenn L. Martin Company
Data ordine 1934
Data primo volo 1935
Esemplari 1
Altre varianti Martin B-10
Dimensioni e pesi
Lunghezza 13,6 m (44 ft 9 in)
Apertura alare 21,5 m (70 ft 6 in)
Altezza 4,7 m (15 ft 5 in)
Superficie alare 63 (678 ft²)
Carico alare 106 kg/m² (21,7 lb/ft²)
Peso carico 6 680 kg (14 700 lb)
Peso max al decollo 7 440 kg (16 400 lb)
Propulsione
Motore 2 radiali Wright R-1820-33 "Cyclone"
Potenza 775 hp (578 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 346 km/h (215 mph, 187 kt)
Velocità di crociera 294 km/h (183 mph, 159 kt)
Raggio di azione 2 200 km (1 370 mi, 1 190 nm)
Tangenza 7 380 m (24 200 ft)
Armamento
Mitragliatrici 3 Browning calibro .30 in (7,62 mm)
Bombe fino a 1 030 kg (2 260 lb)

[senza fonte]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Martin Model 146 fu un bombardiere medio degli anni che precedettero la seconda guerra mondiale. Fu preparato in un solo esemplare per un concorso indetto dagli USAAC al fine di dotare le forze aeree di un bombardiere a lungo raggio che potesse attaccare forze navali in avvicinamento alle coste statunitensi continentali o dei territori insulari come le Hawaii o le isole Aleutine. L'unico prototipo però non ottenne la commessa e servì solo da banco di prova volante.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'8 agosto 1934, la United States Army Air Corps (USAAC) avanzò la richiesta di realizzazione di un bombardiere plurimotore che sostituisse il Martin B-10.

Gli Air Corps stavano cercando un velivolo in grado di rinforzare le flotte aeree nelle Hawaii, a Panama e in Alaska[1], come risposta alla possibile minaccia di una flotta nemica verso le coste attraverso un velivolo dalla grande autonomia e da una altrettanto grande capacità di carico. Il progetto inizialmente si chiamava XBLR-1 (Experimental Bomber Long Range,Nr. 1 - bombardiere sperimentale a lunga distanza n. 1), che fu poi abbreviato in Progetto A[2]. La Boeing realizzò il Modello 294, che venne denominato Boeing XB-15, che volò per la prima volta il 15 ottobre 1937, venendo accettato nel marzo 1938, ma fu giudicato troppo complesso e costoso.

Di conseguenza, otto settimane dopo, con la circolare 35-26 venne emanata una nuova specifica per un aereo più semplice ed economico[3]. I requisiti prevedevano la capacità di trasportare un carico adeguato di bombe a una quota di 10 000 piedi (3 048 m) per 10 ore con una velocità massima di almeno 320 km/h[4][5]. Erano desiderate, ma non richieste, un'autonomia di 3200 km e una velocità di 400 km/h. Non venivano poste obiezioni alla realizzazione di quadrimotori, anche se l'ordine finale sarebbe stato per 185 bimotori o 65 quadrimotori. La vittoria della competizione sarebbe stata decisa da un volo a Wright Field a Dayton, nell'Ohio. La Boeing propose il Douglas DB-1 e la Martin il Model 146.

Nei test, il progetto quadrimotore della Boeing, il Model 299 che diventerà il futuro Boeing B-17 Flying Fortress, dimostrò delle prestazioni superiori rispetto al bimotore DB-1 e al Model 146 e l'allora Maggior Generale Frank Maxwell Andrews si convinse che le capacità a lungo raggio dell'aereo quadrimotore sarebbero state più efficienti dei bimotori con autonomia inferiore. Questa opinione venne condivisa dagli altri ufficiali i quali, ancora prima che finisse la competizione tra i prototipi, suggerirono l'acquisto di 65 B-17[6].

Le speranze della Boeing di concludere il contratto di fornitura svanirono in un catastrofico incidente di volo [7]: Il Capo di Stato Maggiore Malin Craig cancellò l'ordine di 65 B-17 e ordinò 133 velivoli B-18 Bolo della Douglas[5][6] ma il Model 146 non fu comunque il vincitore. L'unico prototipo servì alla Martin per accumulare esperienza che verrà poi trasferita nel futuro Model 179, che verrà classificato come Martin B-26.

Modelli comparabili[modifica | modifica sorgente]

Stati Uniti Stati Uniti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tate 1998, p. 164.
  2. ^ price , op. cit., pag 221
  3. ^ price , op. cit., pag 223
  4. ^ Aviation Photography:B-17 Flying Fortress in Northstar Gallery. URL consultato il 16 gennaio 2007.
  5. ^ a b Greg Goebel, Fortress In Development: Model 299 in The Boeing B-17 Flying Fortress, 2005. URL consultato il 9 gennaio 2007.
  6. ^ a b Tate 1998, p. 165.
  7. ^ Bowers 1976, p. 37.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Baugher, Joe. "Martin B-10". Encyclopedia of American Aircraft. [1] Data di accesso: 4 luglio 2007.
  • (EN) Taylor, John W. R. "Martin B-10". Combat Aircraft of the World from 1909 to the Present. New York: G.P. Putnam's Sons, 1969. ISBN 0-425-03633-2.
  • Alfred Price, Mike Spick, Aerei della II guerra Mondiale, Santarcangelo di Romagna, Rusconi Libri srl, 2000-2003. ISBN 8818013351.