Martello d'armi

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Martello d'armi
Martello d'armi - ricostruzione
Martello d'armi - ricostruzione
Tipo Mazza
Origine Europa occidentale
Impiego
Utilizzatori cavalleria pesante
Produzione
Varianti czekan
Descrizione
Peso oltre 3 kg

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Il martello d'armi (kriegshammer in Lingua tedesca) era un'antica arma bianca da botta, espressamente sviluppata per le forze di cavalleria partendo dal modello del primitivo martello da guerra in uso alla fanteria. Al termine della sua evoluzione (XV secolo), l'arma aveva manico lungo e rinforzato, spesso interamente in metallo come la mazza d'arme, testa di martello da un lato e "penna" a becco di corvo dall'altro. Era spesso sormontata da una cuspide a sezione romboidale o circolare.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Come diverse altre armi bianche apparse in Europa intorno all'Anno Mille, il martello d'armi si costituisce quale adattamento per le forze di cavalleria di un'arma precedentemente in uso alla fanteria: il martello da guerra.

Il martello d'armi raggiunse il suo pieno sviluppo soltanto alla fine del XV secolo. In un contesto bellico dominato dalla figura del cavaliere coperto da piastre d'acciaio, la spada perse il suo primato di arma per eccellenza del guerriero a cavallo. Armi capaci di scaricare una forza notevole su di un bersaglio ristretto, una giuntura o un punto preciso della corazza, si rivelarono più efficaci nella mischia, dopo la carica con la lancia. Tanto quanto la mazza d'arme e la scure d'arcione, il martello d'armi divenne arma da mischia risolutiva per il cavaliere.

Soprattutto grazie a fonti iconografiche, sappiamo che, in Europa Occidentale, il martello d'armi era ancora in uso alle forze di cavalleria pesante nella seconda metà del XVI secolo:

Con l'aprirsi del XVII secolo ed il definitivo affermarsi delle armi da fuoco portatili (pistola a ruota e petrinale) come armi distintive della nuova cavalleria pesante (Corazzieri e Reiter) il martello d'armi sparì dai campi di battaglia occidentali. In Europa Orientale, il martello d'armi restò invece in uso alle forze di cavalleria fino al XVIII secolo. Cadde definitivamente in disuso, tanto quanto la scure d'arcione e la mazza d'arme, a partire dalle Guerre napoleoniche, quando divenne imperante il modello del cavaliere armato unicamente di sciabola e pistola.

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

Martello d'armi a becco di corvo - XVIII secolo.

Il martello d'armi si compone di:

  • astile in legno rinforzato da stanghe di metallo con impugnatura ad una mano. Nei modelli tardi, l'astile poteva essere interamente in metallo, più sottile rispetto a quello ligneo, con guardia e pomolo a disco per meglio assicurare la presa sull'impugnatura all'utente calzante un guanto d'arme;
  • testa di martello con una "penna" metallica posteriore, a volte a sezione quadrangolare a volte a "becco di corvo". La sommità della testa poteva essere sormontata da una cuspide a sezione quadrangolare o tonda.

Rispetto alla mazza ed alla scure d'arcione, il martello d'armi originò diverse varianti che, ad oggi, rendono piuttosto difficile discriminarne la forma archetipica. L'arma presenta infatti enormi similitudini con il picco d'armi, solo in alcune sue varianti regionali ben distinguibile dal martello d'armi (es. il nazdiak polacco), spesso chiamato martello d'armi a becco di corvo. Elemento discriminante è la forma della testa di martello. Arma atta a ferire per ammaccatura, il martello d'armi propriamente detto aveva spesso testa dentata e massiccia. Le forme ibride (es. czekan polacco), simili al picco d'armi, presentano invece una testa di martello ridotta ad un mero contrappeso per la lunga "penna" metallica che si protende sull'altro lato della testa, destinata a bucare la corazza o l'elmo dell'avversario. Altre armi, vere e proprie vie di mezzo tra il martello ed il picco, presentano testa di martello lunga e curva che pare proseguire la curvatura del becco posteriore.

Ulteriore confusione deriva dalla presenza di teste di martello in alcune tipologie di arma inastata sviluppatesi in Europa nel medesimo periodo. Il mazzapicchio in uso alle forze di fanteria costituisce, sia nella foggia che nella modalità d'uso, una variante più lunga del martello d'armi. La bardola, variante dell'alabarda in cui la penna metallica posteriore viene sostituita da una testa di martello, rammenta invece una sorta di ibrido tra la scure d'arcione ed il martello d'armi montato su di un lungo manico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Boeheim, Wendelin (1890), Handbuch der Waffenkunde. Das Waffenwesen in seiner historischen Entwicklung vom Beginn des Mittelalters bis zum Ende des 18 Jahrhunders, Leipzig.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Studi[modifica | modifica sorgente]

  • Boeheim, Wendelin (1890), Handbuch der Waffenkunde. Das Waffenwesen in seiner historischen Entwicklung vom Beginn des Mittelalters bis zum Ende des 18 Jahrhunders, Leipzig, ed. Wiesbaden 1985. ISBN 978-3-201-00257-8.
  • Demmin, Auguste (1911), An illustrated history of arms and armour from the earliest period to the present time (1911), G. Bell & Son, Londra.
  • Włodzimierz Kwaśniewicz: 1000 słów o broni białej i uzbrojeniu ochronnym, Varsavia 1981, p. 123. ISBN 83-11-06559-4.
  • Paszkiewicz, Mieczyslaw (1975), Polish War Hammers: Czekan, Nadziak, Obuch, in Journal of the Arms & Armour Society, Londra, a. 1975, v. VIII, n. 3, p. 225-228.
  • Schulze, André (2007), Mittelalterliche Kampfesweisen. Band 2: Kriegshammer, Schild und Kolben, Mainz am Rhein, ISBN 3-8053-3736-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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