Marta (VT)
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| Marta | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 315 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 33,34 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 107,2 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Capodimonte, Montefiascone, Tuscania, Viterbo | ||||||||
| CAP: | 01010 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0761 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 056034 | ||||||||
| Codice catasto: | E978 | ||||||||
| Nome abitanti: | martani | ||||||||
| Santo patrono: | Santa Marta / San Biagio | ||||||||
| Giorno festivo: | 29 luglio / 3 febbraio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Marta (VT) è un comune con poco più di 3.500 abitanti. Situato a 315 metri slm sulla sponda meridionale del lago di Bolsena, dista dal capoluogo circa 24 km.
Indice |
[modifica] Morfologia del territorio
Il territorio di Marta è prevalentemente collinare, con un picco massimo di 424 metri slm e un'altezza minima di 305 metri slm. Il paese è situato alle pendici del monte di Marta (424 m s.l.m.), sotto il quale sorge la chiesa della Madonna del Monte. Il territorio è generalmente ricco di vegetazione, con molti boschi, ove si posso incontrare istrici, porcospini (ricci), volpi, tassi e talpe, e non è escluso che ci si possa imbattere anche in qualche scoiattolo o faina.
[modifica] Clima
Il clima del paese è sostanzialmente mite, con estati calde, ma non eccessivamente grazie alle costanti brezze di lago e di mare, e con inverni non troppo freddi grazie all'influenza mitigatoria da parte del lago di Bolsena ma, specie in inverno, spirano forti e gelidi venti di tramontana, i quali possono durare anche per una settimana. La neve è molto rara vista anche l'influenza mitigatoria del lago, mentre i maggiori apporti pluviometrici si hanno in primavera e in autunno.
[modifica] Stazione Meteo
Il paese è disposto anche di una stazione meteo professionale, consultabile all'indirizzo web www.meteomarta.altervista.org[1]
[modifica] Gastronomia
Uno dei piatti tipici martani è sicuramente la scafata. Le sue origini sono molto lontane, ed era diffusa soprattutto tra i ceti più poveri, quindi si basa su ingredienti estremamente semplici come le fave. Gli ingredienti della ricetta sono: 600 gr di fave fresche, 120 gr di guanciale di maiale tagliato a cubetti, quattro cipollotti freschi, finocchio selvatico, qualche foglia di mentuccia, tre pomodorini piccoli, cinque cucchiai di olio extravergine d'oliva, pepe, sale. La preparazione... riporre in una casseruola il guanciale ed i cipollotti tritati, versare l'olio quindi aggiungere le fave ed un trito grossolano di mentuccia e finocchio selvatico. Aggiungere sale e pepe, lasciare insaporire, infine unire i pomodori a pezzetti. Portare a termine la cottura, versando qualche goccia d'acqua calda se necessario; il sugo dovrà risultare abbastanza denso. servire con pane casereccio abbrustolito.
[modifica] Feste e tradizioni
- 14 maggio: festa della Madonna del Monte, o delle Passate (barabbata)
- 14-15 luglio: festa della Cannaiola, vino tipico locale per maggiori informazioni visitate il sito del Gruppo Giovani il Martavello noprofit ilmartavello.it[2]
- 29 luglio: festa della Patrona S.Marta
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Lucia Catanesi (Rinnovamento) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0761 87381
Posta elettronica: urp@comune.marta.vt.it
- Classificazione climatica: zona D, 1980 GR/G
[modifica] Gemellaggio
Il comune è gemellato con Saint-Marcellin-en-Forez, comune francese nel dipartimento della Loira della regione del Rodano-Alpi.
[modifica] Torre dell'Orologio
La Torre dell'Orologio è posta nel centro storico del paese, alta circa 5 metri. Il monumento è stato restaurato negli ultimi anni, dove è possibile nel periodo estivo entrarvi e godere del meraviglioso panorama del Lago Di Bolsena da quella altezza. La torre, simbolo di Marta almeno quanto la Barabbata, è antichissima e potrebbe ben risalire ad epoca anteriore al dodicesimo secolo: ne abbiamo conferma dalle fonti storiche e in particolare dal Bussi che, nella sua storia di Viterbo, racconta che i viterbesi se ne impadronirono nel 1197, dopo averla espugnata uccidendo in battaglia Janni Macaro, che ne era il signore. Dalle vicende belliche la torre uscì probabilmente distrutta o alquanto malconcia: abbiamo infatti notizia dall'Annibali di una sua ricostruzione avvenuta nel 1323, sotto papa Giovanni XXII. Non trascorse un decennio che la torre fu nuovamente riedificata, nell'ambito dei lavori di ristrutturazione e consolidamento difensivo della rocca: dal che si deduce che nel frattempo era rovinata o era stata demolita. Quando in questa zona arrivarono i Farnese, nel quindicesimo secolo, la torre fu quasi certamente restaurata. Ciò è testimoniato dal fatto che Pierluigi Farnese vi appose il suo stemma: il liocorno sovrastante un cimiero piumato e uno scudo con gigli seminati.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 


