Marta (VT)

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Marta
Panorama di Marta (VT)
Marta (VT) - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: Viterbo
Coordinate: 42°32′4″N 11°55′33″E / 42.53444, 11.92583Coordinate: 42°32′4″N 11°55′33″E / 42.53444, 11.92583
Altitudine: 315 m s.l.m.
Superficie: 33,34 km²
Abitanti:
3.574 2008
Densità: 107,2 ab./km²
Comuni contigui: Capodimonte, Montefiascone, Tuscania, Viterbo
CAP: 01010
Pref. telefonico: 0761
Codice ISTAT: 056034
Codice catasto: E978 
Nome abitanti: martani 
Santo patrono: Santa Marta / San Biagio 
Giorno festivo: 29 luglio / 3 febbraio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Marta (VT) è un comune con poco più di 3.500 abitanti. Situato a 315 metri slm sulla sponda meridionale del lago di Bolsena, dista dal capoluogo circa 24 km.


Indice

[modifica] Morfologia del territorio

Il territorio di Marta è prevalentemente collinare, con un picco massimo di 424 metri slm e un'altezza minima di 305 metri slm. Il paese è situato alle pendici del monte di Marta (424 m s.l.m.), sotto il quale sorge la chiesa della Madonna del Monte. Il territorio è generalmente ricco di vegetazione, con molti boschi, ove si posso incontrare istrici, porcospini (ricci), volpi, tassi e talpe, e non è escluso che ci si possa imbattere anche in qualche scoiattolo o faina.

[modifica] Clima

Il clima del paese è sostanzialmente mite, con estati calde, ma non eccessivamente grazie alle costanti brezze di lago e di mare, e con inverni non troppo freddi grazie all'influenza mitigatoria da parte del lago di Bolsena ma, specie in inverno, spirano forti e gelidi venti di tramontana, i quali possono durare anche per una settimana. La neve è molto rara vista anche l'influenza mitigatoria del lago, mentre i maggiori apporti pluviometrici si hanno in primavera e in autunno.

[modifica] Stazione Meteo

Il paese è disposto anche di una stazione meteo professionale, consultabile all'indirizzo web www.meteomarta.altervista.org[1]

[modifica] Gastronomia

Uno dei piatti tipici martani è sicuramente la scafata. Le sue origini sono molto lontane, ed era diffusa soprattutto tra i ceti più poveri, quindi si basa su ingredienti estremamente semplici come le fave. Gli ingredienti della ricetta sono: 600 gr di fave fresche, 120 gr di guanciale di maiale tagliato a cubetti, quattro cipollotti freschi, finocchio selvatico, qualche foglia di mentuccia, tre pomodorini piccoli, cinque cucchiai di olio extravergine d'oliva, pepe, sale. La preparazione... riporre in una casseruola il guanciale ed i cipollotti tritati, versare l'olio quindi aggiungere le fave ed un trito grossolano di mentuccia e finocchio selvatico. Aggiungere sale e pepe, lasciare insaporire, infine unire i pomodori a pezzetti. Portare a termine la cottura, versando qualche goccia d'acqua calda se necessario; il sugo dovrà risultare abbastanza denso. servire con pane casereccio abbrustolito.

[modifica] Feste e tradizioni

  • 14 maggio: festa della Madonna del Monte, o delle Passate (barabbata)
  • 14-15 luglio: festa della Cannaiola, vino tipico locale per maggiori informazioni visitate il sito del Gruppo Giovani il Martavello noprofit ilmartavello.it[2]
  • 29 luglio: festa della Patrona S.Marta

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Lucia Catanesi (Rinnovamento) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0761 87381
Posta elettronica: urp@comune.marta.vt.it

[modifica] Gemellaggio

Il comune è gemellato con Saint-Marcellin-en-Forez, comune francese nel dipartimento della Loira della regione del Rodano-Alpi.

La Torre Dell'Orologio dopo il restauro

[modifica] Torre dell'Orologio

La Torre dell'Orologio è posta nel centro storico del paese, alta circa 5 metri. Il monumento è stato restaurato negli ultimi anni, dove è possibile nel periodo estivo entrarvi e godere del meraviglioso panorama del Lago Di Bolsena da quella altezza. La torre, simbolo di Marta almeno quanto la Barabbata, è antichissima e potrebbe ben risalire ad epoca anteriore al dodicesimo secolo: ne abbiamo conferma dalle fonti storiche e in particolare dal Bussi che, nella sua storia di Viterbo, racconta che i viterbesi se ne impadronirono nel 1197, dopo averla espugnata uccidendo in battaglia Janni Macaro, che ne era il signore. Dalle vicende belliche la torre uscì probabilmente distrutta o alquanto malconcia: abbiamo infatti notizia dall'Annibali di una sua ricostruzione avvenuta nel 1323, sotto papa Giovanni XXII. Non trascorse un decennio che la torre fu nuovamente riedificata, nell'ambito dei lavori di ristrutturazione e consolidamento difensivo della rocca: dal che si deduce che nel frattempo era rovinata o era stata demolita. Quando in questa zona arrivarono i Farnese, nel quindicesimo secolo, la torre fu quasi certamente restaurata. Ciò è testimoniato dal fatto che Pierluigi Farnese vi appose il suo stemma: il liocorno sovrastante un cimiero piumato e uno scudo con gigli seminati.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Collegamenti esterni

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