Marshall Sahlins

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Marshall Sahlins

Marshall Sahlins (Chicago, Illinois, 27 dicembre 1930) è un antropologo statunitense.

Carriera accademica[modifica | modifica sorgente]

Studia all'Università del Michigan diventando allievo di Leslie White e consegue il suo Ph.D. alla Columbia University nel 1954, è qui che viene influenzato dalle teorie ed il pendiaro di Karl Polanyi e Julian Steward. Torna ad insegnare all'Università del Michigan. Negli anni Sessanta esprime il proprio impegno politico protestando contro la Guerra del Vietnam: nel 1968, firma la 'Writers and Editors War Tax Protest', un documento che esprime il rifiuto di pagare le tasse in segno di protesta contro la guerra del Vietnam[1]. Nei due anni tra il 1967 e il 1968 soggiorna a Parigi, dove studia e conosce l'antropologia francese, diventando grande estimatore soprattutto di Claude Lévi-Strauss, e ricevendo stimoli intellettuali anche da Lucien Lévy-Bruhl, Roger Bastide e Georges Balandier[2] Nel 1973 si trasferisce all'Università di Chicago, dove oggi ricopère la carica di 'Charles F. Grey Distinguished Service Professor Emeritus of Anthropology and of Social Sciences' [3]. È stato inoltre insignito del titolo in dottore honoris causa all'Università Paris X Nanterre nel 1999 e all'Università Paris Descartes-Sorbonne nel 2011[2][4].

Studi[modifica | modifica sorgente]

Il lavori di Sahlins rientrano nell'ambito dell'antropologia semantica di Clifford Geertz[5], è maggiormente noto per il suo tentativo di dimostrare la sintesi tra storicità e struttura culturale: gli eventi e le azioni dei soggetti storici sono interpretate secondo modelli culturali, ma questi stessi modelli si modificano nel corso del tempo e in relazione a determinati eventi (spesso di rottura)[6]. Anche se il suo campo d'indagine è l'intero Pacifico, Sahlins ha sviluppato le proprie ricerche soprattutto nelle Fiji e nelle Hawaii.

I suoi primi lavori criticano l'idea dell'homo economicus e vogliono dimostrare come un sistema economico si adatti a particolari circostanze culturali. È ugualmente critico nei confronti della sociobiologia. Nel libro Evolution and Culture (1960) tratta dell'evoluzione culturale e del neoevoluzionismo. Divide l'evoluzione delle società in 'generale' e 'specifica'. L'evoluzione 'generale' è la tendenza dei sistemi sociali e culturali ad aumentare di complessità, organizzazione e adattamento all'ambiente. Nello stesso tempo, considerato che le varie culture non sono isolate, esiste un rapporto d'interazione e diffusione delle conoscenze (come ad esempio le invenzioni tecnologiche). Un rapporto di questo tipo permette alle culture di evolversi in modi differenti, dal momento che diversi elementi vengono introdotti secondo diverse combinazioni e a diversi stadi evolutivi. Dopo la pubblicazione di 'Culture and Practical Reason nel 1976, il suo interesse si sposta verso la ricerca di una relazione tra storia ed antropologia, studiando il modo in cui diverse culture (o modelli culturali) comprendono, narrano e fanno la storia. Alla fine degli anni Novanta Sahlins viene fortemente criticato da Gananath Obeyesekere, con cui si accende un dibattito che porterà ad un duro scontro tra i due studiosi[5]. La disputa tra i due s'incentra sull'incontro tra James Cook e gli indigeni hawaiani, avvenuto nel 1779. Per Sahlins gli hawaiani avrebbero riconosciuto in Cook il dio Lono, ed il suo assassinio avvenuto un anno dopo è comprensibile solo attraverso questa identificazione: contrastando con le credenze tradizionali, Cook sarebbe ritornato per un guasto all'imbarcazione ed avrebbe così prodotto la necessità di uccidere Lono per rifondare l'ordine e la stabilità temporale del re (il ritorno inaspettato di Lono, nelle leggende, voleva dire scontro aperto e sconfitta con il capo)[7]. Il centro del dibattito si trova nella questione della razionalità degli indigeni: se diversa dagli europei (ma ugualmente valida) oppure simile (cioè ugualmente "razionale"). La disputa tra i due porterà ad una serie di pubblicazioni e contro-pubblicazioni[8], e suscita risposte da parte di altri storici, sociologi o antropologi, con prese di posizione per l'uno o per l'altro (come Borofsky per Sahlins[9], o Windschuttle per Obeyesekere[10].

Più recentemente Sahlins ha dedicato i suoi studi alla dimostrazione di come le società primitive si siano adattate alla modernità occidentale, una volta avvenuto l'incontro tra le due civiltà. Dal 2001 dirige la casa editrice Prickly Paradigm.

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • 1972 L’economia dell’età della pietra. Scarsità e abbondanza nelle società primitive, Bompiani, Milano 1980
  • 1976 Cultura e utilità, Bompiani, Milano 1982
  • 1982 Isole di storia. Società e mito nei Mari del Sud, Einaudi, Torino 1986
  • 2008 Un grosso sbaglio. L’idea occidentale di natura umana, Eleuthera, Milano 2010

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ “Writers and Editors War Tax Protest” January 30, 1968 New York Post
  2. ^ a b Elogio di Marshall Sahlins per Erwan Dianteill, e discorso di Marshall Sahlins alla consegna del Dottorato Honoris Causa dell'Università Paris Descartes nel 2011
  3. ^ Università di Chicago
  4. ^ Chicago Press
  5. ^ a b Pier Paolo Viazzo, Introduzione all'antropologia storica, Roma, Laterza, 2009. ISBN 9788842060789
  6. ^ Marshall Sahlins, Isole di storia, pp. IX-XIX, ecc.
  7. ^ Marshall Sahlins, Isole di storia, società e mito nei mari del sud, Torino, Einaudi, 1986
  8. ^ Obeyesekere: The Apotheosis Of Captain Cook : European Mythmaking In The Pacific (1992, ISBN 0691057524) ; Sahlins: How "Natives" Think: About Captain Cook, for Example (1995, ISBN 0-226-73368-8)
  9. ^ Robert Borofsky, « Cook, Lono, Obeyesekere, and Sahlins », in Robert Borofsky (éd.), Remembrances of Pacific Pasts: An Invitation to Remake History, Honolulu: University of Hawai'i Press, 2000, ISBN 0-8248-2301-X, pp.420-428
  10. ^ Keith Windschuttle, The Killing of History: How Literary Critics and Social Theorists are Murdering our Past, San Francisco: Encounter Books, 1996, ISBN 1-893554-12-0, pp.89-96

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 108302555 LCCN: n50016277