Marksman

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Il marksman, è un soldato particolarmente addestrato al tiro di precisione con un certo tipo di fucile, ed è più comunemente conosciuto con le denominazioni di Squad Designated Marksman nell'esercito statunitense o di Squad Advanced Marksman nell'United States Marine Corps.

Alcune dottrine militari prevedono l'impiego del marksman assieme alla squadra di fanteria.

Se assume tale ruolo, lo specialista in questione prende di mira bersagli a distanze piuttosto ragguardevoli, quando se ne ravvisa la necessità, in tal modo estendendo la portata d'azione della squadra stessa.

Marksman munito di M14 DMR (Designated Marksman Rifle)

Differenze con il tiratore scelto[modifica | modifica sorgente]

Andrebbe tenuto concettualmente distinto dal tiratore scelto, colloquialmente noto come cecchino o sniper in lingua inglese, che è una figura più specializzata, e — di regola — non opera con gli altri militari, né in condizioni "ordinarie" di combattimento.

Il marksman raramente agisce isolato, mentre i tiratori scelti sono schierati su specifici obiettivi da soli o in coppie, che consistono di tiratore e osservatore. Il marksman, invece, opera come membro regolare della squadra, ed interviene tutte le volte in cui il corso delle normali operazioni richiede le particolari abilità di tiro che egli possiede. Mentre il tiratore scelto deve eccellere nelle tecniche di sopravvivenza e mimetismo, queste virtù non sono indispensabili al marksman.

Vi sono differenze nel ruolo e nell'addestramento che coinvolgono dottrina d'impiego ed equipaggiamento. I tiratori scelti adoperano quasi solo fucili a ripetizione ordinaria (più lenti ma più precisi), mentre per il marksman conviene il fucile semiautomatico (meno preciso ma dotato di cadenza di tiro molto più celere).

Marksman (a sinistra) armato di M21. A destra altro fante con M16 e lanciagranate M203 abbinato. Località: Corea del Sud, 1984

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Nell'esercito degli Stati Uniti e nel corpo dei Marines, le qualifiche di attitudine al tiro di precisione sono di 3 livelli: Marksman, sharpshooter (tiratore scelto, alla lettera "tiratore preciso"), expert (esperto, veterano). Ognuna di queste qualifiche è riconoscibile con un nastrino sull'uniforme. Un tiratore scelto dell'esercito degli Stati Uniti è denominato "Squad Designated Marksman" (SDM) e un tiratore scelto dei Mmarines è chiamato "Squad Advanced Marksman" (SAM).

Regno Unito[modifica | modifica sorgente]

Nelle British Armed Forces, il titolo di marksman è la più elevata qualifica di attitudine nel tiro di precisione. È riconoscibile sull'uniforme in forma di distintivo riproducente fucili incrociati.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Una delle prime apparizioni di unità includenti marksmen si verificò durante la Rivoluzione americana (1763-1783). Compagnie di fucilieri americani, armati di Long rifle del Pennsylvania/Kentucky, combatterono come fanteria leggera nell'ambito dell'Esercito continentale. Per la precisione del tiro eseguito da questi fucilieri, molti ufficiali britannici si tolsero le insegne di grado per evitare di costituire un ovvio bersaglio. Il reparto più celebre di questi tiratori era il Morgan's Riflemen.

Età napoleonica[modifica | modifica sorgente]

Un altro impiego delle unità di marksmen si registrò nelle guerre napoleoniche da parte dell'esercito britannico. Mentre la maggior parte delle truppe del tempo usavano gli imprecisi moschetti ad anima liscia, le "giubbe verdi" inglesi (così chiamate per la tipica uniforme) adoperavano il famoso fucile Baker. Grazie alla rigatura della canna, quest'arma era assai più precisa, anche se più lenta da ricaricare. I Rifles erano l'élite dell'esercito inglese, impiegata nell'avanguardia di ogni scontro, con lo scopo di esplorare il nemico e ritardarne l'avanzata.

Guerra di secessione americana[modifica | modifica sorgente]

Durante la Guerra di secessione americana (18611865), i tiratori sceli furono impiegati in modo limitato, poiché i comandanti tentarono di evitare i gravi spargimenti di sangue causati dalle nuove armi se si usavano le tattiche tradizionali (ranghi serrati di truppa). I tiratori di entrambe le fazioni agirono più come fanteria leggera / ricognitori che come tiratori isolati. Queste truppe di élite erano molto ben equipaggiate ed addestrate, e venivano poste in testa ad ogni colonna per ingaggiare per prime il nemico. Le più considerevoli unità di marksmen erano il Primo ed il Secondo United States Sharpshooters (USSS), che erano tratti da tutti gli stati, sotto il comando di Hiran Berdan, considerato il miglior cultore nazionale del tiro di precisione in quell'epoca. I tiratori scelti confederati erano spesso equipaggiati in modo più scadente, utilizzavano il fucile Whitworth inglese, invece che il fucile Berdan Sharps a retrocarica. Vi erano anche reparti di tiratori composti solo da "nativi americani" nell'esercito dell'Unione. Questi uomini, principalmente Ojibwe e Potawotami del nord Michigan, comprendevano i membri del 1st Michigan Sharpshooters, Company K.

Note[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Martin Pegler, Out of Nowhwere: A History of the Military Sniper, Osprey Publishing 2004 ISBN 1-84176-854-5
  • Mark Spicer, Sniper: The Techniques and Equipment of the Deadly Marksman, Lewis International Inc, 2001 ISBN 1-84065-229-2
  • Lauck, D.M., Advanced Tactical Marksman. More High-Performance Techniques
  • Noblitt, T., Dead on. The long-range marksman's guide to extreme accuracy
  • USMC, Rifle Marksmanship (Manuale dei Marines sulla precisione del tiro)
  • Jan Boger: Jäger und Gejagte. Die Geschichte der Scharfschützen, Motorbuch-Verl., Stuttgart, 1987, ISBN 3-87943-373-9
  • Peter Brookesmith: Scharfschützen. Geschichte, Taktik, Waffen, Motorbuch-Verl., Stuttgart, 2004, ISBN 3-613-02247-8
  • Eric L. Haney: Delta Force – Im Einsatz gegen den Terror. Ein Soldat der amerikanischen Elite-Einheit berichtet. Goldmann, München 2003, ISBN 3-442-15215-1 (zum Thema psychologisches Anforderungsprofilauf S. 162 ff)
  • Charles Henderson: Todesfalle. Die wahre Geschichte eines Scharfschützen in Vietnam, Heyne, München, 1993, ISBN 3-453-03687-5
  • Ian V. Hogg (Text), Ray Hutchins (Photos): Moderne Scharfschützengewehre, Motorbuch-Verl., Stuttgart, 2004, ISBN 3-613-02014-9
  • David L. Robbins: Krieg der Ratten (über den Aufbau einer Scharfschützen-Schule in Stalingrad während des 2.Weltkrieges), Heyne, München, 2001, ISBN 3-453-19001-7
  • Peter Senich: Deutsche Scharfschützen-Waffen 1914-1945, Motorbuch-Verl., Stuttgart, 1996, ISBN 3-613-01732-6
  • Bruno Sutkus: Im Fadenkreuz. Tagebuch eines Scharfschützen
  • Albrecht Wacker: Im Auge des Jägers (über Josef Allerberger), VS-Books, Motion 2000, ISBN 3-932077-27-X
  • Christopher Whitcomb: Eiskalt am Abzug. ein Scharfschütze des FBI über seine gefährlichsten Einsätze, Goldmann, München, 2003, ISBN 3-442-15192-9

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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