Marko Perković Thompson
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Marko Perković Thompson (Čavoglave, 27 ottobre 1966) è un cantante e compositore croato, voce solista e leader dell'omonimo gruppo Thompson.
Popolarissimo in patria, vi è conosciuto anche come combattente durante la guerra croata di indipendenza (Domovinski rat 1991-1995), come animatore ed organizzatore di eventi benefici ma anche come attivo militante (ancorché senza precisa appartenenza partitica) dell'estrema destra croata, cosa che lo ha portato spesso al centro di animate polemiche in merito a sue presunte simpatie filo-ustascia, polemiche che ultimamente hanno travalicato i confini nazionali.
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[modifica] Biografia e carriera
[modifica] I primi anni
Marko Perković nasce nel piccolo (anche per gli standard croati) villaggio di Čavoglave, nella Zagora Dalmata (Šibensko-Kninska Županija), dove trascorre poi l'intera infanzia e la prima adolescenza.
Vista l'assenza del padre Ante, emigrato in Germania, da cui torna solamente per Natale e Pasqua, all'educazione del giovane provvedono oltre alla madre Marija, i nonni e lo zio paterno. Alla figura del nonno (morto nel 1991) ed ai suoi insegnamenti Marko dedicherà poi omaggio con la commossa canzone Moj Dida i Ja (Mio Nonno E Io) [1].
Frequenta poi a Spalato le scuole medie (equivalenti alle scuole per l'avviamento professionale italiane) per operatore turistico e torna a Čavoglave dove lavora come meccanico. Quella che sembrava però destinata ad essere una vita umile ed ordinaria viene però ad essere radicalmente dallo scoppio della guerra.
Marko risponde infatti all'appello del presidente Franjo Tuđman arruolandosi nella guardia nazionale (ZNG-zbor narodne garde), il primo embrione di quello che diventeranno poi le forze armate croate. Essendo Ĉavoglave proprio sulla linea del fronte la sua unità viene subito impegnata in combattimento ed egli vi partecipa impugnando, stante la tragica mancanza di armamenti nelle forze croate del tempo un obsoleto mitra americano thompson, da cui gli deriverà perciò (per motivi di pura praticità, come spiegato in una recente intervista [2]) il suo nome di battaglia.
Nell'intento di fornire alla sua unità una canzone che potesse fungere da inno e galvanizzare il morale dei combattenti, compone poi in una taverna del vicino villaggio di Kljaci, la celeberrima (in Croazia) Vojna Čavoglave, il Battaglione di Čavoglave, vero punto di svolta del suo destino.
[modifica] Za dom! Spremni!
Difficile sottostimare l'effetto che questa canzone ebbe sul pubblico. La gran parte delle coeve canzoni croate sulla guerra (1991) infatti, pur spesso apprezzabili e sinceramente patriottiche si caratterizzavano infatti per un certo tono vittimistico e patetico ed in qualche caso si indirizzavano più alle opinioni pubbliche dei paesi occidentali, nella speranza di conquistarne l'appoggio che ai croati stessi, si vedano Moja Domovina dei Croatian band aid e Stop the war in Croatia di Tomislav Ivcić[3] come casi più eclatanti.
Bojna Ĉavoglave opera in questo una rottura totale, essa inizia infatti con il grido ZA DOM! (per la patria) a cui il coro, composto dagli stessi commilitoni risponde SPREMNI! (pronti). Questo è un secolare grido di guerra croato, risalente se non al Medioevo od alla prima era moderna, almeno all'ottocento risorgimentale, ma aveva assunto una sinistra notorietà soprattutto come slogan utilizzato dai famigerati ustascia come contraltare del "Sieg Heil" tedesco o dell'"A Noi" fascista, tanto che ai tempi della Jugoslavia di Tito questo grido era fuori legge.
Dopodiché inizia un pezzo rock, molto ritmato e quasi urlato, in cui si rievoca la formazione dell'unità alle fonti del fiume Ĉikola, incita i suoi membri a gettarsi violentemente contro l'aggressore e a scacciarlo dalla sorgente e si rivolge poi direttamente ad esso con parole di sprezzante sfida e poi di minacciosa profezia [4].
Incisa in 45giri (1991), Bojna Ĉavoglave, scritta da un soldato per altri soldati ottiene un successo incredibile, diventando "la" canzone della guerra di indipendenza croata per antonomasia. Era infatti venuta meno nel frattempo la speranza di un intervento risolutivo dell'Europa e della comunità internazionale a favore della Croazia, ed in un clima di disillusione e di sconforto Bojna Ĉavoglave fu uno shock salutare, che galvanizzò i combattenti e cambiò lo stesso approccio mentale della popolazione alla guerra.
[modifica] Cantante in tempo di guerra
La popolarità raggiunta fece sì che nel 1992, terminata la fase più dura dei combattimenti attorno al suo villaggio natio, egli venisse reclutato per una serie di concerti benefici in tutta Croazia, assieme ad altri artisti, e Bojna Ĉavoglave viene inserita nella compilation Rock za Hrvatsku, assieme a molti dei più famosi artisti croati. Nel medesimo anno pubblica il suo primo album, Moli mala (Prega, piccola mia). In essa oltre a Ĉavoglave e alla stessa Moli mala (anche essa sulla guerra, ma più in linea con il genere lamentoso allora in voga) sono presenti anche canzoni romantiche come Zmija me za srce ugrizla (Una vipera mi morse il cuore), Grkinjo (Piccola greca, o meglio Ortodossa) - con significato antiserbo - e Potonut cù (Affogherò) in collaborazione con il gruppo Magazin, con la cui cantante Danijela Martinović, popolarissima allora, avrà poi una relazione dallo svolgimento assolutamente non-convenzionale.
Nel 1994, invece pubblica come singolo Anica, Kniska Kraljca (Annina, regina di Knin), scagliando verso i ribelli serbi un pezzo hard-rock violentissimo nella musica ed ancora più terrorizzante per l'icastica brevità del testo[5]
Neanche un anno dopo, richiamato in servizio nella 142a Drinska Brigada, ha la soddisfazione di vivere realmente quanto cantato, partecipa infatti all'operazione Oluja (4-7 agosto 1995) ed entra con l'avanguardia della sua unità nelle liberate Drniš e Knin.
Lo stesso anno pubblica il suo secondo album "Vrijeme Skorpiona" (il tempo degli scorpioni) e l'anno dopo il terzo "Geni Kameni" (Geni rocciosi). Sono album che risentono di un certo eclettismo, con pezzi di rock duro alternati a canzoni romantiche e pop, influenzate dal Novi Val, il new wave yugoslavo, ma con un crescente spostamento verso il folk-rock, e l'etno. Tra i due album vi è però differenza in quanto il primo di due risente ancora in pieno delle atmosfere belliche: Skorpioni, che dà il titolo all'album è dedicato a un'unità delle forze speciali croate, mentre con Geni kameni si va più oltre e si guarda già al discorso politico del dopoguerra.
[modifica] In cerca di uno stile
Con questi due album, si regista però un certo calo di popolarità dell'autore che non riesce a ripetere il successo ottenuto agli esordi e scivola in secondo piano nella scena musicale dell'immediato dopoguerra croato.
La grande popolarità ritorna nel 1998 con la pubblicazione prima del singolo Prijatelji (amici), in cui racconta molto efficacemente la stanchezza dei reduci e la loro disillusione (nel video ricompaiono i commilitoni di Bojna Ĉavoglave), ma anche la loro ferrea volontà di non essere messi da parte [6], e poi con l'album Vjetar s Dinare (vento dai Dinari).
A differenza dei precedenti Vjetar s Dinare è un album concettuale, assistiamo qui infatti, seguendo uno stilema molto diffuso, ad un ritorno alle radici, sia personali che musicali da parte di un autore, che tenta così di risolvere un momento di crisi creativa o di popolarità. Si ha dunque in questo lavoro una decisa scelta di stile, di ambientazione e di tematiche. Esso è infatti opera completamente folk-rock, seguendo in questo un trend maggioritario nella scena musicale della neo-indipendente Croazia, quello di mischiare rock e pop con il folk e la tradizionale musica regionale, ma a differenza di altri, qui lo si fa con una assoluta coerenza, gettando le basi di un suo stile personale. Questo è già evidente nel pezzo che dà il nome all'album "Zaustavi se Vjetre" (Fermati qui, o vento), in cui si assiste al dialogo tra l'autore ed il Vento dai Dinari, impersonato da una Klapa (i Pajdaši iz Koprivnice, nell'album) a cui vengono chieste notizie del paese natale e della famiglia [7]. La canzone si svolge essa stessa in forma completamente dialogica, la voce solista e la Klapa non si sovrappongono, se non in parte del ritornello, secondo un modulo che ritornerà poi spesso nella produzione successiva.
Altre caratteristiche destinate ad un forte sviluppo successivo compaiono qui, in particolare la forte autobiograficità dei testi: il personaggio principale, se non unico delle canzoni è Marko Perković Thompson, con la sua concreta vita personale, la sua famiglia, le sue idee religiose morali e politiche, nello stesso tempo però non un divo egocentrico ma anzi un leader aperto alla più completa valorizzazione di quanti lavorano o anche solo collaborano con lui. Questo album segna ad esempio l'ingresso nella band di Tiho Orlić, che ne sarà poi il bassista e la voce d'accompagnamento stabile, intraprendendo in seguito però , non solo con il consenso, ma su ispirazione e con il fattivo aiuto di Marko stesso, una parallela esperienza solista.
Anche "Zaustavi se Vjetre" come "Prijatelji" diverrà una canzone molto popolare ed avrà anch'essa un suo proprio video, ma sarà il terzo pezzo dell'album, "Lijepa li si" a dare all' autore, anche se in maniera più progressiva, la più esaltante delle soddisfazioni, giungendo a ricoprire, se non addirittura a superare nella considerazione e nell' affetto dei Croati, quella rilevanza che aveva avuto Bojna Ĉavoglave.
[modifica] Quando lo rammento, scorre una lacrima...
Non esiste una traduzione esatta dell'espressione Lijepa li si in lingue non slave: nel sito web ufficiale del gruppo è stata tradotta assai letteralmente in inglese come "How beautiful you are"; mentre l'espressione gergale italiana Ma che bella sei ?, rende più l'idea...
Comunque già nel titolo stesso è evidente la sua derivazione diretta dall'inno nazionale croato Lijepa naŝa domovino (Oh patria nostra bella), tuttora popolarissimo, da cui deriva anche quel"Lijepa Naŝa" che è il nomignolo "ufficiale" della Croazia.
Eppure quello che a prima vista può sembrare un atto di superbia, riesce invece a perfezione. Mentre Bojna Ĉavoglave aveva colpito profondamente nel segno per il suo assoluto tempismo, Lijepa li si raggiunge un risultato analogo se non superiore attualizzando il messaggio e lo spirito antiretorico, di autentico, assoluto amore di patria e di stupita e commossa contemplazione della sua bellezza che rendono così particolare l'inno croato.
A tutto questo si aggiunge poi,come detto, una esplicita caratterizzazione folk: la "Nostra Bella" non è più descritta nei termini unitari ed astratti del patriottismo romantico, ma è invece l'insieme delle memorie e delle tradizioni popolari delle sue varie regioni, che vengono via via numerate nel corso della canzone, affratellate nel ricordo dei caduti per l'indipendenza e dalla volontà di mostrare al mondo quale prezioso dono esse condividano nella loro patria [8].
La canzone risulta popolarissima nella sua versione folk originale, ma sarà una sua successiva versione, a cui parteciperanno altri famosi cantanti croati, a consacrarsi infine come un secondo, "ufficioso" inno croato.
Lijepa li si viene infatti di norma eseguito al termine delle partite della nazionale di calcio, in modo del tutto simile al God bless America statunitense.
In quello stesso anno (1998) il cantante sì trovo al centro delle cronache rosa, in quanto la già citata cantante Danijela Martinović allora al vertice della popolarità, annunciò di aver chiesto il divorzio da lui. La cosa creò grandissima sensazione, in quanto solo in quel momento fu resa pubblica l'esistenza di un legame matrimoniale tra i due, tenuto segreto per non compromettere la carriera di lei con la connessione al cantante "ustascia".
[modifica] E, moj narode: nella politica a tutto campo
Le elezioni parlamentari del 2000 videro un profondo cambiamento in Croazia, per la prima (ed unica al momento) volta dall'indipendenza l'Hdz, il partito nazionalista del testè defunto presidente Franjo Tudjman perse le elezioni ed al governo salì una composita coalizione a guida socialdemocratica, guidata da Ivica Raćan. Il ritorno al potere degli eredi dell'allora Partito comunista croato, provocò acerrime reazioni nella destra croata, tra i profughi e gli ex-combattenti. Ad incendiare ancora di più gli animi contribuì nell 2001, l'arresto per crimini di guerra del generale Mirko Norac, uno dei più popolari generali della Guerra per la Patria e la sua successiva condanna.
All'imponente movimento di protesta seguito a questi fatti, M.P. Thompson partecipò convintamente, acquistandovi anzi un ruolo rilevante. Egli riuscì infatti, grazie alla sua popolarità e alle sue indubbie doti carismatiche a coagulare attorno a sé, un forte gruppo di personalità influenti, particolarmente sportivi, ex-combattenti, ecclesiastici e soprattutto altri musicisti, dando vita ad un vero e proprio movimento d'opinione ed ad una corrente artistico-musicale, tuttora molto influenti in Croazia.
Tutto questo culminò nel 2002 con la pubblicazione dell'album "E moj narode" e soprattutto nella relativa tournée con venti concerti in tutto il paese culminati nella spettacolare esibizione allo stadio Poljud di Spalato di fronte a più 40.000 persone.
L'album si caratterizza per un ritorno ad una molteplicità di stili, con anche una riedizione di pezzi precedenti, che vengono modernizzati e resi più coerenti. Non ci si limita infatti di un semplice remix : A Ne varaj me(non ingannarmi) viene modificato il testo, per togliere a questo già vigoroso pezzo anti-pacifista ogni residuo sentimentalismo[9].
La trasformazione più profonda però la subirà "Geni Kameni" ( geni di pietra), che diventa una vera e propria performance artistica, con l'inserzione di un ensemble folk che esegue il kolo [5] finale dell' opera Ero s onoga svijeta [6], (Ero dall'altro mondo).
Nell'insieme l'album si presenta però con una forte coerenza interna, dovuta all'unitarietà della tematica politica ed alla raggiunta maturità artistica dell'autore che oramai, non solo canta , ma compone e cura l'arrangiamento della grande totalità dei pezzi.
Altrettanta cura viene posta nell'organizzazione della Tournè che va a toccare tutte le principali città del paese e anche luoghi importanti della Diaspora Croata.
[modifica] E moj narode, la tournè
La tournè cominciata significativamente dalla città martire di Vukovar, si rivelò un grande successo, sia per quanto riguarda il massiccio pubblico intervenuto, sia per quanto riguarda la copertura mediatica, trenta le città toccate, tra cui Francoforte, sede di una forte comunità di immigrati croati e la capitale della Croazia Zagabria. Il culmine della tournè viene però riservato al capoluogo della Dalmazia, Spalato, dove ha luogo allo stadio Poljud, sede dell' HNK Haiduk (di cui Marko è tifoso) un grande concerto spettacolo di fronte a più di 40.000 persone. Durante lo spettacolo, di notevole impatto anche scenografico e visivo, la band viene raggiunta prima da Miroslav Škoro, che canta assieme a Marko i pezzi "Reci Brate Moj" (Dimmi fratello mio) e "Sude mi" (Processatemi - dedicata al generale croato Ante Gotovina, all'epoca latitante ed accusato di crimini di guerra dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia) di cui sono entrambi coautori, poi anche da Alen Vitasović, Mate Bulić, Giuliano and Mladen Grdović per l'esecuzione di "Lijepa li si", a concludere tutto il pezzo eponimo dell'album;"E, moj Narode" che Marko canta impugnando la bandiera croata, mentre viene sollevato a grande altezza da un montacarichi. Il concerto non fu comunque esente da aspre polemiche, a partire dalla decisione di riservare due sedie, ovviamente vuote, della tribuna ai generali Mirko Norac(condannato per crimini di guerra) ed Ante Gotovina(in quel momento latitante, poi catturato e attualmente sotto processo all'Aja). Il tour continuò in maniera più sporadica durante il 2005, sia dentro che fuori dai confini nazionali, comprendendo anche esibizioni all'Entertainment Centre di Sydney e alla Vodafone Arena di Melbourne.
[modifica] Controversie
Accusato di chiare simpatie ustascia, Marko Perković si è sempre difeso in modo ambiguo, affermando che i ricorrenti simboli del defunto regime di Ante Pavelić che appaiono ai suoi concerti sono in realtà un segno di amore per la patria.
Alcuni in Croazia mettono addirittura in relazione la montante diffusione dei simboli nazisti nel paese con le sue performance canore[10].
Grandi polemiche sono sorte in seguito al divieto opposto dalle amministrazioni comunali di Umago e Pola alla concessione di spazi pubblici per un concerto del controverso cantante[11].
Il successo di Marko Perković Thompson è addirittura stato citato come esempio di "riabilitazione dell'ideologia fascista, ma anche dell'apparente mancanza di volontà da parte delle istituzioni legali, quali la polizia e l'ufficio del procuratore, ad agire nei (suoi) confronti. Ma come potrebbero, se ai concerti di Thompson presenziano perfino alcuni ministri?"[12].
[modifica] Note
- ^ Bilo jednom u Hrvatskoj, 2007
- ^ Intervista
- ^ Tomislav Ivcić:Stop the war in Croatia
- ^ Nella Zagora, alle fonti del fiume Ĉikola... Bojna Ĉavoglave
- ^ A causa di Anna e di un boccale di vino, brucerò la Krajina fino a Knin; Brucerò due,tre caserme serbe, che io non viaggio invano; Rit. Hej Annina, reginetta di Knin(x3); a causa di Anna e di un boccal di vino, brucero la Krajina fino a Knin. Hej Croati ricordatevi di Knin, Croata del croato re Zvonimiro; Rit.
- ^ Amici, spesso penso a voi...Prijatelji
- ^ Fermati vento, ti devo chiedere qualcosa..."Zaustavi se vjetre"
- ^ ...allo spargersi del dolce profumo del ricordo/ di ogni luogo del paese natale/ e delle tradizioni popolariLijepa li si
- ^ da Bacio la foto della mia ragazza a bacio l'immagine della Santa Vergine; da i tuoi baci solo mi son rimasti a a me rimangono solo le mie canzoni e così via...[1]
- ^ [2] Drago Hedl, Esaltazione del nazismo tra i giovani croati, in Osservatorio Balcani, 10.07.2008
- ^ [3] Drago Hedl, Paura del fascismo, in Osservatorio Balcani, 18.08.2008
- ^ [4] Slavenka Drakulić, Ombre sotto al sole, in Osservatorio Balcani, 04.09.2008. L'articolo è la traduzione italiana di Shadows in the sunshine, in The Guardian, 29.08.2008

