Mario Raimondo

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Mario Raimondo, meglio conosciuto come Barbadirame (Dolceacqua, 1923Bordighera, 15 gennaio 2010), è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Mario Raimondo nasce a Dolceacqua, nel 1923, da una famiglia di umili origini: era infatti figlio di contadini. Questo, tuttavia, fu per lui un fatto di vanto tanto che, traendo ispirazione per le sue opere proprio dalla campagna, arrivò a definirsi ”il pittore delle capre e dei contadini”.

Iniziò la sua vita professionale come decoratore, eseguendo numerosi affreschi in residenze private, castelli e chiese di tutta la Riviera dei Fiori e la Costa Azzurra, completando la sua formazione artistica nello studio di Achille Beltrame, presso San Remo. Si formò, tuttavia, anche nel campo della scultura.

Nel 1959 iniziò la frequentazione del grande maestro Pablo Picasso, che proseguì fino alla morte dell'artista francese. Fu soprattutto per questa frequentazione che riuscì a far elevare la sua popolarità a livello mondiale a tal punto che oggi alcune sue opere sono conservate in musei esteri.

Nell'ottobre 2009 ricevette a San Biagio della Cima il “Premio Francesco Biamonti”, che lo gratificò moltissimo.

Si è spento presso l'ospedale di Bordighera, dove era da poco ricoverato, il 15 gennaio 2010, all'età di 87 anni. [1]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai numerosi quadri e affreschi che realizzò (e che sono conservati in diversi musei anche a livello internazionale), la sua opera più importante fu forse la statua, di notevoli dimensioni dedicata all'astronomo Gian Domenico Cassini.

Testimonianze[modifica | modifica sorgente]

  • Barbadirame fu allievo del Picasso che per complimentarsi disse di lui, in un'intervista del 1963: “Parlare di giovani pittori non è mia abitudine. Il pittore italiano Raimondo, che nel suo villaggio si chiama "Bardadirame", lo vedo come un pittore vero, serio, come i lavoratori della terra. Esso implementa le sue opere con sicurezza e semplicità di mezzi. Le pareti di pietra della stagione e tronchi di questi alberi del Mediterraneo hanno la stessa umanità dei loro agricoltori, anche l’eternità, uno che conta”.[2]
  • Il pittore conobbe anche Francesco Biamonti stesso che di lui scrisse:"i suoi contadini, le sue donne, i suoi cristi hanno perso ogni rozzezza, pur nella verità del loro spessore. Vi sono contadine che hanno nelle mani una grazia tremenda (il pittore non sembra ricordare delle loro mani che la gentilezza), nel corpo sono soffuse di lucori bonnardiani; l’atteggiamento nel lavoro o in quegli interminabili ritorni è minimo, rispetto al puro esistere. Non so se egli esageri con quei fiori in testa e quei seni come frutti maturi, ma è la sua visione, insistita e melodiosa. Apparentemente senza sforzo, si dipana una vita agreste, dal cielo alla terra, dalla gioia al dolore, dalla maternità alla crocefissione tra magagli e rose canine, abbarbicate alle croci ... vi è come un’allegria, un’assuefazione come da vecchie capre in un ruminante dolore".[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Nell'ottobre 2009 ricevette a San Biagio della Cima il “Premio Biamonti”.
  • Mario Raimondo firmò anche una piastrella decorata sul muretto di Alassio.
  • Nel 2011, il programma- TV Italia segreta, sul canale Arturo e in precedenza anche su Marcopolo, parlò di lui. Nella puntata "Le dame, i cavaglieri e gli artisti di Dolceacqua", sua città natale, fu dato ampio spazio sia alla sua persona che alla sua figura professionale, ad un anno dalla sua morte.
  • Sono molteplici le iniziative che si svolgono in suo ricordo ancora oggi presso Dolceacqua.

[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/Galeria_feg%C3%BCrativa/Barbadirame.htm.
  2. ^ http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/Galeria_feg%C3%BCrativa/Barbadirame.htm.
  3. ^ http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/Galeria_feg%C3%BCrativa/Barbadirame.htm.
  4. ^ http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/Galeria_feg%C3%BCrativa/Barbadirame.htm.