Mario Fara

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Mario Fara
Mario Fara.jpg
Mario Fara con la maglia del Catania (1967)
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Ritirato 1976
Carriera
Giovanili
Alessandria Alessandria
Squadre di club1
1962-1964 Alessandria Alessandria 31 (4)
1964-1966 Bologna Bologna 6 (0)
1966-1968 Catania Catania 59 (8)
1968-1972 Bari Bari 132 (24)
1972-1973 Monza Monza 37 (3)
1973-1976 Arezzo Arezzo 93 (9)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 


« Un giocatore dal tocco vellutato e dal palleggio delizioso »
(Sandro Ciotti durante la radiocronaca di Bari-Juventus, giocata a Napoli il 26 aprile 1970.[1])
« Un atleta che, in condizioni normali, sicuramente sarebbe entrato fra i "più grandi" del pianeta calcio »
(Gianni Antonucci[2])

Mario Fara (Alessandria, 14 settembre 1945Arezzo, 24 agosto 2005) è stato un calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo centrocampista.

È scomparso nel 2005 all'età di 59 anni a causa di problemi circolatori[3].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Più volte è stato decantato il suo "tocco vellutato", che usava per servire sapientemente i compagni di squadra (era un validissimo assist man) e talvolta anche per battere a rete. Ingrassava gradualmente e a quanto scrive lo storico barese Antonucci, sembra che questo problema fisico abbia ostacolato abbastanza la sua carriera.[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Crebbe nell'Alessandria ed esordì diciassettenne in Serie B, nella stagione 1962-1963. Considerato in gioventù possibile erede di Gianni Rivera,[4] non conquistò mai i successi del suo conterraneo.

Debuttò in Serie A con il Bologna nel 1964-1965, senza tuttavia riuscire a imporsi come titolare fra i rossoblu (6 presenze in due stagioni).

Giocò poi principalmente in Serie B dapprima con Catania e Bari.

Arrivò a Bari nel 1968, quale uno dei cinque giocatori che il Bologna girò in cambio dell'attaccante Lucio Mujesan ed era particolarmente richiesto dall'allora allenatore biancorosso Lauro Toneatto.[2][5] Tra i galletti fu un importante artefice della promozione in massima serie, nella stagione 1968-1969, tanto che fu soprannominato "l'ingegnere" per l'abilità nel servire i compagni o concludere le azioni con i suoi tocchi morbidi.[2] I tifosi baresi lo paragonarono anche al famoso Raul Conti (estroso calciatore argentino che aveva militato nel Bari dieci anni prima) per le caratteristiche tecniche e tattiche in gran parte similari.[2] In Serie A, nel campionato 1969-1970, il sostituto di Toneatto, Oronzo Pugliese, gli preferì spesso il brasiliano Cané (lo storico Antonucci scrive che l'atleta ebbe anche qualche screzio con lo stesso Pugliese)[2] e il centrale piemontese realizzò due doppiette in occasione di due successi interni su Brescia e Juventus (praticamente 4 delle 11 reti all'attivo dei pugliesi, che retrocedettero ultimi in classifica)[6]. Nonostante continuasse a ingrassare vistosamente (venne ribattezzato "transatlantico" e affettuosamente "u gréss"[7] dai tifosi biancorossi)[2][8], Mario Fara continuò a dare un apporto determinante al Bari e segnò 9 reti sia nella stagione 1970-'71 che in quella successiva, affermandosi quindi capocannoniere dei biancorossi in quelle due stagioni.[9] Nell'estate del 1972 fu venduto al Monza, che giocava sempre in Serie cadetta.

Chiuse la carriera nel 1976, all'età di 31 anni, dopo aver giocato per tre stagioni nell'Arezzo, in Serie B.

In carriera ha collezionato complessivamente 36 presenze e 4 gol in Serie A e 291 presenze e 37 reti in Serie B.

Cessata l'attività agonistica fu direttore sportivo dell'Alessandria nella stagione 1988-89 in Serie C2 e dell'Arezzo, dopo il fallimento del club toscano, nel 1994.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianni Antonucci,  pag. 637-638
  2. ^ a b c d e f g Gianni Antonucci, scheda "Il Personaggio", pag. 638
  3. ^ Lutto nel calcio aretino Arezzontoizie.it
  4. ^ [1] Mario Fara, Marco Pastonesi. Dicevano che fossi come Rivera, da «La Gazzetta dello Sport», 18 febbraio 2001, pg. 8.
  5. ^ Gianni Antonucci,  pag. 606 - prime sette righe del paragrafo "Mujesan in cambio di cinque" -
  6. ^ (EN) Italy 1969-1970 Rsssf.com
  7. ^ grosso, ciccione in dialetto barese.
  8. ^ Gianni Antonucci,  pag. 642
  9. ^ Nel 1970-1971 condivise il titolo del club con la punta Corrado Marmo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Antonucci, 1908-1998: 90 anni di Bari, Bari, Uniongrafica Corcelli, 1998.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]