Marino (RM)
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| Marino | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 360 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 26,10 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 1477,82 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Castelluccia, Cava dei Selci, Due Santi, Fontana Sala, Frattocchie, Santa Maria delle Mole | ||||||||
| Comuni contigui: | Castel Gandolfo, Ciampino, Grottaferrata, Rocca di Papa, Roma | ||||||||
| CAP: | 00047 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 06 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 058057 | ||||||||
| Codice catasto: | E958 | ||||||||
| Nome abitanti: | marinesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Barnaba | ||||||||
| Giorno festivo: | 11 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Marino (IPA: /maˈrino/[1], conosciuta impropriamente come Marino Laziale, Marini in dialetto marinese) è una città[2] di 38.630 abitanti[3] della provincia di Roma.
Situata a sud del capoluogo, sui Colli Albani nell'area dei Castelli Romani, la città è stata per tutto il Medioevo un importante avamposto militare sull'Agro Romano, un rinomato luogo di villeggiatura ed un importante centro commerciale grazie alla sua posizione strategica sulla via postale tra Roma e Napoli frequentata fino alla riapertura della via Appia attorno al 1780.[4] Centro legato soprattutto alla vitivinicoltura, è la patria dell'omonimo vino bianco D.O.C. ed il suo nome è legato alla celebre Sagra dell'Uva, la manifestazione più antica in Italia nel suo genere.[5]
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
Popolarmente, si dice che il territorio del comune di Marino ha la forma di una grande bistecca, estesa in direzione est-ovest nella parte settentrionale della cinta esterna dei Colli Albani. La sua superficie successivamente alla concessione dell'autonomia di Ciampino, concessa nel 1974, è di 26.10 km2[6]; Ciampino era una infatti frazione di Marino. Inoltre, per un breve periodo, durante la denominazione francese dello Stato Pontificio, tra il 1807 ed il 1815, Grottaferrata, ex-feudo dell'Abbazia di San Nilo, venne unita in appodiato a Marino. Nel 1994 le frazioni di Frattocchie e Santa Maria delle Mole hanno tentato il distacco amministrativo, creando il comune autonomo di Boville, non riconosciuto ufficialmente e dunque decaduto dopo pochi mesi.
Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia[7] la maggior parte del territorio marinese è composta, similmente alle altre zone dei Colli Albani, da terreni classificati come v2[8].
[modifica] Idrografia
I corsi d'acqua che attraversano il territorio comunale sono tutti di carattere torrentizio e di piccola portata, anche se talvolta possono entrare in piena e creare piccole inondazioni o frane. I torrenti, anche detti marane e fossi, sono:
- Fosso di Fiorano: originato a 151 metri s.l.m. in località Cava dei Selci, attraversa poi la via Appia e scorre sotto la località di Santa Maria delle Mole, in prossimità dell'antica Mugillae (111 metri s.l.m.), e poi in comune di Roma presso l'altura di Fiorano ad una quota media di 90 metri s.l.m., parallelamente all'acquedotto della Barbuta che serve Ciampino in direzione N;
- Fosso delle Scopette: parte dalla località Boscare sulla via Nettunense a quota 126.5 metri s.l.m., poi prosegue circa un chilometro verso E e prende nome di Fosso di Fioranello all'interno del comune di Roma;
- Fosso della Giostra: trae origine da Colle Granato, altura a 156.2 metri s.l.m. ai margini meridionali della II circoscrizione, e poi si dirige in direzione E verso la Falcognana in comune di Roma;
- Fosso di Montelungo: originato in località Mezzamagna vicino Castelluccia, III circoscrizione, ad un'altitudine di 171 metri s.l.m., prosegue poi fino al termine del territorio comunale, dove si innesta nel fosso della Torre proveniente dalla località Pavona di Castel Gandolfo, che prosegue in comune di Roma in direzione E;
- Fosso delle Pietrare: anticamente denominato marana di san Bonaventura, scaturisce dal Caput Aquae Ferentinum a 400 metri s.l.m. circa, e dopo una cascatella scende nel Barco Colonna a 280 metri s.l.m. per la vallata delle Pietrare sottosanti il centro storico. Da qui prende nome di Fosso di Patatona, arricchendosi delle acque di Colle SS. Apostoli (226 metri s.l.m.). Il fosso della Patatona attraversa quindi Pantanelle ed entra i territorio di Ciampino, dove procede in direzione N fino alla località Marcandreola e a Morena, dove converge con la marana dell'Acqua Mariana proveniente da Grottaferrata nel fosso di Morena, ormai in comune di Roma.
[modifica] Orografia
L'altitudine massima del territorio marinese è 438 m s.l.m., registrata in località Pentina Corvina, a picco sul Lago Albano e ai margini del territorio di Rocca di Papa, mentre l'adiacente Prato della Corte è posto a 429 m s.l.m.. Verso occidente, sempre sulla corona del Lago Albano, l'altura di Monte Crescenzio è a 379 m s.l.m., mentre l'area dei panoramici Villini, ai confini con Castel Gandolfo, è a 368 m s.l.m..
L'altitudine del centro storico oscilla tra i 389 m s.l.m. della località San Rocco, i 376 m s.l.m. di Villa Desideri, i 373 m s.l.m. di piazza Giacomo Matteotti, i 335 m s.l.m. di Palazzo Colonna e i 319.4 m s.l.m. di Villa Colizza.
Il resto del territorio declina dolcemente verso l'Agro Romano: si passa dai 370 m s.l.m. di Monte Crescenzo e dai 264 m s.l.m. di Colle Licia ai 132 m s.l.m. della Scopette, presso la frazione Santa Maria delle Mole. La frazione di Santa Maria delle Mole oscilla tra i 138 m s.l.m. del Centro Sportivo Green House, i 148 m s.l.m. dell'altura di Mugillae, i 147 m s.l.m. di piazza Sandro Sciotti e i 149 m s.l.m. del chilometro 19 della Strada Statale 7 Via Appia. L'adiacente frazione di Cava dei Selci si eleva a circa 151 m s.l.m.; la frazione di Frattocchie invece è posta a quota 173 m s.l.m.: il Convento dei Padri Trappisti al chilometro 20 della Strada Statale 7 Via Appia è a 189 m s.l.m., le rovine del castello di Palaverta sono invece a 186 m s.l.m.
La località Due Santi, chilometro 21.5 della Strada Statale 7 Via Appia verso Castel Gandolfo, è posta ad un'altitudine di 222 m s.l.m.; la vicina località dei Ceraseti è a circa 200 m s.l.m. La zona di Castellucia si sviluppa tra i 153 m s.l.m. della Torre Castelluzza e i 193 m s.l.m. della Torre Castellazza. Colle Granato, nell'area del Divino Amore, si eleva a 163 m s.l.m. al centro di un pianoro a quota 162 m s.l.m.
[modifica] Clima
Il centro storico di Marino si eleva a 355 m s.l.m., e perciò la temperatura media non si discosta molto da quella di Roma Urbe, dato che fino ai 400 m s.l.m. l'escursione termica è praticamente nulla.
In gennaio però se le temperature medie minima e massima registrate a Roma sono di 1.9 °C e 12.2 °C, a Grottaferrata (329 m s.l.m.) si registrano 3.4 °C e 11.2 °C, a Velletri (352 m s.l.m.) 3.8 °C e 10.6 °C e a Colonna 2.5 °C e 12.6 °C. Le temperature di Marino non differiscono da quelle degli altri Castelli citati. D'estate invece Velletri e Colonna registrano una massima di 31 °C, simile a Roma Urbe, e Grottaferrata 29.7 °C, così come a Marino.
La distribuzione annuale della piovosità è in media compresa tra i 700 e i 900 mm. Ai Colli Albani si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei Colli Albani, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord.
Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponente. Durante l'inverno invece si ha la presenza di tramontana e grecale, il primo proveniente dalla vasta pianura dell'Agro Romano, che si estende proprio davanti Marino.
Ecco i dati climatici dell'anno 2007[9]:
| Mese | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
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| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 11,8 | 12,4 | 14,3 | 19,5 | 21,4 | 25,4 | 29,1 | 28,3 | 23,7 | 20,1 | 13,8 | 10,8 | 11,7 | 18,4 | 27,6 | 19,2 | 19,2 |
| T. media (°C) | 4,6 | 5,1 | 5,5 | 8,4 | 10,8 | 13,7 | 15,6 | 16,2 | 12,4 | 9,9 | 5,4 | 2,8 | 4,2 | 8,2 | 15,2 | 9,2 | 9,2 |
| T. min. media (°C) | 8,0 | 8,4 | 9,4 | 13,5 | 15,7 | 19,2 | 22,1 | 21,8 | 17,1 | 13,9 | 9,0 | 6,3 | 7,6 | 12,9 | 21 | 13,3 | 13,7 |
| Precipitazioni (mm) | 60,5 | 177,8 | 111,5 | 53,3 | 66,8 | 20,1 | 1,0 | 21,6 | 42,4 | 61,5 | 78,2 | 61,5 | 299,8 | 231,6 | 42,7 | 182,1 | 756,2 |
| Vento (direzione-m/s) | SE 4,7 |
SE 5,5 |
E 5,0 |
ESE 3,6 |
WNW 4,1 |
SE 3,9 |
WNW 4,4 |
SE 4,6 |
SE 4,2 |
SE 3,3 |
SE 4,2 |
N 5,3 |
5,2 | 4,2 | 4,3 | 3,9 | 4,4 |
- Classificazione climatica: zona D, 1966 GR/G.
- Diffusività atmosferica: media.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Marino. |
| Le origini del nome | ||||
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Numerosi studiosi si sono cimentati a capire da dove venga il nome Marino: e varie sono le ipotesi formulate nel corso dei secoli. Papa Pio II, durante la sua visita ai Castelli Romani nel 1462, disse di Marino:
Anche nel 1536 una mappa dell'Agro Romano diceva di Marino "Marin già villa di Mario": era dunque opinione comune che Marino derivasse da una ipotetica villa di Gaio Mario, collocata sulla prima balza del colle dell'abitato lungo la Via Castrimeniense. In seguito molti tra i principali studiosi dei dintorni di Roma hanno elaborato una loro ipotesi: dunque Marino potrebbe derivare da un feudatario di cui però non ci resterebbero documentazioni, a nome Marino; oppure potrebbere farsi risalire a Marianum, inteso come luogo consacrato al culto della Vergine Maria, ipotesi avvalorata dall'antichità del Santuario dell'Acquasanta di Marino; oppure ancora potrebbe essere una storpiatura di Marana, cioè del torrente che scorre ai piedi del centro storico. Storicamente, la prima citazione del Castrum Mareni è del 1090, nelle Croniche Sublacensi; ma il passo potrebbe essere stato interpolato. La citazione successiva è del 1114, in un rogito notarile. Da lì in poi Marino verrà citata sempre più frequentemente, prima come Castrum o come Terra e poi, dal 1835, quando Marino venne elevata a Città da Papa Gregorio XVI, come Civitas. Una Massa Marenas, del valore di 40 sesterzi, è riportata anche tra i beni donati da Costantino I alla Cattedrale di Albano Laziale: ma anche qui il documento potrebbe essere successivo all'epoca cui si riferisce.[10] |
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[modifica] Età antica (900 a.C.-476)
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Marino nell'Età Antica. |
Nel territorio marinese i primi insediamenti umani attestati risalgono al I millennio a.C., nel periodo laziale II A (900 a.C. - 830 a.C.). Risalgono invece al periodo laziale III (770 a.C. - 730 a.C.) i primi reperti rinvenuti nella necropoli di Riserva Del Truglio, che ha però il suo massimo sviluppo durante il periodo laziale IV A (730 a.C. - 640 a.C.)[11]: a questo periodo risalgono circa una trentina di tombe rinvenute nel territorio marinese, che compongono una delle più importanti concentramenti di tombe dei Colli Albani. È stato anche rinvenuto, presso la stazione ferroviaria di Marino in località Cave di Peperino, il fondale di una capanna risalente a questo periodo, che rappresenta uno dei rari esempi di questo genere nel Lazio.[12]
In età storica pre-romana, diversi abitati sorsero nel territorio marinese:
- Mugillae, abitato latino ubicato in prossimità della frazione di Santa Maria delle Mole, fu rasa al suolo nel 490 a.C. dai Volsci guidati da Gneo Marcio Coriolano.[13]
- Bovillae, città latina la cui ubicazione è collocata discutibilmente tra la località Colle Licia e la frazione di Frattocchie; fu rifugio degli abitanti sfollati da Alba Longa dopo la sua distruzione nel 658 a.C., e luogo di origine della Gens Iulia, tanto che l'imperatore Tiberio Claudio Nerone nel 14 istituì i Sodales Augustales in città facendo erigere il grande circo ed il teatro.[14]
- Locus Ferentinus, foro della città latina di Alba Longa, capitale della Lega Latina, era anche il luogo delle adunate periodiche dei rappresentanti delle trentasei città confederate; l'ipotesi più accreditata[15] è che questo luogo sorgesse in località Prato della Corte, ovvero fuori dall'ipotetica area urbana di Alba Longa e in prossimità del leggendario Caput Aquae Ferentinum: tuttavia di recente si è optato per ipotizzare l'ubicazione del Locus presso la frazione Cecchina di Albano Laziale.[16]
In età romana, probabilmente con scopi militari, venne fondato l'insediamento fortificato di Castrimoenium, ubicato molto probabilmente nell'attuale sito del centro storico, precisamente nel rione Castelletto. Da Castrimoenium partiva l' Aqua Taepula, un acquedotto che assicurava alcune migliaia di metri cubi di rifornimento d'acqua alla città di Roma. Nel 1962 è stato rinvenuto, presso la stazione ferroviaria di Marino, il mitreo di Marino, uno dei mitrei meglio conservati del mondo, nonché uno dei due dipinti a muro presenti in Italia.[17]
[modifica] Medioevo (476-1501)
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Marino nel Medioevo. |
Nel 313 almeno una parte del territorio marinese, la possessio Marinas, sarebbe stato incluso tra i terreni donati dall'imperatore Costantino I alla cattedrale di Albano.[18] Ad ogni modo, si ha la certezza che buona parte dell'attuale territorio marinese, al pari di quanto accadeva nel resto dei Colli Albani, divenisse attorno al VI secolo proprietà della Chiesa Romana. Queste proprietà furono gestite a partire dal tempo di papa Gregorio I in Patrimonia, a loro volta ripartiti in Massae. Il territorio marinese fu in parte incluso nel Patrimonium Appiae e probabilmente nella Massa Marulis, collocata convenzionalmente tra Marino e Grottaferrata.[19]
Il territorio marinese nel X secolo venne, a giudicare da quanto avvenne nel resto dei Colli Albani e nell'area prenestina, concesso dai Papi alla potente famiglia dei Conti di Tuscolo, che imperversava nell'Agro Romano tra l'antica Tusculum, Ariccia e Velletri. Agapito I dei Conti di Tuscolo in seguito, a quanto risulta da un discutibile passo tratto dalle Croniche Sublacensi, nel 1090 avrebbe concesso il castra Marinei ed altri beni in dote ad una figlia sposa di Oddone Frangipane.[20] Iniziò così a Marino la signoria dei Frangipane. Di questa famiglia, l'esponente più importante fu una donna, Giacoma de Settesoli, vedova di Graziano Frangipane, che tenne la signoria di Marino dal 1210 al 1240 circa: ad essa, che fu anche benefattrice, amica e seguace di San Francesco d'Assisi, si deve la concessione dei primi Statuti della terra di Marino[21] e probabilmente anche la realizzazione della Chiesa di Santa Lucia, oggi ridotta a Museo Civico Umberto Mastroianni.
La famiglia Frangipane si estinse nel 1253, alla morte degli ultimi nipoti di Giacoma de Settesoli. Per disposizione testamentaria, i feudi della famiglia furono divisi tra l'Abbazia di San Nilo a Grottaferrata e i monaci di San Saba a Roma; tuttavia il legato testamentario, cardinal Matteo Rubeo Orsini, acquistò nel 1266 il castrum Marini et turrim cum ipsius tenimentum suo per la somma di 13.000 provisini d'oro.[22] Iniziò così la signoria degli Orsini sul castello di Marino.
Nel 1267 il senator romanus Arrigo di Castiglia, ghibellino, assediò il castello di Marino nel quale si erano asserragliati gli Orsini, di parte guelfa: il castello resisté egregiamente all'assedio, tanto che Arrigo dovette abbandonare l'impresa.[23] Nel 1272 San Bonaventura da Bagnoregio, cardinale vescovo di Albano, venne in visita al Santuario dell'Acquasanta di Marino, presso il quale secondo la leggenda gli apparve una visione che lo spinse ad inventare la Confraternita del Gonfalone di Marino: questa pia associazione, una delle più antiche d'Italia, fu la prima in assoluto ad avere questa denominazione.[24]
Nel novembre 1347 il tribuno Cola di Rienzo, nel piano della sua lotta contro le famiglie baronali romane, assediò il castello di Marino, nel quale si erano ritirati Rainaldo e Giordano Orsini. Poiché il tribuno non riuscì a prendere il castello, si consolò devastando le campagne circostanti e distruggendo il castello rurale di Castelluccia. [25]
Il 29 aprile 1379, durante lo Scisma d'Occidente (1378-1417), fu combattuta la battaglia di Marino, scontro tra le milizie italiane fedeli a papa Urbano VI, capeggiate dal capitano di ventura Alberico da Barbiano, e le milizie francesi fedeli all'antipapa Clemente VII, capeggiate dal conte di Montoje. La battaglia fu vinta dagli italiani, e rappresenta uno dei primi successi di un esercito nazionale del nostro paese riunito per una causa comune. L'allora signore di Marino, Giordano Orsini, fedele alla causa dell'Antipapa, fu cacciato dal feudo da suo figlio, Giacomo Orsini, che invece era fedele al Papa.
Iniziò così un conflitto familiare che generò un lungo periodo di anarchia nel governo del castello: infatti Giacomo Orsini rimase al potere a Marino dal 1379 al 1385; fu poi spodestato dal cugino Onorato Caetani, che governò dal 1385 al 1399; quindi il castello divenne un possesso della Camera Apostolica, direttamente sottoposto al governo pontificio attraverso la gestione di un castellano. Nel 1405 Giacomo Orsini tornò a conquistare il castello, mantenendone il possesso fino al 1408, anno in cui il re di Napoli Ladislao I di Napoli, invadendo lo Stato Pontificio, conquistò il castello e lo concesse ai suoi alleati Giordano e Niccolò Colonna. Questi tuttavia persero il feudo l'anno seguente, poiché rientrò in possesso della Camera Apostolica fino al 1413, quando Giacomo Orsini riconquistò il castello per l'ennesima volta, venendone scacciato definitivamente da Cristoforo Caetani nel 1414.
Non appena il Concilio di Costanza elesse Papa Martino V, al secolo Oddone Colonna, ponendo fine allo Scisma d'Occidente, i nipoti del neo-Papa Giordano e Lorenzo Colonna nel 1417 acquistarono il feudo di Marino dai Caetani per 12.000 fiorini.
Nel 1424 papa Martino V sopraggiunse a Marino per assistere il fratello Giordano morente. Lo stesso Papa il 1° febbraio 1427 promulgò la bolla Etsi Prudens, con la quale divise i beni della famiglia Colonna tra i suoi tre nipoti Antonio, Odoardo e Prospero. Marino fu concessa ad Odoardo.
Morto Martino V nel 1431, il nuovo Papa Eugenio IV si scherò contro i Colonna ed altre famiglie baronali romane, e nel 1436 inviò il cardinal Giovanni Maria Vitelleschi con un esercito a distruggere il Borghetto di Grottaferrata, Albano e Castel Savello, feudi della famiglia Savelli alleata dei Colonna: l'esercito minacciò Marino, non tentando tuttavia di assediarla. Tuttavia, i Colonna furono sconfitti dal Vitelleschi, la loro roccaforte di Palestrina fu rasa selvaggiamente al suolo e anche Marino divenne un feudo della Camera Apostolica fino al 1448, anno in cui papa Niccolò V restituì il feudo ad Odoardo Colonna.
Nel 1463 papa Pio II, in viaggio per i Castelli Romani, visitò anche Marino e il suo territorio, lasciandone un commento nei Commentarii.
Nel 1482 il castello fu occupato dai soldati napoletani di Alfonso d'Aragona, duca di Calabria, che aveva invaso lo Stato Pontificio. La guerra, che vide tra alterne vicende il castello occupato dai Colonna, dalle truppe di papa Sisto V e dalle milizie napoletane, si concluse nel 1486 con la proclamazione dello statu quo ante bellum. In questo periodo, il capitano pontificio Paolo Orsini fece costruire la Rocca Orsini, complesso fortificato che in seguito verrà trasformato nell'attuale Palazzo Colonna.
Il 20 gennaio 1489 Agnese di Montefeltro, figlia di Federico da Montefeltro e appena sposata a Fabrizio I Colonna signore di Marino, fece il suo ingresso nel castello con il suo corteo e i bagagli. L'anno seguente, sempre a Marino, nacque la primogenita dell'unione tra Fabrizio e Agnese, la poetessa Vittoria Colonna. Agnese di Montefeltro non abbandonò quasi mai Marino, tanto che espresse la volontà di esservi sepolta alla sua morte, avvenuta nel 1523. A lei si fa risalire il primo interessamento per la costruzione di Palazzo Colonna.
| Per approfondire, vedi la voce Signorie a Marino. |
[modifica] Età moderna (1501-1816)
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Marino nell'Età Moderna. |
Durante la guerra tra Luigi XII di Francia e Ferdinando II d'Aragona, papa Alessandro VI si era schierato con i francesi, mentre i Colonna si erano schierati con gli spagnoli. Perciò l'8 luglio 1501 venne emanato il decreto di distruzione di Marino, Cave ed altri feudi colonnesi: l'esecuzione dell'operazione fu affidata al maresciallo di Francia Robert Stuart d'Aubigny. Con questa triste circostanza si tende convenzionalmente a considerare finito il periodo medioevale a Marino.
Il 1° ottobre 1501 papa Alessandro VI donò ai nipotini Rodrigo e Giovanni Borgia, figli di Lucrezia Borgia, svariati feudi del Lazio tolti ai Colonna, ai Savelli e agli Estouteville: Marino spettò a Giovanni.[26] Tuttavia, la signoria dei Borgia su Marino fu effimera: alla morte di Alessandro VI, nel 1503, il nuovo Papa Pio III restituì ai legittimi proprietari i loro feudi, ed i Colonna rientrarono in Marino.
Durante la guerra tra l'imperatore Carlo V d'Asburgo e il re di Francia Francesco I di Valois, poiché i Colonna si erano schierati con gli spagnoli di Carlo e il Papa Clemente VII invece con i francesi, nel novembre 1526 Marino, Zagarolo, Gallicano, Artena, Subiaco e Cave furono rase al suolo da truppe pontificie, tra le quali si distinsero nel saccheggio di Marino i soldati velletrani. Infatti dopo il sacco di Roma del maggio 1527, Fabrizio I Colonna, in quel momento dalla parte dei vincitori, obbligò il Comune di Velletri a risarcire pesantemente i danni causati a Marino dai suoi soldati.
Il 14 marzo 1539, durante la guerra tra papa Paolo III e la Spagna, in seguito allo schieramento dei Colonna con la Spagna, il nipote del Papa, Pierluigi Farnese, occupò Marino e dopo anche Rocca di Papa. Tra il 1539 ed il 1549, così, Marino e altri trentacinque feudi colonnesi nel Lazio furono sottoposti al governo della Camera Apostolica. In seguito, alla morte di Paolo III, Ascanio Colonna poté ritornare in possesso dei suoi feudi. Proprio ad Ascanio Colonna si devono i lavori per la costruzione di Palazzo Colonna, affidati ad Antonio da Sangallo il Giovane, e per la realizzazione dei sottostanti Giardini Colonna.
Nel 1556 la guerra tra papa Paolo IV e la Spagna i Colonna subirono l'esproprio dei beni, affidati da allora al nipote del Papa Carlo Carafa, che costituì lo Stato di Paliano. Lo Stato tornò ai Colonna nel 1559. Il 7 ottobre 1571 il signore di Marino Marcantonio II Colonna vinse la battaglia di Lepanto al comando della flotta pontificia: rientrò a Marino il 4 novembre. Si vuole che alla battaglia avessero partecipato anche alcuni marinesi.
Nel 1596 le signorie di Marino e di Rocca di Papa, riunite sotto un governatore residente a Marino valevano 472.727 scudi.
Nel 1599 i marinesi si ribellarono ai gabellieri del cardinal Ascanio Colonna, e per reprimere il moto dovettero intervenire truppe pontificie da Frascati e da Velletri. In seguito Papa Paolo V ordinò un'indagine sul fatto.
Il 1º luglio del 1606 papa Paolo V elevò Marino a ducato, in favore del Cardinal Ascanio Colonna e dei suoi eredi.
Nel 1618 viene proclamato patrono della città san Barnaba e tra il 1640 e il 1662, per volere del duca Filippo Colonna e del figlio di questi, il cardinal Girolamo Colonna, venne edificata la basilica di San Barnaba.
Durante l'occupazione francese, Marino si costituì come Repubblica gemellata alla Repubblica Romana nel marzo 1798, e non partecipò all'insurrezione antifrancese, ricevendo le lodi di Championnet. (Vedi Rivoluzione Francese nei Castelli Romani e a Velletri)
[modifica] Età contemporanea (1816-1945)
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Marino nell'Età Contemporanea. |
Nel 1816 papa Pio VII, motu proprio, sancirà la fine del feudalesimo: Filippo Colonna cedette alla comunità marinese i vari diritti feudali, restando tuttavia proprietario di tutte le sue terre (al 1870 circa il 40% del suolo dei Castelli era in possesso delle famiglie baronali).
Nel 1835 Marino ebbe da papa Gregorio XVI il titolo di "città". In quest'epoca Marino era sede di governo e di prefettura.
Il 21 dicembre 1870 si tenne il primo Consiglio comunale di Marino nel Regno d'Italia. Le prime delibere emanate furono marcatamente anticlericali, tanto che alcuni provvedimenti, come la chiusura delle scuole religiose delle Maestre Pie Venerini, dovettero essere revocati già nel 1876.
Nel 1889 arrivava a Marino la linea ferroviaria Roma-Albano Laziale, ma già dal 1880 il Comune aveva autonomamente fatto costruire il tratto Ciampino-Marino. Sempre nel 1889 venivano completati i lavori di Palazzo Matteotti, allora sede del Municipio, e veniva commissionata a Michele Tripisciano la Fontana del Tritone, in Piazza san Barnaba. (Vedi Stazione di Marino Laziale, Ferrovia Roma-Albano)
Fin dal 1904 a Marino si tennero le Feste Castrimoenie, che poi nel 1924, grazie alla geniale intuizione di Leone Ciprelli, nel 1924 divennero la Sagra dell'Uva.
Durante la Seconda guerra mondiale la città fu gravemente danneggiata dal bombardamento alleato del 2 febbraio 1944 e dalle successive incursioni aeree (Vedi: Marino (RM) durante la seconda guerra mondiale (1943 - 1944)). Crollarono Palazzo Colonna con la sottostante Fontana dei Quattro Mori, e venne danneggiata la basilica di San Barnaba. Il 10% delle abitazioni venne raso al suolo e le vittime civili furono circa 350. (Vedi I Castelli Romani durante la seconda guerra mondiale)
[modifica] Il secondo dopoguerra
| « Cosi ridotta piovve ancora vino di buon augurio agli ospiti e a Marino » |
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Nel 1944 venne nominato sindaco pro tempore il capo del CLN locale, Zaccaria Negroni, sotto la cui guida Marino risorse. Nel 1964 venne riaperto Palazzo Colonna.
Nel 1990 Marino ha ospitato il ritiro della Nazionale Italiana di Calcio per i Mondiali di calcio Italia 1990.
| Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Marino. |
[modifica] Simboli
La descrizione dello stemma comunale, concesso con D.P.R. del 2 ottobre 2006 insieme al gonfalone, è la seguente:
| « Di cielo, al cavaliere cavalcante il cavallo d'argento, allegro, con gli zoccoli di nero, con gli arti anteriori alzati, il cavaliere vestito con la corta tunica di rosso, il viso, il collo, il petto, le braccia, le gambe, i piedi di carnagione, capelluto d'oro, tenente con la mano sinistra l'asta di nero con il puntale d'oro, munita di gagliardetto bifido, di argento, il cavallo con gli arti posteriori attraversanti il terreno collinoso di tre rilievi, di verde, uscente dai fianchi e fondato in punta. Ornamenti esteriori da Città » |
mentre quella relativa al gonfalone è:
| « Drappo di bianco con la bordatura di azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro » |
I colori cittadini sono il blu ed il bianco, ripresi anche dal comune di Ciampino, fino al dicembre 1974 unito a Marino. In variante al blu, viene a volte usato il celeste.
Il motto cittadino è SPQM, Senatus Populusque Marinensis, coniato nel 1835, dopo l'elevazione a città, sulla falsa-riga del celebre SPQR.
[modifica] Onorificenze
- Titolo di Città; conferito con motu proprio nel 1835 da papa Gregorio XVI.
[modifica] Ricorrenze
- 2 febbraio: ricorre l'anniversario del primo bombardamento alleato su Marino.
- 7 ottobre: festa della Madonna del Rosario, celebrata fin dal 1571 in tutto lo Stato Pontificio come ringraziamento per la vittoria cristiana alla battaglia di Lepanto. In genere però a Marino la festa religiosa viene spostata alla prima domenica di ottobre, insieme alla Sagra dell'Uva.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
| Per approfondire, vedi la voce Centro storico di Marino. |
[modifica] Architetture religiose
| Per approfondire, vedi la voce Chiese di Marino. |
- Basilica Collegiata di San Barnaba.
- Oratorio del Gonfalone.
- Chiesa della Santissima Trinità.
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
- Chiesa e convento del Santissimo Rosario.
- Santuario della Madonna dell'Acquasanta.
- ex-Chiesa di Santa Lucia.
- Chiesa della Natività di Maria Vergine (Santa Maria delle Mole)
- Chiesa di San Giuseppe (Frattocchie)
- Chiesa e convento dei padri Trappisti (Frattocchie)
[modifica] Architetture civili
- Palazzo Colonna; costruito tra il 1532 ed il 1622 sulla preesistente Rocca Orsini, il progetto è attribuito ad Antonio da Sangallo il Giovane. Il palazzo, di proprietà comunale dal 1916, è stato quasi interamente distrutto dai bombardamenti anglo-americani del 1944, e ricostruito tra il 1951 ed il 1958. Oggi ospita la sede del Comune di Marino. (Vedi Palazzo Colonna (Marino))
- Palazzo Matteotti; costruito tra il 1881 ed il 1884 con il nome di Palazzo Comunale, appunto come sede municipale dal Comune di Marino su progetto dell'architetto Raffaele Ingami, ha mantenuto la sua funzione fino al 1958. È stato oggetto di grandi restauri negli anni novanta del XX secolo, ed oggi è sede della filiale Lazio Sud della Banca di Roma. (Vedi Palazzo Comunale (Marino))
- Villa Colonna-Desideri di Belpoggio; costruita nel XVII secolo dal principe Filippo I Colonna, era una vasta tenuta di campagna, e tale rimase anche sotto altri proprietari, gli ultimi dei quali, i marchesi Desideri, la cedettero al Comune di Marino. Nel 1944 la palazzina della villa, risalente al XIX secolo, è stata rasa al suolo dai bombardamenti anglo-americani. Oggi la villa è un parco pubblico ed ospita la Biblioteca Comunale "Vittoria Colonna". (Vedi Villa Colonna di Belpoggio)
- Giardini Colonna; costruiti insieme al Palazzo Colonna da Ascanio Colonna a partire dall'inizio del XVI secolo, fino al XIX secolo erano ancora un'area verde, divisa in Giardino Nuovo, la parte più grande, e Giardino Vecchio, la parte con il Casino Colonna. Oggi buona parte dell'area verde è occupata da abitazioni civili, mentre il Casino Colonna, che accoglie affreschi pregevoli, è stato proprietà privata di personaggi come Alberto Moravia e Umberto Mastroianni. (Vedi Giardini Colonna)
- Palazzo Bandinelli. Il palazzo sorge a Borgo Garibaldi, fuori dall'antica cerchia muraria. Voluto da Bartolomeo Bandinelli nel XV secolo, passò poi in proprietà della Confraternita di San Giovanni Decollato di cui il Bandinelli era membro.
- Palazzo Castagna. Il palazzo, eretto dal Cardinal Giovan Battista Castagna, amico di Marcantonio Colonna, poi divenuto papa Urbano VII, attorno al 1580 è anche detto dai marinesi "u palazzu pentu" per via degli ormai cancellati fregi dipinti che ne adornavano la facciata su corso Trieste.
- Palazzo Capri.
- Barco Colonna. Il Barco è situato sotto il centro storico, lungo il corso della Marana, e venne sistemato nel 1590 con un portale di accesso, oggi parzialmente interrato, statue di peperino e scenografiche fontane, oggi perdute.
- Villa Colonna di Bevilacqua. La villa Colonna di Bevilacqua, tenuta estiva con veduta su Roma, divenne poi Villa Colizza dopo l'acquisizione della residenza da parte della famiglia Colizza, nell'Ottocento. Oggi è sede di un istituto religioso femminile, le cui suore sono chiamate dai marinesi "moniche 'e Colizza".
- Villa della Sirena. La villa Colonna della Sirena a Frattocchie, fu fatta costruire alla metà del XVII secolo lungo il percorso della via Appia dal cardinal Girolamo Colonna, presso l'osteria delle Frattocchie. Prese il nome dalla statua di una sirena rinvenuta durante i lavori di edificazione e sistemata al di sopra del portale d'accesso. Fu spesso luogo di sosta per i pontefici che si recavano nella residenza papale di Castel Gandolfo. Presso la villa si installarono nel 1929 i Padri Trappisti, che costruirono nei pressi un convento con relativa chiesa. Famosa è la cioccolata da essi prodotta. (Vedi Convento dei Padri Trappisti)
- Villa Sara. Villa Sara già villa Capri, in origine di proprietà anch'essa dei Colonna è situata sul tracciato dell'odierna Strada Statale 217 Via dei Laghi e passata quindi alla famiglia Capri. La villa è stata di proprietà di Sophia Loren e Carlo Ponti.
- Villa Gabrielli. La proprietà, già agricola, fu rimessa a villa alla metà del '700 da Angelo Gabrielli Principe di Prossedi. Notevoli gli affreschi di gusto rococò: eseguiti intorno al 1765 e comprendenti - tra gli altri - ritratti familiari, scene di caccia, giochi di bambini, costituiscono uno dei più importanti lavori di decorazione d'interni settecentesca nei Castelli Romani. La villa fu acquistata e restaurata nel dopoguerra da Carlo Ponti, che vi risiedette con Sophia Loren, e al quale si deve l'ampliamento del parco ottocentesco.
[modifica] Architetture militari
| Per approfondire, vedi la voce Mura di Marino. |
Il centro storico di Marino è stato uno dei paesi dei Castelli Romani più importanti dal punto di vista militare e strategico, poichè rappresentava un buon avamposto su Roma, collocato in una posizione forte lungo la via postale tra Roma e Napoli rimasta in funzione in vece della via Appia fino a poco oltre il 1780. Così per tutto il Medioevo e per buona parte dell'età moderna il castello fu teatro di episodi militari: il castello fu assediato nel 1267[28][29] e nel 1347,[30][31][29] espugnato nel 1379 a seguito della battaglia di Marino,[32][29] nel 1385,[33] nel 1399,[33] nel 1405 (due volte),[33] nel 1408[33] e nel 1413 (due volte),[33] nel 1482, raso al suolo nel 1501,[34][35] saccheggiato nel 1526[36][37] e nel 1599.[38] Il primo posto fortificato venne probabilmente costruito dai Conti di Tuscolo attorno al X secolo nell'area dell'attuale Palazzo Colonna:[39] in seguito, i Frangipane nel XII secolo edificarono la loro rocca nel punto più alto della "collinetta de peperino" su cui sorge il centro storico, nell'area dell'attuale piazza Giacomo Matteotti.[39] Di questa rocca, demolita già nel Cinquecento, rimangono le tre caratteristiche torri rotonde che prospettano sulla piazza (una di esse è inglobata all'interno di Palazzo Matteotti, mentre una quarta torre sarebbe andata perduta), oltre al toponimo con cui i marinesi identificano ancora oggi la piazza, "'a Porta". Gli Orsini, acquistata la signorìa di Marino nel 1266, provvidero ad edificare una nuova rocca nel sito di Palazzo Colonna:[39] a Giordano Orsini, feudatario fino al 1379, si deve l'ampliamento della fortificazione[39] con le cosiddette "Camere Nuove" e la costruzione di una nuova porta verso Roma, chiamata significatamente dai marinesi porta Giordana, alla fine dell'attuale via Paolo Mercuri. Alla metà del Trecento risale anche la torre d'Ammonte lungo il vallone della marana delle Pietrare, probabile componente di un complesso difensivo a valle esterno all'abitato.[38] La struttura della cerchia muraria è evidente in alcuni tratti rimasti integri (nel tratto iniziale di via Giuseppe Garibaldi o all'inizio di via Paolo Mercuri) o dove si intuisce bene la sovrapposizione delle civili abitazioni alle mura, come nell'osservazione delle case del rione Coste o nel profilo delle case sul lato sinistro di corso Trieste: ogni venticinque metri c'era una torre, quadrata,[40] il tutto realizzato in blocchetti rettangolari di peperino. Il sistema difensivo di Marino andò perdendo di importanza nel corso del Cinquecento, e venne superato dall'espansione urbana: distrutta la rocca Frangipane, la rocca Orsini venne trasformata all'inizio del secolo nel complesso residenziale di Palazzo Colonna, e la viabilità interna del castello venne risistemata in funzione di quest'ultimo con l'apertura di via Roma, via Paolo Mercuri, via Cavour e, più tardi, corso Trieste. Almeno tre porte si aprivano nella cerchia muraria: porta Romana, ricostruita all'inizio di via Roma nel 1546 in forma elegante, che rappresentava il "benvenuto" a chi veniva in paese da Roma fino alla demolizione decretata per ragioni di traffico nel 1908; porta Giordana, summenzionata, e "'a Porta", situata nell'area della demolita rocca Frangipane, che dava accesso ad Albano Laziale e Castel Gandolfo da una parte, a Grottaferrata e Frascati dall'altra, collocata a cavallo della via Maremmana Inferiore.
Nelle campagne marinesi fin dall'XI secolo sono attestate piccole fortificazioni e torrioni posizionati lungo strade importanti o in prossimità di punti strategici per il controllo del territorio. Nel 1388 viene menzionata per la prima volta Tor Leonardo, collocata lungo la via Appia su un antico sepolcro romano presso l'attuale Santa Maria delle Mole:[41] appartenne al capitolo della basilica di San Pietro in Vaticano, poi all'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata e quindi ai Colonna.[41] Il castello di Palaverta, sull'omonima via presso la frazione di Castelluccia, posto di guardia sulla via Nettunense, che sorse nel XII secolo ma assunse l'attuale denominazione nel 1509 quando venne affittato dai Colonna a Paolo Averta:[42] poco distante, sorgono la torre Pecoreccia Lanza[43], la torre Castellazza[44] ed i resti del "castrum Castelluccie", già menzionato alla meetà del X secolo e, diventato proprietà degli Orsini, raso al suolo da Cola di Rienzo nel 1347.[30][44]
Lungo la via Pedemontana dei Castelli, arteria che collega la via Tuscolana alla via Appia tagliando la via Anagnina, sorsero Tor Messer Paoli, probabile sede di una massa medioevale già dall'VIII secolo prima di essere proprietà di Orsini, monaci basiliani criptensi e Colonna;[45] una torre a Sassone, menzionata nel 1212;[46] un torraccio della Marana (o dell'Acqua Sotterra) presso la marana delle Pietrare a Pantanelle, già esistente nel 1216.[47]
[modifica] Altro
[modifica] Fontane e fontanili
- Fontana dei Quattro Mori. La fontana, diventata simbolo della città, venne realizzata nel 1632 su commissione della Comunità per celebrare la vittoria di Marcantonio II Colonna nella battaglia di Lepanto del 1571:[48] il progetto, realizzato dall'architetto Sergio Venturi,[48] venne stravolto per desiderio del duca Filippo I Colonna e per gusto dello scultore Pompeo Castiglia.[48] Ala fine si presentò come una colonna di marmo bianco a cui erano legati quattro mori, il tutto sorretto da otto sirene in una vasca di peperino.[48] La fontana, collocata nell'attuale piazza Lepanto, venne gravemente danneggiata dal crollo di Palazzo Colonna in seguito al bombardamento aereo anglo-americano del 2 febbraio 1944,[48] ed è stata ricostruita nel 1969 da un gruppo di scultori marinesi nell'attuale collocazione di piazza Giacomo Matteotti.[49] La fama della fontana è indissolubilmente legata al "miracolo delle fontane che danno vino" che si svolge durante la Sagra dell'Uva: infatti fu la prima fontana a dare vino il 4 ottobre 1925.
- Fontanile d'Ammonte. Lavatoio situato fuori dall'abitato nel quartiere Acquasanta presso l'omonima torre, utilizzato fino agli anni trenta del Novecento come lavatoio pubblico per l'abbondanza di acque sorgive e la presenza nelle vicinanze della marana delle Pietrare.
- Fontana del Nettuno. La fontana, collocata in piazza San Barnaba, venne commissionata dal Comune allo scultore siciliano Michele Tripisciano nel 1889.[50] Al centro della vasca ellittica, dotata di due beverini laterali, è posizionato il gruppo scultoreo in marmo bianco di Nettuno e Tritone che denomina la fontana stessa.
- Fontanile Comunale. Fontanile edificato dal Comune nel 1896 nel quartiere Borgo Garibaldi come abbeveratoio pubblico poco fuori dall'abitato,[51] lungo la strada più trafficata verso Roma, la strada provinciale 73/a via Castrimeniense.
- Fontana "di Gaudenzio". Abbeveratoio pubblico situato sotto le "mura bramantesche" sul fronte occidentale di Palazzo Colonna, denominato così per ignote ragioni e demolito negli anni cinquanta per far posto ad alcuni posti macchina.[52]
Altre fontane più recenti sono la fontana di via Giuseppe Garibaldi, inserita nel complesso della scalinata che sale dalla via alla soprastante piazza San Barnaba, edificata negli anni sessanta; la fontana di piazza Giuseppe Garibaldi, situata al centro del giardino pubblico dell'omonima piazza, costruita in occasione del campionato mondiale di calcio 1990,[53] quando Marino ospitò il ritiro ufficiale della nazionale di calcio dell'Italia: per la stessa occasione venne realizzata la fontana di corso Vittoria Colonna presso l'ingresso del parco pubblico di Villa Desideri. Una fontana in stile berniniano era stata collocata al centro di piazza Giacomo Matteotti dopo il trasferimento della residenza comunale presso l'attuale Palazzo Matteotti nel 1884, ma venne smantellata nel 1903 per fare spazio alle rotaie delle Tramvie dei Castelli Romani.[54]
[modifica] Monumenti
- Monumento ai Caduti. Il primo monumento ai Caduti posto in opera a Marino fu realizzato dallo scultore Ettore Ferrari dopo la prima guerra mondiale[55] e collocato nell'attuale largo Giacoma de Settesoli: raffigurava un eroe di bronzo vestito solo di un elmo greco con la mano destra protesta verso l'alto e la fiaccola della vita nella mano sinistra.[55] Questo monumento venne distrutto dai bombardamenti aerei anglo-americani del 1944, ed un nuovo monumento venne progettato solo nel 1969 e collocato in piazzale degli Eroi:[55] era formato da un'ara in peperino, circondata da lunghe lastre di acciaio innalzate verso l'alto.[55] Con l'inizio dei lavori per la realizzazione di un parcheggio multipiano nel piazzale (mai completato), alla fine degli anni ottanta, il monumento venne distrutto e ne venne ricostruito uno nuovo, nello stesso sito, solo nel 1998, ad opera dello scultore Alberto Piras.[55]
- Il Guerriero. Opera di grandi dimensioni realizzata in bronzo dallo scultore Umberto Mastroianni, residente presso il Casino Colonna fino alla morte avvenuta nel 1998, donata dall'autore al Comune e collocata nei primi anni Novanta in largo Guglielmo Oberdan, ai piedi di Palazzo Colonna.
- Monumento all'Uomo di Boville. Opera in peperino di grandi dimensioni dello scultore marinese Paolo Marazzi,[56] collocata al bivio della strada statale 7 via Appia Nuova con la strada statale 207 via Nettunense, a Frattocchie.[57]
Altre opere d'arte monumentali in peperino sono ricordi di varie edizioni della "Biennale della Pietra Albana", una manifestazione nata nel 1978 e cessata all'inizio degli anni novanta che vedeva la partecipazione di scultori di tutto il mondo: tra le altre vanno menzionati il "monumento alla Fratellanza dei Popoli", opera dello scultore marinese Paolo Marazzi,[56] realizzata per la prima edizione della Biennale del 1978 e collocata nell'attuale largo Giacoma de Settesoli;[55] "la Famiglia", opera dello scultore giapponese Kazuto Kuetani realizzata per la seconda Biennale del 1980 e collocata presso la biblioteca comunale "Vittoria Colonna" nel parco pubblico di Villa Desideri;[58] "Opera dedicata alla mitologia spagnola", dello scultore spagnolo Luis Ramos, realizzata per la settima Biennale del 1990 e collocata nel giardino pubblico di piazza Giuseppe Garibaldi,[58] "Uomo con Angelo" della scultrice francese Sylvie Kleine, collocata in via Giuseppe Garibaldi davanti alla sede centrale della Banca di Credito Cooperativo San Barnaba.
[modifica] Siti archeologici
Il territorio di Marino "innumeris antiquitatum vestigiis refertissimus est" ("è ricchissimo di innumerevoli vestigia dell'antichità"), come ebbe a dire Athanasius Kircher nella sua opera sul Lazio.[59] La più antica testimonianza archeologica disponibile è rappresentata da un fondale di capanna neolitica rinvenuto nel quartiere Cave di Peperino negli anni settanta dall'attuale direttore del museo civico di Albano Laziale Pino Chiarucci.[60] Altri rinvenimenti pre-romani erano già stati portati in luce fin dall'Ottocento e per tutti gli anni dieci del secolo successivo durante lo scavo delle necropoli individuate nelle località Riserva Del Truglio, Pascolari di Castel Gandolfo, Campofattore ed in altri luoghi lungo la corona del Lago Albano.[61]
L'individuazione dell'antica città latina di Mugillae presso Santa Maria delle Mole, seppur a lungo discussa, attualmente sembra essere veritiera,[62] e Legambiente assieme ad alcuni cittadini cercano di salvare il probabile sito della città (mai esplorato da archeologi) dall'espansione edilizia dilagante.[63] Per quanto riguarda il sito di Bovillae, scavi archeologici furono effettuati tra il 1823 ed il 1825[64] e poi nel 1910[64] e nel 1930,[64] portando alla luce numerosi interessanti reperti tra cui il famoso circo, ed individuando il sito del teatro e della "scola actorum", del tempio di Veiove e del sacrario della gens Iulia.[65]
Al centro storico, il ritrovamento più sensazionale è stato, nel 1962,[66] quello del mitreo di Marino, uno dei tre mitrei dipinti in Italia e tra i migliori al mondo per stato di conservazione e qualità artistica.[67] Un altro importante rinvenimento è stato fatto sotto l'ex-chiesa di Santa Lucia, alla fine degli anni novanta, con il ritrovamento di una cisterna romana adattata in seguito a luogo di culto cristiano:[68] proprio negli spazi dell'ex-chiesa è stato collocato nel 2000 il museo civico "Umberto Mastroianni", che raccoglie alcuni resti archeologici già conservati nell'antico antiquarium comunale costituito nel 1904[69] a Palazzo Colonna e disperso dai bombardamenti aerei anglo-americani del 1944.
[modifica] Aree naturali
| Aree di verde pubblico nel comune di Marino |
|---|
|
Una parte relativamente piccola del territorio comunale di Marino (ridotta al Bosco Ferentano, al Barco Colonna ed a piccole aree limitrofe) è inclusa all'interno del perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani, ente di tutela ambientale istituito nel 1984 dalla Regione Lazio nell'area dei Colli Albani.[70] In origine, l'intero territorio comunale era stato incluso all'interno dell'area protetta del parco (legge regionale n° 2 del 13 gennaio 1984[71]), ma già il 28 settembre 1984 le aree assegnate al parco furono drasticamente ridotte[72], per ovvi motivi legati all'espansione edilizia ed industriale dei centri abitati inclusi. Gli attuali confini del parco sono più vasti dei confini precedenti, ed includono buona parte del territorio della prima circoscrizione di decentramento comunale (Marino centro), mentre l'area contigua si estende fino ai margini a Cava dei Selci e Due Santi.[73]
Una porzione del territorio della seconda circoscrizione di decentramento comunale (Santa Maria delle Mole-Cava dei Selci) è inclusa all'interno del Parco Regionale dell'Appia Antica, altro ente di tutela ambientale regionale istituito nel 1988 sui comuni di Marino, Ciampino e Roma per un'estensione totale di 3500 ettari.[74]
Tra i luoghi di particolare interesse naturalistico, il Bosco Ferentano[75], dell'estensione di 22 ettari[76] accoglie una delle poche zone boschive dei Colli Albani in cui il bosco misto (il cosiddetto bosco Q.T.A., querce, tigli ed aceri)[77] abbia resistito di fronte all'avanzata del castagno introdotto dall'uomo tra Seicento e Settecento, e che copre circa l'80% della superficie boschiva del Parco dei Castelli Romani.[77]
Anche fuori dal centro storico, nelle frazioni di Marino, sono presenti numerose aree di verde pubblico curate da comitati di cittadini: la prima area verde fu il parco Sassone di Cava dei Selci, recintato nel 1977:[57] in seguito sorsero il parco Spigarelli (1980)[57] ed il parco di via Pietro Maroncelli a Santa Maria delle Mole, quest'ultimo intitolato al magistrato Giovanni Falcone nel 1993.[57] Il parco della Pace di Cava dei Selci è stato ricavato nell'area occupata dalle rotaie delle Tranvie dei Castelli Romani (in funzione su questa tratta fino al 1965)[78] negli anni novanta, ed accoglie una cavea per 800 spettatori:[57] nel 2009 è stato sottoposto a nuovi lavori di sistemazione.[79]
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
| Evoluzione storica della popolazione | |
| 1819 | 4442[80] |
| 1853 | 6470[81] |
| 1951 | 18.619[82] |
| 1982 | 30.909[83] |
| 1985 | 32.014[83] |
| 1987 | 32.220[83] |
| 1991 | 32.931[83] |
| 1995 | 33.011[84] |
| 1997 | 33.159[84] |
| 2000 | 32.871[84] |
| 2001 | 32.706[85] |
| 2002 | 32.823[86] |
| 2003 | 36.035[87] |
| 2004 | 36.708[88] |
| 2007 | 37.684[89] |
| 2008 | 38.225[90] |
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie
Al 31 dicembre 2007 nel territorio comunale marinese risultato residenti i sequenti cittadini stranieri per nazionalità:[91] (tra parentesi il dato aggiornato al 31 dicembre 2006[92])
Romania: 1038[91] (600 al 2006[92])
Albania: 339[91] (327 al 2006[92])
Polonia: 86[91] (76 al 2006[92])
Ucraina: 79[91] (65 al 2006[92])
Moldavia: 55[91] (53 al 2006[92])
Tunisia: 39[91] (34 al 2006[92])
Regno Unito: 36[91] (23 al 2006[92])
Bulgaria: 33[91] (10 al 2006[92])
Colombia: 29[91] (20 al 2006[92])
Francia: 27[91] (18 al 2006[92])
Bosnia-Erzegovina: 27[91] (25 al 2006[92])
Brasile: 27[91] (25 al 2006[92])
| Evoluzione storica della popolazione straniera residente | |
| 2002 | 798[93] |
| 2003 | 1013[94] |
| 2004 | 1254[95] |
| 2005 | 1553[96] |
| 2006 | 1734[92] |
| 2007 | 2331[91] |
Al 1° gennaio 2006 la popolazione straniera residente nel territorio del comune di Marino era pari a 1553 persone, di cui 715 maschi ed 838 femmine;[92] al 31 dicembre 2006 invece la popolazione straniera residente era aumentata fino a 1734 unità, 801 maschi e 933 femmine.[92] Nel corso dell'anno 2006, le acquisizioni di cittadinanza italiana nel comune di Marino sono state dodici; gli iscritti di provenienza straniera all'anagrafe comunale sono stati 189, i cancellati stranieri 289. I minorenni stranieri residenti risultano essere 351, di cui 251 nati in suolo italiano.[92]
Il 31 dicembre 2007 la popolazione straniera residente nel comune risultava pari a 2331 unità, di cui 1043 maschi e 1238 femmine.[91] Gli iscriti ai registri dell'anagrafe comunale sono stati 627, e nel dettaglio 30 per nascita, 90 per trasferimento da altri comuni e 506 per trasferimento direttamente dall'estero.[91] I cancellati dai registri comunali sono stati nel corso di tutto l'anno 30, di cui uno solo per trasferimento in altro comune; [91] le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 18.[91] I minorenni residenti nel territorio comunale ammontavano ad un totale di 457 unità, di cui 330 nati in territorio italiano.[91] Le famiglie marinesi con almeno un componente straniero sono 1199, e di queste in 984 nuclei familiari il capofamiglia è straniero.[91]
[modifica] Lingua e dialetti
| Per approfondire, vedi la voce Dialetto marinese. |
Oltre alla lingua italiana, a Marino non sono ufficialmente riconosciute altre lingue. Il dialetto locale è il dialetto marinese, incluso nella famiglia dei dialetti dei Castelli Romani.
Nelle frazioni di Marino la situazione è più complicata: al dialetto marinese si sono sovrapposti altri dialetti castellani e le parlate dialettali dei tanti immigrati da varie parti d'Italia nel secondo dopoguerra, soprattutto dialetti abruzzesi, marchigiani, veneti ed altri dialetti meridionali. Oggi, la tendenza è alla generale espansione del dialetto romanesco un po' in tutta l'area metropolitana di Roma e soprattutto nel quadrante meridionale della provincia di Roma.[97]
[modifica] Religione
La religione più diffusa a Marino è il cristianesimo nella confessione cattolica. Sono otto le parrocchie del territorio comunale. La parrocchia della Basilica di San Barnaba comprende anche una parte del territorio di Rocca di Papa fino a Palazzolo.
[modifica] Qualità della vita
Secondo alcune statistiche, il reddito pro capite medio di un cittadino di Marino è pari a 13.600 euro (dati 2003), inferiore alla media provinciale (16.976) e regionale (17.590)[98].
Sempre secondo queste statistiche, al 2003 i marinesi hanno speso 8900 euro medi pro capite in acquisti, contro i 9900 della media regionale e i 10.600 della media provinciale[99].
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Biblioteche
| Per approfondire, vedi la voce Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani. |
La principale biblioteca del territorio è la biblioteca comunale "Vittoria Colonna", situata nella palazzina del parco pubblico di Villa Desideri. Questa istituzione è stata fondata nel 1984[100] ed oggi raccoglie circa 24.000 volumi[101] ed oltre 1700 documenti[101] datati tra il 1835 ed il 1957 provenienti dall'archivio comunale. La biblioteca è stata fra i soci fondatori del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani nel 1997, piazzandosi al terzo posto per patrimonio librario fra le biblioteche castellane.[102]
Dall'aprile 2004 a biblioteca comunale "Vittoria Colonna", d'accordo con il Sistema Bibliotecario Castelli Romani, mantiene un punto lettura e prestito per ragazzi presso la frazione di Santa Maria delle Mole.[103]
Al piano terra di Palazzo Colonna, presso la sede dell'associazione pro loco, è situata da diversi anni la biblioteca di interesse locale "Girolamo Torquati", specializzata nella raccolta di materiale riguardante la storia e le tradizioni locali.
[modifica] Scuola
Fino al Settecento, l'unica istruzione curata a Marino fu quella musicale: già nelle "Constituzioni" controfirmate dal duca Lorenzo Onofrio I Colonna nel 1677 compariva l'obbligo per la comunità di pagare un maestro di cappella presso la basilica di San Barnaba perchè insegnasse gratuitamente l'arte di suonare l'organo a quattro ragazzi talentuosi:[104] usanza che già doveva esistere all'inizio del Seicento, se a Marino nacquero apprezzati musicisti come Bonifacio Graziani, compositore e maestro di cappella presso la Chiesa del Gesù a Roma,[105][106] Giacomo Carissimi, compositore maestro di cappella presso la basilica di Sant'Apollinare a Roma,[107][106] Giuseppe Ercole, maestro di cappella presso corte asburgica di Vienna,[107], i due fratelli Falconi, maestri di cappella uno presso la famiglia reale spagnola a Madrid, l'altro presso la famiglia reale portoghese a Lisbona. [107]
L'istruzione letteraria e scientifica invece doveva essere affidata ad un maestro stipendiato dalla Comunità, come avveniva nei centri vicini fin dall'inizio del Seicento:[108] senonchè i maestri erano mal pagati, maltrattati e rimpiazzati con estrema lentezza; solo nel settembre 1708 la Comunità si pose il problema di trovare una congrua sistemazione ad un'aula per la scuola pubblica, e di richiamare un maestro dopo anni di vacanza.[106] Tuttavia le difficoltà finanziarie e la cecità degli amministratori posero ben presto fine all'esperienza di questa scuola, e di tanto in tanto la Comunità si pose il problema di trovare una soluzione allo scandaloso abbandono in cui versava l'istruzione pubblica: solo nel 1766 la Comunità si decise ad affidare l'istruzione pubblica maschile ai Chierici Regolari Minori che fin dal 1635[109] si erano installati presso la chiesa della Santissima Trinità.[110] Per quanto riguarda l'istruzione pubblica femminile, fortunatamente nel 1732 venne aperto l'istituto delle Maestre Pie Venerini,[111] grazie all'interessamento della duchessa Maria Lucreazia Rospigliosi Salviati, suocera del duca Fabrizio II Colonna.[111]
La stessa situazione continua anche dopo la parentesi dell'occupazione napoleonica (1807-1814), ma per l'istruzione maschile sorge una controversia tra i Chierici Regolari Minori ed il Comune, appianata solo nel 1836 per diretto intervento di papa Gregorio XVI che assegnò la chiesa della Santissima Trinità e l'attiguo convento alla congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana, che svolsero le funzioni di istruzione primaria e secondaria maschile fino al 1870.[112][113] Tuttavia, dopo la presa di Roma e l'annessione del Lazio al regno d'Italia, il primo consiglio comunale a maggioranza repubblicana ed anticlericale decretò nel dicembre 1870 la chiusura di tutte le scuole religiose, incluso il collegio dei Padri Dottrinari e l'istituto delle Maestre Pie.[111] Però il progetto di aprire una scuola comunale non decolla, e nel 1876 il Comune è costretto a far riaprire almeno l'istituto delle Maestre Pie Venerini dichiarandolo scuola pubblica.[111]
Nel 1919 il Comune prende in gestione dal marchese Achille Fumasoni Biondi i locali dell'ex-collegio dei Padri Dottrinari situati presso la chiesa della Santissima Trinità,[114] installandovi le scuole pubbliche e la Regia Scuola Professionale di Marino, istituto secondario di istruzione professionale gestito dai Fumasoni Biondi ed intitolato a Maria Fumasoni Biondi.[113] La scuola fu inaugurata solo nel 1920,[113] ma già nel 1921 diventò pubblica e venne trasferita in alcuni locali di Palazzo Colonna.[113] Negli stessi locali dell'ex-collegio si installano i padri Giuseppini del Murialdo con l'intenzione di fondare un liceo: tuttavia i religiosi verranno scacciati nel 1930 dal Comune quando acquistò per una cifra spropositata l'ex-collegio dai Fumasoni Biondi, e si sposteranno nella vicina Albano Laziale per fondare l'istituto paritario "Leonardo Murialdo".[114][115] L'iniziativa di aprire un liceo scientifico a Marino retto dai Giuseppini tornò in ballo nel 1955, ma non è noto come si concluse la vicenda.[116] Pertanto, l'unico istituto superiore del comune di Marino è l'istituto statale d'arte "Paolo Mercuri", riconosciuto con tale qualifica nel 1962.[113] Nell'ultimo piano regolatore generale è prevista un'area lungo la strada statale 7 via Appia Nuova al chilometro 20 presso la frazione di Frattocchie destinata alla costruzione di una scuola superiore, probabilmente un liceo.
Poco fuori dall'abitato nell'area dei Bosco Ferentano è posto un centro di formazione professionale triennale gestito dalla Provincia di Roma. Il 6 giugno 2008 è stata invece inaugurata la sede distaccata del centro di formazione professionale "Albafor" di Cecchina in via Pietro Nenni, che ospiterà i ragazzi che frequenteranno questa scuola formandosi in "stages" presso varie aziende del territorio.[117][118]
Nel frattempo aprirono finalmente le prime scuole comunali elementari e medie: attualmente esistono due istituti comprensivi statali nel centro storico di Marino, il "Marcantonio Colonna" ed il "Giacomo Carissimi", entrambi comprensivi di scuola materna, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, ed altri tre istituti comprensivi nelle aree del territorio di recente urbanizzazione, il "Primo Levi" a Castelluccia e Frattocchie, il "Prati" a Santa Maria delle Mole e la direzione didattica 244 ("ex-Spigarelli") a Santa Maria delle Mole e Cava dei Selci. Ci sono poi diverse scuole dell'obbligo private e paritarie dislocate in tutto il territorio.
Scuole statali
- Direzione Didattica 244 (ex-Spigarelli) (Santa Maria delle Mole-Cava dei Selci; circa 550 alunni);
- Istituto Comprensivo "Giacomo Carissimi" (Marino centro; circa 550 alunni);
- Istituto Comprensivo "Marcantonio Colonna" (Marino centro; circa 650 alunni);
- Istituto Comprensivo "Primo Levi" (Castelluccia-Frattocchie; circa 550 alunni);
- Istituto Comprensivo "Prati" (Santa Maria delle Mole; circa 450 alunni).
Inoltre, a Marino centro esiste un asilo nido comunale, l'asilo nido comunale "Guglielmo Grassi", che conta 25 alunni.
Scuole private
- Istituto delle Maestre Pie Venerini, Marino centro;
- Scuola Materna delle Piccole Discepole di Gesù, Marino centro;
- Scuola Elementare e Materna delle Oblate di Gesù e Maria, Frattocchie;
- Scuola Elementare e Materna delle Francescane di Santa Chiara, Frattocchie;
- Scuola Materna delle Francescane del Cuore di Gesù, Santa Maria delle Mole;
- Scuola Elementare e Materna delle Suore Betlemite, Frattocchie.
[modifica] Università
Presso la frazione di Due Santi, al chilometro 21.5 della strada statale 7 via Appia Nuova, è situato il "campus" romano della University of Dallas,[119] inaugurato nel giugno 1994 ed utilizzato dalla prestigiosa università cattolica statunitense come base per i viaggi degli studenti in Europa.[120]
[modifica] Musei
| Per approfondire, vedi la voce Musei del Lazio. |
- Museo civico "Umberto Mastroianni".
Il museo civico "Umberto Mastroianni" è il principale museo della città, ed è collocato nella ex-chiesa di Santa Lucia. In seguito al ritrovamento massiccio di reperti archeologici durante scavi casuali nel territorio marinese alla fine dell'Ottocento, nel 1904 il Comune pensò di allestire un antiquarium comunale al piano nobile di Palazzo Colonna:[121] l'antiquarium venne disperso dal bombardamento aereo anglo-americano del palazzo il 2 febbraio 1944 ed i pochi reperti sopravvissuti, assieme a nuovi ritrovamenti, furono accumulati nei magazzini dell'istituto statale d'arte "Paolo Mercuri" dove sono rimasti fino all'istituzione del museo civico nel 2000. Fra le opere più notevoli, un rilievo con volto di Medusa in marmo bianco diventato simbolo del museo,[122] due sostegni da tavola in marmo bianco a grana grossa,[122] ed alcuni componenti dell'antica chiesa gotica come l'affresco di un santo.
- Museo del bottaio.
Questo piccolo spazio museale è stato allestito all'inizio degli anni Duemila in una cantina di via Costa Caselle che presenta una caratteristica bombatura degli stipiti in peperino, praticata per far passare le botti. All'interno, strumenti tradizionali della viticoltura e della produzione vinicola, ed altri ricordi del mondo contadino: vi si svolgono eventi culturali soprattutto nel mese di ottobre, in corrispondenza con la Sagra dell'Uva.
- Percorsi nel sottosuolo.
Le grotte sotterranee di Palazzo Colonna, probabilmente la più vasta rete di grotte tra le tante scavate nel sottosuolo del centro storico di Marino, sono state aperte al pubblico nel 1999:[123] vi si accede dalla sede dell'associazione pro loco in largo Palazzo Colonna. All'interno, il percorso espositivo si articola in due tronchi:
-
- Memorie di guerra: in questa parte dell'esposizione si vuole ricordare che durante la seconda guerra mondiale le grotte furono, tra il febbraio e il giugno 1944, luogo di rifugio per molti marinesi sfollati dalle proprie case a causa delle incursioni aeree anglo-americane. Qui sono rimasti ancora resti della presenza di queste persone, come scarpe, coperte ed altri oggetti della vita quotidiana, ed inoltre sono collocati dei pannelli esplicativi con materiale d'epoca.
- In vita vitis: percorso che ricorda la funzione originale degli ambienti, con esposizione di strumenti agricoli ed altro materiale per la produzione vinicola.
In questi spazi suggestivi si svolge, durante il periodo natalizio, un'esposizione di presepi chiamata "presepi in grotta".
Infine, il Comune ha intenzione di realizzare un polo museale cinematografico, in considerazione della grande quantità di film girati ai Castelli Romani nel corso della seconda metà del Novecento. Il progetto, che doveva essere portato a termine entro il 2008 grazie ad un finanziamento comunale di 500.000 euro,[124] sembrerebbe tuttavia ancora in cantiere.
[modifica] Media
[modifica] Stampa
La stampa nazionale a pagamento che si occupa delle notizie più importanti provenienti dalla provincia è rappresentata dalle edizioni locali dei quotidiani romani "La Repubblica" ed "Il Messaggero", mentre le notizie sportive possono apparire nell'edizione locale del "Corriere dello Sport-Stadio".
Il principale organo locale a pagamento è "Nuovo Oggi Castelli", con sede operativa proprio a Marino in via Pietro Nenni. L'organo locale a pagamento per le notizie sportive è "Il Corriere Laziale", fondato a Roma nel 1973.[125]
Più agevole diffusione ha il quotidiano gratuito "Cinque Giorni", con sede operativa a Colleferro e diffusione in tutto il quadrante meridionale della provincia di Roma.[126]
Altri periodici locali gratuiti sono "Controluce", mensile dei Castelli Romani e dei Monti Prenestini con sede a Monte Compatri,[127] "La Voce dei Castelli", mensile con sede a Santa Maria delle Mole,[128] "Il Tuscolo", mensile dell'area tuscolana con sede a Frascati,[129], "La Città Tuscolana", altro mensile dell'area tuscolana con sede a Frascati,[130] "Punto a Capo", mensile ora non più in edicola gestito dall'omonima associazione culturale di Marino.[131]
Il Comune ha un proprio organo di informazione mensile gratuito, "Comune Informa": la stessa redazione, con sede in territorio marinese, si occupa anche dei mensili istituzionali dei comuni di Ciampino e Rocca di Papa.[132] A Marino viene dato alle stampe il periodico ufficiale gratuito della diocesi suburbicaria di Albano "Millestrade".[133]
Dal 1952 al 1956 una redazione di giovani marinese diede vita al mensile "Il Marinese", completamente dedicato alla cronaca ed alle problematiche comunali: l'esperienza si concluse per mancanza di fondi e venne più volte ripresa in seguito (negli anni Sessanta, negli anni Ottanta e nel 2006), senza riscontrare lo stesso successo.
In tutto il territorio comunale sono presenti numerose tipografie, tra le quali spicca per antichità la tipografia "Santa Lucia", fondata negli anni Venti dall'abate parroco Guglielmo Grassi e da Zaccaria Negroni come dipendenza dell'oratorio parrocchiale "San Barnaba": qui hanno imparato un mestiere e trovato un lavoro molti marinesi, che poi si sono messi in proprio fondando delle loro aziende.
[modifica] Arte
[modifica] Musica
Come già accennato, fino al Settecento l'unica istruzione che ricevette una qualche attenzione fu a Marino quella musicale: nelle "Constituzioni dell'Illustre Comunità di Marino" del 1677 compariva l'obbligo per la comunità di tenere un fondo pubblico per stipendiare un maestro di cappella presso la basilica di San Barnaba perchè insegnasse gratuitamente l'arte di suonare l'organo a quattro ragazzi talentuosi:[134] usanza che già doveva esistere all'inizio del Seicento, se a Marino nacquero apprezzati musicisti come Bonifacio Graziani, compositore e maestro di cappella presso la Chiesa del Gesù a Roma,[135][106] Giacomo Carissimi, compositore maestro di cappella presso la basilica di Sant'Apollinare a Roma,[107][106] Giuseppe Ercole, maestro di cappella presso corte asburgica di Vienna,[107], i due fratelli Falconi, maestri di cappella uno presso la famiglia reale spagnola a Madrid, l'altro presso la famiglia reale portoghese a Lisbona.[107]
Una banda musicale doveva esistere già nell'Ottocento, se già Massimo d'Azeglio ne "I miei ricordi" ne menziona una all'epoca della sua permanenza a Marino nel 1824, ed all'arrivo dei primi bersaglieri provenienti da Frosinone nel settembre 1870, all'indomani della presa di Roma, la banda comunale salutò musicalmente i nuovi arrivati. Il primo concerto filarmonico di cui si hanno notizie certe nacque nel 1873, venne sciolto nel 1886 e ricomposto nel 1909, nuovamente sciolto alla morte dello storico direttore Enrico Ugolini nel 1961, infine ricostituito nel 1975 dall'associazione pro loco. Nel 1976 la banda si divise nel concerto filarmonico "Enrico Ugolini", tuttora esistente in seno alla pro loco, e nel concerto bandistico "Città di Marino", che in seguito si sciolse.[136]
La musica popolare si espresse invece, a partire dai primi anni del Novecento, attraverso le "società di divertimento", ritrovi di amici con velleità musicali che utilizzavano per suonare gli strumenti più strambi (cesoie, sedie pieghevoli, martelli e botti), accanto a strumenti tradizionali come la tromba o il flauto. La più antica società di divertimento marinese fu la "Marino brinda", oggi sciolta: sopravvivono ancora, con grande successo, i gruppi bandistici "Volemose bene" e "Ferentum".
I complessi musicali filarmonici attualmente operanti a Marino e nel suo territorio sono:
- Concerto filarmonico "Enrico Ugolini";[137]
- Società di divertimento "Volemose bene";
- Gruppo Bandistico "Ferentum".
In città inoltre operano almeno tre complessi corali:
Al Palaghiaccio di Marino,[140] struttura polivalente realizzata negli anni Novanta presso la frazione di Cava dei Selci, si tengono di frequente concerti di grandi personalità musicali nazionali ed internazionali: ad esempio nel 1991 vi si esibì Frank Sinatra,[141] il 22 febbraio 1994 il complesso sportivo fu il teatro dell'ultimo concerto italiano della band grunge dei Nirvana,[142][143] il 2 febbraio 2003 di una tappa delle esibizioni dei Red Hot Chili Peppers,[144] il 10 marzo 2003 di un'esibizione di Francesco Guccini,[145] il 1 marzo 2006 di un concerto dei Deep Purple.[146]
Tra gli altri concerti importanti svoltisi a Marino, vanno menzionate le esibizioni dei Ricchi e Poveri per la quarantanovesima Sagra dell'Uva nel 1973,[147] di Anna Oxa in piazza San Barnaba il 6 ottobre 1986 in occasione della sessantaduesima Sagra dell'Uva[148] e di Gigi d'Alessio il 7 ottobre 2007 nella stessa piazza (ma fu montato un maxi-schermo in piazzale degli Eroi) in occasione della ottantatreesima Sagra dell'Uva.[149] Marino è inoltre la patria di tre dei sette componenti del gruppo rock del Banco del Mutuo Soccorso, cioè il fondatore e tastierista Vittorio Nocenzi, il fratello di questi e pianista Gianni Nocenzi e il secondo chitarrista Filippo Marcheggiani. Il "Banco" è tornato di nuovo a suonare in concerto a Marino in occasione delle Sagre dell'Uva del 1970,[150] del 1992[151] e del 2006.
[modifica] Teatro
Il teatro nasce a Marino già negli anni della prima guerra mondiale, con l'adattamento a sala teatrale e cinematografica degli spazi dell'oratorio della Coroncina, sottostante la basilica di San Barnaba, voluto su iniziativa dell'abate parroco monsignor Guglielmo Grassi. A partire dagli anni Venti nasce la Filodrammatica "Vittoria Colonna", e dopo la seconda guerra mondiale la produzione di nuovi testi teatrali in dialetto marinese prende nuovo slancio, grazie al lavoro di tanti autori locali, primo tra tutti Franco Negroni.
Il teatro più grande e prestigioso è appunto l'auditorium "monsignor Guglielmo Grassi", situato nei summenzionati locali dell'ex-oratorio della Coroncina in via Giuseppe Garibaldi sotto la basilica di San Barnaba: restaurato l'ultima volta nel 2002 per iniziativa dell'abate parroco Aldo Anfuso dopo un lungo periodo di abbandono, conta circa 150 posti.[152] Questo teatro viene utilizzato anche per conferenze, concerti ed iniziative parrocchiali di vario genere.
Un'altra sala teatrale situata nel centro storico di Marino è il "teatro delle Ore", inaugurato nel 2004 presso la sede dell'associazione pro loco al piano terra di Palazzo Colonna, utilizzato per spettacoli ma soprattutto eventi culturali.
Una terza sala teatrale è il teatro parrocchiale "San Giuseppe" della parrocchia omonima della frazione di Frattocchie,[153] utilizzata frequentemente come cinema ma anche come luogo per spettacoli e conferenze.
Con la riapertura dell'auditorium "monsignor Grassi" nel 2002 sono sorte nel centro storico diverse compagnie di recitazione:
- Gli Angeli della Pace (2002).[154]
- Nuova Filodrammatica "Vittoria Colonna" (2006).[155]
- Piccola Accademia di Recitazione (2008).
Anche presso la parrocchia San Giuseppe di Frattocchie è attiva una scuola di recitazione.[153]
[modifica] Spettacolo
A Marino durante la Sagra dell'Uva si svolge uno dei cortei storici in costume più antichi d'Italia: la prima edizione si tenne nel 1929,[156][157] e fu saltuariamente ripresa negli anni successivi finchè non si riprese a celebrarla con continuità a partire dal 1969 per iniziativa del gruppo culturale "Storia ed Arte":[158] dagli anni Novanta il corteo viene curato da due associazioni culturali che realizzano i costumi e reperiscono i figuranti, "Arti e Costumi Marinesi" (nata nel 1995)[159][160] e "Lo Storico Cantiere" (nata nel 1991)[161].
Il corteo storico ricorda il ritorno del feudatario Marcantonio II Colonna in patria dopo la vittoria ottenuta come ammiraglio della flotta pontificia nella battaglia di Lepanto del 1571 contro l'impero ottomano: tuttavia non si ricorda l'ingresso a Marino, avvenuto probabilmente in forma privata il 4 novembre 1571,[38] bensì l'ingresso trionfale a Roma, concesso all'ammiraglio vittorioso da papa Pio V il 4 dicembre dello stesso anno.[162][157]
[modifica] Cinema
| Per approfondire, vedi la voce Film girati ai Castelli Romani. |
La prima sala cinematografica aprì a Marino intorno agli anni Dieci del Novecento presso l'ex-chiesa di Santa Lucia:[163] il cinema era muto, ed i suoni ottenuti in sala ed amplificati dalla buona acustica dell'ex-chiesa gotica.[164] In seguito l'abate parroco della basilica di San Barnaba Guglielmo Grassi si curò di aprire un cinema parrocchiale nei locali sotterranei alla basilica, nella sala "Vittoria Colonna" (ribattezzata dai marinesi "cinema dei preti") adiacente alla sala teatrale oggi a lui intitolata: questa sala rimase aperta fino agli anni Settanta quando chiuse per motivi di sicurezza, e nel febbraio 1955 vi fu proiettato il primo film in cinemascope, La tunica (1953).[165]
Nello stesso periodo precedente alla seconda guerra mondiale sorse un cinema privato, il cinema "Colizza", chiuso negli anni Ottanta dopo essere diventato, negli ultimi anni della sua esistenza, cinema a luci rosse. Attualmente Marino non dispone di una sala cinematografica: solo presso il teatro "San Giuseppe" della parrocchia omonima di Frattocchie vengono proiettati periodicamente film.
Federico Fellini girò buona parte del film Il bidone (1955) a Marino, durante la Sagra dell'Uva.[166] Particolare la sistemazione che utilizzò per una scena: fece tendere dei teli bianchi lungo corso Trieste, mentre un'auto in corsa con a bordo Broderick Crawford correva all'impazzata verso valle. Altre scene di film furono girate a Marino: ricordiamo tra l'altro Un maledetto imbroglio (1958) di Pietro Germi ed il terzo episodio di Tre passi nel delirio (1967) girato da Federico Fellini presso i villini tra Marino e Castel Gandolfo.[166]
[modifica] Letteratura
La vicinanza di Marino e del suo territorio a Roma e la loro collocazione su una strada di grande percorrenza verso Napoli, altra meta obbligata del "Grand Tour" intrapreso dai viaggiatori italiani ed europei nel Settecento, hanno fatto sì che diversi autori di passaggio si soffermassero a scrivere sulla realtà marinese: tra essi ricordiamo Giacomo Casanova, che nell'"Histoire de ma vie" riferisce di aver dormito presso la "vecchia locanda" nell'attuale piazza Giacomo Matteotti, non smentendo anche qui la propria fama di seduttore,[167][168] Ellis Cornelia Knight nella "Description of Latium" (1809) e Massimo d'Azeglio, che ne "I miei ricordi" lascia un dettagliato resoconto sul suo soggiorno marinese avvenuto nel 1824, descrivendo usi,tradizioni e personaggi marinesi realmente esistiti, come il sor Checco Tozzi, suo genero Vincenzo Maldura ed il marchese Fumasoni Biondi.[169]
Marino compare anche in diverse opere poetiche, tra cui la poesia "La Battaglia di Marino", raccolta tra le "Poesie in dialetto velletrano" di Giovanni Battista Iachini (1884), che vuole raccontare satiricamente il saccheggio di Marino perpetrato da soldati velletrani al soldo di papa Clemente VII nel 1526,[170][171] le stornellate popolari in dialetto romanesco "'Na gita a li Castelli" di Franco Silvestri (1926), resa celeberrima dall'interpretazione di Ettore Petrolini,[172] "Sagra d'amore" (1926) e "La Sagra dell'amore" (1926) di Giuseppe Micheli[172] ed infine i componimenti di Mario dell'Arco, raccolti nella pubblicazione "Marino Olimpo in terra" (1994).
La città ed il suo territorio fanno da sfondo anche ad un racconto delle "Novelle per un anno" di Luigi Pirandello (1917), ambientato presso un villino con vista sul Lago Albano situato tra Marino e Castel Gandolfo, e soprattutto a "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" di Carlo Emilio Gadda (1957), in cui lo scrittore milanese descrive impietosamente la desolazione e la miseria delle campagne dell'Agro Romano negli anni del fascismo. Gadda ha ambientato a Marino, durante una Sagra dell'Uva, anche un vivo racconto de "Il castello di Udine" (1934).
Fra gli storici e gli studiosi che si sono occupati di Marino, del suo territorio e della sua storia vanno annoverati Flavio Biondo ("Italia illustrata", 1527), Carlo Bartolomeo Piazza ("Gerarchia cardinalizia", 1703), Antonio Nibby ("Viaggio antiquario ne' dintorni de Roma", 1819, "Analisi storico-topografico-antiquaria della mappa de' dintorni de Roma", 1837 e "New guide of Rome and the environments", 1849), Gaetano Moroni ("Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica", 1847), Girolamo Torquati ("Studi storico-archeologici sulla città e sul territorio di Marino", manoscritto) e Giuseppe Tomassetti ("La Campagna Romana antica, medioevale e moderna", 1910).
Per altri autori più recenti o per opera monografiche, si rimanda alla bibliografia di questa voce o alla bibliografia generale sui Castelli Romani.
[modifica] Cucina
| Per approfondire, vedi la voce Cucina romana. |
La cucina marinese non si distingue praticamente in nulla dalla cucina romana, se non per alcuni prodotti particolari come la porchetta (comunemente identificata con il vicino comune di Ariccia, ma diffusa in tutti i Castelli Romani ed anche in altre zone dell'Italia centrale) e le "coppiette" di maiale per quanto riguarda i salumi, i mostaccioli (in una loro variante laziale molto simile a quella partenopea o salentina), i "brutti ma buoni", le ciambelle al mosto (prodotto a indicazione geografica protetta di Marino)[173][174] ed i "biscotti della sposa" nel campo dolciario ed infine il vino bianco locale.
[modifica] Personalità legate a Marino
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Marino. |
- Vittoria Colonna (1490-1556), poetessa, nata a Marino.
- Giacomo Carissimi (1606-1674), compositore, nato a Marino.
- Maria Domenica Fumasoni Biondi (1786-1828), scienziata, morta a Marino.
- Girolamo Torquati (1828-1897), storico, nato e morto a Marino.
- Guglielmo Grassi (1868-1954), sacerdote, parroco di Marino.
- Domenico Pacini (1878-1934), fisico, docente universitario, nato a Marino.
- Giovanni Battista Trovalusci (1879-1961), sacerdote, vicario della diocesi suburbicaria di Albano, nato a Marino.
- Luigi Capri Cruciani (1883-1944), senatore, deputato, sindaco di Marino.
- Zaccaria Negroni (1899-1980), Servo di Dio, senatore, sindaco di Marino.
- Umberto Mastroianni (1910-1998), scultore, morto a Marino.
- Enrico Zoffoli (1915-1996), religioso, teologo, nato a Marino.
- Cesare Geronzi (1935), banchiere, nato a Marino.
- Alessandro Crescenzi (1991), calciatore della Roma, nato a Marino.
Questo elenco si limita alle personalità nate o morte a Marino, per altre personalità si veda l'apposita voce.
[modifica] Eventi
- Sagra dell'Uva.
| Per approfondire, vedi la voce Sagra dell'uva (Marino). |
La Sagra dell'Uva è la più antica tra le manifestazioni dello stesso genere che si celebrano in Italia:[175] la prima edizione si celebrò il 4 ottobre 1925, su ispirazione del poeta romanesco di origini marinesi Leone Ciprelli.[176] In realtà la festa nasce dall'unione tra diverse celebrazioni sacre e profane: la festa della Madonna del Rosario, celebrata il 7 ottobre come santa patrona dello Stato Pontificio fin dal 1571 dopo la vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto e la celebrazione della produzione vitivinicola del territorio marinese, anticipata dall'istituzione delle "feste Castromenie" nel 1904,[175] nell'ambito degli eventi dell'"ottobrata romana". La sagra si celebra ogni prima domenica di ottobre, ma i festeggiamenti hanno una lunghezza variabile nei giorni prossimi all'evento. Il particolare più conosciuto della sagra è il celebre "miracolo delle fontane che danno vino", verificatosi per la prima volta nel 1925[176] e da allora sempre ripetuto: altre caratteristiche della sagra sono il corteo di carri allegorici, tradizione in auge prima della seconda guerra mondiale ed oggi quasi del tutto scemata, e soprattutto il corteo storico in costume cinquecentesco, realizzato per la prima volta nel 1929.[156][157]
- Sagra della ciambella al mosto.
La sagra della ciambella al mosto è un evento nato nel 1996 che si celebra la terza domenica di ottobre in correlazione con la Sagra dell'Uva, a celebrazione della ciambella al mosto, prodotto ad indicazione geografica protetta: particolarità dell'evento la distribuzione gratuita di ciambelle al mosto.
- Festa patronale di san Barnaba.
| Per approfondire, vedi la voce Festa di San Barnaba (Marino). |
La festa patronale di san Barnaba è la celebrazione religiosa del santo patrono della città, che si tiene l'11 giugno[177] di ogni anno dal 1619,[178] anno in cui la Comunità decise di scegliere san Barnaba apostolo come patrono in luogo di santa Lucia da Siracusa: tale decisione fu secondo una leggenda condizionata da persistenti grandinate che sconquassavano le vigne nel mese di giugno,[178] oppure ispirata dalla devozione di alcuni esponenti della famiglia Colonna verso il santo ciprota.[179] Anticamente veniva organizzata una fiera in occasione della festa: attualmente, peculiare della festa religiosa è la solenne processione per le vie del paese con la reliquia del braccio del santo.
- Festa compatronale di santa Lucia.
| Per approfondire, vedi la voce Festa di Santa Lucia (Marino). |
La festa compatronale di santa Lucia da Siracusa è la celebrazione religiosa della santa compatrona della città, patrona fino al 1619,[178] celebrata il 13 dicembre[180] da antica tradizione probabilmente nata nel Duecento per la devozione dei Frangipane, con la ricostruzione in forme gotiche della chiesa di Santa Lucia, ridotta ad uso profano nel 1669.[181] La statua in legno dorato della santa è conservata nella basilica di San Barnaba: particolarità della festa sono il corteo delle fanciulle vestite di bianco che precede la celebrazione religiosa e la fiera.
- Festa della Madonna dell'Acquasanta.
La festa della Madonna dell'Acquasanta si celebra presso l'omonimo santuario nel quartiere Acquasanta la prima settimana di settembre: la venerazione per l'immagine mariana dipinta nel santuario è molto antica, e pare risalga addirittura ad un periodo compreso tra IV e IX secolo.[182]
- Festa della Madonna delle Grazie.
La festa della Madonna delle Grazie si svolge il 28 maggio presso il quartiere Borgo Garibaldi, nel centro storico:[183] è la festa della chiesa omonima, costruita in epoca imprecisata probabilmente dalla confraternita del Gonfalone di Marino ed in seguito concessa nel 1580 ai padri Agostiniani,[184][185] infine costituita in parrocchia solo nel 1954.[185]
- Festa della "Mater Misericordiae".
La festa della "Mater Misericordiae" (in lingua latina, "madre di misericordia", come viene appellata la Vergine Maria nel Salve Regina) si svolge il 21 maggio nel rione Coste, attorno ad un'edicola mariana di epoca imprecisata collocata in largo Palazzo Colonna.[186]
- Festa della "Madonna de 'u Sassu".
La festa della "Madonna de 'u Sassu" (in dialetto marinese, "Madonna del Sasso") si svolge nel quartiere Borgo Garibaldi dal 1984 la seconda settimana di luglio:[187] la festa ruota attorno ad un'edicola mariana in peperino collocata nel 1596 all'inizio di via Roma, lungo quella che all'epoca era la principale strada da Marino per Roma, a protezione dei viaggiatori.[188]
- Festa della Natività della Beata Vergine Maria.
La festa della Natività della Beata Vergine Maria è la celebrazione religiosa della parrocchia omonima situata nella frazione di Santa Maria delle Mole: si celebra la seconda domenica di settembre.[189] Particolarità della festa è la grande fiera che si svolge per le strade dell'abitato.
- Festa di sant'Antonio di Padova.
La festa di sant'Antonio di Padova si svolge nel rione Castelletto il 21 luglio, presso l'omonima chiesa: è organizzata dall'associazione "Amici di Sant'Antonio di Padova".[190]
- Festa di san Giuseppe.
La festa di san Giuseppe si svolge il 4 giugno[191] presso l'omonima parrocchia nella frazione di Frattocchie: gli eventi sono programmati da un apposito comitato festeggiamenti.
- Festa di san Giuseppe artigiano.
La festa di san Giuseppe artigiano si celebra la quarta domenica di settembre[192] nel quartiere Vascarelle, attorno alla statua del santo collocata in un angolo di piazza Europa: particolarità della festa è il palio della Quintana, un torneo cavalleresco in costume ad imitazione della celebre Giostra del Saracino di Arezzo, scopo del quale è centrare con un'asta un fantoccio (il "saracino", appunto).
- Festa di santa Rita da Cascia.
La festa di santa Rita da Cascia si celebra il 4 giugno[193] presso l'omonima parrocchia della frazione di Cava dei Selci.
- Festa del Cocomero.
La festa del cocomero si svolge il 16 agosto nel quartiere Villa Desideri, a partire dal 1994,[194] quando si riscoprì l'antica festa di san Rocco, protettore degli appestati o degli ammalati, venerato a Marino dopo la terribile epidemia di peste del 1656,[195] e al quale era dedicata una chiesa nell'attuale omonima località,[196] prima che fosse distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e dall'ampliamento della strada statale 216 via Maremmana III: fino agli anni Quaranta questa festa era molto sentita dai marinesi, e si organizzava una fiera ed un'"attrippata" di cocomero.[197][194]
- Carnevale Marinese.
| Per approfondire, vedi la voce Carnevalone (Marino). |
Il Carnevale è stato organizzato dall'amministrazione comunale fin dal 1987, ed attualmente si svolge il "martedì grasso" con un corteo di carri allegorici allestiti da scuole, oratori parrocchiali ed organizzazioni giovanili e con il rogo finale della "strega carnevalina" in piazza San Barnaba. Anticamente però le celebrazione carnevalizia veniva protratta da repubblicani ed anticlericali anche nel mercoledì delle Ceneri, quando la Chiesa cattolica predica astinenza e digiuno per l'inizio della Quaresima: era il Carnevalone, tradizione nata all'inizio del Novecento e terminata solo negli anni Venti con l'avvento del fascismo.
- Bovillestate.
La rassegna estiva di eventi e spettacoli "Bovillestate" è nata nel 1994 presso le frazioni di Santa Maria delle Mole e Cava dei Selci, in concomitanza con l'effimera indipendenza del comune autonomo di Boville: è organizzata dall'associazione pro loco di Boville.[198]
- Estate Marinese.
La rassegna estiva dell'"Estate Marinese" raccoglie diversi concerti, eventi e spettacoli di musica e cabaret organizzati dal Comune nel periodo estivo.
- Natale Marinese.
Il periodo natalizio a Marino inizia con la festa compatronale di Santa Lucia il 13 dicembre, e termina con l'Epifania il 6 gennaio dell'anno successivo: in questo periodo, tra gli eventi più importanti è da annoverare il presepe vivente organizzato nel quartiere Cave di Peperino.
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Urbanistica
| Per approfondire, vedi la voce Stradario di Marino. |
Il centro storico di Marino si è sviluppato nel corso dei secoli assumendo una forma che si definisce in gergo tecnico "a fuso d'acropoli",[199] ovvero ad "L" con i lati quasi convergenti.
L'originario nucleo dell'abitato è stato individuato nell'attuale rione Castelletto, come ipotizzato fin dall'Ottocento da alcuni studiosi:[200] in questo quartiere alto-medioevale l'ortogonalità delle strade farebbe apparire l'antico reticolo delle strade del municipium romano di Castrimoenium.
In seguito, a partire dal basso medioevo il castello si sarebbe espanso verso il rione Coste ed il rione Santa Lucia, raggiungendo l'area dell'attuale piazza Giacomo Matteotti, nella quale sorgeva la rocca Frangipane. Un'altra fortificazione più a valle, già edificata dai Conti di Tuscolo nel X secolo,[201] venne ampliata dagli Orsini e sotto il dominio dei Colonna diventò l'attuale Palazzo Colonna. Attorno alla metà del Trecento Giordano Orsini volle rinforzare le mura di Marino aggiungendo una nuova parte di abitato (le "Camere Nuove") e realizzando una fortificazione a valle lungo la marana delle Pietrare.
Più tardi Ascanio I Colonna fece riprendere i lavori di risistemazione di Palazzo Colonna lasciati in sospeso dalla madre Agnese di Montefeltro e realizzò lo sventramento cinquecentesco di via Roma:[202] i suoi successori, ed in particolare Filippo I Colonna e suo figlio, il cardinale Girolamo Colonna, si impegnarono nella risistemazione urbanistica del castello con il parziale completamento di Palazzo Colonna, l'apertura di corso Trieste e la rettifica di via Cavour, la costruzione della basilica di San Barnaba, creando un polo di attrazione urbano nell'area centrale dell'abitato, tra le attuali piazza San Barnaba e piazza Lepanto.[203] Fuori dalle mura, nell'area dell'attuale piazza Giuseppe Garibaldi, si venne a creare un vasto spazio aperto verso Roma destinato alle fiere, circondato dal convento dei padri Agostiniani presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie e delle suore domenicane di stretta osservanza presso il convento del Santissimo Rosario.
Marino in sostanza ha mantenuto per quattro secoli, da allora, la sua conformazione urbanistica, senza espandersi ulteriormente, tanto che Girolamo Torquati, storico locale e consigliere comunale cattolico nel periodo post-unitario, in un consiglio comunale del 1877 ebbe a dire:[204]
| « In uno spazio ristrettissimo sono agglomerati attualmente 7000 abitanti di popolazione stabile, a cui nella stagione estiva e autunnale per ragione di lavori campestri si aggiungono oltre 4000 persone avventizie. La ristrettezza dell'abitato è tale che al forestiero che recasi in Marino riesce impossibile ordinariamente di trovare alloggio anche per una notte soltanto (...) L'agglomerato di tanta gente, specialmente nella stagione estiva può essere incentivo e causa a malattie epidemiche nonostante la salubrità dell'aere (...) » | |
Solo nei primi anni del Novecento iniziò una nuova espansione urbana con la costruzione dei "villini Grandi" e l'inizio dell'urbanizzazione dell'area degli ex-Giardini Colonna, terminata solo negli anni Cinquanta. Dopo la seconda guerra mondiale il piano di ricostruzione approvato nel 1954 mise in conto la nuova espansione verso l'attuale quartiere Vascarelle,[205] e tra gli anni Sessanta e Settanta si completò l'edificazione del quartiere Villa Desideri nell'area dell'ex-villa Colonna di Belpoggio.
Nel frattempo, la crescita della frazione di Ciampino (iniziata con la costruzione degli alloggi per i reduci della prima guerra mondiale)[206] portò alla separazione amministrativa della stessa ratificata nel 1974, e già con il piano di ricostruzione del 1954 incominciò l'espansione della frazione di Santa Maria delle Mole[207] e, più tardi, di Cava dei Selci, Frattocchie e Castelluccia, per cui il tentativo di indipendenza attuato nel 1993[208] con il comune autonomo di Boville naufragò in breve tempo.[209]
Il primo piano regolatore generale del Comune di Marino venne adottato nel 1976 e fu approvato dal consiglio regionale del Lazio il 21 marzo 1979 con delibera n° 1057.[210][211]
In seguito, vennero approvate dal consiglio comunale delle varianti nel 1989, ratificata nel 1994 dal consiglio regionale, e nel 2000: quest'ultima dibattuta variante al Piano è stata approvata dal consiglio regionale con delibera n° 994 del 29 ottobre 2004.[212][213]
La nuova variante, seppur il comitato tecnico regionale nella seduta del 21 ottobre 2004 abbia tagliato più di 4.000.000 di m3 di nuove costruzioni, prevede sostanziosi interventi urbanistici, dislocati soprattutto nei territori delle frazioni: il più discusso è l'istituzione di una grande zona D6 ("zone produttive - impianti industriali e attività artigianali") in località Divino Amore, ai confini con il comune di Roma, in un'area per la quale Legambiente aveva proposto l'inserimento nel perimetro del Parco Regionale dell'Appia Antica. Però nell'ultima espansione del perimetro del parco (17 ottobre 2006) la Regione Lazio ha escluso la zona di Mugillae e del Divino Amore, suscitando le polemiche degli ambientalisti sull'urbanizzazione dell'area[214]. Sostanzialmente, verranno edificati 1.000.000 di metri 3 di cemento sull'area definita dagli ambientalisti "l'ultimo lembo di Campagna Romana", portando però una capacità insediativa e di addetti pari a 8000 persone.[215]
Nel 2008 il Comune di Marino ha dato finalmente il via libera per la realizzazione di 462 appartamenti di edilizia economica e popolare in località Costa Caselle e di altre abitazioni residenziali in località Paolina, entrambi siti prossimi al centro storico.[216]
[modifica] Suddivisioni storiche
| Per approfondire, vedi la voce Quartieri di Marino. |
[modifica] Suddivisioni amministrative
| Per approfondire, vedi la voce Circoscrizioni di Marino. |
[modifica] Frazioni
| Per approfondire, vedi la voce Boville (comune autonomo). |
- Santa Maria delle Mole.
Santa Maria delle Mole è la frazione più popolosa del comune di Marino, capoluogo della seconda circoscrizione di decentramento comunale. Situata sulla sinistra della Strada Statale 7 Via Appia, è un abitato di recente urbanizzazione, concentrato attorno al lungo viale della Repubblica e a piazza Sandro Sciotti, sui cui prospetta la Chiesa della Natività di Maria Vergine, parrocchiale della frazione. La frazione è attraversata dalla ferrovia Roma-Velletri, su cui insiste la stazione ferroviaria di Santa Maria delle Mole. In prossimità di Santa Maria sono situati i ruderi della leggendaria città latina di Mugillae.
- Cava dei Selci.
Cava dei Selci è una frazione situata nella II Circoscrizione, sulla destra della Strada Statale 7 Via Appia. È un abitato sviluppatosi recentemente, attorno ad un'antica cava di selce che venne utilizzata anche per la costruzione degli argini del Tevere a Roma. Nella frazione sorge il famoso Palaghiaccio di Marino, circondato dal parco della Pace, un'area verde che occupa l'area dell'ex-stabilimento industriale della STEFER.
- Frattocchie.
Frattocchie è una storica frazione di Marino, capoluogo della III Circoscrizione. Volgarmente nota come le Frattocchie, sorge sulla sinistra della Strada Statale 7 Via Appia nel sito comunemente individuato come quello della città latina di Bovillae. Presso la frazione è presente il Convento dei Padrio Trappisti di Frattocchie, rinomato per la produzione di cioccolata, che è stato edificato nel 1929 inglobando una pre-esistente villa seicentesca dei Colonna, Villa della Sirena.
- Due Santi.
Due Santi è una frazione collocata nella III Circoscrizione, sulla sinistra della Strada Statale 7 Via Appia. È essenzialmente composta da un importantissimo snodo stradale, rappresentato dall'incrocio fra la via Appia, la Strada Statale 140 del Lago di Albano, detta anticamente Olmata del Papa, la Strada Provinciale 75/b Via Spinabella e la Strada Provinciale 2/d Via dei Ceraseti. Il toponimo trae origine dal rinvenimento, durante il XVIII secolo, di due statue acefale attribuite ai santi Pietro e Paolo. Nella frazione sorge una tenuta della famiglia Barberini, a cui si accede attraverso un elegante portale seicentesco. In una villa presso Due Santi fino al 1991 aveva sede la scuola dei dirigenti del Partito Comunista Italiano.
- Castelluccia.
Castelluccia è una frazione di Marino ubicata nella III Circoscrizione e abitata fin dall'Alto Medioevo: difatti a partire dal X secolo questo luogo è menzionato come sede di un castrum, che ha poi dato origine al toponimo corrente. Nel 1349 il tribuno Cola di Rienzo assediò il castello di Castelluccia e lo rase al suolo, durante la guerra che aveva intrapreso contro i baroni romani. L'urbanizzazione della frazione è moderna, e si sviluppa attorno alla Strada Statale 207 Nettunense, tra i chilometri 2 e 3.
- Fontana Sala.
Fontana Sala è una frazione di moderna urbanizzazione, situata nella III Circoscrizione. L'abitato si sviluppa attorno alla Strada Statale 207 Nettunense, ed è sede di molti servizi utili alla popolazione delle campagne circostanti.
[modifica] Altre località del territorio
- Palaverta. La località trae nome da un tale Paolo Averta, che nel XV secolo acquistò un castello situato all'ìncrocio tra la via Nettunense e l'attuale via del Divino Amore: oggi del castello rimangono alcuni ruderi ben conservati.
- Sassone. La località di Sassone è situata nella II Circoscrizione, ai confini con il comune di Ciampino. La sua importanza è essenzialmente legata alla Strada Provinciale 77/b Pedemontana dei Castelli, che in questo tratto prende nome appunto di via del Sassone: questa arteria, che ricalca il tracciato dell'antica via di transumanza dei pastori latini, garantisce il collegamento stradale fra la Strada Statale 7 Via Appia, la Strada Statale 217 Via dei Laghi e la Strada Statale 511 Anagnina.
- Monte Crescenzo. Località della I Circoscrizione, lega il suo toponimo, secondo una tradizione interessante, alla potente famiglia romana dei Crescenzi, che avrebbe avuto possedimenti in questi luoghi nel corso dell'Alto Medioevo. Ad ogni modo, oggi è attraversata dalla Strada Provinciale 75/b Via Spinabella e vi sono stati rinvenuti segni di insediamenti neolitici.
[modifica] Economia
[modifica] Agricoltura
| Per approfondire, vedi la voce Marino (vino). |
| « Marino vino, cipolle e peperino. » | |
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(Proverbio popolare in dialetto marinese.)
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Il settore primario è storicamente il settore dominante dell'economia marinese. La produzione vitivinicola nei secoli passati ha dato impiego alla maggior parte della popolazione marinese, cosa che del resto accadeva anche nei comuni vicini. L'importanza dei lavori nelle vigne in questa zona è attestata dalla massiccia emigrazione di manovalanza forestiera verso i Castelli Romani che annualmente, fino al secondo dopoguerra, si verificava in coincidenza del periodo della vendemmia. Questi braccianti stagionali, detti a volte spregiativamente chiuchiari, provenivano soprattutto dalla Ciociaria e dall'Abruzzo, e conducevano una vita piuttosto misera. Durante la loro permanenza fuori casa dormivano in capanni provvisori non dissimili dalle capanne preistoriche o, nella peggiore delle ipotesi, sui sagrati della chiese. La situazione generale dei braccianti agricoli tuttavia non era per niente buona, poiché mettendo da parte l'immagine allegorica della vendemmia nei campi che oggi ci viene a volte proposta, il lavoro nella vigna comportava un grande sforzo fisico e psicologico spesso non remunerato sufficientemente. A volte gli agenti atmosferici, piogge, grandine, incendi, potevano sconvolgere e dissestare non solo la situazione di una famiglia, ma dell'intera comunità, come avvenne per le leggendarie grandinate del 1615, 1616 e 1617[217] o per quella del 1898, in seguito alla quale la Questura dovette inviare l'esercito a sedare i tumulti scoppiati a Marino.[218]
Si può capire facilmente il livello di dipendenza di Marino dalla produzione vinicola solo pensando alla gigantesca rete di grotte sotterranee scavate nel peperino che attraversa intersecandosi il sottosuolo del centro storico: oggi sono aperte al pubblico solo le grotte di Palazzo Colonna, probabilmente le più grandi. Oppure ci si può fare un'idea anche considerando il gran numero di cantine che sorgono dovunque, ed oggi sono state trasformate in attività commerciali o in alloggi affittati a nero agli immigrati stranieri. In alcune cantine, come in quella di via Posta Vecchia che ospita il Museo della Civiltà Contadina, gli stipiti della porta sono stati bombati per consentire il passaggio delle botti di vino.
Ad ogni modo il prodotto della viticoltura marinese è il Marino DOC, vino bianco color giallo paglierino di gradazione alcolica che si aggira sugli 11°. La produzione di questo prodotto, considerato tra i vini migliori del Lazio, è tuttavia scesa dagli 88.530 ettolitri del 1990/1991 ai 48.262 del 1995/1996: questo processo è dovuto anche all'irrigidemento dei criteri di denominazione, oltre che alla chiusura di numerose piccole aziende di viticoltori presenti nel territorio. Il fenomeno di riduzione della produzione è però comune a tutti i Castelli Romani.[219] Tipologie di Marino sono il Marino spumante o frizzante, il Marino superiore e il Marino classico.
[modifica] Industria
| Per approfondire, vedi la voce Cantina Sociale Gotto d'Oro. |
L'industria marinese è legata ragionevolmente alla produzione vitivinicola: perciò la più grande industria del territorio, con il più grande indotto, è la Cantina Sociale Gotto d'Oro. Questa istituzione, fondata nel 1945, è presente nei territori di Marino e Frascati ed ha un fatturato annuo che si aggira sui 20 milioni di euro, con 430 soci e 1800 ettari iscritti, per una produzione totale di uve di 220.000 quintali. Il 95% del Marino DOC è prodotto nei suoi stabilimenti di via del Divino Amore, località Castelluccia.
Un'altra grande industria marinese è stata, fino agli anni sessanta del XX secolo, quella collegata alle cave di peperino. Questo materiale, di origine vulcanica e dal caratteristico colore grigio puntinato di bianco, è tipico delle aree ex-vulcaniche del Lazio e ne sono rinomati due tipi, il peperino di Vitorchiano e quello di Marino. Le cave locali sono ubicate proprio sotto il centro storico, che sorge esso stesso su una grossa dorsale di peperino, nella località denominata ancor oggi Cave di Peperino. Sfruttate fin dall'età romana, il peperino di queste cave venne utilizzato non solo per realizzare costruzioni militari, ma anche per adornare diverse ville suburbane, come quella di Quinto Voconio Pollione a Ciampino o quella di Publio Clodio Pulcro a Castel Gandolfo. In età medioevale e moderna, la maggior parte delle costruzioni marinesi fu realizzata in questo materiale, dalla ex-Chiesa di Santa Lucia alla fontana dei Quattro Mori fino a Palazzo Colonna e all'ingresso monumentale dei Giardini Colonna. Nel XIX secolo migliaia di persone lavoravano alla cave, e la continua escavazione originò le monumentali e pittoresche latomie visibili ancor oggi sui fianchi scavati delle cave. Nel 1889 le cave furono servite dalla ferrovia Roma-Albano, ma nel 1960 l'escavazione venne sospesa per via della costruzione, sopra le cave, della Strada Statale 217 Via dei Laghi.
[modifica] Artigianato
| Per approfondire, vedi la voce Banca di Credito Cooperativo San Barnaba. |
Gli artigiani marinesi sono riuniti nell' Associazione Artigiana "Zaccaria Negroni", dedicata al Servo di Dio e sindaco democristiano di Marino Zaccaria Negroni, che si dedicò attivamente ai problemi dell'artigianato: fu infatti presidente dell'ACAI (Associazione Cristiana Artigiani Italiani) tra il 1957 ed il 1966 e presidente dell'ENAPI (Ente Nazionale per l'Artigianato e la Piccola Industria) dal 1963 al 1970, oltre che membro, in quanto senatore, della Commissione Parlamentare sull'assicurazione contro le malattie per gli artigiani tenutasi durante la II Legislatura della Repubblica Italiana (1953-1958).
[modifica] Commercio
A Marino al 2003 esistevano 244 esercizi commerciali, contro i 663 di Albano Laziale, i 634 di Ciampino, i 633 di Velletri, i 549 di Genzano di Roma, i 520 di Frascati, ed i 320 di Ariccia. Nonostante l'esiguo numero di esercizi commerciali a fronte della vastità del territorio comunale e del numero della popolazione, alcuni negozi rappresentano punti di qualità che compensano la quantità.
Alcuni esercizi commerciali di Marino centro vantano una tradizione centenaria o quasi, e sono dei punti di riferimento per gli abitanti di Marino e delle aree circostanti. Sul territorio comunale inoltre sono presenti alcuni ingrossi commerciali di risonanza nazionale, come lo store delle Sorelle Ramonda in via Appia Vecchia, località Cava dei Selci.
[modifica] Servizi
[modifica] Sanità
| Per approfondire, vedi la voce Ospedale Generale Provinciale San Giuseppe (Marino). |
Nel territorio comunale sono presenti nove farmacie, di cui una comunale e una ospedaliera.
A Marino è operativo l'Ospedale Generale Provinciale San Giuseppe, parte del dipartimento H1 (assieme al "San Sebastiano" di Frascati) della ASL RMH.
Fin dal XVIII secolo a Marino era presente un ospedale, all'epoca più ospizio per i viaggiatori che luogo dove ricoverare i malati. La struttura dell'ospedale ancora oggi esiste, ed è una casa di Via Roma sulla cui facciata si legge una lapide che ricorda l'antico ospizio. Alla metà dell'Ottocento Gaetano Moroni nel suo Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica riporta l'informazione che a Marino era presente un ospedale per gli ammalati. Negli anni trenta del XX secolo, con congrue offerte di alcuni marinesi emigrati in America, venne aperto un nuovo ospedale, collocato fino agli anni cinquanta in Piazza Matteotti, e poi spostato nella attuale moderna struttura che ne fa uno dei principali poli ospedalieri della provincia di Roma.
Dal 2005 si è parlato inizialmente di voler chiudere l'Ospedale di Marino, per motivi di economia, poi di volerlo depotenziare, quindi di unire la Ginecologia del "San Sebastiano" di Frascati a Marino, spostando tutto il reparto a Marino, e di spostare viceversa il Pronto Soccorso di Marino a Frascati, ipotesi queste che non ha ottenuto consensi. Allo stato attuale le autorità competenti hanno assicurato che verrà mantenuto lo statu quo.
[modifica] Turismo
Il turismo a Marino si concentra soprattutto nel periodo della Sagra dell'Uva, che attira ogni anno grandi moltitudini di persone. Sono almeno cinque le strutture ricettive presenti sul territorio comunale, di cui un Ostello della Gioventù.
Nel 2000 anche il comune di Marino partecipò allo smistamento dei pellegrini dell'anno giubilare, mentre nel 1990 lo Stadio Comunale e la cittadina furono al centro dell'attenzione nazionale per via del ritiro della Nazionale Italiana di Calcio per i Mondiali Italia 1990.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
Nell'anno 2007 il Comune di Marino è stato fra i comuni insigniti della Targa Blu 2007 per la sicurezza delle strade[220].
Il territorio del comune di Marino è attraversato da due strade statali:
- Strada Statale 7 Via Appia; storica arteria di comunicazione tra Roma e il Sud Italia, che ricalca a partire dall'incrocio di Frattocchie il tracciato della via Appia Antica. Lungo questa strada sono situate le frazioni di Santa Maria delle Mole, Cava dei Selci e Frattocchie.
- Strada Statale 140 del Lago di Albano, o del Lago Olimpico, che inizia dall'incrocio di Due Santi al chilometro 21.5 della Via Appia, che tramite questa statale è collegata a Castel Gandolfo e al Lago Albano. Il tronco per il Lago Albano è stato realizzato nel 1960, in occasione delle Olimpiadi di Roma. Questa strada è tilizzata dal Papa nei suoi spostamenti in automobile tra il Vaticano e il Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo.
Il territorio del comune di Marino è attraversato da una sola strada regionale, la Strada Regionale 207 Nettunense, ex-strada statale la cui gestione è stata devoluta nel 2001 alla Regione Lazio. Questa strada inizia dall'incrocio di Frattocchie, e prosegue verso Anzio e Nettuno attraversando le località di Frattocchie e Castelluccia. La Via Nettunense è stata identificata come una delle strade più pericolose d'Italia.[221]
La Regione Lazio e l'ANAS stanno occupandosi della progettazione del Nodo Squarciarelli, una strada che dovrebbe congiungere i comuni di Marino, Rocca di Papa, Grottaferrata e Frascati ovviando all'intasamento dell'incrocio di Squarciarelli, in comune di Grottaferrata.
| Per approfondire, vedi la voce Strade provinciali di Marino. |
[modifica] Ferrovie
Linee ferroviarie regionali extra-urbane
Il territorio di Marino è attraversato da due linee ferroviarie, appartenenti alla FR4 (ferrovia regionale del Lazio):
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- Ferrovia Roma-Albano; costruita a partire dal 1881 su decreto di Umberto I di Savoia, venne inaugurata nel 1889, fino al 1927 prseguiva verso Cecchina e Nettuno. Lunga globalmente 28.41 chilometri, attraversa il comune di Marino servendolo con la stazione omonima; assicura un collegamento con i comuni di Ciampino, Castel Gandolfo e Albano Laziale.
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- Ferrovia Roma-Velletri; inaugurata da papa Pio IX nel 1863, è stata la terza linea ferroviaria dello Stato Pontificio, e fino al 1892 proseguiva verso Valmontone e Napoli. Lunga globalmente 41.01 chilometri, attraversa il comune di Marino servendolo con la stazione di Santa Maria delle Mole; assicura un collegamento con i comuni di Ciampino, Castel Gandolfo, Albano Laziale, Ariccia, Genzano di Roma, Lanuvio e Velletri.
Sul territorio comunale sono presenti due gallerie ferroviarie, entrambe sulla ferrovia Roma-Albano:
- Galleria di Colle Cimino, lunga 220 metri;
- Galleria di Marino, lunga 315 metri,è la seconda galleria per lunghezza delle quattro gallerie della ferrovia Roma-Albano.
Durante la seconda guerra mondiale le due gallerie accolsero numerosi sfollati in fuga dai bombardamenti aerei alleati.
Inoltre la ferrovia Roma-Albano dopo la Galleria di Colle Cimino passa sul Ponte dei Sei Archi, semplicemente detto "de i Sei Archi de Marino", un grande ponte ferroviario a sei arcate che attraversa la Valle dei Morti.
Linee tramviarie extra-urbane
| Per approfondire, vedi la voce Tramvie dei Castelli Romani. |
Dal 1856 l'allora frazione di Ciampino era collegata a Roma per via ferroviaria. Nel 1880 il Comune di Marino decise di realizzare un collegamento tra Marino e Ciampino, e quindi a Roma: nacque così la linea Portonaccio-Marino, più una tramvia a vapore che una vera e propria ferrovia. Realizzata a dispetto del forte dislivello del terreno, il funzionamento di questa linea era spesso ostacolato dall'asperità del tracciato. La stazione era situata fuori Marino, lungo la via Castrimeniense. Nel 1881 iniziò la costruzione della ferrovia Roma-Albano, completata nel 1889: l'entrata in funzione di questa linea sancì la definitiva fine della Portonaccio-Marino.
La progettazione di una vera tramvia per i Castelli Romani iniziò nel 1901: tuttavia il primo tronco delle gloriose Tramvie dei Castelli Romani fu inaugurato solo il 19 febbraio 1906 ed era la tratta Roma-Grottaferrata-Frascati; nell'aprile 1906 venne aperto il tronco Grottaferrata-Marino-Castel Gandolfo-Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma e nell'ottobre la funicolare Grottaferrata-Valle Oscura-Rocca di Papa. La linea tramviaria percorreva lo stesso tracciato attualmente percorso dagli autobus COTRAL, ovvero la Strada Statale 216 Maremmana III, che nel tratto urbano si chiamavano corso Vittoria Colonna, come oggi, e piazza XXIV Ottobre, oggi Giacomo Matteotti. Il 4 marzo 1912 venne aperto il collegamento Roma-Albano Laziale, che seguiva la Strada Statale 7 Via Appia lambendo la frazione Frattocchie. La STFER, società che gestiva le tramvie castellane, collocò un deposito ai confini con Grottaferrata, località San Giuseppe-Colonnelle. Dopo la seconda guerra mondiale, iniziò lo smantellamento della Tramvie dei Castelli Romani: il 4 agosto 1954 chiuse la tratta Marino-Albano Laziale; il 15 dicembre 1963 la Marino-Grottaferrata e infine, il 3 gennaio 1965, venne effettuata l'ultima corsa della Roma-Albano Laziale.
| « Sia benedetto er giorno e quer momento e benedetta sia la società che t'ha portato; mo' st'allacciamento fra sti paesi è na comodità. Marino, Arbano e tutti li Castelli stanno attaccati come li fratelli. » |
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(Augusto Crollari, Er Tranve de li Castelli Romani (1906).)
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[modifica] Aeroporti
| Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Roma-Ciampino. |
Fino al 1974, data del riconoscimento dell'autonomia amministrativa del comune di Ciampino, l'aeroporto di Roma-Ciampino ricadeva in parte nel territorio marinese. Oggi non è più così, tuttavia esistono alcuni problemi legati all'inquinamento proveniente dall'aeroporto che pesano anche sul territorio marinese, specialmente sulle frazioni di Santa Maria delle Mole e Cava dei Selci.
L'Aeroporto Internazionale "Giovan Battista Pastine" di Roma-Ciampino , è frequentato da 5.401.475 passeggeri l'anno[222] che viaggiano su 138 voli giornalieri gestiti da cinque compagnie low-cost, in un periodo operativo che va dalle quattro del mattino alle 24 di notte, 365 giorni l'anno.[223] Dal 2001 al 2006 si è registrato un incremento del 600% nel numero di voli, e dal 2006 al 2007 del 9.24%.[224]
Nel giugno 2005 i cittadini di Ciampino, del municipio X di Roma e di Santa Maria delle Mole hanno deciso di costituirsi nel "Comitato Aeroporto di Ciampino - per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto", che richiede il ritorno al numero di voli ed alle tipologie di aeromobili del 2001, l'immediato blocco dei voli e delle attività notturne dell'aeroporto, l'applicazione di rigide procedure antirumore e di sicurezza per i voli, la messa in opera immediata delle centraline antirumore asservite al radar, la messa in opera immediata delle centraline per la rilevazione dell'inquinamento dell'aria, la messa in opera immediata di barriere e dispositivi anti-rumore per proteggere la popolazione e l'adozione di adeguate procedure per garantire la sicurezza dei cittadini.[225]
Il "Comitato Aeroporto di Ciampino" ha preparato un modello di lettera di protesta contro l'aeroporto da spedire al sindaco di Marino e al prefetto di Roma[226]: in quella si evidenzia come nel territorio della II Circoscrizione di Marino (Santa Maria delle Mole-Cava dei Selci) il limite di 50 µg di PM10 stabilito dal D.L. n° 60 2 aprile 2002 sia costantemente superato: si passa da un minimo di 53.67 µg/m3 in via Pietro Maroncelli ad un massimo di 178.97 µg/m3 in via Niccolò Tomasseo. Il Comune di Marino, sia l'Amministrazione di centrodestra[227] che l'opposizione di centrosinistra[228], si è schierato immediatamente assieme al Comitato, e dal 1 novembre 2007 si è arrivati ad un accordo che sposta 38 voli sull'Aeroporto di Roma-Fiumicino.[229]
[modifica] Mobilità urbana
La COTRAL, compagnia regionalizzata dei trasporti pubblici, assicura numerose corse extra-urbane nei Castelli e di collegamento con Roma; fra queste, menzioniamo:
- Linea Intercastellare (TVL2) Frascati-Grottaferrata-Marino-Castel Gandolfo-Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma-Velletri;
- Direttrice Anagnina (S3) Grottaferrata-Marino-Frascati-Rocca di Papa;
- Direttrice Appia (T1 - T2) Marino (Santa Maria delle Mole)-Castel Gandolfo (Ercolano)-Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma-Velletri;
- Direttrice Nettunense (T2) Marino (Frattocchie)-Castel Gandolfo (Pavona)-Albano Laziale (Cecchina).
Il trasporto pubblico su gomma è assicurato anche dalla ditta privata Schiaffini Travel, che in accordo con il Comune di Marino garantisce cinque linee circolari[230]:
- Linea 1 Marino centro - Castelluccia - Santa Maria delle Mole - Cava dei Selci - Frattocchie - Marino centro;
- Linea 2 Marino centro - Frattocchie - Cava dei Selci - Santa Maria delle Mole - Castelluccia - Marino centro;
- Linea 3 Marino centro - Stazione di Marino Laziale - Marino centro;
- Linea 4 Frattocchie - Stazione di Ciampino - Frattocchie;
- Linea P Cave di Peperino - Marino centro - Cave di Peperino;
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Adriano Palozzi (Il Popolo della Libertà) dal 13/06/2006 (1º mandato)
Centralino del comune: 06 936621
Posta elettronica: urp@comune.marino.rm.it
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Per approfondire, vedi le voci Signorie a Marino e Sindaci di Marino. |
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1996 | 2000 | Rosa Perrone | Centrosinistra | Sindaco |
| 2000 | 2002 | Fabio Desideri | Centrodestra | Sindaco |
| 2002 | 2003 | dott. Fausto Gianni | Commissario prefettizio |
| 2003 | 2005 | Ugo Onorati | Centrosinistra | Sindaco |
| 2005 | 2006 | dott. Ferdinando Santoriello | Commissario prefettizio |
| 2006 | in carica | Adriano Palozzi | Centrodestra | Sindaco |
[modifica] Altre informazioni amministrative
Il territorio comunale è stato suddiviso dal 1992 in tre circoscrizioni di decentramento comunale[231]:
| Presidenti di circoscrizione | |
| I Circoscrizione (Marino centro) | Giorgio Moretti (Il Popolo delle Libertà) |
| II Circoscrizione (Santa Maria delle Mole - Cava dei Selci) | Massimo Riitano (Partito Democratico) |
| III Circoscrizione (Frattocchie - Due Santi - Castelluccia) | Mario Biancucci (lista civica di centro-destra) |
| Per approfondire, vedi la voce Circoscrizioni di Marino. |
I cittadini aventi diritto di voto nel comune di Marino al 2008 sono in numero di 29.687, di cui 14.326 uomini e 15.361 donne. I votanti effettivi in occasione del ballottaggio delle elezioni amministrative provinciali del 27-28 maggio 2008 sono risultati alle ore 15 del 28 maggio solo 13.954, ovvero il 47% degli aventi diritto.[232] Al primo turno della stessa tornata elettorale (13-14 aprile 2008) i votanti erano risultati essere alle ore 15 del 14 aprile in numero di 24.203, ovvero l'81% degli iscritti alle liste.[233] Alle elezioni europee del 2009 l'affluenza è stata del 60.67%, inferiore rispetto alla media nazionale.[234] Il comune di Marino è anche ripartito in 31 sezioni elettorali.
| Risultati delle elezioni amministrative comunali 26-27 maggio 2006[235] | ||
| Partito | Voti | Seggi in Consiglio comunale |
|---|---|---|
| La Margherita | 2379 | 3 |
| Lista Civica "Adriano Palozzi Sindaco" (Centro-destra) | 2077 | 5 |
| Democratici di Sinistra | 2007 | 2 |
| Forza Italia | 1986 | 5 |
| Alleanza Nazionale | 1792 | 5 |
| Lista Civica "Ugo Onorati Sindaco" (Centro-sinistra) | 1511 | 1 |
| Unione Democratica di Centro | 1059 | 2 |
| Lista Civica "Sandro Coloni Sindaco" (Centro-sinistra) | 891 | 1 |
| Rifondazione Comunista | 735 | 0 |
| La Rosa Nel Pugno | 504 | 0 |
| Lista Civica "Costruiamo il Decentramento" (Centro-destra) | 494 | 1 |
| Comunisti Italiani | 367 | 0 |
| Verdi | 230 | 0 |
| Partito Repubblicano Italiano | 166 | 0 |
| Risultati delle elezioni politiche 13-14 aprile 2008 (Camera dei Deputati)[236] | ||
| Partito | Percentuale | Voti |
|---|---|---|
| Il Popolo delle Libertà | 44.3 | 10.365 |
| Partito Democratico | 37.1 | 8679 |
| Italia dei Valori | 4.6 | 1072 |
| La Destra - Fiamma Tricolore | 3.9 | 909 |
| Unione di Centro | 3.8 | 877 |
| La Sinistra - l'Arcobaleno | 2.6 | 598 |
| Risultati delle elezioni politiche 13-14 aprile 2008 (Senato della Repubblica)[237] | ||
| Partito | Percentuale | Voti |
|---|---|---|
| Il Popolo delle Libertà | 44.8 | 9553 |
| Partito Democratico | 37.0 | 7901 |
| Italia dei Valori | 4.8 | 1019 |
| La Destra - Fiamma Tricolore | 3.5 | 753 |
| Unione di Centro | 3.9 | 830 |
| La Sinistra - l'Arcobaleno | 2.6 | 565 |
| Risultati delle elezioni amministrative provinciali 13-14 aprile 2008[233] | ||
| Partito | Percentuale | Voti |
|---|---|---|
| Alfredo Antoniozzi (Il Popolo delle Libertà + Movimento per le Autonomie) | 44.8 | 10.398 (+ 138 solo al candidato) |
| Nicola Zingaretti (Partito Democratico + Radicali Italiani + Italia dei Valori + La Sinistra - l'Arcobaleno) | 41.8 | 9696 (+ 354 solo al candidato) |
| Teodoro Buontempo (La Destra - Fiamma Tricolore) | 4.1 | 972 (+ 40 solo al candidato) |
| Armando Dionisi (Unione di Centro) | 3.6 | 839 (+ 14 solo al candidato) |
| Umberto Nardinocchi (Lista dei Grilli Parlanti) | 1.5 | 350 (+ 9 solo al candidato) |
| Marco Mattei (La Rosa Bianca) | 1.1 | 263 (+ 21 solo al candidato) |
| Risultati delle elezioni europee 6-7 giugno 2009[234] | ||
| Partito | Percentuale | Voti |
|---|---|---|
| Il Popolo delle Libertà | 45.8 | 8004 |
| Partito Democratico | 27.0 | 4729 |
| Italia dei Valori | 8.8 | 1539 |
| Unione di Centro | 4.6 | 811 |
| Rifondazione Comunista + Partito dei Comunisti Italiani | 3.3 | 587 |
| Sinistra e Libertà | 3.2 | 572 |
| Lista Emma Bonino | 477 | 2.7 |
[modifica] Gemellaggi
Anderlecht, Belgio
Assisi, Italia
Boulogne-Billancourt, Francia[39] (1968)
Ischia, Italia[39]
Irving (Texas), Stati Uniti d'America[39] (1989[238])
Nafpaktos, Grecia[39] (2004[239])
Distretto Neukölln (Berlino), Germania[39] (1980[240][241])
Paterna (Valencia), Spagna[39] (1985[242])
Zaanstad, Olanda (1980[240])
[modifica] Sport
[modifica] Calcio
Le principali squadre calcistiche del territorio comunale sono l'Associazione Sportiva Marino Calcio, l'Associazione Sportiva Dilettantistica Pro Marino Calcio, l'Associazione Sportiva Nuova Santa Maria delle Mole e l'Associazione Sportiva Dilettantistica Cava dei Selci 1997.[33]
L'Associazione Sportiva Marino Calcio ha come colori sociali il blu ed il bianco dello stemma comunale, e la prima squadra disputa il campionato 2008/2009 in Promozione,[243] dopo aver superato i play-off dalla Prima Categoria nel 2007/2008.
Il Nuova Santa Maria delle Mole[244], rappresentativa della frazione di Santa Maria delle Mole, è stato fondato nel 1978 sulle ceneri di una società pre-esistente già negli anni Cinquanta, ed ha i colori sociali azzurro e bianco. Milita nel campionato 2008/2009 di Promozione,[243] categoria nella quale è arrivato nel 2002/2003, dopo aver vinto il campionato di Prima Categoria e la Coppa Italia Dilettanti Prima Categoria.
Il Pro Marino Calcio invece nel campionato corrente 2008/2009 gioca in Prima Categoria,[243] vestendo i colori sociali giallo e blu.
L'Associazione Sportiva Cava dei Selci è stata fondata nel 1978 presso la frazione di Cava dei Selci, ma venne in seguito sciolta e solo nel 1997 è rinata l'attuale Associazione Sportiva Dilettantistica Cava dei Selci 1997[245], con sede nello stesso campo comunale di via Marsala. I colori sociali del Cava del Selci sono bianco e verde. La prima squadra milita in Prima Categoria nel corrente campionato 2008/2009. Nella stagione sportiva 2008/2009 si è aggiudicata il titolo COPPA LAZIO Prima Categoria che vale l'accesso al campionato di Promozione. [243]
[modifica] Calcio a 5
L'Associazione Sportiva Pro Marino Calcio a 5, squadra rappresentativa del comune, vinse nel 1986/1987 il titolo di Campione d'Italia nella Serie A del Campionato Italiano di calcio a 5. Arrivò invece secondo nel 1984/1985 e nel 1989/1990.
[modifica] Pallacanestro
Il Consorzio Pallacanestro Marino[246] è un'associazione sportiva fondata nel 2003 che raggruppa quattro vecchie società cestistiche marinesi, ovvero la Pallacanestro Virtus Marino, la Basket Boville, il Gruppo Sportivo Dilettantistico Pallacanestro Marino e l'Olimpia Marino. Attualmente, la prima squadra maschile disputa la serie C regionale, e le squadre giovanili disputano tutte i tornei regionali o provinciali.
Il Gruppo Sportivo Pallacanestro Marino è stato una storica società cestistica marinese, fondata negli anni settanta del Novecento nella frazione di Santa Maria delle Mole, dove operava anche la Basket Boville, la cui prima squadra maschile milita nel campionato regionale maschile di Promozione. Per quanto riguarda la Virtus Marino, con sede nel centro storico di Marino, la prima squadra maschile vinse nel 2000/2001 il titolo regionale Allievi del CSI piazzandosi in seguito seconda nell'anno 2006/2007, mentre la prima squadra femminile ha vinto il titolo regionale Allieve ben due volte, nel 2000/2001 e nel 2001/2002.
[modifica] Pallavolo
Marino è rappresentata nella Pallavolo dalla A.S. Marino Pallavolo. Questa squadra nasce nel 1980 e tra alterne vicende oggi è arrivata alla Serie Regionale C per la squadra Maschile e ai Tornei Provinciali di Prima Divisione per quella Femminile.
[modifica] Nuoto
In territorio comunale, località Santa Maria delle Mole, è presente una Scuola di nuoto federale del CONI, la Green House, che include un vasto centro sportivo.
[modifica] Canoa
Già agli inizi del XX secolo erano attivi gruppi di canottaggio presso il Lago Albano[247].
Nel marzo del 2003 è stata creata la A.S.D. MarinoDragons che ha la sua base operativa al Lago Albano presso il circolo A.I.S.A. Sport.
[modifica] Impianti sportivi
Palazzetti dello Sport
| Per approfondire, vedi la voce Palaghiaccio di Marino. |
- Palazzetto dello Sport di Cava dei Selci (Cava dei Selci);
- Palaghiaccio di Marino (Cava dei Selci).
Campi di calcio
| Per approfondire, vedi la voce Stadio Comunale Domenico Fiore. |
- Stadio Comunale Domenico Fiore (Marino centro);
- Campo Comunale "Attilio Ferraris" (Santa Maria delle Mole);
- Campo di via Marsala (Cava dei Selci).
Campi di calcio a 5
- Campo "Don Mario Negroni" (Oratorio Parrocchiale San Barnaba) (Marino centro);
- Campo di Villa Desideri (Marino centro);
- Campo di Santa Maria delle Grazie (Marino centro);
- Campo di Cave di Peperino (Marino centro);
- Campo dell'Archibugio (Frattocchie);
- Campi dell'A. S. Blu 3000 (Santa Maria delle Mole).
Palestre comunali[248]
- Palestra Comunale dell'Istituto Comprensivo "Giacomo Carissimi" (Marino centro);
- Palestra Comunale dell'Istituto Statale d'Arte Paolo Mercuri (Marino centro);
- Palestra Comunale dell'Istituto Comprensivo "Marcantonio Colonna" (Marino centro);
- Palestra Comunale di via Appia km 18 (Cava dei Selci);
- Palestra Comunale della Scuola Media Statale "Antonio Vivaldi" (Santa Maria delle Mole);
- Palestra Comunale della Scuola Media Statale "Primo Levi" (Santa Maria delle Mole);
- Palestra Comunale della Scuola Media Statale "Giuseppe Verdi" (Santa Maria delle Mole).
Campi di pallavolo, pallamano, pallapugno e pallacanestro
- Campo di Cave di Peperino (Marino centro);
- Campo dell'Oratorio San Barnaba (Marino centro);
- Campo di Cava dei Selci (Cava dei Selci);
- Campo dell'A.S. Blu 3000 (Santa Maria delle Mole).
- Piscina dell'A. S. Blu 3000 (Santa Maria delle Mole);
[modifica] Galleria fotografica
|
Mappa di Marino dal Catasto Gregoriano (1815). |
Veduta di Marino al tramonto da Villa Desideri. |
||
|
Torrione dell'antica Rocca Frangipane inglobato in Palazzo Matteotti. |
|||
|
Un vicolo del rione Castelletto. |
L'abside della Chiesa della Santissima Trinità. |
Campagna marinese in prossimità di Frattocchie. |
[modifica] Note
- ^ Dizionario di ortografia e pronunzia URL consultato il 21-06-2009
- ^ Motu proprio In institutoque Romanorum Pontificum (3 luglio 1835)
- ^ Dati ISTAT 30-06-2008 URL consultato il 21-06-2009
- ^ Nicola Ratti, Storia di Genzano, con note e documenti, cap. VI p. 54.
- ^ Ugo Onorati, op. cit., p. 1.
- ^ Nel 1833 invece il territorio di Marino era di 1932 rubbia, cioè 35.71 km2, dato che includeva anche Ciampino. Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, XLIII, 39.
- ^ Carta Geologica d'Italia, foglio 150 (Roma), edizione 1967.
- ^
« Manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocrati, ultrafenici, pirosseniti biotiche, più enoliti di cave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione v7). » (Carta Geologica d'Italia, foglio 150.) - ^ Stazione meteorologica di Ariccia, Ariccia, località Catena, 470 m s.l.m.
- ^ Mariano Apa, Il tempio di Santa Maria della Rotonda, Albano Laziale, 1972, p. 40.
- ^ Pino Chiarucci, La Civiltà Laziale e gli insediamenti albani in particolare, in Pino Chiarucci (a cura di), Il Lazio Antico - Corso di Archeologia tenutosi presso il Museo Civico di Albano 1982-1983, p. 40.
- ^ Pino Chiarucci, La Civiltà Laziale e gli insediamenti albani in particolare, in Pino Chiarucci (a cura di), Il Lazio Antico - Corso di Archeologia tenutosi presso il Museo Civico di Albano 1982-1983, p. 36.
- ^ Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della mappa de' dintorni di Roma - Mugilla, pp. 387-388.
- ^ Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della mappa de' dintorni di Roma - Bovillae, pp. 302-313; Giovanni Maria De Rossi, Bovillae e il suo territorio, in Pino Chiarucci (a cura di), Il Lazio Antico - Corso di Archeologia tenutosi presso il Museo Civico di Albano 1982-1983, pp. 113-124.
- ^ Girolamo Torquati, Studi storico-archeologici sulla città e sul territorio di Marino, capp. II-III-IV.
- ^ MIBAC - Ministero per i Beni Ambientali e Culturali
- ^ Claudio Bedetti, Il mitreo di Marino.
- ^ Mariano Apa, Santa Maria della Rotonda in Albano Laziale - Storia ed affreschi, 1981, p. 15.
- ^ Raimondo Del Nero, La Diocesi Suburbicaria Tuscolana - dalle origini al XIII secolo, pp. 6-7.
- ^ Giuseppe Ciaffei, Profilo storico di Monte Compatri, p. 31.
- ^ Antonia Lucarelli, Jacopa de' Settesoli castellana di Marino, in Memorie marinesi, pp. 16-17.
- ^ Giuseppe Tomassetti, La Campagna Romana antica, medioevale e moderna, p. 198.
- ^ Ferdinando Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medioevo, libro IV.
- ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Marino, vol. XLII, p. 43.
- ^ Anonimo Romano, Cronica, cap. XXVII.
- ^ Nicola Ratti, Storia di Genzano, con note e documenti, Appendice VI.
- ^ Ugo Onorati, Storia e storie della Sagra dell'Uva, p. 38.
- ^ Ferdinando Gregorovius, op. cit., lib. VIII p. 256.
- ^ a b c Giuseppe Tomassetti, op. cit., vol. IV pp. 191-195.
- ^ a b Anonimo Romano, Cronica, cap. XVIII - "Delli granni fatti li quali fece Cola de Rienzi, lo quale fu tribuno de Roma augusto" URL consultato il 11-04-2009
- ^ Ferdinando Gregorovius, op. cit., lib. X p. 156.
- ^ Ferdinando Gregorovius, op. cit., lib. X p. 347.
- ^ a b c d e f Giuseppe Tomassetti, op. cit., vol. IV pp. 195-206.
- ^ Ferdinando Gregorovius, op. cit., libro XIII cap. V p. 488.
- ^ Giuseppe Tomassetti, op. cit., vol. IV pp. 206-212.
- ^ Ferdinando Gregorovius, op. cit., libro XIV cap. VI p. 488.
- ^ Giuseppe Tomassetti, op. cit., vol. IV pp. 212-216.
- ^ a b c Giuseppe Tomassetti, op. cit., vol. IV pp. 219-221
- ^ a b c d e f g h i j Mara Montagnani, Il Palazzo Colonna di Marino, in Castelli Romani anno XL n° 2, p. 43.
- ^ Vittorio Rufo, op. cit., p. 182.
- ^ a b Raimondo Del Nero, op. cit., p. 73.
- ^ Raimondo Del Nero, op. cit., pp. 85-86.
- ^ Raimondo Del Nero, op. cit., p. 86.
- ^ a b Raimondo Del Nero, op. cit., p. 91.
- ^ Raimondo Del Nero, op. cit., p. 97.
- ^ Raimondo Del Nero, op. cit., p. 86.
- ^ Raimondo Del Nero, op. cit., p. 86.
- ^ a b c d e Luigi Devotipp. 36-38, op. cit., cidDevotimarino.
- ^ Vittorio Rufo, op. cit., p. 203.
- ^ Vittorio Rufo, op. cit., p. 155.
- ^ Vittorio Rufo, op. cit., p. 101.
- ^ Vittorio Rufo, op. cit., p. 179.
- ^ Vittorio Rufo, op. cit., p. 95.
- ^ Vittorio Rufo, op. cit., p. 205.
- ^ a b c d e f Vittorio Rufo, op. cit., pp. 203-209.
- ^ a b Paolo Marazzi Scultore - Opere monumentali
- ^ a b c d e Pro Loco Boville, Pianta ed immagini di Boville - XXVII secoli di storia.
- ^ a b Vittorio Rufo, op. cit., pp. 88-89.
- ^ Athanasius Kircher, Latium. Id est, nove e parallela Latii tum vereteris tum novi descriptio, libro II parte II cap. VII p. 81.
- ^ Pino Chiarucci, La Civiltà Laziale e gli insediamenti albani in particolare, in Pino Chiarucci (a cura di), Il Lazio Antico - Corso di Archeologia tenutosi presso il Museo Civico di Albano 1982-1983, p. 36.
- ^ Giuseppe Tomassetti, op. cit., vol. IV p. 176.
- ^ Antonio Nibby, op. cit., vol. II pp. 387-388.
- ^ Legambiente Appia - Petizione "Salviamo Mugillae" URL consultato il 21-06-2009
- ^ a b c Raimondo Del Nero, op. cit., p. 75.
- ^ Girolamo Torquati, op. cit., vol. II pp. 185-186.
- ^ Alessandro Bedetti, op. cit., p. 17.
- ^ Alessandro Bedetti, op. cit., p. 18.
- ^ Alessandro Bedetti, op. cit., p. 16.
- ^ Ugo Onorati, Brevi note sull'antico museo civico di Marino, in Giovanna Cappelli, La raccolta archeologica di Palazzo Colonna a Marino, p. 8.
- ^ Parco Regionale dei Castelli Romani URL consultato il 21-06-2009
- ^ Estensione del Parco dei Castelli Romani ai sensi della L.R. 13-01-1984 URL consultato il 21-06-2009
- ^ Estensione del Parco dei Castelli Romani ai sensi della L.R. 28-11-1984 URL consultato il 21-06-2009
- ^ Carta del Parco - Confini del Parco, aree contigue e confini comunali (2003) - 1:10000 - Tavola 4 URL consultato il 21-06-2009
- ^ Parco dell'Appia Antica URL consultato il 21-06-2009
- ^ Istituto Comprensivo Massimo d'Azeglio - Il bosco di Marino: denominazione e delimitazione dell'area
- ^ Associazioni Ecologica Ambientale Latium Volcano - Il Bosco Ferentano
- ^ a b Parco Regionale dei Castelli Romani, L'ambiente naturale del Parco Regionale dei Castelli Romani, pp. 16-17.
- ^ Tram e trasporto pubblico a Roma - Il declino e la fine della rete dei Castelli URL consultato il 21-06-2009
- ^ Comune di Marino - Cava dei Selci: al via i lavori per la tangenziale. De Santis "Addio ingorghi nel centro abitato". (29-01-2009) URL consultato il 21-06-2009
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- ^ a b c Dati ISTAT (1991-2001) URL consultato il 21-03-2009
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- ^ Tutte le palestre comunali di seguito indicate sono attrezzate per lo svolgimento di partite di pallavolo, pallamano, pallapugno e pallacanestro.
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