Polemikò Naftikò

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Marina Greca)
Polemikò Naftikò
Πολεμικό Ναυτικό
Stemma della Marina Greca
Stemma della Marina Greca
Descrizione generale
Attiva 1828
Nazione Grecia Grecia
Alleanza Natoflag.gif NATO
Servizio attiva
Tipo Marina militare
Dimensione oltre 30000
Patrono San Nicola
Motto "Μέγα το της Θαλάσσης Κράτος"
"Grande è la nazione che ha il controllo del mare"
Battaglie/guerre Guerra d'indipendenza greca
Prima guerra balcanica
Seconda guerra balcanica
prima guerra mondiale
seconda guerra mondiale
Crisi turco-cipriota
Comandanti
Comandanti degni di nota Andreas Miaoulis
Pavlos Kountouriotis
Simboli
Bandiera di bompresso Naval Jack of Greece.svg

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Polemikò Naftikò (in greco moderno: Πολεμικό Ναυτικό, abbreviato ΠΝ - PN) è la designazione ufficiale della Marina da guerra greca. Essa trae le sue radici nelle forze navali delle isole egee che combatterono contro l'Impero ottomano per l'indipendenza greca. La precedente denominazione, durante il periodo in cui la Grecia è stata una monarchia (1833-1924 e 19361973), era Marina Reale (Βασιλικόν Ναυτικόν, Vasilikòn Naftikòn, abbreviato ΒΝ).

Il motto della Marina greca è «Μέγα το της Θαλάσσης Κράτος» (traducibile come Grande è la nazione che ha il controllo del mare), adattata da una frase di un'orazione di Pericle durante la Guerra del Peloponneso (μέγα γὰρ τὸ τῆς θαλάσσης κράτος), riportata da Tucidide nella omonima opera storica (I, 143.5).[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Un dipinto raffigurante la Averof alla battaglia di Elli

Le origini della marineria militare greca sono tra le più antiche del mondo risalendo alla storia delle città-Stato greche. Dopo che la Grecia perse la sua indipendenza, e fino alla riconquista della stessa iniziata il 25 marzo 1821, allo scoppio della Guerra d'indipendenza greca, non vi fu più una marina da guerra greca; in quella circostanza, Laskarina Bouboulina innalzò sul pennone dell'Agamennone, la nave da guerra più grande degli indipendentisti terminata nel 1820, la bandiera greca, ricalcata sul modello di quella della dinastia imperiale bizantina dei Comneni assumendone il comando; il 15 aprile il popolo dell'isola si ribellò, scacciando gli ottomani e costituendo una forza navale con imbarcazioni provenienti da altre isole greche. La comandante greca, raccolta una squadra navale di otto navi, navigò fino a Nauplia, operando intorno alla città un blocco navale che condusse la fortezza alla resa il 28 ottobre 1822[2]. Successivamente, Bouboulina prese parte al blocco navale e alla caduta delle piazzeforti di Monemvasia e Pilo; l'Agamennone venne donato al governo rivoluzionario greco, che la ribattezzò Spetsai, per continuare la lotta, divenendo il vascello di punta della Marina greca. Purtroppo fu incendiato nel corso della guerra civile, sorta tra il 1831 e il 1833, dal patriota Andreas Miaoulis, nel porto di Poros, insieme alla fregata Hellas e la corvetta Hydras. Alla Bouboulina è dedicata la fregata Bouboulina della classe Kortenaer.

Guerre balcaniche[modifica | modifica sorgente]

Altra tappa storica fu la battaglia di Elli, della prima guerra balcanica combattuta nel Mar Mediterraneo al largo di Elli il 16 dicembre 1912[3] tra unità della Regia Marina Ellenica contro unità della Marina ottomana (Osmanlı Donanması). I greci potevano contare sul nuovo incrociatore corazzato Georgios Averof, incrociatore corazzato della classe Pisa e nave ammiraglia greca, sul quale il contrammiraglio Pavlos Kountouriotis aveva issato la sua insegna di comando, e su tre vecchie corazzate della classe Hydra da 4.000 tonnellate di dislocamento[4]. Per contro i turchi potevano contare principalmente su due vecchie corazzate da 10.000 t. di dislocamento della classe Brandenburg armate con quattro cannoni da 280mm in torri binate, costruite in Germania e con un passato servizio nella Kaiserliche Marine, ma irrimediabilmente antiquate all'epoca[5]. Le due navi, già Kurfürst Friedrich Wilhelm e Weissenburg, ora avevano i nomi di due famosi ammiragli turchi del passato, Hayreddin Barbarossa e Turgut Reis, ossia Dragut (che aveva diretto l'assedio di Malta del 1565).

La flotta greca al Falirion nell'ottobre 1912, pronta per partire per le guerre balcaniche.

Il 16 dicembre 1912, la flotta ottomana uscì dai Dardanelli nel tentativo di forzare il blocco nemico, scontrandosi con una squadra navale greca comandata dal contrammiraglio Kountouriotis che attaccò e mise in fuga la flotta ottomana; in particolare la Georgios Averof attaccò da sola lasciando indietro le tre vecchie corazzate Hydra, Spetsai e Psara dopo aver segnalato l'ordine di azione indipendente, attaccando prima l'ammiraglia turca Hayreddin Barbarossa e poi la sua gemella Turgut Reis ed obbligando i turchi a ritirarsi[5], visto anche il sopraggiungere del resto della flotta greca. Le sue torri principali montavano cannoni da 234 mm (9,2")[6] che danneggiarono pesantemente la ammiraglia turca e colpirono anche l'altra corazzata presente. Nel mentre le tre Hydra raggiungevano la scena della battaglia ma la ritirata turca non permetteva loro di mettere a segno alcun colpo[4]. In seguito tre dei quattro cacciatorpediniere greci inseguirono la flotta turca in disordinata ritirata, ma senza esito. Da quel momento la squadra greca prese come base il porto di Mudros nell'isola di Lemno[4].

Un effetto della battaglia, alla quale seguì un mese dopo la battaglia di Lemno, fu quello di far ritirare la flotta turca all'interno dei Dardanelli, sotto la protezione dei forti, ma impossibilitata a scortare convogli di truppe di rinforzo alle armate che combattevano in Europa, contribuendo così alla sconfitta terrestre dell'Impero Ottomano.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nei primi mesi del 1914 per la Marina greca vennero ordinati in Gran Bretagna due incrociatori della classe Town di tipo Birkenhead, con i nomi Antinavarchos Kontouriotis (Αντιναύαρχος Κουντουριωτης, il viceammiraglio Pavlos Kountouriotis vincitore della battaglia di Elli) e Lambros Katsonis. Nei primi mesi del 1915, in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale, l'Ammmiragliato acquisì le navi, che entrarono in servizio per la fine dello stesso anno. Dopo la guerra le due navi vennero offerte alla marina greca che però ne rifiutò l'acquisto.

In seguito due navi greche sono state chiamate Elli in ricordo della battaglia: un incrociatore posamine affondato dagli italiani alla vigilia della campagna di Grecia nella quale la marina greca a causa della obsolescenza delle sue navi non poté giocare alcun ruolo attivo, e un incrociatore ceduto dall'Italia alla fine della seconda guerra mondiale, l'Eugenio di Savoia.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

La Averof rimase invece in servizio, attraversando le guerre balcaniche, la prima guerra mondiale, la guerra con la Turchia, la seconda guerra mondiale, fino al 1952, poi fino al 1983 fu usata come base per l'addestramento delle reclute. Infine si decise di trasformarla in nave museo, avendo vissuto praticamente quasi tutta la storia della marineria greca nel XX secolo, essendo ormai parte dell'immaginario della nazione, infatti con la sua azione si riuscì a conquistare all'impero ottomano molte isole dell'Egeo prossime alla costa Turca. La sua entrata nel porto di Costantinopoli è stata immortalata anche in alcuni famosi quadri. Durante la seconda guerra mondiale fu protagonista di una rocambolesca fuga contravvenendo agli ordini di autoaffondamento, prima verso Creta e poi proseguì verso l'Egitto dove divenne un importante punto d'incontro per il governo in esilio. Fece anche da scorta ai convogli alleati nell'oceano indiano. La nave è ancora iscritta nel registro delle unità attive come nave museo[7].

Dal 1950 al 2000[modifica | modifica sorgente]

Dopo la fine della seconda guerra mondiale la Grecia nel 1952 divenne parte della NATO[8] iniziando anche a cooperare con il suo nemico storico, la Turchia, con la quale arrivò comunque sull'orlo del confronto armato diretto, come durante le varie fasi che portarono alla divisione dell'isola di Cipro, nelle quali unità aeree e navali dei due paesi arrivarono in alcuni casi a contatto e con scontri armati. La marina greca ha comunque sempre perseguito una politica di espansione e rinnovamento, con un consistente aiuto da parte degli Stati Uniti, anche per poter onorare i suoi impegni nell'ambito NATO, e partecipa con sue unità alle forze congiunte come la Standing NATO Maritime Group 2[9] e la Standing NATO Response Force Mine Countermeasures Group 2[10]. Alcune unità come il cacciatorpediniere HS Kriezis (DD-217) hanno partecipato durante la prima guerra del Golfo a formazioni navali NATO come la Naval On-call Forces Mediterranean (il vecchio nome della SNMG2), Task Force 432, in occasione della esercitazione Deterrent Force 2/90[11], parte della Operazione Desert Shield.

Flotta[modifica | modifica sorgente]

Le fregate HS Spetsai, F-453 e HS Bouboulina, F-463, nella baia di Falirio nel 2008.

La Marina greca, come molte altre di paesi non molto abbienti e con un'industria cantieristica non eccessivamente sviluppata, si è basata ampiamente su navi di piccolo dislocamento e su unità di seconda mano ex-US Navy. Con tutto questo, alla fine degli anni ottanta aveva messo insieme una flotta di circa 130.000 Mg di naviglio militare, con una considerevole mole di mezzi navali, tra cui una ventina di sottomarini, motomissilistiche e fregate moderne che avrebbero reso molto difficile il compito di chiunque avesse cercato di invadere dal mare il proprio territorio, anche se si fosse trattato di un avversario superiore.

alla fine degli anni ottanta la Grecia aveva in servizio:

Sottomarini
Motocannoniere missilistiche/siluranti
  • 6 Classe La Combattante IIIb III con 4 MM.38 Exocet, 2 cannoni da 76, 4 da 30 e 2 siluri, in servizio dai primi anni ottanta
  • 4 Classe La Combattante III con 6 missili Penguin, in servizio da qualche anno prima, con lo stesso armamento per il resto (i 6 Penguin costano meno di 4 Exocet).
  • 4 Classe Combattante II in servizio dai primi anni settanta, con il caratteristico armamento di 4 missili Exocet, 4 cannoni in impianti binati da 35 mm, 2 siluri
Altro
  • 2 piccole unità con 4 missili SS-12 e 2 cannoni da 20 mm.
  • 4 siluranti ex-tedesche Classe Jaguar, 2 cannoni da 40/70 mm, 4 siluri da 533
  • 16 unità con cannoni da 20 o 40 mm.
  • 2 posamine con 8 cannoni da 40, 6 da 20 e 130 mine
  • 14 dragamine ex-statunitensi o belgi
  • 1 nave trasporto per operazioni anfibie
  • 13 navi da sbarco ex statunitensi
  • 6 navi logistiche di vario tipo.

Totale, 2 fregate missilistiche, 14 cacciatorpediniere di cui la metà ammodernati, 11 sommergibili di cui 3 ammodernati e 8 moderni, 14 motocannoniere missilistiche moderne, 2 vecchie e 4 motosiluranti, numerose navi logistiche, per la guerra di mine e da sbarco. Sebbene la maggior parte era di vecchio tipo, ex statunitense dell'ultimo conflitto mondiale, gli 8 sottomarini, 2 fregate e le 14 motocannoniere missilistiche moderne erano un indubbio deterrente, rafforzato dalle navi più vecchie e dalla configurazione della costa, ricca di nascondigli per navi di piccole dimensioni.

All'inizio degli anni novanta i greci ricevettero dagli Stati Uniti quattro cacciatorpediniere lanciamissili Classe Charles Adams che dismessi dalla US Navy nella Marina ellenica costituirono la Classe Kimon e che rimasero in servizio per un decennio e soprattutto nel corso del decennio venne avviato un consistente ammodernamento con l'entrata in servizio delle fregate di costruzione tedesca MEKO 200 HN e a partire dalla metà del decennio fino all'inizio del XXI secolo la Marina greca acquistò dall'Olanda otto fregate Kortenaer via via dismesse dalla Koninklijke Marine, formando con le due Elli entrate in servizio all'inizio degli anni ottanta una classe omogenea di unità navali.

Tra le navi ausiliarie, una nava da rifornimento Classe Etna di costruzione italiana.

Tra il naviglio minore acquisito negli ultimi anni sei motomissilistiche Tiger dismesse dalla Deutsche Marine costituiscono nella Marina ellenica la Classe La Combattante IIa, sostituendo le precedenti similari Combattante II.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EL) Address of Panos Kammenos, Deputy Minister for Mercantile Marine to the International Conference of Propeller Clubs, Ministero della Marina Mercantile Mercantile della Grecia, 4 ottobre 2007. URL consultato il 17 ottobre 2007.
  2. ^ Museum Bouboulina Laskarina(Spetses)
  3. ^ Data secondo il calendario gregoriano; vedi Egidio Ivetic, Le guerre balcaniche, il Mulino, 2006. ISBN 88-15-11373-8. Secondo il calendario giuliano, in quel momento adottato dalla Grecia, era il 3 dicembre.
  4. ^ a b c Greek Battleship HYDRA of 1891
  5. ^ a b La classe Brandenburg su Cityofart.net. URL consultato il 27 dicembre 2010.
  6. ^ La classe Averof su Uboat.net. URL consultato il 21 ottobre 2010.
  7. ^ Historic Naval Ships Visitors Guide - B/S Georgios Averof
  8. ^ http://www.nato.int/docu/handbook/2001/pdf/409-514.pdf APPENDIX 3 - Chronology of evolution of NATO- Handbook 2001
  9. ^ http://www.afsouth.nato.int/JFCN_Factsheets/SNMG2.htm Standing NATO Maritime Group 2 official web page
  10. ^ http://www.afsouth.nato.int/JFCN_Factsheets/SNMCMG2.htm Standing NATO Response Force Mine Countermeasures Group 2 official web page
  11. ^ NAVOCFORMED (Article on)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]