Marianne Moore

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Fotografia di Carl Van Vechten (1948)

Marianne Moore (Kirkwood, 15 novembre 1887New York City, 5 febbraio 1972) è stata una poetessa e scrittrice statunitense appartenente al modernismo.

Indice

Vita [modifica]

Marianne Moore nasce a Kirkwood (Missouri), nella casa parrocchiale della chiesa presbiteriana di cui il nonno materno, John Riddle Warner, era il pastore. Figlia di un ingegnere e inventore, John Milton Moore, e sua moglie, Mary Warner, Marianne cresce nella casa del nonno, il padre essendo stato ricoverato in un ospedale psichiatrico prima della sua nascita. Nel 1905, la Moore frequenta il Bryn Mawr College in Pennsylvania e si laurea quattro anni dopo. Ha insegnato all'Indian Industrial School di Carlisle, fino al 1915, quando la Moore comincia a pubblicare poesie professionalmente.

Carriera poetica [modifica]

In parte a causa dei suoi diversi viaggi in Europa prima della prima guerra mondiale, Marianne Moore attrae l'attenzione di vari poeti, tra cui Wallace Stevens, William Carlos Williams, Hilda Doolittle, T. S. Eliot, e Ezra Pound. Dal 1925 al 1929, la Moore lavora come editore della rivista letteraria e culturale The Dial. Questo le diede un ruolo simile a quello di Pound, e la possibilità di incoraggiare poeti promettenti, tra cui Elizabeth Bishop, Allen Ginsberg, John Ashbery e James Merrill, di pubblicare i suoi primi lavori, e di raffinare la sua tecnica poetica.

Fotografia di George Platt Lynes (1935)

Nel 1933, la Moore ha ricevuto il premio Helen Haire Levinson Prize dalla rivista Poetry. Il suo Collected Poems del 1951 è il suo lavoro più premiato: ha ricevuto il Premio Pulitzer, il National Book Award, e il Bollingen Prize. Moore diviene una celebrità minore nei circoli letterari di New York. Si reca a incontri di pugilato, partite di baseball e altri eventi pubblici vestita in quello che divenne poi il suo abbigliamento tipico, un cappello a tricorno e un mantello nero. Appassionata di atletica e di atleti, era una grande ammiratrice di Muhammad Ali, per cui scrisse un'introduzione al suo album I Am the Greatest!. La Moore ha continuato a pubblicare poesie in varie riviste, incluse The Nation, The New Republic e Partisan Review, oltre che a pubblicare diversi libri e raccolte di poesie e critiche. Marianne Moore è stata in corrispondenza per qualche tempo con W. H. Auden e Ezra Pound durante la sua incarcerazione.

Opere scelte [modifica]

  • Poems, 1921. Pubblicato a Londra da Hilda Doolittle e Bryher. Moore disapprovò le scelte e il formato di questa raccolta.
  • Observations, 1924.
  • Selected Poems, 1935. Introduzione di T. S. Eliot.
  • The Pangolin and Other Verse, 1936.
  • What Are Years, 1941.
  • Nevertheless, 1944.
  • A Face, 1949.
  • Collected Poems, 1951.
  • Fables of La Fontaine, 1954. Traduzione in versi delle fiabe di La Fontaine.
  • Predilections: Literary Essays, 1955.
  • Idiosyncrasy and Technique, 1966.
  • Like a Bulwark, 1956.
  • O To Be a Dragon, 1959.
  • Idiosyncrasy and Technique, 1959.
  • The Marianne Moore Reader, 1961.
  • The Absentee: A Comedy in Four Acts, 1962. Trasposizione teatrale del romanzo di Maria Edgeworth.
  • Puss in Boots, The Sleeping Beauty and Cinderella, 1963. Adattamento da Charles Perrault.
  • Dress and Kindred Subjects, 1965.
  • Poetry and Criticism, 1965.
  • Tell Me, Tell Me: Granite, Steel and Other Topics, 1966.
  • The Complete Poems, 1967.
  • The Accented Syllable, 1969.
  • Homage to Henry James, 1971. Saggi di Moore, Edmund Wilson, ecc.
  • The Complete Poems, 1981.
  • The Complete Prose, 1986.
  • The Selected Letters of Marianne Moore, edito da Bonnie Costello, Celested Goodridge, Cristann Miller. Knopf, 1997.

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