Maria d'Orléans (1865-1909)

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Maria d'Orléans
La princesa Maria d'Orleans, princesa de Dinamarca.jpg
Principessa di Danimarca
Nome completo francese: Marie Amélie Françoise Hélène d'Orléans
Altri titoli Principessa d'Orléans
Nascita Richmond upon Thames, 13 gennaio 1865
Morte Copenaghen, 4 dicembre 1909
Casa reale Borbone
Dinastia Borbone-Orléans
Padre Roberto d'Orléans, duca di Chartres
Madre Francesca Maria d'Orléans
Consorte Valdemaro di Danimarca
Religione cattolicesimo

Maria d'Orléans, (francese: Marie Amélie Françoise Hélène d'Orléans) (Richmond upon Thames, 13 gennaio 1865Copenaghen, 4 dicembre 1909), fu una principessa francese per nascita e danese per matrimonio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Maria era la primogenita di Roberto d'Orléans, duca di Chartres, e di sua moglie, Francesca Maria d'Orléans. Suo padre, a sua volta era il secondogenito di Ferdinando Filippo d'Orléans e della duchessa Elena di Meclemburgo-Schwerin. Sua madre era invece la figlia di Francesco d'Orléans, principe di Joinville e della principessa Francesca di Braganza.

Nata durante il regno in Francia del rivale della sua famiglia, Napoleone III, Maria venne cresciuta in Inghilterra.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver ricevuto la dispensa papale, Maria sposò, il 20 ottobre 1885, il principe Valdemaro di Danimarca, il più giovane tra i figli di re Cristiano IX, in una cerimonia civile tenutasi a Parigi e nuovamente, due giorni dopo, al Château d'Eu in una cerimonia religiosa. Dopo il matrimonio, Maria rimase cattolica, mentre il marito mantenne la fede luterana; essi aderirono quindi all'accordo dinastico che era d'uso in situazioni simili: i figli maschi sarebbero stati cresciuti nella fede del padre, mentre le femmine nella confessione materna. Ebbero cinque figli:

La coppia stabilì la propria residenza nel castello di Bernstorff, a Copenaghen, dove Valdemaro era nato; sin dal 1883 il marito di Maria vi aveva vissuto insieme al nipote e figlioccio, principe Giorgio di Grecia, figlio cadetto di Giorgio, fratello maggiore di Valdemaro, divenuto re di Grecia nel 1863. Il Re aveva quindi portato il ragazzo in Danimarca per arruolarlo nella flotta danese e lo consegnò alle cure del fratello Valdemaro, che era un ammiraglio della marina.

Sentendosi abbandonato dal padre, il giovane Giorgio, in seguito, descrisse alla sua fidanzata, la principessa Maria Bonaparte, il profondo attaccamento che sviluppo con lo zio da quel momento in poi.[1]

Fu in questa situazione famigliare ed in una relazione così profonda che Maria dovette introdursi; nel 1907, quando il principe Giorgio accompagnò la sua sposa a Bernstorff per la prima visita famigliare, Maria si trovò in difficoltà nello spiegare alla nipote acquisita l'intimità che legava zio e nipote. Il legame tra di loro era tanto profondo che al termine di ognuna delle frequenti visite che Giorgio faceva a Bernstorff egli si metteva a piangere, mentre Valdemaro si ammalava; le rispettive mogli dovettero quindi imparare ad avere pazienza e a non intromettersi nei momenti privati dei loro mariti.[2]

In questa e nelle visite seguenti, la principessa Bonaparte diventò una grande ammiratrice della principessa d'Orléans, concludendo che lei era l'unico membro della grande famiglia del marito, in Danimarca e in Grecia, dotata di cervello, coraggio e carattere.

Sempre durante la prima visita in Danimarca, Valdemaro e Maria Bonaparte si trovarono a condivere quel tipo di grande intimità che la giovane principessa avrebbe desiderato avere con il marito, il quale, dal suo canto, sembrava goderne indirettamente, sedendosi o sdraiandosi vicino allo zio e alla moglie. In una delle visite seguenti, Maria Bonaparte portò avanti un'intensa relazione con il principe Aage, il primogenito di Valdemaro. In entrambi i casi Maria d'Orléans non fece alcuna obiezione, né si sentì obbligata a dedicarvi attenzione.[3]

Giorgio di Grecia, parlando alla moglie, criticò Maria d'Orléans, affermando che ella avesse una relazione amorosa con lo stalliere del marito; Giorgio riteneva inoltre che Maria bevesse troppi alcolici e che non fosse in grado di nasconderne gli effetti. Maria Bonaparte, d'altronde, non trovò alcuna colpa nella principessa Maria d'Orléans, anzi ammirava la sua sopportazione ed indipendenza in circostanze che provocavano a lei stessa smarrimento e la estraniavano al marito.[4]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Maria è stata descritta come impulsiva, spiritosa ed energica, e ha introdotto uno stile più rilassato alla rigida corte danese. Non ha mai pienamente imparato a parlare il danese. Diede ai suoi figli un'educazione libera, e il suo gusto artistico e delle sue abitudini bohemian dominarono la sua famiglia. Lei era informale, non snob, credeva nell'uguaglianza sociale, ha espresso le sue opinioni e svolse i suoi doveri cerimoniali in maniera non convenzionale. Una volta ha scritto: "Io credo che una persona, a prescindere dalla sua posizione, dovrebbe essere se stessa" (1896). Lei ha detto una volta per quanto riguarda le denunce circa i suoi modi non convenzionali: "Lasciate che si lamentano, io sono altrettanto felice comunque".

Aveva chiesto il permesso al tribunale di uscire di casa senza una dama di compagnia, e lei aveva principalmente speso il suo tempo con gli artisti. Ha dipinto e fotografato ed è stata allieva di Otto Bache e Frants Henningsen. Ha partecipato alle mostre presso Charlottenborg nel 1889, 1901 e 1902, ed è stato membro del Danish Arts Academy[5].

Nel 1886, suo marito rifiutò il trono di Bulgaria con il suo consenso. Lei apparteneva alla sinistra e convinse il suocero ad accettare le riforme del 1901, che portò all'introduzione del parlamentarismo. Era una persona molto popolare in Danimarca.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Valdemaro e tre dei figli di Maria si trovavano in India, diretti nel Siam, quando ricevettero la notizia che la moglie era morta a Bernstorff.[6]

Antenati[modifica | modifica wikitesto]

Maria d'Orléans Padre:
Roberto d'Orléans
Nonno paterno:
Ferdinando Filippo d'Orléans
Bisnonno paterno:
Luigi Filippo di Francia
Trisnonno paterno:
Luigi Filippo II di Borbone-Orléans
Trisnonna paterna:
Luisa Maria Adelaide di Borbone-Penthièvre
Bisnonna paterna:
Maria Amalia di Borbone-Napoli
Trisnonno paterno:
Ferdinando I delle Due Sicilie
Trisnonna paterna:
Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
Nonna paterna:
Elena di Meclemburgo-Schwerin
Bisnonno paterno:
Federico Ludovico di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonno paterno:
Federico Francesco I di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna paterna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna paterna:
Carolina Luisa di Sassonia-Weimar-Eisenach
Trisnonno paterno:
Carlo Augusto di Sassonia-Weimar-Eisenach
Trisnonna paterna:
Luisa Augusta d'Assia-Darmstadt
Madre:
Francesca Maria d'Orléans
Nonno materno:
Francesco d'Orléans
Bisnonno materno:
Luigi Filippo di Francia
Trisnonno materno:
Luigi Filippo II di Borbone-Orléans
Trisnonna materna:
Luisa Maria Adelaide di Borbone-Penthièvre
Bisnonna materna:
Maria Amalia di Borbone-Napoli
Trisnonno materno:
Ferdinando I delle Due Sicilie
Trisnonna materna:
Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
Nonna materna:
Francesca di Braganza
Bisnonno materno:
Pietro IV del Portogallo
Trisnonno materno:
Giovanni VI del Portogallo
Trisnonna materna:
Carlotta Gioacchina di Borbone-Spagna
Bisnonna materna:
Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena
Trisnonno materno:
Francesco II d'Asburgo-Lorena
Trisnonna materna:
Maria Teresa di Borbone-Napoli

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bertin, Celia, "A False Happiness", Marie Bonaparte: A Life, New York, Harcourt Brace Jovanovich, 1982, pp. 85–86, ISBN 0-15-157252-6. «From that day, from that moment on, I loved him and I have never had any other friend but him [...] You will love him too, when you meet him.»
  2. ^ Bertin, Celia, "A False Happiness", Marie Bonaparte: A Life, New York, Harcourt Brace Jovanovich, 1982, pp. 96–98, ISBN 0-15-157252-6
  3. ^ Bertin, Celia, "A False Happiness", Marie Bonaparte: A Life, New York, Harcourt Brace Jovanovich, 1982, pp. 96–97, ISBN 0-15-157252-6
  4. ^ Bertin, Celia, "A False Happiness", Marie Bonaparte: A Life, New York, Harcourt Brace Jovanovich, 1982, pp. 97, ISBN 0-15-157252-6.
  5. ^ (DA) Tinne Vammen, Marie (1865 – 1909) Marie Amélie Francoise Hélène, Dansk Kvindebiografisk Leksikon (Kvinfo), 2003. URL consultato il 23 giugno 2013.
  6. ^ Bertin, Celia, Marie Bonaparte: A Life, New York, Harcourt Brace Jovanovich, 1982, ISBN 0-15-157252-6.

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