Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
| Maria Carolina d'Austria | |||||||
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| Regina Consorte di Napoli | |||||||
| In carica | 12 maggio 1768 – 23 gennaio 1799 13 giugno 1799 – 30 marzo 1806 |
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| Predecessore | Maria Amalia di Sassonia | ||||||
| Successore | Lucia Migliaccio | ||||||
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| Nome completo | Maria Karolina Luise Josepha Johanna Antonia von Habsburg-Lothringen | ||||||
| Altri titoli | Arciduchessa d'Austria Principessa reale di Ungheria Principessa reale di Boemia Principessa reale di Toscana Principessa reale di Croazia e Slavonia Principessa reale di Germania Principessa imperiale del S.R.I. |
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| Nascita | Hofburg, Vienna, 13 agosto 1752 | ||||||
| Morte | Castello di Hetzendorf, Vienna, 8 settembre 1814 | ||||||
| Luogo di sepoltura | Cripta Imperiale, Vienna | ||||||
| Casa reale | Asburgo-Lorena | ||||||
| Padre | Francesco Stefano di Lorena | ||||||
| Madre | Maria Teresa d'Asburgo | ||||||
| Consorte | Ferdinando I delle Due Sicilie | ||||||
| Figli | Maria Teresa Maria Luisa Carlo Tito Maria Anna Giuseppina Francesco Gennaro Giuseppe Maria Cristina Maria Amalia Gennaro Carlo Francesco Giuseppe Catello Gennaro Maria Amelia Maria Cristina Maria Antonia Maria Clotilda Teresa Enrichetta Maria Carmela Carlo Gennaro Francesco Leopoldo Alberto Filippo Maria Maria Elisabetta Teresa |
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| Firma | |||||||
Maria Carolina Luisa Giuseppina Giovanna Antonia d'Asburgo-Lorena, nota semplicemente come Maria Carolina d'Austria (Vienna, 13 agosto 1752 – Vienna, 8 settembre 1814), fu regina consorte di Napoli e Sicilia, come moglie del re Ferdinando I di Borbone.
Nata arciduchessa d'Austria, tredicesima figlia di Maria Teresa d'Asburgo, regina di Boemia e d'Ungheria, e dell'imperatore Francesco I, sorella di Maria Antonietta di Francia, sposò Ferdinando di Borbone, re di Napoli, per suggellare l'alleanza austriaca con la Spagna, governata dal padre di Ferdinando, Carlo III. Dopo la nascita di un erede maschio nel 1775, Maria Carolina venne ammessa al Consiglio Privato del regno. Divenendo de facto governatrice del regno del marito, Maria Carolina supervisionò la promulgazione di numerose riforme, tra cui la revoca del divieto di associazione massonica e l'ampliamento della marina sotto il suo favorito, John Acton, e si liberò dell'influenza spagnola per sostituirla con quella austriaca.
Come sua madre, Maria Carolina si preoccupò di organizzare matrimoni politicamente vantaggiosi per i suoi figli, mentre, come mecenate, promosse Napoli come centro delle arti, patrocinando pittori come Jakob Philipp Hackert e Angelica Kauffman o accademici come Gaetano Filangieri, Domenico Cirillo e Giuseppe Maria Galanti.
Fu una sostenitrice dell'assolutismo illuminato fino all'avvento della Rivoluzione francese, quando, dopo l'esecuzione della sorella Maria Antonietta (a cui era particolarmente legata), cominciò una ben nota repressione contro coloro che avevano idee liberali per evitare il diffondersi del sovversivismo. Maria Carolina si alleò con la Gran Bretagna e l'Austria durante le guerre napoleoniche. A seguito di una fallita invasione napoletana di Roma, occupata dai francesi, fuggì in Sicilia con il marito nel dicembre del 1798. Un mese dopo, fu dichiarata la Repubblica Partenopea, che ripudiò il governo borbonico a Napoli per sei mesi. Deposta come regina di Napoli per la seconda volta dalle forze francesi, nel 1806, Maria Carolina morì a Vienna nel 1814, un anno prima della restaurazione della monarchia napoletana.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Infanzia a Vienna
Nacque il 13 agosto 1752 nel Castello di Schönbrunn a Vienna, tredicesima dei sedici figli di Maria Teresa d'Austria e di Francesco I, imperatore romano-germanico. Battezzata Maria Carolina Luisa Giuseppina Giovanna Antonia, in famiglia e a corte sarebbe stata chiamata Charlotte, nome che la madre aveva sempre amato.[1]
Carlotta venne inizialmente allevata con sua sorella minore Antonia, tanto che le due si legarano strettamente l'una all'altra.[2] Crebbe in una corte dove l'etichetta e l'educazione, che venivano impartite agli arciduchi e alle arciduchesse, non soffocavano mai la loro spontaneità.[3] Fino a quattordici anni, Carlotta venne educata dalla contessa Brandeiss, sostituita in seguito dalla contessa Lerchenfeld, che la istruirono con successo nello studio delle lingue (seppur non riuscì mai a scrivere correttamente in italiano), del latino e delle scienze.[4] Era anche dotata per la musica, ballava con grazia ed aveva anche molti interessi che tuttavia approfondì solo superficialmente.[4]
Fisicamente, Carlotta possedeva grandi occhi azzurri, una pelle diafana, capelli biondo dorato, un naso piuttosto lungo[5] ed un busto statuario che le conferiva un portamento elegante e consapevole del proprio rango. Oltre a questo, Carlotta era affascinante, intelligente e dotata di una forte personalità. Di carattere indipendente, l'arciduchessa, che aveva molta fiducia in se stessa[6] (la madre, che la ammirava per la sua forza d'animo, la definì la più somigliante a sé[5]), possedeva un temperamento volitivo e tenace: i suoi educatori ne misero in luce la sua capacità di applicazione, ma anche il suo frequente cedere all'irrazionalità degli impulsi.[4]
Il 18 agosto 1765, a Innsbruck, durante i festeggiamenti per le nozze dell'arciduca Pietro Leopoldo, morì l'imperatore, stroncato da un colpo apoplettico. Venne pianto amaramente dai figli, i quali lo amavano teneramente, ma soprattutto dalla moglie che prese il lutto a vita. Maria Teresa, posto come coreggente il figlio maggiore Giuseppe, cominciò ad incutere sempre più timore ai figli minori verso i quali, sempre a causa dell'eccessivo lavoro, non aveva mai prestato grande attenzione: adesso dava loro l'impressione di essere sempre insoddisfatta del loro comportamento.[7]
Nel 1767, un'epidemia di vaiolo colpì la famiglia imperiale: il 15 ottobre morì anche la sorella maggiore di Carlotta, Maria Giuseppina, promessa in sposa al re Ferdinando IV di Napoli.[8] Per risolvere il promblema immediato nel dare una moglie al re di Napoli, l'imperatrice Maria Teresa scrisse al re Carlo III di Spagna e gli concesse l'opportunità di scegliere la futura moglie del figlio Ferdinando fra l'arciduchessa Maria Amalia e l'arciduchessa Maria Carolina, purché l'unione fra la casa d'Asburgo e quella dei Borboni fosse «preservata».[9]
Per quanto riguarda Carlotta, l'imperatrice disse di sentirsi in un certo modo impegnata con il padrino dell'arciduchessa, re Luigi XV di Francia, la cui nipote, Maria Luisa di Parma, riteneva Carlotta perfetta per il Delfino Luigi Augusto, di soli due anni più piccolo di lei. Tuttavia il re di Spagna rispose che preferiva l'assai più giovane Carlotta ad Amalia: così, nonostante le rivendicazioni dei francesi, Carlotta venne fidanzata con il re di Napoli.[9]
[modifica] Matrimonio
La giovane Maria Carolina fu informata del suo futuro matrimonio nel 1767 e che si sarebbe dovuta sposare l'anno seguente. Lei "aveva sentito abbastanza parlare di Ferdinando da temere di... sposarlo". Combatté contro sua madre sulla questione con le unghie e con i denti. Gridò, urlò, e la pregò di non farle sposare il re di Napoli, ma fu inutile.
Maria Carolina sposò re Ferdinando il 7 aprile 1768 presso la Chiesa dei Frati Agostiniani a Vienna. La cerimonia tenutasi per procura, e suo fratello l'Arciduca Ferdinando rappresentava il re di Napoli e di Sicilia. Più tardi nello stesso giorno, Maria Carolina lasciò l'Austria diretta a Napoli.
La sua partenza per Napoli causò in lei e nella sua famiglia una grande sofferenza. All'ultimo minuto, Carolina saltò fuori dalla carrozza per dare alla sua amata sorella Maria Antonietta una serie di abbracci. Più tardi in una lettera, implorò la sua ex governante di scriverle della sorella. Ci è stato tramandato che Carolina rimase estremamente sconvolta dal viaggio, in particolare nel momento dell'attraversamento delle frontiere dei domini di sua madre in Italia. Fu un sollievo immenso per lei che il fratello preferito l'Arciduca Leopoldo, a quel tempo Granduca di Toscana, si offrì di accompagnarla nell'ultima parte del suo viaggio verso Napoli.
Il 12 maggio 1768, sposò il giovane Ferdinando IV di Napoli, che era anche Ferdinando III di Sicilia. Il matrimonio ebbe luogo presso la vasta Reggia di Caserta, dove la coppia trascorse la luna di miele.
Ferdinando non era né colto né intelligente, oltreché molto indolente e Maria Carolina ne approfittò per assumere il controllo degli affari del regno. I suoi primi mesi a Napoli furono estremamente dolorosi per lei e scrisse a sua madre che avrebbe preferito morire piuttosto che rivivere le sue prime settimane lì e che si sarebbe tolta la vita se non fosse stato per la sua fede e amore verso Dio. Scrisse anche a sua madre che il matrimonio con il marito era abbastanza duro, ma pretendere di far finta di essere contenta (come consigliato da sua madre) era un peso anche maggiore.
Sua madre incoraggiò la figlia a trarre il massimo dal matrimonio, dicendo che il matrimonio è la cosa più importante nella vita. Sua madre le consigliò anche che, "Soprattutto, deve cercare di capire il suo mal educato, ma ben intenzionato marito". Nel tempo, Maria Carolina si rassegnò al suo matrimonio e fu una buona madre per i suoi figli e molto gentile con gli altri membri della famiglia, inoltre curava attentamente l'istruzione dei suoi figli. In futuro, anche la sorella Maria Antonietta sarebbe stata elogiata come una buona madre.
[modifica] Politica
Una clausola del contratto di matrimonio prevedeva che la regina entrasse a far parte del Consiglio di Stato dopo aver partorito il primo figlio maschio. Grazie allo scarso interesse del marito per la politica, Maria Carolina riuscì ad avvicinare sempre più il suo regno all'Austria. Nel 1775, dopo la nascita del primo figlio maschio, entrò a tutti gli effetti a far parte del Consiglio di Stato ed ottenne l'allontanamento del ministro Bernardo Tanucci, legato al padre di Ferdinando, sottraendo quindi il regno dall'influenza spagnola. Maria Carolina approfittò di questa posizione di influenza politica. Aveva ereditato molto dell'intelligenza di sua madre, ma fu anche ambiziosa e crudele, desiderosa far raggiungere al regno una posizione di potere. Era efficiente, spietata e determinata,e venne vista come uno straniero teso a riformare il regno con metodi bizzarri. Divenne molto impopolare sia tra i giovani liberali che tra i nobili conservatori. Compì tutto quello che era stato portato a fare, ma non in un modo essenziale: trascurò infatti il suo ruolo di madre della nazione.
Nei primi anni di regno si mostrò favorevole alle idee illuministiche, come sua madre e suo fratello, guadagnandosi la stima di letterati e progressisti, che speravano in una politica di rinnovamento. I suoi primi venti anni di regno furono incentrati sul rinnovamento dell'apparato politico - economico. Al suo dispotismo illuminato si deve la nascita dello Statuto di San Leucio, la prima raccolta di leggi pensata da una donna nell'interesse delle donne, voluto per normare la vita nella Real Colonia di San Leucio, nel Regno di Napoli. Qui, dal 1789 al 1799, donne e uomini vissero da uguali, ebbero pari compensi, stesse prerogative, la possibilità di studiare e alle donne erano riconosciuti gli stessi diritti degli uomini, e tra questi quello alla eredità, alla proprietà, all'educazione dei figli e alla scelta del compagno. Sostenitrice per decenni della massoneria più progressista e illuminata, si circondò di donne e uomini che avevano idee di cambiamento.
Quando scoppiò la Rivoluzione Francese, racconta Benedetto Croce, ella disse: «credo che abbiano ragione». Ma se fino ad allora si era parlato di monarchia illuminata, la rivoluzione cambiò i programmi e si chiese e rivendicò la Repubblica. Le idee illuministiche della regina crollarono definitivamente con la decapitazione di sua sorella, la regina Maria Antonietta. Sentendosi tradita da quelli che erano stati i suoi più cari amici, diede inizio ad una caccia ai giacobini insieme a John Acton, fino ad incitare il popolo alla delazione e punendo chi solo formulava il pensiero di uccidere i reali (celebre la condanna a morte nel 1794 di tre giovani che avevano sognato di assassinare il re). Divenne intima amica di Emma Hamilton, moglie dell'ambasciatore inglese, per ottenere l'appoggio dell'Inghilterra.
Nel 1798 promosse un intervento militare contro la Repubblica Romana, ma venne sconfitta grazie all'intervento dell'esercito francese. Andò in esilio volontario a Palermo con la famiglia, l'ammiraglio Horatio Nelson e gli Hamilton. Quando tornò a Napoli, dopo la riconquista da parte del cardinale Ruffo, attuò una atroce vendetta facendo giustiziare tutti i sostenitori della Repubblica, tra i quali e Francesco Caracciolo e la sua amica Eleonora Pimentel Fonseca alla quale, separatasi dal marito, aveva concesso un vitalizio e affidato la sua biblioteca, tra i beni a lei più cari.
Nel 1806 perse nuovamente il regno di Napoli, avendo Napoleone Bonaparte messo sul trono suo fratello Giuseppe Bonaparte. Maria Carolina si rifugiò allora in Sicilia con la famiglia.
Successivamente, durante il crollo del predominio francese in Europa e in Italia, la regina Maria Carolina fu costretta a trasferirsi a Vienna su pressione degli inglesi, che mal sopportavano i tentativi della sovrana di scrollare il giogo anglosassone dalle spalle della Corona Borbonica. Sarà nella stessa Vienna presso il castello di Hetzendorf che Maria Carolina morirà nel 1814 senza rivedere il marito assistita da alcuni membri della corte borbonica tra cui il suo medico personale Giuseppe Jeno dè Coronei.
[modifica] Curiosità
Per ironia della sorte, Maria Luisa d'Asburgo-Lorena prima nipote di Maria Carolina (figlia della primogenita Maria Teresa) andò sposa all'odiato Napoleone Bonaparte, dandogli anche un figlio Napoleone II. Quest'ultimo aveva Napoleone I come padre e Maria Carolina e Ferdinando IV come bisnonni. Maria Carolina si presume che avesse avuto delle frequentazioni sentimentali in segreto con Lady Hamilton.
[modifica] Maria Carolina nella cultura popolare
[modifica] Letteratura
- La Sanfelice di Alexandre Dumas (padre) (1864-65)
- Le confessioni di una favorita di Alexandre Dumas (padre) (1865)
- L'amante inglese di Leda Melluso (2011)
[modifica] Cinema
- Il grande ammiraglio, con Norma Drury Boleslavsky (1941)
- Le calde notti di Lady Hamilton, con Nadja Tiller (1967)
- Ferdinando e Carolina, con Gabriella Pession (1999)
- Il resto di niente, con Giulia Weber (2004)
[modifica] Televisione
- Luisa Sanfelice, con Cecilia Roth (2004)
[modifica] Discendenza
Ferdinando e Maria Carolina ebbero diciotto figli, di cui solo pochi raggiunsero l'età adulta:
- Maria Teresa (6 giugno 1772 - 13 aprile 1807), sposò il suo doppio primo cugino, l'imperatore d'Austria Francesco I;
- Maria Luisa (1773-1802), sposò il suo doppio primo cugino, il granduca di Toscana Ferdinando III;
- Carlo Tito, duca di Calabria (4 gennaio 1775 - 17 dicembre 1778);
- Maria Anna Giuseppina (23 novembre 1776 - 22 febbraio 1780);
- Francesco Gennaro Giuseppe (1777-1830), duca di Calabria e poi re delle due Sicilie come Francesco I;
- Maria Cristina (17 gennaio 1779 - 11 marzo 1849), moglie del re di Sardegna Carlo Felice (1765-1831);
- Maria Amalia (17 gennaio 1779 - 26 febbraio 1783), sorella gemella di Maria Cristina, morì da bambina;
- Gennaro Carlo Francesco (12 aprile 1780 - 2 gennaio 1789);
- Giuseppe Catello Gennaro (18 gennaio 1781 - 19 dicembre 1783);
- Maria Amelia, (26 aprile 1782 - 24 marzo 1866), nel 1809 sposò il futuro re dei francesi Luigi Filippo d'Orleans;
- Maria Cristina (19 luglio 1783 - 19 luglio 1783), morì appena nata;
- Maria Antonia (14 dicembre 1784 - 21 maggio 1806), sposò il suo primo cugino, il re di Spagna Ferdinando VII;
- Maria Clotilda Teresa (18 febbraio 1786 - 12 settembre 1792);
- Enrichetta Maria Carmela (31 luglio 1787 - 20 settembre 1792);
- Carlo Gennaro Francesco (26 agosto 1788 - 1 febbraio 1789);
- Leopoldo (1790 - 1851), principe di Salerno, sposò sua nipote Maria Clementina d'Asburgo-Lorena, figlia di sua sorella Maria Teresa;
- Alberto Filippo Maria (2 maggio 1792 - 24 dicembre 1798);
- Maria Elisabetta Teresa (2 dicembre 1793 - 23 aprile 1801).
[modifica] Ascendenza
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| Maria Carolina | Padre: Francesco Stefano di Lorena |
Nonno paterno: Leopoldo di Lorena |
Bisnonno paterno: Carlo V di Lorena |
| Bisnonna paterna: Eleonora Maria Giuseppina d'Austria |
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| Nonna paterna: Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans |
Bisnonno paterno: Filippo I di Borbone-Orléans |
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| Bisnonna paterna: Elisabetta Carlotta di Baviera |
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| Madre: Maria Teresa d'Asburgo |
Nonno materno: Carlo VI del Sacro Romano Impero |
Bisnonno materno: Leopoldo I del Sacro Romano Impero |
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| Bisnonna materna: Eleonora del Palatinato-Neuburg |
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| Nonna materna: Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel |
Bisnonno materno: Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg |
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| Bisnonna materna: Cristina Luisa di Öttingen |
[modifica] Onorificenze
| Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa | |
| Rosa d'Oro della cristianità | |
| — 1790 |
[modifica] Note
- ^ I suoi nomi furono scelti fra antenati famosi. Maria in onore della Santa Vergine, Carolina per il padre di sua madre Carlo VI, Luisa per il suo padrino, Luigi XV di Francia, Giuseppina in onore di suo fratello il futuro Giuseppe II, Giovanna per san Giovanni Apostolo e Antonia in onore di sant'Antonio da Padova.
- ^ Fraser, 2003, op. cit., p. 33
- ^ Lever, 2007, op. cit., p. 16
- ^ a b c Coletti, 1986, op. cit., p. 10.
- ^ a b Fraser, 2003, op. cit., p. 34
- ^ Erickson, 1997, op. cit., p. 35
- ^ Fraser, 2003, op. cit., p. 35.
- ^ Anche Maria Giovanna, sorella maggiore di Maria Carolina e Maria Giuseppina, era stata promessa in moglie al re di Napoli, ma anch'ella era morta di vaiolo all'età di dodici anni.
- ^ a b Fraser, 2003, op. cit., p. 39.
[modifica] Bibliografia
- Acton H., I Borboni di Napoli, Milano, 1974
- Bordiga Amadei A., Maria Carolina, Napoli, 1934
- Alessandro Coletti, La regina di Napoli. La vita appassionata di Maria Carolina protagonista di splendori e miserie del Settecento napoletano, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1986.
- Dumas A., I Borboni di Napoli, Libro I, cap.V, Napoli, 1969
- Carolly Erickson, Maria Antonietta, Milano, Mondadori, 1997. ISBN 88-04-43662-X
- Antonia Fraser, Maria Antonietta - La solitudine di una regina, Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-50677-6
- Flora Fraser, Lady Emma. Da Londra a Napoli, vita di un'amante nell'era delle guerre napoleoniche, Milano, Mondadori, 2001. ISBN 88-044-8983-9
- Evelyne Lever, Maria Antonietta - L'ultima regina, Milano, BUR Biografie, 2007. ISBN 978-88-17-00940-9
- Indro Montanelli, Storia d'Italia (1789-1831), Edizione edita con Il Corriere della Sera, 2003. (ISBN non disponibile)
- Palumbo R. (a cura di), Carteggio di Maria Carolina con Lady Emma Hamilton, Napoli, 1999
- Angelo Solmi, Lady Hamilton, Milano, Rusconi, 1982. ISBN 88-182-3771-3
[modifica] Altri progetti
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| Predecessore: | Regina consorte di Napoli | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Maria Amalia di Sassonia | 12 maggio 1768 – 1799 come moglie di Ferdinando IV |
Repubblica Partenopea | I |
| Repubblica Partenopea | 1799 - 1806 come moglie di Ferdinando IV |
Giulia Clary | II |
| Predecessore: | Regina consorte di Sicilia | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Maria Amalia di Sassonia | 12 maggio 1768 – 1814 come moglie di Ferdinando III |
Titolo unito alla corona delle Due Sicilie |