Maria Bartolotti

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Maria Bartolotti

Maria Bartolotti detta Piera (Fusignano, 25 marzo 1923Ravenna, 06 dicembre 1972) è stata una partigiana italiana. Essa rappresenta una figura esemplare della Resistenza "al femminile" che caratterizzò il nord della Romagna. Organizzò anche attività di protesta e sciopero tra le mondine nelle risaie, nonostante l'azione di intimidazione fascista[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sin dai primi giorni successivi all'armistizio dell'8 settembre 1943 entrò a far parte della Resistenza all'interno delle Squadre di Azione Patriottica operanti nel ravennate con il nome di battaglia di "Piera".

Fidanzata di Terzo Lori, dopo la sua morte continuò la sua attività di partigiana, contribuendo assieme ad altre numerose donne - tra cui Norina Trombini - alla creazione di una efficiente rete di staffette aggregata ai gruppi partigiani coordinati da Arrigo Boldrini (Bulow).

Con la formazione della 28ª Brigata Garibaldi "Mario Gordini" aggregata al Gruppo di Combattimento "Cremona" all'inizio del 1945 Maria ad Giazòl continuò ad operare sul fronte in ausilio ai partigiani combattenti sino alla Liberazione.

A suo nome è stata intitolata la Scuola primaria di Savarna, frazione del comune di Ravenna, sua località di residenza.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Giovane donna in possesso di elevati sentimenti di amor di Patria entrava nelle file della Resistenza portandovi entusiasmo, fede, spirito di sacrificio e dedicandosi con ardore e capacità all'organizzazione e rafforzamento delle formazioni partigiane. Con alto senso di iniziativa e di responsabilità e con grande capacità istruiva e guidava un nucleo di giovani staffette che seppero ottenere, al momento dell'impiego lusinghieri risultati. Spiccata figura di partigiana, alla determinazione e alle qualità di combattente, sapeva unire squisita sensibilità, dando ai commilitoni con il suo esempio grande conforto e forza d'animo. In venti mesi di ininterrotta attività offriva costante, alto contributo alla lotta di liberazione per la Patria.»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Bergonzini, Azione operaia, contadina, di massa, in L'Emilia Romagna nella guerra di liberazione, Di Donato, Bari, 1975-1976.
  • Gianfranco Casadio - Jone Fenati, Le Donne ravennati nell'antifascismo e nella Resistenza: dalle prime lotte sociali alla Costituzione della Repubblica, Edizioni del Girasole, Ravenna. 1977.
  • Arrigo Boldrini, Diario di Bulow, Vangelista, Ravenna, 1985.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianfranco Casadio, Jone Fenati, Le Donne ravennati nell'antifascismo e nella Resistenza, Edizioni del Girasole, 1977, p.72; Paola Gaiotti De Biase, Donne e Resistenza in Emilia Romagna, atti del Convegno tenuto a Bologna il 13-14-15 maggio 1977, Volume 1, p.178 (Vangelista, 1978); Luciano Bergonzini, Deputazione Emilia Romagna per la storia della resistenza e della guerra di liberazione, L'Emilia Romagna nella guerra di liberazione... , De Donato, pp.36-37

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]