Maria Angela Ardinghelli

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Maria Angela Ardinghelli (Napoli, 28 maggio 1728Napoli, 17 febbraio 1825) è stata una scienziata, fisica e traduttrice italiana, esponente intellettuale dell'Illuminismo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Spinelli, sede della Biblioteca Tarsia e del circolo di cui fece parte la Ardinghelli

Figlia unica di Niccolò Ardinghelli, originario di una nobile famiglia fiorentina trapiantata a Napoli, e di Caterina Piccillo, fu avviata dai genitori agli studi di retorica e latino, una lingua, quest'ultima, in cui versificava e componeva in prosa già all'età di quattordici anni. Imparò la filosofia e la geometria dal padre somasco Giovanni Maria della Torre e studiò calcolo sublime e matematica con il matematico don Vito Caravelli.

Sposò Carlo Crispo (m. 1801), regio consigliere del Tribunale di S. Chiara, e non ebbe figli.

Fece parte del circolo napoletano di Ferdinando Vincenzo Spinelli, principe di Tarsia, un sodalizio intellettuale fondato nel 1747, con lo scopo di propugnare la sperimentazione nel campo della fisica newtoniana e dell'elettricità. Per i suoi scopi, il circolo disponeva di propri laboratori, macchine elettriche e di una biblioteca, la Biblioteca Tarsia, aperta al pubblico nel Palazzo gentilizio degli Spinelli.

Maria Ardinghelli, che conosceva anche il francese e l'inglese, è famosa per traduzioni di opere chiave del botanico e chimico Stephen Hales.

Fu in contatto epistolare con scienziati di spicco del suo tempo, tra cui Alexis Claude Clairaut e Jean-Antoine Nollet.

Scrisse inoltre un'elegia in occasione dell'apertura della biblioteca del principe di Tarsia e diversi sonetti sparsi in varie raccolte.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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