Mari antartici

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Mari antartici
Stati Rivendicazioni territoriali in Antartide
Coordinate 90°S 0°E / 90°S 0°E-90; 0Coordinate: 90°S 0°E / 90°S 0°E-90; 0
Dimensioni
Superficie 20 728 000 km²
Profondità massima 7 235 m
Profondità media 4 000 – 5 000 m
Sviluppo costiero 17 968 km
Idrografia
Ghiacciato 2,6 – 18,8 milioni di k
Southern Ocean - en.png
Carta geografica con il toponimo in inglese: "Southern Ocean" (in italiano: "oceano Meridionale")

Il mare Antartico (espressione utilizzata per riferirsi al mare Antartico: "mari antartici") o oceano Glaciale Antartico (abbreviazione diffusa nel linguaggio comune: "oceano Antartico") o oceano Meridionale o oceano Australe è un mare o un oceano[1] della Terra. Considerato come oceano, in particolare, tra i cinque oceani della Terra, è il più piccolo e quello che si estende più a sud.

È situato nell'emisfero australe e circonda l'Antartide estendendosi fino alla latitudine, formalmente definita nel 2000 dall'Organizzazione Idrografica Internazionale, di 60° S oltre la quale vi sono l'oceano Pacifico, l'oceano Atlantico e l'oceano Indiano (partendo dall'emisfero occidentale e andando da ovest verso est).

Oggi la valenza del mare Antartico, più che geografica, sembra essere geopolitica, ai fini del suo sfruttamento. Indicativo di ciò è il suo limite nord (latitudine 60° S), corrispondente con quelli fissati dal trattato Antartico.

Terminologia[modifica | modifica sorgente]

Attualmente le denominazioni "oceano Glaciale Antartico", "oceano Meridionale" e "oceano Australe" sono scarsamente accettate dai geografi. Nel XVIII secolo invece, quando l'Antartide era ancora in gran parte sconosciuto, la denominazione "oceano Glaciale Antartico" era comunemente accettata. Oggi la definizione di "oceano" largamente accettata dai geografici è "massa d'acqua circondata da continenti" e l'oceano Glaciale Antartico non rientra in tale definizione, quindi si preferisce utilizzare le espressioni "mare Antartico" o "mari antartici".

Il fatto che l'oceano Glaciale Antartico sia scarsamente accettato dai geografi non ha solo una valenza toponomastica ma anche geografica: se l'oceano Glaciale Antartico non esiste allora l'oceano Atlantico, l'oceano Pacifico e l'oceano Indiano non si fermano alla latitudine di 60° sud (il limite nord dell'oceano Glaciale Antartico) ma raggiungono le coste dell'Antartide e i mari antartici rientrano in essi.

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

Già nel 1800, quando l'Antartide non era ancora stato avvistato ma solo ipotizzato, Charles Pierre Claret de Fleurieu propose la denominazione "oceano Glaciale Antartico" per indicare le zone meridionali dei tre maggiori oceani (Pacifico, Atlantico e Indiano) a sud del circolo polare antartico. Nel 1845 la denominazione "oceano Glaciale Antartico" è stata adottata dalla Società Geografica di Londra.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

I mari antartici hanno un'area di circa 20 728 000 k (cifra che comprende i mari periferici: il mare di Amundsen, il mare di Bellingshausen, parte del Canale di Drake, il mare di Ross e il mare di Weddell). La terraferma si affaccia sull'oceano con 17 968 km di coste.

I mari antartici si differenziano dagli altri oceani nel senso che il loro maggiore limite, il confine settentrionale, non è delimitato da linee di costa, ma si fonde negli altri tre oceani, oceano Atlantico, oceano Indiano e oceano Pacifico. Questo chiamerebbe in causa il motivo per cui i geografi potrebbero prendere in considerazione l'oceano Meridionale come un oceano a parte, in contrapposizione ad una estensione verso sud delle altre masse d'acqua. Uno dei motivi deriverebbe dal fatto che gran parte delle acque dei mari antartici differiscono dall'acqua degli altri oceani a causa della corrente circumpolare antartica, attraverso la quale l'acqua viene trasportata intorno alla regione antartica abbastanza rapidamente, in modo che l'acqua a sud dell'America meridionale ha caratteristiche similari a quelle a sud della Nuova Zelanda come quelle a sud dell'oceano Indiano.

Fondo oceanico[modifica | modifica sorgente]

L'oceano Antartico, con una profondità generalmente compresa tra 4 000 m e 5 000 m, è un oceano profondo con poche ristrette zone di acque poco profonde. La piattaforma continentale antartica è stretta e anch'essa relativamente profonda rispetto alle altre: dai 400 m agli 800 m, contro una media mondiale di 133 m. La maggior parte del fondo oceanico è coperta da depositi di origine glaciale, scavati sul terreno dai ghiacciai e poi trasportati in mare.

Clima[modifica | modifica sorgente]

La temperatura del mare varia da 10 °C a −2 °C. Tempeste cicloniche si muovono verso est girando attorno al continente antartico, e sono spesso di forte intensità a causa della differenza di temperatura tra il ghiacci e l'oceano aperto. L'area oceanica compresa tra i 40° di latitudine sud e la corrente Circumpolare Antartica ha i venti più forti del pianeta. In inverno l'oceano si ghiaccia fino ai 65° di latitudine sud in direzione del Pacifico, e fino ai 55° in direzione dell'Atlantico, portando le temperature superficiali ben al di sotto dello zero. In alcune coste, venti forti e costanti provenienti dall'interno mantengono la costa libera dal ghiaccio anche in inverno.

Il pack che si forma attorno al continente antartico, profondo circa un metro, va da un minimo di 2,6 milioni di k a marzo fino ad un massimo di 18,8 milioni di km² in settembre, un aumento di più di sette volte. La corrente Circumpolare Antartica, lunga 21 000 km, si muove eternamente verso est. È la corrente più grande del mondo, e trasporta 130 milioni di metri cubi d'acqua al secondo, 100 volte di più di tutti i fiumi della Terra messi assieme. Le onde possono essere molto alte. Gli iceberg antartici possono avere dimensioni imponenti, anche di chilometri, e sono un pericolo per la navigazione.

Il punto più profondo dell'oceano si trova all'estremo meridionale della fossa Sandwich Sud, e arriva a 7 235 m di profondità.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Tutta la regione del Polo Sud è influenzata dal buco nell'ozono, che riduce la schermatura dai raggi ultravioletti solari da parte dell'atmosfera. Si stima che a causa di questo la produzione del fitoplancton dell'oceano, alla base della catena alimentare, sia calata del 15%. Negli ultimi anni si ha notizia di pesca illegale e non regolata. La pesca delle balene è vietata per scopi commerciali a sud dei 40° di latitudine sud (60° tra le longitudini 50° e 130° ovest). La navigazione e la pesca di altre specie sono regolate da vari altri trattati. Molte nazioni proibiscono lo sfruttamento minerario dell'oceano a sud del Fronte Polare, che si trova nel mezzo della corrente Circumpolare Antartica ed è la linea divisoria tra le acque fredde polari e quelle più calde del nord.

I dati più recenti sulla pesca risalgono al 1998-1999, e forniscono una cifra di 199 898 tonnellate (per l'85% di krill). Nel 1999 sono stati stretti nuovi accordi per limitare la pesca illegale. Nell'estate 1998-1999 ci sono stati 10 013 turisti, per la maggior parte rimasti sulle navi, contro i 9 604 dell'anno precedente. Le stime per il 2000 sono di quasi 16 000 turisti.

Risorse naturali[modifica | modifica sorgente]

Le risorse naturali dell'oceano Antartico sono ancora da esplorare, ma si sospetta la presenza di grandi giacimenti di petrolio e gas naturale lungo il margine continentale e di noduli di manganese. Il ghiaccio che copre l'Antartide è la maggior riserva di acqua dolce del mondo: quasi l'80% del totale. L'oceano presenta estese popolazioni di krill e di vari pesci.

Porti[modifica | modifica sorgente]

I principali porti operativi includono: la Base Esperanza, Villa Las Estrellas (Cile), McMurdo, Stazione Palmer, e altri punti di ancoraggio al largo dell'Antartide. Nelle zone più a sud il ghiaccio impedisce l'attracco, e la maggior parte dei punti di ancoraggio è utilizzabile nella stagione calda. Alcuni di questi necessitano l'uso di una nave rompighiaccio anche in estate. La maggior parte dei porti antartici sono utilizzati dalle stazioni di ricerca governative e non sono aperti a navi commerciali o private, salvo in caso di emergenza. I vascelli più a sud dei 60° di latitudine possono essere oggetto di ispezioni da parte degli osservatori del trattato Antartico.

Dispute internazioniali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivendicazioni territoriali in Antartide.

Sezioni del continente antartico, sono rivendicate da Argentina, Australia, Cile, Francia, Nuova Zelanda, Norvegia e Regno Unito. A volte queste zone si sovrappongono. La maggior parte delle altre nazioni, compresi gli Stati Uniti d'America, non riconosce queste rivendicazioni, e non hanno rivendicazioni proprie. Il settore compreso tra 90° e 150° di longitudine ovest non è rivendicato al momento da nessuno.

Suddivisione in bacini, mari e baie[modifica | modifica sorgente]

I mari antartici sono suddivisi in bacini che a loro volta sono ulteriormente suddivisi in mari e baie. Partendo dalla Penisola Antartica, in senso orario, incontriamo:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si veda il paragrafo "Terminologia".

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

I cinque oceani della Terra
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Pacifico
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Atlantico
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Indiano
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Artico
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Antartico