Margutte

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« E parve che gli uscisse una bombarda
tanto fu grande dello scoppio il tuono. »
(Dal "Morgante" di Luigi Pulci)

Margutte è un personaggio appartenente al poema di Luigi Pulci intitolato il Morgante.

Egli è un semigigante astuto e maligno dalle membra "strane, orride e brutte" che, presentatosi al gigante Morgante vantandosi di tutte le sue bravure, viene da costui assunto come scudiero.

Personaggio tra i più plebei del poema riscuote, come scrive Giuseppe Petronio[1], "la simpatia che fu poi di tanto romanzo europeo, per il furfante di spirito, per le avventure di strada, per la beffa crudele ma intelligente".

Compagno di merende di Morgante, morirà a causa del gran ridere fatto per aver visto una bertuccia impossessarsi dei suoi stivali e giocare a toglierseli e rimetterseli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Petronio, Compendio di storia della letteratura italiana, Appendice didattica di Carlo Ricci, Palermo, Palumbo, 1968, p. 130.

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