Marginalia

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Wahrheit und Dichtung di Melchior Kirchhofer con note a margine che potrebbero essere state scritte da Josef Eiselein.
Glosas Emilianenses sono annotazioni, aggiunte a questo codice latino, che vengono considerate le prime frasi scritte il lingua castigliana.
Una pagina da un manoscritto miniato con marginalia dipinti.
Queastio II.8 nell'edizione 1621 dell'Arithmetica di Diofanto, con il margine destro divenuto famoso per l'annotazione di Fermat sul suo "ultimo teorema".

Marginalia (solo plurale[1]) sono annotazioni, scritte e commenti, fatti da lettori, a margine di un libro, così come le decorazioni dei codici miniati che contornano le pagine.

Non debbono essere confusi con le annotazioni dei lettori, segnate sui libri (ad esempio stelle, crocette, ecc.). Il modo formale di aggiungere note descrittive di un documento è chiamato annotazione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lo scolio sui manoscritti classici è la prima forma conosciuta di marginalia. Un famoso esempio è quello sull'Ultimo teorema di Fermat, il cui enunciato fu annotato sul margine di un'edizione dell'Arithmeticadi Diofanto, senza dimostrazione a motivo della ristrettezza del margine.

Il primo uso documentato del termine marginalia si ebbe nel 1819, nel Blackwood's Magazine. Dal 1845 al 1849 Edgar Allan Poe intitolò alcune delle sue riflessioni e materiale frammentario marginalia.[2] Samuel Coleridge pubblicò cinque volumi di marginalia.

Alcuni marginalia famosi erano opere serie, o i relativi progetti, scritti a margine a causa della scarsità di carta. Voltaire scrisse nei margini di libri mentre era in prigione e sir Walter Raleigh scrisse su di un libro, una dichiarazione personale, poco prima della sua esecuzione. John Bethune era un povero poeta inglese, la cui unica carta che aveva disponibile era lo spazio a margine dei libri.

Valore dei marginalia[modifica | modifica sorgente]

I marginalia possono aumentare o sminuire il valore di un libro, a seconda del libro e dell'autore dei marginalia. Marginalia di Tony Blair in un libro di Winston Churchill, per esempio, potrebbe aggiungere valore mentre le annotazioni di uno studente in una edizione popolare di Oliver Twist sicuramente no.

Catherine C. Marshall, facendo delle ricerche sul futuro dell'interfaccia utente ha studiato il fenomeno dell'annotazione sui testi. Ha scoperto che in alcuni dipartimenti universitari, studenti consapevoli hanno l'usanza di setacciare pile di libri di testo presso rivenditori di testi usati alla ricerca di copie con annotazioni. Gli studenti hanno dimostrato di apprezzare le conoscenze dei loro predecessori.[3][4][5]

Marginalia su formati digitali[modifica | modifica sorgente]

A cominciare dagli anni 1990, sono stati fatti diversi tentativi per progettare e mettere in vendita dei lettori di e-book che facilitino la possibilità di inserire una forma limitata di marginalia. Nel 2004, la Sony Librie EBR-1000EP introdusse una minuscola ma completa tastiera qwerty per permettere la creazione di marginalia e segnalibri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marginalium è il singolare dedotto di marginalia.
  2. ^ Edgar Allan Poe Society of Baltimore - Works - Misc - Marginalia. URL consultato il 22 novembre 2009.
  3. ^ Seeing the picture - Crowdsourcing annotations for books (and eBooks)
  4. ^ From Personal to Shared Annotations
  5. ^ Social Annotations in Digital Library Collections

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jackson, H. J. Marginalia: Readers writing in Books, New Haven: Yale University Press, 2001. ISBN 0-300-08816-7 N.B: one of the first books on this subject
  • Coleridge, S. T. Marginalia, Ed. George Walley and H. J. Jackson. The Collected works of Samuel Taylor Coleridge 12. Bolligen Series 75. 5 vols. Princeton University Press, 1980-.
  • Alston, R. C. Books with Manuscript: A short title catalogue of Books with Manuscript Notes in the British Library. London: British Library, 1994.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]