Margherita di Savoia (1420-1479)

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Contea e Ducato di Savoia
Branca Ducale

Dinastia di Savoia
Arms of the House of Savoy.svg
Amedeo V il Conte Grande
Aimone il Pacifico
Amedeo VI il Conte Verde
Amedeo VII il Conte Rosso
Amedeo VIII il Pacifico (antipapa Felice V)
Figli
Ludovico il Generoso
Figli
Amedeo IX il Beato
Figli
Carlo I il Guerriero
Figli
Carlo II
Ulrico V di Württemberg e le sue tre mogli Margherita di Cleve, Elisabetta di Baviera-Landshut e Margherita di Savoia

Margherita di Savoia (Morges, 142030 settembre 1479) è stata regina di Sicilia, contessa palatina e contessa di Württemberg.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era figlia del conte Amedeo VIII di Savoia (antipapa dal 1439 al 1449 antipapa, con il nome di Felice V. Crebbe a Torino, ed all'età di quattordici anni venne data in sposa a Luigi III d'Angiò, re titolare di Sicilia. Egli tuttavia morì poco dopo la celebrazione delle nozze, e Margherita sposò in seguito l'elettore palatino Ludovico IV del Palatinato. Rimasta nuovamente vedova nel 1449, nel 1453 andò in sposa al conte Ulrico V di Württemberg.

Fu appassionata di letteratura e collezionava manoscritti, commissionati od acquistati.

Dopo la sua morte venne sepolta nella Chiesa collegiale di Stoccarda.

Figli[modifica | modifica sorgente]

Dal matrimonio con Ludovico nacque un solo figlio:

  • Filippo (14 luglio 1448; 28 febbraio 1508), principe elettore palatino;

Con Ulrico, Margherita ebbe i seguenti figli:

  • Elena (dopo il 1453 – 1506), andata sposa al conte Kraft VI di Hohenlohe-Waldenburg-Neuenstein;
  • Margherita (dopo il 1453 – 1470), andata sposa nel 1469 al conte Filippo di Eppstein-Königstein;
  • Filippina (dopo il 1453 – 1475), andata sposa al conte Giacomo II di Horn.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jörg Rogge (a cura di), Fürstin und Fürst. Familienbeziehungen und Handlungsmöglichkeiten von hochadeligen Frauen im Mittelalter (= Mittelalter-Forschungen 15), Ostfildern 2004.
  • Henrike Lähnemann, Margarethe von Savoyen in ihren literarischen Beziehungen, in: "Encomia-Deutsch", Berlin 2002, pp. 158-173.

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