Margherita d'Oingt

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Margherita d'Oingt (124011 febbraio 1310) è stata una mistica francese.

Margherita d'Oingt è nata probabilmente nel 1240 e morta nel 1310, discendente della potente famiglia dei d'Oingt della Beaujolais, estinta nel 1382 in mancanza di eredi maschi.

Celebre presso i contemporanei, Marguerite d'Oingt è stata una mistica, religiosa dell'Ordine certosino, contemporanea di Filippo il bello e Clemente V. Dal 1288 è la quarta priora della Certosa di Poleteins (vicino a Mionnay dans les Dombes), fondata da Marguerite de Bâgé nel 1238, della quale oggi rimane soltanto un edificio.

Colta e in grado di scrivere in latino, cosa rara per una donna nel medioevo, Marguerite d'Oingt è una delle prime poetesse delle quali si abbia traccia in Francia. La sua prima opera, in latino, è la Pagina meditationum (1286). Due sono i testi importanti redatti dalla d'Oingt in francoprovenzale: Li Via seiti Biatrix, virgina de Ornaciu e de Speculum.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La mistica è stata citata il 3 novembre 2010 da Papa Benedetto XVI:

« Margherita ci invita a meditare la vita di dolore e amore di Gesù e di Maria e a dare così un senso alla nostra esistenza »

, ovvero

« mettere la nostra vita al servizio di Dio e degli altri »
« A prima vista una certosina medioevale può apparire lontana da noi; ma se veniamo all’essenziale vediamo che tocca anche a noi il compito di arrivare al più profondo della nostra vita. Margherita ha considerato il Signore come un libro, uno specchio in cui appare anche la propria coscienza. La sua coscienza è stata pulita. Di questo abbiamo bisogno anche noi: lasciare entrare Gesù nella nostra coscienza perché sia illuminata e pulita. La spazzatura non è solo nelle strade. La spazzatura è anche nella nostra coscienza e nelle nostre anime e solo la forza e la luce del Signore ci dà la retta via : lasciamoci illuminare e pulire per imparare la vera vita »

.[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Papa: "La spazzatura non è solo in strada" - Interni - Commenti pagina 3 - ilGiornale.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Benedetto XVI, udienza generale, 3 novembre 2010