Margherita d'Angoulême

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri personaggi con questo nome, vedi Margherita di Valois (disambigua).
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri personaggi con questo nome, vedi Margherita di Navarra.
Margherita d'Angoulême
Margherita d'Angoulême, ritratta da Jean Clouet del 1527.
Margherita d'Angoulême, ritratta da Jean Clouet del 1527.
Regina consorte di Navarra
In carica 1527 - 21 dicembre 1549
Predecessore Giovanni d'Albret (come "Re consorte di Navarra")
Successore Antonio di Borbone (come "Re consorte di Navarra")
Nome completo Margherita di Valois-Angoulême
Nascita Angoulême, 11 aprile 1492
Morte Odos, 21 dicembre 1549
Casa reale Dinastia Valois-Angoulême
Padre Carlo di Valois
Madre Luisa di Savoia
Consorte Enrico II di Navarra
Figli Giovanna

Margherita d'Angoulême (Angoulême, 11 aprile 1492Odos-en-Bigorre, 21 dicembre 1549) è stata una scrittrice e poetessa francese, fu principessa di Angoulême, duchessa di Alençon, e poi regina di Navarra.

Stemma di Margherita d'Angoulême

Coat of Arms of Marguerite of Angouleme, Queen Consort of Navarre.svg


Era figlia di Carlo di Valois, conte di Angoulême, e di Luisa di Savoia e quindi sorella del re di Francia Francesco I.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Margherita crebbe alla corte di Luigi XII dove ricevette un'educazione molto accurata impartita da Jean Paradis che le insegnò, tra le altre cose, ben sette lingue. Era molto amata da suo fratello Francesco I, che quando salì al trono le accordò la facoltà di proteggere molti poeti, umanisti e anche quella fazione del clero che anelava ad una riforma della Chiesa cattolica; grazie a questo suo mecenatismo la sua corte fu tra le più brillanti del Rinascimento.

Sposò nel 1509 il duca Carlo IV d'Alençon, ma ne rimase vedova nel 1525 e si risposò nel 1527 con Enrico d'Albret, già re di Navarra.

Francesco I era solito chiedere consiglio proprio alla sorella su questioni politiche sia nazionali che estere; tant'è che dopo la disfatta di Pavia nel 1525, toccò proprio a Margherita doversi recare presso la corte di Carlo V per negoziare la liberazione del fratello. Il suo prestigio l'aveva fatta notare anche al papa Adriano IV, che desiderava usufruire dei suoi servigi per risanare le dispute tra i principi cristiani.

Fu sempre sostenitrice degli evangelici del cosiddetto "cenacolo di Meaux", Guillaume Briçonnet e Jacques Lefèvre d'Étaples, i quali desideravano una riforma della Chiesa cattolica non traumatica. Tra questi evangelici si distinse Michel d'Arande, che approfittò della sua nomina a vescovo di Saint-Paul-Trois-Châteaux per propagare la loro dottrina; per questa ragione fu sostituito da Gérard Roussel. Questo non scoraggiò Margherita, che aveva esteso la sua protezione anche ai riformatori Louis de Berquin ed Étienne Dolet; nel 1530 insediò Lefèvre d'Étaples a Nérac; pubblicò essa stessa un trattato spirituale chiaramente influenzato dal cenacolo di Meaux, Miroir de l'âme pécheresse (Specchio dell'anima peccatrice), nel 1531.

Iniziò così l'avvicinamento al pensiero protestante, specialmente dopo la pubblicazione del suo Dialogue (Dialogo) nel 1524, dove faceva sua la teoria della giustificazione della grazia, ma non accolse mai le tesi di Calvino, anche se mantenne un rapporto epistolare sia con lui che con Filippo Melantone. Questo suo atteggiamento le procurò il biasimo dei dottori della Sorbona e nel 1533, i professori del collegio di Navarra, scrissero un testo teatrale che la descriveva come una donna settaria e visionaria e i suoi scritti furono accolti in malo modo. Comunque sia, nei suoi feudi di Alençon e di Bourges rimanevano attivi centri di diffusione della nuova dottrina; la corte di Nérac continuava ad accogliere un gran numero di letterati. Fu grazie a lei che il poeta Clément Marot, messo in prigione con un'accusa irrisoria, poté essere scagionato.

La fine della sua vita fu oscurata dalla scelta di Francesco I di adottare una politica repressiva, tant'è che essa non riuscì ad impedire il supplizio di Étienne Dolet e l'esilio di Marot. Non riuscì a materializzare la sua visione, cioè di unire cattolici e protestanti prima della rottura definitiva. Nel 1546 scrisse una raccolta di racconti leggeri d'evasione basata sul Decamerone di Boccaccio, l'Heptaméron, che fu pubblicato postumo nel 15581559, e un libro di poesie, Les Marguerites de la Marguerite des princesses (Le Margherite della Margherita delle principesse), oltre a commedie profane e a una tetralogia sul tema del mistero della Natività, titolata Comédies bibliques.

Nel frattempo aveva fatto abbellìre il castello di Pau, ornandolo di deliziosi giardini, e dotò gli ospedali di Alençon e di Montagne-au-Perche e nel 1534 fondò a Parigi l'ospedale degli Enfants-Rouges destinato agli orfani. Si spense nel castello di Odos a Tarbes, il 21 dicembre 1549, due anni dopo la dolorosa scomparsa del fratello e la sua salma fu tumulata insieme alle altre dei re di Navarra, nell'allora chiesa cattedrale di Lescar.

Angoulême Marguerite 2012.jpg

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Da Enrico, Margherita ebbe:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anderson Magalhães, Le Comédies bibliques di Margherita di Navarra, tra evangelismo e mistero medievale, in La mujer: de los bastidores al proscenio en el teatro del siglo XVI, ed. de I. Romera Pintor y J. L. Sirera, Valencia, Publicacions de la Universitat de València, 2011, pp. 171-201.
  • Anderson Magalhães, «Trouver une eaue vive et saine»: la cura del corpo e dell’anima nell’opera di Margherita di Navarra, in Le salut par les eaux et par les herbes: medicina e letteratura tra Italia e Francia nel Cinquecento e nel Seicento, a cura di R. Gorris Camos, Verona, Cierre Edizioni, 2012, pp. 227-262.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 89797196 LCCN: n79082138