Margaret Thatcher

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Margaret Thatcher
Margaret Thatcher.png

Primo Ministro del Regno Unito
Durata mandato 4 maggio 1979 –
28 novembre 1990
Capo di Stato Elisabetta II
Predecessore James Callaghan
Successore John Major

Leader del Partito Conservatore
Durata mandato 11 febbraio 1975 –
28 novembre 1990
Predecessore Edward Heath
Successore John Major

Ministro dell'Istruzione del Regno Unito
Durata mandato 20 giugno 1970 –
4 marzo 1974
Capo di Stato Elisabetta II
Primo ministro Edward Heath
Predecessore Edward Short
Successore Reginald Prentice

Parlamentare del Regno Unito, Camera dei Comuni
Durata mandato 8 ottobre 1959 –
9 aprile 1992
Predecessore John Crowder
Successore Hartley Booth

Parlamentare del Regno Unito, Camera dei lord
Durata mandato 9 aprile 1992 –
8 aprile 2013

Dati generali
Prefisso onorifico The Right Honourable
Suffisso onorifico LG, OM, PC, FRS
Partito politico Conservatore
Tendenza politica Conservatorismo liberale
Paleolibertarismo
Liberismo
Titolo di studio Laurea in chimica
Alma mater Somerville College, Oxford
Professione Chimica e Avvocato fiscalista
« Essere potenti è come essere una signora. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei. »
(La Lady di ferro parlando dell'efficacia della sua personalità politica in un'intervista per il Times[1])

Margaret Thatcher, nata Margaret Hilda Roberts, e conosciuta anche come la Lady di ferro, in inglese The Iron Lady (Grantham, 13 ottobre 1925Londra, 8 aprile 2013[2]), è stata una politica britannica.

Fu primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990; è stata finora l'unica donna ad aver ricoperto la carica di Primo Ministro del Regno Unito.[2] Dal 1975 al 1990 fu inoltre leader del partito conservatore inglese.[2] Il titolo nobiliare di Baronessa di Kesteven nella contea del Lincolnshire le fu dato il 7 dicembre 1990.[3] Al suo nome è legata la corrente politica denominata "thatcherismo", che fonde il conservatorismo con il liberismo e il periodo britannico degli anni 1980 è detto "era thatcheriana"[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Margaret Thatcher nacque il 13 ottobre 1925 a Grantham nel Lincolnshire, in una famiglia di solidi principi religiosi e di fede protestante metodista; suo padre era droghiere e impegnato nell'attività politica e religiosa locale.[3] Si laureò in chimica presso il Somerville College dell'università di Oxford; fin dall'università si occupò di politica diventando presidente di un'associazione studentesca conservatrice. Dopo la laurea si impiegò come ricercatrice chimica[3] presso la BX Plastics, un'industria di ingegneria per materiali plastici.

Anche in questo periodo non venne meno il suo impegno politico. Per seguire i suoi impegni politici, si trasferì a Dartford nel Kent dove lavorò presso una famosa industria conserviera del Regno Unito. A Dartford partecipò alle elezioni del 1950 e 1951 senza riuscire a sconfiggere il candidato laburista ma conquistando comunque molti consensi che ridussero il grande vantaggio che il Partito Labour deteneva in città. Proprio nel partito conservatore del Kent conobbe Denis Thatcher che sposò nel 1951, convertendosi all'anglicanesimo.[3]

Nel 1953 alla coppia nacquero due figli gemelli (Mark e Carol). Nello stesso anno completò ulteriori studi e divenne avvocato fiscalista di professione. Nel 1982 intervenne nelle ricerche per ritrovare suo figlio Mark, smarritosi nel Deserto del Sahara durante il rally Parigi-Dakar. Nel 2004 Mark, che viveva in Sudafrica, fu arrestato per il suo coinvolgimento in un tentativo di colpo di Stato in Guinea Equatoriale e questo turbò non poco l'equilibrio familiare dell'ex first Lady britannica[5]. È morta l'8 aprile del 2013 all'età di 87 anni a causa di un ictus nella sua suite presso l'Hotel Ritz nel centro di Londra.[6]

Carriera politica dal 1950 al 1979[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950 e nel 1951 si candidò per il Partito Conservatore ma fu sconfitta con onore aumentando notevolmente i voti per il suo partito. Nel 1959 fu eletta alla Camera dei Comuni. Nel 1961 divenne Segretario parlamentare al Ministero delle Pensioni, carica che mantenne fino al 1964, quando i conservatori persero le elezioni; in seguito ottenne alcune cariche all'interno del partito.[3] Da parlamentare fu una dei pochi conservatori a votare a favore della depenalizzazione dell'omosessualità maschile e dell'aborto; votò inoltre per il mantenimento della pena di morte durante le votazioni che l'avrebbero abolita, ed attaccò il Governo laburista di Harold Wilson per le sue politiche fiscali; dal 1967 divenne parte dello Shadow Cabinet, occupandosi di Trasporti e poi di Istruzione.

Dopo la vittoria dei conservatori nel 1970, che portò Edward Heath alla carica di Primo ministro, Margaret Thatcher divenne Ministro dell'Istruzione, ma fu costretta a promuovere politiche spesso impopolari a causa dei tagli operati dal governo. Una di queste riguardava l'abolizione del latte gratuito nelle scuole per i bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni. Questa impopolare misura le valse il soprannome di "Thatcher, the milk snatcher" (Thatcher, la ruba latte).[7] Dopo la sconfitta alle elezioni nel 1974 decise di candidarsi per la leadership del partito e nel febbraio 1975 divenne leader del Partito Conservatore, la prima donna a ricoprire tale carica.[3]

Da leader dell'opposizione mantenne molti uomini di Heath nello Shadow Cabinet (essendo un outsider, all'inizio, non aveva dietro molti sostenitori) ma criticò la proposta del predecessore di dare maggiore autonomia alla Scozia e cercò di convertire il partito alle sue visioni di politica monetaria (Supply-side economics). Nel 1976 tenne un famoso discorso in cui attaccava duramente l'URSS; un giornale russo ribatté nominandola "Железная леди" (signora di ferro), che le valse il soprannome britannico iron lady, da allora sempre associato alla sua immagine.[3] Nel 1978 una sua intervista le valse molti consensi, quando affermò che «gli inglesi sono davvero spaventati che questa nazione possa essere sommersa da persone con una cultura differente»; in seguito i sondaggi registrarono un balzo in avanti nei consensi del Partito Conservatore.[3]

In quello stesso anno il governo laburista di James Callaghan si trovò in grave difficoltà a causa di scioperi, crescente disoccupazione e collasso dei servizi pubblici; i conservatori sfruttarono a loro vantaggio la situazione ed alle elezioni del 1979 ottennero la maggioranza alla Camera dei Comuni: Margaret Thatcher divenne Primo ministro. Arrivando a Downing Street disse, parafrasando San Francesco d'Assisi:

(EN)
« Where there is discord, may we bring harmony. Where there is error, may we bring truth. Where there is doubt, may we bring faith. And where there is despair, may we bring hope. »
(IT)
« Dove c'è discordia, che si possa portare armonia. Dove c'è errore, che si porti la verità. Dove c'è dubbio, si porti la fede. E dove c'è disperazione, che si possa portare la speranza. »

Il primo mandato (1979-1983)[modifica | modifica wikitesto]

Margaret Thatcher (1983)

Da Primo ministro s'impegnò per rovesciare il declino economico che interessava il Regno Unito ormai da qualche decennio e per restituire al Paese un importante ruolo nel panorama internazionale. In quanto filo-monetarista, Thatcher incrementò il tasso d'interesse per ridurre l'inflazione ed aumentò l'IVA, preferendo la tassazione indiretta a quella diretta; questi interventi colpirono soprattutto l'industria manifatturiera e la disoccupazione finì per raddoppiare in poco più di un anno. Nel 1982 l'inflazione tornò a livelli accettabili ed il tasso d'interesse fu abbassato; nonostante la crescita economica avesse tratto giovamento da questi interventi, l'industria manifatturiera ridusse i propri utili di un terzo in quattro anni e, nello stesso periodo di tempo, la disoccupazione aumentò di quattro volte.[3]

La prima importante riforma economica fu l'Housing Act del 1980[8], cioè il diritto degli inquilini di case dello Stato di acquistare l'abitazione in cui vivono beneficiando di agevolazioni fiscali, allo scopo,come successe, di aumentare la vendita di alloggi.[9] Il 30 aprile 1980 un gruppo di sei terroristi arabi assaltò l'ambasciata iraniana a Londra, chiedendo in cambio della fine dell'assedio il rilascio di 91 arabi detenuti in Iran. L’ultimatum sarebbe scaduto alle ore 12 del giorno dopo: se le richieste non fossero state accolte, essi minacciavano di uccidere i 26 ostaggi e di far saltare in aria l'edificio.

Thatcher prese subito il comando dell'operazione gestendola in prima persona, come farà anche l'anno successivo nella Guerra delle Falkland. La sua gestione dell'emergenza, complice la diretta televisiva che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso per i 5 giorni dell'operazione (il sequestro terminerà il 5 maggio) e il decisivo ordine di attaccare i sequestratori (5 di essi furono uccisi e uno catturato) facendo irruzione nella stanza ove erano annidati, diedero grande popolarità al Primo Ministro, facendole conquistare dopo un solo anno al 10 di Downing Street la fama di grande condottiera.

Sempre nel 1980 tentò di proibire, senza riuscirci, l'uso nelle istituzioni pubbliche del termine "sandinismo" e i suoi derivati[10], a seguito dell'assassinio da parte dei sandinisti del dittatore nicaraguense Anastasio Somoza Debayle. Nel 1981 un numero di appartenenti all'IRA iniziò lo sciopero della fame per riottenere lo status di prigionieri politici toltogli dal precedente Governo; Margaret Thatcher non cedette alle loro richieste e dieci di essi morirono di fame, primo dei quali Bobby Sands; e solo 217 giorni dopo e grazie all'intercessione delle famiglie dei prigionieri lo sciopero della fame fu interrotto e parte dei diritti furono reintegrati per i prigionieri paramilitari.[3] Quello fu anche l'anno di sanguinose rivolte della popolazione povera contro il governo. La più violenta fu quella di Brixton[11]

Si scoprirà solo nel 2011, dopo la desecretazione di documenti riservati, che nel 1981 il Kgb voleva inviare nel Regno Unito un commando terrorista per uccidere il Primo Ministro, in quanto considerata l'unico cittadino della Gran Bretagna, alleato storico degli Stati Uniti, ad avere il coraggio necessario per ordinare un attacco nucleare contro l'URSS[non chiaro][12] Nel 1982 la giunta militare dell'Argentina rivendicò le Isole Falkland, territorio britannico, da essi chiamate Malvinas, ordinandone l'occupazione da parte dell'esercito. Thatcher vi inviò una task force navale per riprendersi le isole; l'operazione fu un successo e favorì un'ondata di patriottismo nel Regno Unito.

Determinante per la vittoria della guerra fu il controverso affondamento dell'incrociatore argentino Generale Belgrano, avvenuto su ordine dell'Iron Lady mentre questo si trovava fuori dal limite della zona di guerra. Il Regno Unito riuscì a sconfiggere militarmente la dittatura di Buenos Aires grazie ad alcune informazioni segrete passate ai britannici da un altro regime sudamericano, il governo cileno del generale Augusto Pinochet, nemico della nazione confinante, oltre che dal permesso accordato dallo stesso Pinochet di sostare in Cile per rifornirsi di carburante agli aerei britannici da guerra. Il rapporto di amicizia della Thatcher - che ne apprezzava l'anticomunismo e il liberismo - con il dittatore cileno sarà un argomento controverso, anche molti anni dopo: la Lady di ferro si opporrà ai tentativi di mettere Pinochet sotto processo per i crimini compiuti nel Cile dell'epoca della dittatura militare, ai danni anche di alcuni cittadini spagnoli, che configuravano quindi un mandato di cattura europeo.[13]

Sulla guerra delle Falkland, Thatcher dichiarò: "Chi si trova in guerra, non si può far distrarre da complicazioni diplomatiche, deve superarle con ferrea volontà", riferendosi soprattutto alle polemiche sull'affondamento del Belgrano. Questo fu uno dei fattori che portarono alla vittoria del Partito Conservatore alle elezioni del 1983. Ma, in realtà, i Tories riuscirono ad ottenere un'amplissima maggioranza solo grazie alla scissione dal Partito Laburista del Partito Socialdemocratico (che si alleò col Partito Liberale); il Partito Conservatore si ritrovava quindi con due opposizioni separate i cui voti (sommati) lo superavano 53.4 a 42.4; ma, grazie al sistema elettorale britannico, esse venivano fortemente sottostimate.

Reagan e la Thatcher a Camp David, 1986

Il secondo mandato (1983-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Margaret Thatcher e il Vice - Presidente George H.W. Bush il 17 giugno 1987

Nel 1983, secondo il giornalista Mike Frost, Thatcher avrebbe usato ECHELON, il sistema di spionaggio elettronico attivo in vaste aree del pianeta, e molto utilizzato per la Guerra Fredda, per spiare due suoi ministri dei quali si fidava poco. Dal 1984 Thatcher si impegnò nell'affrontare il potere dei sindacati, varando una legge che rendeva lo sciopero illegale se non fosse stato approvato a voto segreto dalla maggioranza dei lavoratori e rendeva i capi sindacali civilmente responsabili dei danni eventualmente causati da agitazioni non conformi alle regole. Il confronto raggiunse il suo culmine quando il sindacato dei minatori dichiarò lo sciopero ad oltranza per opporsi alla chiusura di parecchie miniere.[4]

In alcuni casi gli scioperanti fecero azioni di picchettaggio, che la Thatcher non esitò a reprimere. I metodi della polizia infatti durante lo sciopero furono molto contestati. Tristemente famosa rimane la Battaglia di Orgreave, una lotta violentissima in cui si fronteggiarono migliaia tra poliziotti e minatori. I dati ufficiali parlano di 93 manifestanti arrestati e 123 feriti totali (72 tra i poliziotti e 51 minatori), anche se questi dati sembrano sottostimati. Dopo un anno, il sindacato fu costretto a cedere senza condizioni. Margaret Thatcher aveva vinto la sua durissima lotta contro le Trade Unions.[3]

Contemporaneo allo sciopero dei minatori, ma più breve e meno violento, ci fu anche quello dei portuali britannici, che vide coinvolti circa 35.000 lavoratori. L'agitazione durò due mesi, e venne fatta per solidarizzare in maniera concreta con i minatori. Tuttavia, molti camionisti, infuriati perché temevano di perdere il proprio lavoro, dopo molte intimidazioni e anche qualche aggressione ai portuali, costrinsero questi ultimi a terminare lo sciopero.[14] Nel giugno 1984, al congresso per il bilancio finanziario europeo a Fontainebleau, Thatcher pronunciò la famosa frase "I want my money back!" (rivoglio indietro i miei soldi!)[15], riferendosi al 50% dei finanziamenti per l'Europa che finiva al settore agricolo.

Con questa regola, i Paesi più attivi nell'agricoltura (soprattutto la Francia, padrona di casa del congresso) beneficiavano di un importante contributo alla propria economia, a danno di quelli meno attivi come proprio il Regno Unito, che di fatto sostenevano l'altrui settore primario. Il Primo Ministro pretese e ottenne una revisione di tale accordo, che finì per creare l'assegno britannico, in pratica una forte riduzione del contributo della Gran Bretagna all'agricoltura europea. Sempre lo stesso anno apre una gara d'appalto tra privati per la costruzione del tunnel della Manica e nel 1987 firma con il governo francese il trattato di inizio dei lavori[16],riuscendo così ad ottenere che l'opera venisse realizzata totalmente con capitali privati, mentre il collega francese la voleva sostenuta da fondi pubblici. Nell'ottobre 1984 uscì illesa da un attentato degli estremisti repubblicani irlandesi dell'IRA contro la sede del Grand Hotel di Brighton mentre era in corso un congresso del partito; l'attentato causò comunque la morte di cinque persone.

Il giorno dopo non rinunciò a tenere il discorso al congresso. In economia si impegnò a ridurre l'intervento statale, soprattutto tramite un gran numero di privatizzazioni[17]. Tra le aziende privatizzate spiccano la compagnia aerea di bandiera, la British Airways, il colosso energetico della British Gas, la principale azienda di telecomunicazioni, la British Telecommunication, e la British Steel, la più importante industria produttrice di acciaio.Intanto,nell'altro settore dell'economia,il terziario,nel 1986 varò il Big Bang Act,la legge del London Stock Exchange,la borsa di Londra.Questa fu una totale deregolamentazione dei mercati finanziari,con cui vennero abolite le spese di commissione fissa e la figura dell'intermediario nelle operazioni borsistiche,con la conseguenza di diminuire i controlli e rendere più facile l'attività degli speculatori[18].Con questo sistema di finanza alterata,la borsa londinese aumentò la quantità di azioni e denaro trattati[19],ma di contro creò le basi per la futura speculazione finanziaria.

In politica estera s'impegnò invano per spingere il governo del Sudafrica a terminare l'apartheid. Per quanto riguarda i rapporti con l'URSS, fu molto vicina al presidente americano Ronald Reagan, sia con la sua politica di deterrenza, sia con la svolta improntata dall'era Gorbačëv[20]. La forte volontà di Thatcher di avere legami più stretti con gli Stati Uniti per quanto riguarda la politica difensiva la mise in contrasto col suo Ministro della Difesa, che si dimise per protesta[3]. Contrariamente ad alcuni Stati europei, come Francia, Spagna e Italia, la Gran Bretagna di Margaret Thatcher partecipò al bombardamento statunitense sulla Libia del 1986, fornendo all'alleato storico basi aeree a terra e portaerei.[21] Nel 1984 concesse ad Hong Kong lo status di Special Administrative Region (nel 1997 l'isola è tornata sotto il controllo della Cina). Nel 1986, con una mossa controversa, abolì il Greater London Council e altre 6 istituzioni analoghe in quanto roccaforti del Partito Laburista (ufficialmente per ridurre le spese). Eletta nuovamente come capo del governo conservatore a seguito delle elezioni generali del 1987, è stata il primo e unico premier britannico del XX secolo a ottenere la nomina per tre mandati consecutivi.[3]

Il terzo mandato (1987-1990) e la caduta[modifica | modifica wikitesto]

Margaret Thatcher tra Ciriaco De Mita e Ronald Reagan al 17° G7, tenutosi a Toronto nel 1988.

In seguito (nonostante vent'anni prima avesse votato a favore della decriminalizzazione dell'omosessualità), si scontrò contro la presunta "promozione" dell'omosessualità da parte degli enti locali, varando una contestata legislazione in tal senso. A questa legge è dedicata la canzone di Boy George, cantante del gruppo Culture Club dal titolo No Clause 28 ("No all'articolo di Legge - N. 28"). Alla fine degli anni ottanta si preoccupò di questioni ambientali, riconoscendo la veridicità delle tesi riguardanti il riscaldamento globale, il buco dell'ozono ed il rischio di piogge acide. Tra il 1989 e il 1990 il governo da lei presieduto varò la storica riforma sulla sicurezza negli stadi di calcio.

Fu questo documento, conosciuto come il rapporto Taylor (dal nome dell'autore, Peter Taylor), a ridefinire le norme sulla sicurezza in materia di stadi e tifoserie, obbligando di fatto le società a ristrutturare i vecchi impianti ormai fatiscenti e intensificando i controlli della polizia sui tifosi, per sopprimere sul nascere anche i comportamenti ritenuti sospetti o potenzialmente pericolosi, portando ai processi per direttissima degli hooligans arrestati. Questa politica portò all'azzeramento della violenza degli ultrà nel Regno Unito.

In politica estera accentuò la sua ostilità nei confronti dell'Europa, opponendosi fermamente al progetto di creare l'Unione europea e soprattutto alla possibilità di creare una moneta unica; la cosa fu malvista dagli altri leader europei e provocò una prima spaccatura nel partito. In seguito il Ministro dell'Economia e quello degli Esteri minacciarono le dimissioni nel caso in cui il Primo ministro non avesse accettato un accordo europeo riguardante i cambi monetari; il primo rassegnò le dimissioni e gli succedette John Major.

Inoltre, nel 1989 la sua popolarità iniziò a declinare, all'inizio a causa di una frenata nella crescita economica (causata dagli alti tassi d'interesse), in seguito a causa della sua riforma del sistema fiscale, con la quale introdusse la cosiddetta poll tax, una tassa calcolata in base alla popolazione, uguale per ogni cittadino residente nel Regno Unito, che era in contrasto con il programma liberista, ed era contestata anche nelle classi basse.[3] Fu una misura molto impopolare, che diede avvio ad uno sciopero fiscale cui parteciparono più di 18 milioni di persone ed a molte proteste che ebbero un notevole successo; il Primo ministro, comunque, come molte altre volte in passato non arretrò di un millimetro.

Tutti questi fatti le fecero alienare l'appoggio del partito; la sua caduta fu anticipata dalle dimissioni del Ministro degli Esteri nonché Vice-Primo ministro Geoffrey Howe (in quanto si trovava in conflitto con l'euroscetticismo del Primo ministro). Il 20 novembre 1990, mentre la Thatcher era alla Conferenza di Parigi, si svolsero le elezioni per la carica di leader del Partito Conservatore. La Thatcher, che credeva di essere in netto vantaggio sull'avversario Michael Heseltine, non raggiunse la maggioranza richiesta per soli 4 voti ed era quindi necessario un secondo turno. La situazione precipitò nelle ore successive, quando, rientrata a Londra, avviò delle consultazioni con gli stati maggiori del Partito, dopo aver annunciato che sarebbe rimasta a Downing Street. Nella notte, tuttavia, cambiò idea e decise di dimettersi da Primo ministro; sostenne poi la candidatura del Ministro dell'Economia John Major, che al Congresso del partito vinse facilmente e le succedette come Primo Ministro.[3]

Celebri le immagini dell'ultima volta al numero 10 di Downing Street, quando la Thatcher, con le lacrime agli occhi, si avvia verso l'auto per lasciare quella che, per 11 anni e mezzo, era stata la sua residenza. In occasione delle elezioni generali del 1992 Margaret Thatcher non si è ricandidata alla Camera dei Comuni, anche se ha continuato ad occuparsi di politica. Negli ultimi anni si è consumato il suo progressivo ritiro dalla vita pubblica, dovuto principalmente alle sue condizioni di salute. Nel 2003 morì il marito Denis. La Thatcher è apparsa poco in pubblico negli anni 2000, a causa di alcuni infarti e ictus che l'hanno colpita, nonché della malattia di Alzheimer di cui era sofferente da tempo.[22] Una delle ultime apparizioni risale al 2010, quando è stata invitata a Downing Street da David Cameron. Fu la prima volta, dal giorno delle sue dimissioni, che la Thatcher tornò in quella che per 11 anni era stata la sua casa.[23]

Margaret Thatcher nel 2004 ai funerali di Ronald Reagan

Margaret Thatcher e la Famiglia Reale[modifica | modifica wikitesto]

Nel Regno Unito la Regina Elisabetta II ha un ruolo di rappresentanza, presenzia a cerimonie e incontra settimanalmente il capo del governo per essere aggiornata sulla situazione politica, ma non fa parte del Parlamento e non ha incarichi effettivi. Tuttavia non manca di esternare la sua contrarietà a certe decisioni quando lo ritiene opportuno, così come gli altri componenti della Monarchia.[24] Tra Thatcher e la Famiglia Reale, nonostante l'apparenza pubblica, non correva buon sangue. La Regina Elisabetta II una volta si lasciò scappare un sarcastico "la detesto cordialmente", mentre suo marito, il Principe Filippo, definì Thatcher come "la figlia del droghiere", alludendo alle sue umili origini.[25]

Nel 1984 la regina fece sentire la sua preoccupazione per lo sciopero dei minatori che stava assumendo toni sempre più drammatici, chiedendo alle parti in lotta una soluzione pacifica, ma l'Iron Lady continuò nella sua linea intransigente.[26] Nel 2013 la sovrana, con il marito Filippo di Edimburgo, partecipò al funerale dell'ex Primo Ministro, cosa che non faceva dai tempi della cerimonia funebre di Winston Churchill, avvenuta nel 1965.[27]

Rapporti con il Vaticano[modifica | modifica wikitesto]

Tra Margaret Thatcher e Karol Wojtyla, Pontefice in quel tempo, i rapporti non furono mai idilliaci. In parte perché il Regno Unito non è un paese a forte tradizione cattolica, essendo la religione ufficiale quella anglicana,[28] che si differenzia decisamente da quella cattolica; poi anche perché ci fu lo scontro tra due personalità molto forti. Non mancarono i motivi di disaccordo tra i due, come ad esempio per lo sciopero della fame dei prigionieri irlandesi nel 1981, quando il Papa chiese ripetutamente al Primo Ministro di farlo terminare acconsentendo alle loro richieste,[29] mentre la signora di ferro andò avanti con decisione.

Oppure quando, sempre nel 1981, la Thatcher proibì a Giovanni Paolo II di tenere un discorso nel parlamento britannico, in quanto la chiesa ufficiale del Regno Unito non aveva come capo il Papa.[30] Non mancarono tuttavia interessi comuni: entrambi furono antagonisti del comunismo, e quindi alleati, con gli Stati Uniti di Ronald Reagan, nella lotta contro quello che l'ex presidente statunitense definì l'impero del male.[31]

Thatcher e l'Europa[modifica | modifica wikitesto]

I rapporti tra l'Iron Lady e il Continente non furono facili: le sue "crociate" antieuropeiste hanno fatto la storia di quel periodo e lasciato un'impronta di netta divisione tra il Regno Unito e l'Europa nel suo insieme. Famosi rimangono i suoi tre "no" alle richieste di Jacques Delors, Presidente della Commissione europea, che chiedeva al Regno Unito un avvicinamento politico all'Unione Europea e che sancirono in maniera definitiva l'isolamento britannico dalla comunità[32]. Inoltre, anche con i singoli Stati ci furono diversi screzi.

Con la Francia ci fu uno scontro politico con François Mitterrand, Presidente all'epoca, in quanto la dottrina politica di quest'ultimo, il socialismo, si scontrò con il liberismo thatcheriano, non solo a livello ideologico, ma anche per quanto riguarda il più importante progetto condiviso dai due stati, l'Eurotunnel. Mentre il presidente francese lo voleva finanziare con capitali pubblici, in nome del socialismo, il primo ministro britannico invece ne accettò la costruzione solo se i soldi li avessero messi investitori privati, e alla fine prevalse, dopo non poche difficoltà, questa linea[33]. Sempre con la Francia ci furono problemi durante la guerra delle Falkland, quando Thatcher dovette intervenire con durezza nei confronti di Mitterrand affinché non consegnasse al Perù un carico di missili, temendo che questi potessero essere usati dall'Argentina contro i britannici[34]. Con la Germania di Helmut Josef Michael Kohl, all'epoca Cancelliere, ci furono forti contrasti sull'assetto politico dell'Europa, non solo di quel periodo ma anche in prospettiva futura.

Thatcher temeva molto l'imminente riunificazione tedesca, pensando che questa avrebbe dato un eccessivo potere alla Germania, al punto di "cannibalizzare" l'intero continente[35]. Si oppose pubblicamente in tutte le sedi diplomatiche a questo progetto, trovando in questa sua battaglia un alleato con cui,per altri motivi, ci furono divergenze, François Mitterrand, anche lui preoccupato per l'avanzata teutonica[36]. La vicina Irlanda fu un duro banco di prova per l'integrità politica e anche fisica di Margaret Thatcher[37]. Da sempre la rivalità tra britannici e irlandesi è aspra, in quanto questi ultimi si sentono oppressi dal peso politico dei vicini[38], e l'arrivo sulla scena politica della signora di ferro non contribuì certo a smorzarli[39]. Lo sciopero della fame degli attivisti irlandesi del 1981, terminato con la morte di 10 di loro[40], l'attentato dinamitardo dell'IRA al Brighton Hotel del 1984[41], in cui lei, il bersaglio principale, uscì illesa, ma morirono 5 persone del partito conservatore, e la militarizzazione dell'Irlanda da lei imposta per reprimere i movimenti violenti, come appunto l'IRA[42], segnarono uno degli aspetti più drammatici del decennio Thatcher. Inoltre, nel 1988 promuove il Broadcasting Act, una legge censoria che impediva la diffusione nelle televisioni e radio del Regno Unito di interviste degli esponenti del Sinn Fein, il partito repubblicano irlandese[43].

Inevitabilmente i destini del Primo Ministro si incrociarono più volte con l'Unione Sovietica, nemica storica dell'Occidente. Destini tra luci e ombre: nel 1975, appena eletta alla guida del partito conservatore,dopo un suo duro attacco ai sovietici in cui auspicava l'uso della forza contro il comunismo, la "Stella Rossa", quotidiano del regime russo, la bollò spregiativamente Iron Lady, soprannome che poi è rimasto come il più famoso [44]. Nel 1984 il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov era pronto a finanziare con un milione di dollari la resistenza dei minatori durante lo sciopero contro il governo Thatcher, ma quando lei si accorse dell'esistenza di questo denaro destinato al NUM, il sindacato britannico di Arthur Scargill che rappresentava gli operai, andò su tutte le furie e arrivò a minacciare Gorbaciov affinché bloccasse quel bonifico,cosa che poi avvenne[45]. Tuttavia, in seguito le polemiche tra i due si smorzarono, e anzi si aprì una fase distensiva tra le due nazioni, cosa che facilitò la fine delle ostilità diplomatiche tra Occidente e Blocco Sovietico[46]. Anche con l'Italia non mancarono le polemiche. Come in Francia, anche lo Stivale era governato dai socialisti, con a capo Bettino Craxi. In quegli anni si consumò una grande rivalità, più mediatica che reale, con la sfida del PIL[47].

In pratica, i due stati tentavano di dichiarare una ricchezza nazionale superiore a quella del rivale, per dimostrare che il proprio sistema politico fosse il migliore. Ma soprattutto, Craxi fu il padrone di casa di un famoso consiglio di stato europeo a Milano, nel 1985, in cui riuscì a trovare l'accordo con gli altri capi di governo e a mettere in minoranza la signora Thatcher sui temi trattati, riguardanti la politica comune europea, ridimensionandola a livello internazionale[48]. Craxi si dichiarò anche contrario alla risposta militare britannica alle Falkland, senza però interferire in alcun modo. Anche con l'altro grande protagonista della politica italiana del tempo, Giulio Andreotti, non mancarono le tensioni. In particolare, a causa di un altro vertice europeo, a Roma nel 1990, indetto da quest'ultimo, in cui si gettarono le basi per la moneta unica, tema molto sensibile per Margaret Thatcher: quest'ultima arrivò a definire quel vertice un agguato di Andreotti contro di lei[49].

Eredità politica[modifica | modifica wikitesto]

Margaret Thatcher e la sua politica, nota come Thatcherismo (ma in realtà strettamente dipendente, in materia economica, dal pensiero degli economisti Friedrich von Hayek, della scuola austriaca, e Milton Friedman, della scuola di Chicago), sono state, e tuttora rimangono, molto controverse. I suoi ammiratori dicono che abbia contribuito a ringiovanire l'economia del Regno Unito, e che dagli anni novanta in poi la disoccupazione abbia cominciato a diminuire progressivamente e che la Nazione sia diventata una delle più grandi potenze economiche con Stati Uniti e Giappone. I detrattori invece sostengono che le sue politiche sociali aggressive abbiano creato un forte classismo, portando a grandi diseguaglianze tra la classe ricca e quella povera, tanto da creare un'emarginazione dei meno abbienti dalla società britannica. Essi sostengono anche che il Thatcherismo abbia dato una marcata impronta egoista alla Gran Bretagna. Inoltre, le sue battaglie antieuropeiste segnarono una netta divisione politica e sociale tra il Regno Unito e il resto del continente, divisione che è stata ideologicamente e politicamente mantenuta da tutti i successivi governi britannici.[50]

La Thatcher, durante i suoi mandati, fu invece odiata visceralmente da buona parte dei britannici non liberisti (negli anni ottanta e anche in seguito furono molti i film e le canzoni dove venne contestata) e ammirata dai più fervidi sostenitori del liberismo. Comunque sia, i governi successivi, sia conservatori che laburisti (questi ultimi guidati da Tony Blair, accusato dalla sinistra del suo partito di essere troppo vicino alle idee economiche thatcheriane), hanno mantenuto gran parte delle sue riforme. Il 31 luglio 2011 è stata resa nota la chiusura, su richiesta della stessa Thatcher, del suo ufficio alla Camera dei Lord[51], organo parlamentare di cui faceva parte a vita, a seguito della nomina a Baronessa di Kesteven (datata 7 dicembre 1990), dal 9 aprile 1992 a seguito dal ritiro dalla Camera dei Comuni in tale data. La Thatcher non prendeva più parte alle sedute dei Lords ormai da anni, a causa dei problemi di salute. Il ritorno dei conservatori di David Cameron al governo, nel 2010, dopo 18 anni di governi laburisti, ha visto un taglio netto con il passato tory di thatcheriana memoria.

Lo stesso Primo Ministro Cameron, più che un erede di Thatcher è da considerarsi la versione "dolce" della medesima. Lui stesso si è definito un conservatore di sinistra[52], e questo si è visto nella sua apertura alle nozze omosessuali e, al tempo stesso, nella sua critica alla Section 28, la legge di Margaret Thatcher che nel 1989 proibiva la promozione dell'omosessualità nei luoghi pubblici (nonostante lei stessa avesse votato per la depenalizzazione di essa negli anni Sessanta), una legge che colpiva principalmente i gay bar e i locali frequentati dalla comunità LGBT. In pratica, la sua idea di destra abbandona le asperità della sua predecessora, risultando perciò più aperta al dialogo verso le categorie sempre osteggiate dai vecchi conservatori.[53] La maggioranza dei tories di oggi esprime grande rispetto per la figura della Thatcher, anche se si riconosce in gran parte delle idee di Cameron, che pur essendo liberali, non sono tuttavia iper-liberiste come quelle della Lady di ferro.

Gli ultimi anni e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma personale della Baronessa Thatcher.

Dopo aver lasciato la Camera dei comuni, la Thatcher aprì una fondazione, fu il primo ex-Premier a farlo; questa fondazione ha chiuso nel 2005 a causa delle difficoltà finanziarie. Scrisse due libri Gli anni di Downing Street nel 1993 e The Path to power nel 1995. Venne assunta come consulente geopolitico dalla Philip Morris per 250'000 $ annui, più un contributo della stessa somma alla sua fondazione. Si dichiarò contraria al trattato di Maastricht, dichiarando che non l'avrebbe mai firmato. Elogiò Tony Blair, criticando il partito laburista ma difendendo il suo leader.

Dal 2002 annunciò che i suoi medici le consigliavano di non tenere più nessun discorso in pubblico. Il marito Denis Thatcher morì il 26 giugno 2003 e fu cremato il 3 luglio. L'11 giugno 2004 partecipò al funerale dell'ex-presidente statunitense Ronald Reagan; per l'occasione consegnò il suo elogio funebre registrato su nastro diverso tempo prima. Il 7 marzo 2008 durante una cena ebbe un crollo, venne ricoverata al St. Thomas Hospital. La figlia raccontò alla stampa di come la malattia di Alzheimer avesse colpito la madre; ad esempio di come avesse confuso il conflitto delle Falkland con la guerra in Jugoslavia, e delle tante volte in cui dovette ricordarle che il marito Denis era morto da tempo.

Negli ultimi anni venne invitata a diverse cerimonie ufficiali, come il matrimonio del Principe William e Kate, tuttavia non partecipò per motivi di salute. Nel 2011 ebbe un colloquio con l'attrice Meryl Streep, peraltro la sua attrice preferita, che vinse il suo terzo Premio Oscar per l'interpretazione della Thatcher in The Iron Lady. Il 21 dicembre 2012 subì un intervento chirurgico alla vescica. È deceduta nella sua suite presso l'Hotel Ritz nel centro di Londra la mattina dell'8 aprile 2013 all'età di 87 anni, colpita da un ictus[2][54]. Dopo le esequie, celebrate il 17 aprile, le sue spoglie sono state cremate e le ceneri sepolte nel giardino del Royal Hospital Chelsea's Margaret Thatcher Infirmary a fianco a quelle del marito, dopo una cerimonia privata celebrata il successivo 8 settembre.[55][56]

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 la BBC ha trasmesso il film Margaret, che racconta la parte finale della sua carriera politica, in cui la Thatcher è interpretata da Lindsay Duncan. Nel 2011 è stato girato un film a lei ispirato intitolato The Iron Lady diretto da Phyllida Lloyd, nel quale è stata impersonata da Meryl Streep, che, grazie a questa interpretazione, ha ricevuto il suo terzo premio Oscar.

Ma la figura politica e umana di Margaret Thatcher ha trovato una vastissima rappresentazione nel mondo culturale. Già in una scena del film italiano della coppia Bud Spencer & Terence Hill, Non c'è due senza quattro, del 1984, si fa riferimento a lei allo scopo di fare della sottile ironia sulla sua figura politica.[57]

In ambito musicale il gruppo heavy metal Iron Maiden ha fatto spesso riferimento alla Iron Lady a causa del suo nomignolo, facendola apparire più volte sulle copertine dei loro dischi e in altre varie illustrazioni. Ne è un esempio la copertina del singolo Women in Uniform del 1980, ma soprattutto fece scalpore la copertina di un altro singolo, Sanctuary, pubblicato sempre nel 1980. In esso viene raffigurato Eddie, la mascotte della band, con in mano un grosso coltello e per terra il corpo esanime di una donna molto somigliante a Margaret Thatcher. In alcune nazioni, come la Germania, sugli occhi della donna venne disegnata una banda nera allo scopo di celarne l'identità.

Nel 1980 i Clash pubblicano l'album Sandinista!. Il gruppo dichiara che il nome venne deciso in seguito al tentativo di Thatcher di proibire la parola "sandinista". Nel 1983 esplose il caso Thatchergate. La banda anarco-punk Crass scrisse il singolo intitolato Gotcha, un duro atto d'accusa alle politiche belliche del Primo Ministro (a seguito dell'affondamento del Belgrano, durante la guerra delle Falkland, il giornale britannico The Sun pubblicò infatti l'eloquente titolo "Gotcha", letteralmente "preso", scatenando diverse polemiche). I Crass, fortemente anti-thatcheriani, pubblicarono un disco di estratti di discorsi pubblici del Primo Ministro Thatcher e del Presidente Reagan. La registrazione venne presentata come un'intercettazione telefonica tra i due, in cui la leader britannica sembra far intendere che il cacciatorpediniere HMS Sheffield (D80), impegnato nella guerra delle Falkland, sia stato sacrificato dalla stessa Thatcher al fine di provocare un'aggravarsi della guerra, visto che (secondo la ricostruzione) Reagan esortava l'alleata a concludere pacificamente il conflitto[58]. Sempre dei Crass, e ancora con riferimento alla guerra, è il singolo How does it feel to be the mother of a thousand dead? (Come ci si sente ad essere la madre di mille morti?). Altro brano musicale che prese di mira il cosiddetto "thatcherismo" fu Opportunities (Let's Make Lots of Money) del 1986 dei britannici Pet Shop Boys.

Nel 1983 i Pink Floyd pubblicano The Final Cut. L'album ripercorre strade già ampiamente sviluppate nei precedenti due lavori, aggiungendo alcuni temi più attuali, come la partecipazione della Gran Bretagna alla guerra delle Falkland e, in particolare nel primo brano, un esplicito biasimo verso la politica di Margaret Thatcher. Sul retro si può leggere una dedica: «The Final Cut – A requiem for the post-war dream by Roger Waters, performed by Pink Floyd: Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason».[59][60]. Sempre in riferimento alle Falkland, e in particolare all'episodio chiave della guerra, nel 1986 il drammaturgo inglese Steven Berkoff produce la commedia satirica Sink the Belgrano!, basata sulla controversa decisione di Margaret Thatcher di affondare l'incrociatore argentino. Il singolo Miss Maggie del cantautore francese Renaud Séchan, uscito nel 1985, creò un incidente diplomatico tra Gran Bretagna e Francia a causa del testo della canzone, contenente pesanti invettive contro il Primo Ministro britannico. Il testo di Margaret On The Guillotine (letteralmente "Margaret alla ghigliottina"), pubblicata nel 1988 dal cantante inglese Steven Patrick Morrissey, parlava della morte di Thatcher come un sogno meraviglioso, terminandi la canzone con il suono improvviso di una ghigliottina. A causa di questo singolo, Morrissey subì una perquisizione in casa da parte della polizia alla ricerca proprio di una ghigliottina o altro materiale.

La figura di Margaret Thatcher ha dato il via a un vero e proprio genere cinematografico, il cosiddetto "cinema thatcheriano". Questa filmografia, in voga dagli anni ottanta alla fine degli anni novanta, racconta le condizioni di vita degli abitanti di vaste aree britanniche deindustrializzate dalle riforme economiche del Primo Ministro, che da zone ricche di industrie e operai sono diventati luoghi quasi abbandonati e con un alto tasso di disoccupazione, e gli abitanti, per sopravvivere, si devono adattare a fare qualsiasi cosa. La politica della Thatcher divenne il bersaglio preferito dei cineasti di sinistra, come Ken Loach, regista di Riff Raff e Piovono pietre[61].
Altri tre esempi di questo cinema anti-thatcheriano sono i celebri Grazie signora Thatcher, The Full Monty e Billy Elliot, da cui nel 2005 viene anche ricavato un pluripremiato spettacolo teatrale, al quale partecipò come musicista Elton John. Anche My Beautiful Laundrette del 1985 racconta la vita sociale ed economica sotto Margaret Thatcher. Inoltre diversi eventi a lei collegati hanno ispirato film, canzoni e altre forme artistiche, come lo sciopero della fame degli irlandesi, la guerra delle Falkland o lo sciopero dei minatori.

Negli anni Ottanta in Gran Bretagna andava di moda Spitting Image (letteralmente, immagine sputata), un programma televisivo realizzato con delle marionette, le quali avevano le sembianze delle persone più importanti del periodo, non solo della politica. I più parodiati erano i componenti del governo Thatcher e, ovviamente, il personaggio principale del programma era il Primo Ministro, che veniva rappresentata come una donna prepotente che tiranneggiava i suoi ministri, ridotti da lei al ruolo di umili servitori. Va da sé che, dopo le sue dimissioni, avvenute nel novembre 1990, l'interesse verso Spitting Image cominciò a diminuire sempre di più, visto che il panorama politico-sociale britannico era dominato dalla personalità thatcheriana.[62]

François Mitterrand, Presidente francese negli anni Ottanta e nei primi anni del decennio successivo, avrebbe detto: "Margaret Thatcher ha la bocca di Marilyn Monroe e gli occhi di Caligola".[63] Dichiarò anche di avere una vera ossessione per il Primo Ministro britannico, al punto di parlarne anche con il proprio psicanalista, in quanto la Thatcher gli incuteva timore quando dovevano discutere.[64] Dopo la sua elezione a leader dei conservatori, diversi suoi parlamentari, soprattutto i più anziani, videro malvolentieri una donna a capo del partito (all'epoca la cultura britannica era ancora pervasa da un certo maschilismo), anche quando essa li guiderà alla vittoria nelle elezioni del 1979. Così, coniarono per lei il soprannome Tina (dall'acronimo di "there is not alternative", una frase spesso usata da Thatcher, ossia "non c'è alternativa"), per ironizzare appunto sul fatto che a lei non c'era alternativa, e altrettanto spesso si riferiono a lei con l'acronimo Tbw, ossia "that bloody woman" (letteralmente "quella maledetta donna"). Va però detto che nel Regno Unito c'era anche una notevole ammirazione per la futura Primo Ministro.[65]

Nel 2010 la BBC dedica una trasmissione alle future esequie dell'ex Primo Ministro, chiedendo agli ascoltatori "Come va seppellita Margaret Thatcher?",[66] e facendo divampare alcune polemiche. Dopo la morte dell'ex Primo Ministro, la canzone Ding Dong! The Witch is dead (lettaralmente "Ding Dong! La strega è morta"), tratta da Il Mago di Oz, film britannico del 1939, è diventata nel Regno Unito la canzone simbolo dell'antithatcherismo.[67]

Edizioni italiane delle opere di Margaret Thatcher[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Dama dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della Giarrettiera
— 1995
Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito
— 7 dicembre 1990

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce del Reale Ordine di Francesco I (Casa di Borbone - Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce del Reale Ordine di Francesco I (Casa di Borbone - Due Sicilie)
Dama di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Dmitar Zvonimir (Croazia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Dmitar Zvonimir (Croazia)
«Per il notevole contributo personale alla promozione delle relazioni amichevoli tra la Gran Bretagna e la Repubblica di Croazia e per l'aver espresso sostegno alla creazione dello stato croato libero e indipendente, democratico e sovrano.»
— Zagabria, 15 settembre 1998[68]
Ordine dell'Amicizia di I Classe (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia di I Classe (Kazakistan)
Gran Croce dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania)
Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Iron Lady, feltrinellieditore.it. URL consultato il 4 maggio 2014.
  2. ^ a b c d E' morta Margaret Thatcher, la "lady di ferro". Fu la prima e unica donna premier britannica, repubblica.it, 8 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Biografia di Margaret Thatcher, londraweb.com. URL consultato il 4 maggio 2014.
  4. ^ a b Magazzino, Cosimo, La politica economica di Margaret Thatcher, Milano: FrancoAngeli, 2010.
  5. ^ Amanda Thatcher emerges centre-stage at Lady Thatcher's funeral, theguardian.com, 17 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  6. ^ Lost in the desert, theguardian.com, 13 gennaio 2004. URL consultato il 4 maggio 2014.
  7. ^ Margaret Thatcher, una storia improbabile, internazionale.it, 2 febbraio 2012. URL consultato il 4 maggio 2014.
  8. ^ Right to Buy, politics.co.uk. URL consultato il 4 maggio 2014.
  9. ^ A Londra i funerali della Thatcher, scontro sul suo contributo al real estate britannico, ilghirlandaio.com, 17 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  10. ^ Sandinista!, manchesterbars.com. URL consultato il 4 maggio 2014.
  11. ^ Brixton, calma dopo l'incendio, repubblica, 1º ottobre 1985. URL consultato il 4 maggio 2014.
  12. ^ Il Kgb e la Lady di ferro Nel 1981 un piano sovietico per uccidere la Thatcher, repubblica.it, 2 gennaio 2012. URL consultato il 4 maggio 2014.
  13. ^ La Thatcher a casa di Pinochet: saluto un vero democratico, corriere.it, 27 marzo 1999. URL consultato il 4 maggio 2014.
  14. ^ Si fermano i porti britannici, il paese rischia la paralisi, repubblica.it, 25 agosto 1984. URL consultato il 4 maggio 2014.
  15. ^ Gli inglesi? Vogliono essere rimborsati, cafabel.it, 27 giugno 2005. URL consultato il 4 maggio 2014.
  16. ^ 1987: Thatcher e Mitterrand firmano l’accordo per la costruzione del tunnel della Manica, tv2000.it, 29 luglio 2011. URL consultato il 4 maggio 2014.
  17. ^ L'importanza di chiamarsi Margaret: una biografia essenziale di Lady Thatcher, cadavrexquis.typepad.com, 19 febbraio 2012. URL consultato il 4 maggio 2014.
  18. ^ Britain's Big Bang, multinationalmonitor.org. URL consultato il 4 maggio 2014.
  19. ^ Casino City, corriere.it, 6 marzo 1995. URL consultato il 4 maggio 2014.
  20. ^ Brown, Archie, The Change to Engagement in Britain's Cold War Policy: The Origins of the Thatcher-Gorbachev Relationship, in Journal of Cold War Studies, 10, no. 3 (Summer 2008): pp. 3-47.
  21. ^ 1986: US launches air strikes on Libya, bbc.co.uk. URL consultato il 4 maggio 2014.
  22. ^ Margaret Thatcher, The Iron Lady - La fotostoria, panorama.it, 26 gennaio 2012. URL consultato il 4 maggio 2014.
  23. ^ Lady Thatcher visits David Cameron at Downing Street, theguardian.com, 8 giugno 2010. URL consultato il 4 maggio 2014.
  24. ^ Quali poteri ha la regina d'Inghilterra, focus.it, 22 marzo 2012. URL consultato il 4 maggio 2014.
  25. ^ «Thatcher? Parla sempre lei» Tutte le stoccate di Elisabetta, corriere.it, 9 novembre 2009. URL consultato il 4 maggio 2014.
  26. ^ Sciopero dei minatori: interviene la regina Elisabetta, repubblica.it, 30 giugno 1984. URL consultato il 4 maggio 2014.
  27. ^ Thatcher, applausi ai funerali: la regina Elisabetta in prima fila - Tanti fiori, poche contestazioni, ilmessaggero, 17 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  28. ^ Anglicanesimo, libero.it. URL consultato il 4 maggio 2014.
  29. ^ Esplora il significato del termine: Il Papa e la ThatcherIl Papa e la Thatcher, corriere.it, 30 dicembre 2010. URL consultato il 4 maggio 2014.
  30. ^ Gb. A Giovanni Paolo II la Thatcher vietò di parlare a camere riunite, blitzquotidiano.it, 1º gennaio 2012. URL consultato il 4 maggio 2014.
  31. ^ Così Ronnie, Maggie e Karol hanno cambiato il mondo, brunoleoni.it, 9 febbraio 2007. URL consultato il 4 maggio 2014.
  32. ^ Il no della Thatcher all'Europa nel '90, ilsole24ore.it, 8 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  33. ^ Our history, eurotunnel.com. URL consultato il 4 maggio 2014.
  34. ^ Falkland:Thatcher fermò missili Francia, ansa.it, 28 dicembre 2012. URL consultato il 4 maggio 2014.
  35. ^ Così la Thatcher cercò di fermare la Germania unita, geopolitica.it, 19 maggio 2012. URL consultato il 4 maggio 2014.
  36. ^ Thatcher, Mitterrand e la paura della "Grande Germania", ilsole24ore.it, 10 settembre 2009. URL consultato il 4 maggio 2014.
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  38. ^ La questione irlandese, regnounito.net. URL consultato il 4 maggio 2014.
  39. ^ In Irlanda del Nord si brinda alla scomparsa di Margaret Thatcher, irlandando.it, 10 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  40. ^ 9 agosto 1981: il secondo sciopero della fame dei detenuti irlandesi, infoaut.org, 9 agosto 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  41. ^ Cinque le vittime di Brighton - Perfetta la tecnica dell'I.R.A., repubblica.it, 14 ottobre 1984. URL consultato il 4 maggio 2014.
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  44. ^ Thatcher, quel “lady di ferro” dispregiativo affibbiatole dai sovietici, ilmessaggero.it, 8 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  45. ^ Margareth Thatcher bloccò aiuti sovietici ai minatori britannici in sciopero, corriere.it, 30 agosto 2010. URL consultato il 4 maggio 2014.
  46. ^ Thatcher: Gorbaciov,resterà nella storia, ansa.it, 8 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
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  48. ^ L'Atto unico europeo, europa.eu. URL consultato il 4 maggio 2014.
  49. ^ Il Divo e la Lady di Ferro: c'eravamo tanto odiati, enricobrivio.blog.ilsole24ore.com, 7 maggio 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  50. ^ Il coerente (e forse lungimirante) euroscetticismo della Thatcher, libertiamo.it, 12 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  51. ^ Chiude ufficio ai Lord, sipario su carriera Thatcher, ansa.it, 31 luglio 2011. URL consultato il 4 maggio 2014.
  52. ^ David Cameron: "Sono conservatore ma di sinistra, obamiano e veltroniano", manibucate.com. URL consultato il 4 maggio 2014.
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  54. ^ (EN) Gordon Rayner, Margaret Thatcher dies: from grocer's daughter to MP, telegraph.co.uk, 8 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  55. ^ (EN) Baroness Thatcher's ashes laid to rest, telegraph.co.uk, 28 settembre 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  56. ^ Margaret Thatcher's ashes interred at Royal Hospital Chelsea, bbc.com, 28 settembre 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  57. ^ Non c’è due senza quattro, duebalordi.wordpress.com, 22 agosto 2007. URL consultato il 4 maggio 2014.
  58. ^ Crass – Thatchergate Tape And News Broadcasts – January 1984, killyourpetpuppy.co.uk, 2 novembre 2007. URL consultato il 4 maggio 2014.
  59. ^ Pink Floyd, giannigalimberti.it. URL consultato il 4 maggio 2014.
  60. ^ The Final Cut - 1983, universomusica.com. URL consultato il 4 maggio 2014.
  61. ^ Morta Margaret Thatcher, Ken Loach: «Per onorarla privatizziamo il suo funerale», ilmessaggero.it, 9 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  62. ^ Popular Media, Democracy and Development in Africa, books.google.it. URL consultato il 4 maggio 2014.
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  65. ^ Il 4 maggio 1979 il governo inglese si tingeva di rosa con la Thatcher, loccidentale.it, 4 maggio 2011. URL consultato il 4 maggio 2014.
  66. ^ «Come va seppellita la Thatcher?» E' bufera sulla Bbc: «Show inopportuno», corriere.it, 18 ottobre 2010. URL consultato il 4 maggio 2014.
  67. ^ Margaret Thatcher: la canzone anti-Lady di ferro, "Ding Dong! The witch is dead", musica.excite.it, 15 aprile 2013. URL consultato il 4 maggio 2014.
  68. ^ 122 18.9.1998 Odluka o odlikovanju bivše predsjednice Vlade Ujedinjene Kraljevine Velike Britanije i Sjeverne Irske i članice Gornjeg doma Parlamenta Velike Britanije, barunice Margaret Thatcher Veleredom kralja Dmitra Zvonimira s lentom i Danic

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1992 - 2013
Predecessore Primo ministro del Regno Unito Successore Flag of the United Kingdom.svg
James Callaghan 4 maggio 1979 - 28 novembre 1990 John Major
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Edward Heath 11 febbraio 1975 - 28 novembre 1990 John Major

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