Margaret Oliphant Oliphant

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Margaret Oliphant, dal frontespizio di Storia della Letteratura Inglese dal 1760 al 1825

Margaret Oliphant Oliphant, nata Margaret Oliphant Wilson (Wallyford, 4 aprile 1828Londra, 25 giugno 1897) è stata una scrittrice e poetessa scozzese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Margaret trascorse l'infanzia a Lasswade (vicino Dalkeith), Glasgow e Liverpool. Fin da ragazza si esercitò con esperimenti letterari e nel 1849 pubblicò il suo primo romanzo, Passages in the Life of Mrs Margaret Maitland. Con un discreto successo, l'opera tratta del movimento per la Libera Chiesa Scozzese, movimento per cui i genitori di Margaret simpatizzavano. Nel 1851 venne pubblicato Caleb Field. Lo stesso anno Margaret conobbe il Maggiore William Blackwood a Edimburgo, che la invitò a contribuire al famoso Blackwood's Magazine. Continuò per tutta la vita a scrivere per la rivista fino ad arrivare a oltre un centinaio di articoli, tra cui anche una critica a Arthur Dimmesdale, personaggio del romanzo La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne.

Nel maggio del 1852 sposò suo cugino Frank Wilson Oliphant, a Birkenhead, andando poi a vivere a Harrington Square, a Londra. Frank era un vetraio specializzato nelle costruzione di vetrate per chiese e cattedrali. Era di costituzione molto debole e tre dei loro sei figli morirono ancora infanti[1], mentre il padre iniziò a mostrare sintomi sempre più gravi di una crescente consunzione (nome ottocentesco per Tubercolosi). Nel gennaio 1859, per amore della salute del padre, si trasferì prima a Firenze e poi a Roma, dove il marito Frank morì. Margaret, rimasta quasi del tutto priva di risorse, tornò in Inghilterra accollandosi l'onere di sostenere i tre figli rimasti, con solo la sua attività letteraria.

Margaret Oliphant raffigurata nel 1881 da Frederick Augustus Sandys

Negli anni 60 dell'Ottocento Margaret era ormai diventata una famosa e affermata scrittrice, con sorprendenti industrie a sostenerla. Sfortunatamente la sua vita privata fu piena di sventura e delusione. Nel gennaio del 1864 morì la sua ultima figlia Maggie, a Roma. Venne sepolta assieme al padre. Il fratello di Margaret, emigrato in Canada venne coinvolto in un crac finanziario ed ella offrì una casa a lui e i figli, un ulteriore peso che si aggiunse alle già pesanti responsabilità che dovette sostenere.

Nel 1866 si trasferì a Windsor nel Berkshire per restare vicino ai figli, che vennero educati all'Eton College. Qui vi rimase per il resto della vita, e per più di trent'anni scrisse e produsse opere letterarie, diventando nel 1880 mentore letteraria della scrittrice irlandese Emily Lawless. L'ambizione per il successo dei figli rimase però insoddisfatta. Cyril Francis, il maggiore dei tre figli rimasti, morì nel 1890 lasciando incompleta la biografia che sta scrivendo su Alfred de Musset, che verrà incorporata nella raccolta della madre Foreign Classics for English Readers. La figlia più giovane Francis, detta "Cecco", collaborò con la madre alla stesura di Victorian Age of English Literature guadagnandosi un lavoro al British Museum, vanne però rifiutata da Sir Andrew Clark, noto medico dell'epoca e primo barone del Regno Unito. Cecco morì nel 1894. Dopo aver perso anche l'ultimo figlio, Margaret iniziò a perdere l'interesse per la vita. La salute incominciò lentamente a calare finché non morì, a Wimbledon, il 25 giugno 1897.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le numerose disgrazie vissute in prima persona, Margaret Oliphant fu un prolifica scrittrice con oltre 120 opere singole, tra cui romanzi, diari di viaggio e descrizioni, storie e vari volumi di critica letteraria. I principali lavori tuttavia sono:

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Una piccola pellegrina nel mondo invisibile, Reggio Emilia, Miraviglia editore, 2010

Critica Letteraria[modifica | modifica wikitesto]

  • Schizzi storici del Regno di Giorgio II (1869)
  • The Makers of Florence (1876)
  • Storia della Letteratura Inglese dal 1760 al 1825 (1882)
  • The Makers of Venice (1887)
  • Royal Edinburgh (1890)
  • Jerusalem (1891)
  • The Makers of Modern Rome (1895)

Al momento della morte stava lavorando su Annals of a Publishing House, trattato sui bilanci e i successi della casa editrice Blackwood, alla quale per molti anni era stata così a lungo legata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo quanto riportato da Elizabeth Jay, nell'introduzione all'Autobiografia di Margaret Oliphant (2002), p. 9,
    (EN)

    « one of these children died aged one day, another one, Stephen Thomas, died at nine weeks, Marjorie, the other daughter, died aged about eight months. The surviving children were Maggie (died in 1864), Cyril Francis, "Tiddy" (died in 1890) and Francis Romano, "Cecco" (died in 1894). »

    (IT)

    « Uno dei figli morì all'età di un giorno, un altro, Stephen Thomas Oliphant, dopo appena nove settimane, mentre Marjorie Oliphant, l'altra figlia, morì all'età di circa otto mesi. I figli sopravvissuti furono quindi Maggie Oliphant (morta nel 1894), Cyril Francis "Tiddy" Oliphant (morto nel 1890) e Francis Romano "Cecco" Oliphant (morta nel 1864) »

    (Margaret Oliphant, Autobiography and Letters)
    Tuttavia il sito The Victorian Web riporta sette figli.
  2. ^ (EN) George P. Landow, La problematica relazione tra l'autobiografista e il pubblico, Victorianweb.org, 12 novembre 1988. URL consultato il 24 ottobre 2009.

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