Marciano (imperatore)

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Marciano
Solidus Marcian RIC 0509.jpg
Augusto dell'Impero romano d'Oriente
In carica 450 - 457
Predecessore Teodosio II
Successore Leone I
Nascita 392 circa
Morte 26 gennaio 457
San Marciano
Nascita ca. 392
Morte 26 gennaio 457
Venerato da Chiesa cristiana ortodossa
Ricorrenza 17 febbraio

Flavio Marciano (in latino Flavius Marcianus; 392 circa – 26 gennaio 457) è stato un imperatore bizantino dal 450 al 457.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza e ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

Marciano nacque in Tracia o in Illiria. Spese la giovinezza come soldato e successivamente servì per diciannove anni sotto i generali Ardaburio e Aspare, e prese parte alle guerre contro i Persiani e i Vandali. Nel 431 Marciano venne preso prigioniero dai Vandali in un combattimento nei pressi di Hippo Regius; portato dinnanzi al re vandalo Genserico, venne rilasciato dietro giuramento che non avrebbe mai più preso le armi contro i Vandali. Attraverso l'influenza di questi generali divenne capitano delle guardie, e venne successivamente elevato al rango di tribuno e senatore.

Alla morte di Teodosio II venne scelto come consorte dalla sorella di questi, Pulcheria, e chiamato a governare l'impero, grandemente impoverito dai saccheggi degli Unni. All'atto di diventare imperatore, Marciano ripudiò gli imbarazzanti pagamenti di tributi ad Attila l'Unno, che questi si era abituato a ricevere da Teodosio in cambio dell'astensione dall'attaccare l'impero d'oriente. Quindi mise a morte l'impopolare ministro di Teodosio fautore di questa scelta diplomatico-economica, Crisafio Zommas. Conscio che non sarebbe mai riuscito a catturare la capitale d'oriente di Costantinopoli, Attila si rivolse ad occidente e si impegnò nella sua famosa campagna in Gallia 451 e in Italia (452), lasciando perdere i domini di Marciano.

Regno[modifica | modifica wikitesto]

L'impero bizantino alla salita al trono di Marciano.

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Marciano riformò le finanze, tenne sotto controllo la stravaganza e ripopolò i distretti devastati. Respinse gli attacchi a Siria ed Egitto (452) e schiacciò le turbolenze sulla frontiera armena (456). Il rifiuto di Marciano di rinnovare i sussidi ad Attila fece parte di un piano generale per la riduzione delle spese: per esempio, i consoli, invece di distribuire il denaro alla popolazione di Costantinopoli, ebbero la direttiva di spenderlo per mantenere in buone condizioni l'acquedotto cittadino. D'altra parte vennero rimessi gli arretrati delle tasse, mentre furono aboliti i servizi da prestare alle proprietà dei senatori. Questi si videro anche sollevati da un regolamento che rifiutava riconoscimento legale ai matrimoni contratti con schiave, liberte, attrici e altre donne di classe sociale inferiore.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Marciano in genere ignorò gli affari dell'impero romano d'Occidente, lasciando la metà instabile dell'impero al suo destino. Egli non fece nulla per aiutare l'occidente durante le campagne di Attila e, mantenendo la sua promessa, ignorò le depredazioni di Genserico, anche quando i Vandali saccheggiarono Roma nel 455. Poco prima della morte di Attila, nel 453, si era riacceso il conflitto tra questi e Marciano. Ad ogni modo il potente re unno morì prima che scoppiasse una guerra aperta. Marciano dichiarò di aver visto in sogno l'arco di Attila spezzato di fronte a lui, e pochi giorni dopo gli giunse notizia della morte del suo grande nemico. Prudentemente Marciano preferì non venire ai ferri corti con i Persiani, e quando gli Armeni opposero resistenza alle pressioni provenienti dalla Persia per costringerli ad abbandonare la fede cristiana, egli assicurò il re persiano Yezdegard II che non doveva temere azioni ostili da parte dei soldati romani.

Il concilio di Calcedonia[modifica | modifica wikitesto]

Gli imperatori Marciano e Leone I.

L'avvenimento più importante del regno di Marciano fu la convocazione del IV concilio universale della Chiesa (451), concilio che passò alla storia con il nome di Concilio di Calcedonia (dal nome di una località vicino a Costantinopoli). Voluto fortemente sia da Marciano che da papa Leone I, il concilio di Calcedonia si allontanò dalle posizioni prese dal precedente sinodo di Efeso del 449, passato alla storia come latrocinium Efesinum, proclamando Cristo perfetto Dio e perfetto Uomo, della stessa sostanza del Padre e dello Spirito Santo; ne furono anche riconosciute le due nature, divina e umana, senza confusione o mutamento, né divisione o separazione. Tale proclamazione andò contro la dottrina proclamata da Eutiche, il monofisismo, e contro l'Arianesimo

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Marciano morì di malattia nel 457, probabilmente una gangrena contratta durante un lungo pellegrinaggio religioso. Fu sepolto a fianco alla moglie Pulcheria, morta nel 453, nella chiesa dei Santi Apostoli.

Considerazione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il suo breve regno e il suo abbandono dell'impero d'Occidente, Marciano è considerato uno dei migliori tra i primi imperatori bizantini. Il popolo, infatti, gridava ogni volta che veniva nominato un nuovo imperatore: «Che il tuo regno possa essere come quello di Marciano». La Chiesa cristiana ortodossa riconosce lui e la moglie Pulcheria come santi; la loro festa cade il 17 febbraio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Imperatore bizantino Successore Double-headed eagle of the Greek Orthodox Church.svg
Teodosio II 450-457 Leone I

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