Marcia trionfale

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Marcia trionfale
Marcia trionfale.png
Michele Placido in una scena del film
Titolo originale Marcia trionfale
Paese di produzione Italia, Francia, Germania Ovest
Anno 1976
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Marco Bellocchio
Soggetto Marco Bellocchio
Sceneggiatura Marco Bellocchio, Sergio Bazzini
Produttore Silvio Clementelli
Produttore esecutivo Giorgio Adriani
Casa di produzione Clesi Cinematografica, Renn Productions, Parigi, Lisa Film GMBH, Monaco
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Sergio Montanari
Scenografia Amedeo Fago
Costumi Mario Carlini
Trucco Mario Di Salvio
Interpreti e personaggi
Premi

Marcia trionfale è un film del 1976 diretto da Marco Bellocchio.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Paolo Passeri, laureato in lettere, non essendo riuscito a essere ammesso nell'Accademia Ufficiali, è costretto ad adempiere, come soldato semplice, la sua leva nella caserma "Setvago" diretta dal capitano Asciutto. Il suo soggiorno a Reggio Emilia non è felice, tra arcigni superiori e giocosi anziani. Il capitano Asciutto sceglie Passeri come allievo e cavia. Così si trasforma nel confidente del suo superiore che lo spinge a controllare ogni passo di sua moglie Rossana che lo tradisce. Sarà inevitabile la nascita di un amore tra i due. Rossana subisce notevoli violenze da parte del capitano e decide di separarsi da Paolo fuggendo dalla città. Asciutto viene ucciso con una carabinata al petto da una sentinella notturna che subito dopo sparerà un colpo in aria. Il film non rende chiaro il motivo per il quale la sentinella, dopo l'obbligatorio: "Chi va là? - Fermo o sparo!" abbia invertito l'altrettanto obbligatorio ordine degli spari che prevede prima un colpo in aria e, solo dopo un esito negativo delle intimazioni vocali, lo sparo all'uomo. Vista la mala parata, il soldato di guardia si rivolge allora a Paolo Passeri (M. Placido), che ha assistito alla scena, e gli domanda non col tono di chi dubiti ma con quello di chi cerchi solidarietà: "È vero che ho sparato prima in aria?" ottenendo un: "Sì, certo" tanto falso quanto rassicurante ai fini dell'inchiesta che il Tribunale Militare non mancherà presumibilmente di istruire nonostante nel film non sia lasciato intendere.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato girato in una caserma dismessa a Reggio Emilia e a Roma in estate-autunno 1975.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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