Marchesato di Zuccarello
Il marchesato di Zuccarello si formò nel XIV secolo a seguito dell’estinzione della linea maschile dei marchesi di Clavesana, della ripartizione dei loro domini fra i Del Carretto di Finale Ligure e i Saluzzo-Dogliani (famiglie entrambe discendenti ‘’ex-foemina’’) e dell’intromissione della Repubblica di Genova nelle contese fra gli eredi.
Il primo marchese di Zuccarello fu Carlo Del Carretto, uno dei più fedeli alleati del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti nella Riviera ligure di ponente. È certo, anche se documentato in modo incompleto, il coinvolgimento del duca negli accordi che portarono al matrimonio di Ilaria, figlia di Carlo, con Paolo Guinigi di Lucca nel febbraio 1403.
Un ruolo decisivo per la costituzione del marchesato fu svolto dal doge Antoniotto I Adorno, legato ai Del Carretto da complessi e poco noti rapporti di parentela. Secondo alcuni genealogisti, infatti, nel 1375 Carlo avrebbe sposato Pomellina Adorno, figlia del doge Gabriele. Tra il 1385 e il 1389, poi, Fiorenza, figlia di Carlo e sorella di Ilaria, avrebbe sposato Cristoforo Adorno, figlio di Antoniotto. Questi intervenne nei complessi rapporti patrimoniali fra i vari rami dei Del Carretto con il famoso lodo del 1385, che consentì nei decenni successivi alla discendenza di Carlo di conseguire la proprietà esclusiva del feudo di Zuccarello, mentre i discendenti di Lazzarino I, fratello di Carlo, diventavano signori esclusivi di Finale.
I figli di Carlo, Pirro ed Enrico, assieme ai loro cugini finalesi, contribuirono ad assicurare il controllo di Filippo Maria Visconti sul Ponente per tutto il quindicennio 1421-1436, in cui Tomaso Fregoso fu estromesso dal dogato. In questo periodo il loro cugino Giorgino Del Carretto, che si era appoggiato ai Fregoso, fu condannato per tradimento dal duca di Milano e nel 1428 i suoi diritti feudali furono spartiti fra gli altri Del Carretto. I marchesi di Zuccarello acquisirono il dominio su Stellanello e accrebbero la quota di proprietà di Bardineto da 1/3 a 2/3.
Seguirono anni difficili, soprattutto dopo la morte del duca di Milano nel 1447 e sino al nuovo controllo sforzesco sulla Liguria (1464). I marchesi di Zuccarello, dopo aver tentato con poco frutto di appoggiarsi ai Savoia, dovettero venire a patti con la fazione fregosa, che aveva il predominio nel Ponente grazie all’alleanza con i Doria. Il matrimonio del marchese Giorgio con Valentina Gattilusio, le cui sorelle avevano sposato Ludovico e Gian Galeazzo Fregoso, marcò l’abbandono da parte dei marchesi di Zuccarello della fazione adorna. Questa alleanza gli fece ottenere il capitanato d’Albenga dal 1461 al 1464.
I rapporti con i Fregoso si raffreddarono sotto il predominio sforzesco, durante il quale i Fregoso furono spesso in lotta con gli Sforza, ai quali invece i Del Carretto si mantennero fedeli. Gian Giacomo Del Carretto, succeduto nel 1493 al padre Giorgio diede prova della propria fedeltà nel 1497, quando il duca d’Orléans e i Fregoso suoi aderenti cercarono di sollevare la Riviera di Ponente contro il Moro e gli Adorno.
Il 19 febbraio 1498 Gian Giacomo riuscì ad essere investito di tutto il feudo dall’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, estromettendo i cugini (figli dello zio Carlo) e assicurandosi implicitamente la trasmissibilità del feudo per via femminile (aveva per unica erede la figlia Caterina). Questo sopruso diede l’avvio ai dissensi fra gli eredi, che portarono un secolo dopo alla cessione di Zuccarello al duca Emanuele Filiberto di Savoia.
La Repubblica di Genova acquisterà nel 1567 dal marchese Giò Andrea Del Carretto un terzo del feudo, concedendo a Genova il diritto di prelazione. La vendita in seguito di una parte della proprietà feudale ai Savoia scatenò tra la repubblica genovese e la famiglia sabauda la celebre guerra del sale (1625) che si concluse con il riscatto dei restanti due terzi del feudo da parte dei Genovesi; la somma, nel 1624, ammontò a 200.000 fiorini.
Il marchesato di Zuccarello vide altre battaglie nei suo territori nel 1672 e nel 1746-1747 nella celebre guerra di successione austriaca dove il paese fu difeso e riconquistato dai soldati genovesi e corsi dall'assediamento piemontese. Tra il 1795 e il 1797, durante la Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, il borgo medievale fu sede del quartier generale delle truppe francesi del generale Andrea Massena durante la Battaglia di Loano del 23 e 29 novembre 1795.
Rientrò nei confini del Regno di Sardegna nel 1815 e nel successivo Regno d'Italia dal 1861.
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Capitale[modifica]
Il centro amministrativo e di comando del Marchesato era costituito dal castello e dal borgo di Zuccarello; la fondazione di quest'ultimo ebbe luogo il 5 aprile 1248 con un accordo fra i marchesi di Clavesana Bonifacio III, Emanuele I e Francesco I e gli abitanti della valle di Coedano, oggi Val Neva. Il castello, invece, compare per la prima volta in un documento del 1216.
Territorio[modifica]
Il territorio del Marchesato era collocato principalmente nella parte alta delle valli che confluiscono verso Albenga, la val Neva, la val Pennavaira e in piccola parte la sponda orientale della valle del torrente Arroscia.
Oltre a Zuccarello gli altri centri della val Neva erano:
- Il castello e borgo di Castelvecchio di Rocca Barbena, chiamato appunto anche Coedano o Cohedano, che prima della fondazione di Zuccarello era stato il centro direttivo dell'alta Val Neva o vallis coedani;
- l'abitato di Erli, comprensivo di molte frazioni;
- il paese di Vecersio.
Nella val Pennavaira vi erano invece:
- il castello di Castelbianco e le frazioni di Vesallo (o Vessalico), Veravo (o Verano), Oresine e Colletta (o Colla);
- il castello e l'abitato di Nasino, con i suoi nuclei sparsi, in parte subinfeudati a un ramo dei Cepollini di Albenga;
- il castello di Alto, con gli abitati di Alto e Caprauna, anch'essi subinfeudati a un altro ramo dei Cepollini.
Nella valle dell'Arroscia il marchesato comprendeva il castello e la castellania di Aquila d'Arroscia, con gli abitati di Gavenola, Leverone e Cezio (quest'ultimo oggi scomparso); i castelli e le castellanie di Onzo e Curenna, con le loro dipendenze.
Subito a monte di Albenga i marchesi condividevano con i marchesi di Finale la superiorità sulla castellania di Arnasco, Cenesi e Rivernaro, subinfeudata ai Cazulini di Albenga.
Infine nell'alta val Varatella e subito oltregiogo il marchesato comprendeva:
- il castello e abitato di Bergalla;
- il castello e borgo Balestrino, con numerose frazioni, fra cui l'abitato di Carpe in alta Val Varatella. Balestrino era posseduto dai ‘’Bava’’,in origine avvocati del monastero di S. Pietro in Varatella, che costituirono successivamente il consortile dei ‘’domini’’ di Balestrino, ma che nel 1503 furono definitivamente estromessi dai Del Carretto;
- il castello e il borgo di Bardineto, per 1/3 soggetti anche ai Del Carretto di Finale.
Questi territori divennero in seguito il marchesato di Balestrino.
Bibliografia[modifica]
- G. Casanova, Il marchesato di Zuccarello. Storia e strutture tra Medioevo ed Età Moderna, Albenga 1989.
- Riccardo Musso, I marchesi Del Carretto di Zuccarello nelle vicende liguri del XV secolo, in Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria, nuova serie Vol. XLIV, Savona 2008, pp. 83–111.
- Franco Noberasco, Storia della Castellania di Arnasco, Cenesi e Rivernaro, Albenga 2001.
- Ilaria Del Carretto e il suo monumento. La donna nell'arte, la cultura e la società del '400, a cura di S. Toussaint, Atti del convegno internazionale di studi (Lucca, 15-17 settembre 1994).
Collegamenti esterni[modifica]
genealogia dei Del Carretto di Zuccarello e del ramo di Balestrino:
- http://genealogy.euweb.cz/italy/delcarreto2.html Del Carretto di Zuccarello
- http://genealogy.euweb.cz/italy/delcarreto3.html Del Carretto di Balestrino e Bossolasco