Marampudi Joji

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Marampudi Joji
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Nato 7 ottobre 1942 a Bhimavaram
Ordinato presbitero 14 dicembre 1971
Consacrato vescovo 19 marzo 1992 dall'arcivescovo Giorgio Zur
Elevato arcivescovo 29 gennaio 2000
Deceduto 27 agosto 2010

Marampudi Joji (Bhimavaram, 7 ottobre 1942Secunderabad, 27 agosto 2010) è stato un arcivescovo cattolico indiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Bhimavaram, città indiana situata nella parte orientale dello stato dell'Andhra Pradesh, il 7 ottobre 1942.
È ordinato sacerdote il 14 dicembre 1971. Il 21 dicembre 1991 viene eletto, da papa Giovanni Paolo II, vescovo di Khammam, e consacrato il 19 marzo 1992 dall'arcivescovo Giorgio Zur (allora nunzio apostolico in India), co-consacranti l'arcivescovo Saminini Arulappa (allora arcivescovo di Hyderabad) ed il vescovo Jospeh Thumma (allora vescovo di Vijayawada). Successivamente fu nominato vescovo di Vijayawada.
Il 29 gennaio 2000 è nominato arcivescovo di Hyderabad, succedendo proprio a monsignor Arulappa, che qualche settimana prima del suo insediamento ne aveva criticato la nomina per motivi di appartenenza sociale[1]. Infatti monsignor Joji è il primo arcivescovo fuori casta in India; le critiche furono smorzate dallo stesso arcivescovo Joji.
Monsignor Joji appartiene alla cosiddetta classe dei Dalits, che in sanscrito significa calpestati, ed un tempo trattati effettivamente come rifiuto sociale; la sua nomina arcivescovile è stato un importante fatto storico per la Chiesa cattolica in India, che conta ben 16 milioni di Dalits tra i suoi fedeli[1].
Monsignor Joji è al centro della grave situazione umanitaria che dall'estate del 2008 sta avendo luogo in India contro i cristiani, a causa della legge promulgata dal governo che vieta la professione di altre religioni nelle città sacre alla religione Indù; l'arcivescovo di Hyderabad denunciò la posizione del capo ministro cattolico Y. S. Rajasekhara Reddy, che avrebbe ceduto alla volontà degli estremisti indù[2]. Più volte è poi intervenuto in occasione delle frequenti uccisioni di cristiani per chiedere l'intervento del governo a tutela del popolo cattolico e per assicurare alla giustizia i colpevoli degli omicidi[3], e non risparmiandosi di criticare, insieme alla comunità cristiana, l'azione inerte del governo in questa direzione[4].
Il 28 settembre 2008, intervistato dalla rubrica religiosa di Rai Uno A sua immagine, ha denunciato la grave situazione cui versa il mondo cattolico in India e le minacce di morte che lui stesso ed altri vescovi indiani hanno ricevuto[5].
Muore per un attacco cardiaco nella casa episcopale di Secunderabad nel pomeriggio del 27 agosto 2010.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b India's First Dalit Archbishop Holds 'No Grudge' Over Predecessor's Attack | Christianity Today | A Magazine of Evangelical Conviction
  2. ^ INDIA Andhra Pradesh: i non indù "banditi" per legge da molte città - Asia News
  3. ^ [1]
  4. ^ Commozione ai funerali di padre Thomas, il carmelitano ucciso in India. L'arcivescovo di Hyderabad: il governo protegga i cristiani
  5. ^ [2]
Predecessore Vescovo di Khammam Successore BishopCoA PioM.svg
Joseph Rajappa 21 dicembre 1991 - 8 novembre 1996 Paul Maipan
Predecessore Vescovo di Vijayawada Successore BishopCoA PioM.svg
Joseph S. Thumma 8 novembre 1996 - 29 gennaio 2000 Prakash Mallavarapup
Predecessore Arcivescovo di Hyderabad Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Saminini Arulappa 29 gennaio 2000 - 27 agosto 2010 Thumma Bala
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