Maqamat
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Le maqamat (singolare maqama o maqāma; in arabo: مقامة; al plurale: maqāmāt, مقامات; letteralmente significa assemblea, consesso, riunione) non solo sono opere a cavallo tra poesia e prosa, tra fiction e non-fiction, ma sono opere in prosa rimata, ricche di fantasia e invenzioni su episodi di vita realmente accaduti. Solitamente sono caratterizzate da una serie di brevi racconti consequenziali che sono versioni romanzate di fatti reali di vita quotidiana nei quali vengono messe a confronto idee diverse.
Gli autori che scrivono maqamat, per mostrare la loro destrezza con la lingua araba, si avvalgono della poetica del Badi oppure aggiungono deliberatamente complessità alla loro scrittura.
Nelle maqamar si ritrovano le origini della narrativa, che furono in voga dall'anno Mille in poi, e che ebbero in Badī' al-Zaman al-Hamadhānī e in Qasim ibn Ali i loro massimi rappresentanti. Molto considerate in epoca classica, ma trascurate dagli scrittori arabi contemporanei, sono state riutilizzate da Yusuf Idris prima e da Khaled Al Khamissi più recentemente. La maqama è stata molto popolare, essendo una delle poche forme che ha continuato ad essere scritta durante il declino della lingua araba nel 17° e 18° secolo.
Secondo alcuni autori[1] la maqama influenzò la letteratura picaresca spagnola. Esempi di Maqamat sono le Mahbārōt di Immanuel Romano.
Indice |
[modifica] Principali autori di maqamat
- Badī' al-Zaman al-Hamadhānī (969-1008)
- Al-Hariri di Basra (1054-1122)
- Yehuda al-Harīzī (1170-1235)
- Shlomo ibn Shaqbāl (ca. 1000-1050)
- al-Saraqustī (m. 1143)
- Yosef ibn Zabara
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Young, Douglas C., Rogues and Genres: Generic Transformation in the Spanish Picaresque and Arabic Maqama, Newark, Juan de la Cuesta, 2004, 126 pp. Res.: Hamilton, Michelle, BSS, LXXXIV, 1, 2007, 122-124 pp.

