Mappa concettuale

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Esempio di mappa concettuale che sviluppa un argomento informatico

Le mappe concettuali sono uno strumento grafico per rappresentare informazione e conoscenza, teorizzato da Joseph Novak, negli anni settanta[1]. Servono per rappresentare in un grafico le proprie conoscenze intorno ad un argomento secondo un principio cognitivo di tipo costruttivista, per cui ciascuno è autore del proprio percorso conoscitivo all'interno di un contesto, e mirano a contribuire alla realizzazione di apprendimento significativo, in grado cioè di modificare davvero le strutture cognitive del soggetto e contrapposto all'apprendimento meccanico, che si fonda sull'acquisizione mnemonica. Le teorie del prof. J. D. Novak sono infatti fortemente collegate a quelle di David Ausubel.

Indice

[modifica] Come sono fatte

Secondo l'impostazione originale di Novak, le caratteristiche essenziali di una mappa concettuale sono le seguenti:

  • È costituita da nodi concettuali, ciascuno dei quali rappresenta un concetto elementare e viene descritto con un'etichetta apposta ad una sagoma geometrica.
  • I nodi concettuali sono collegati mediante delle relazioni di tipo connessionista: in genere vengono rappresentate come frecce orientate e dotate di un'etichetta descrittiva (in genere un predicato).
  • La struttura complessiva è di tipo reticolare (che quindi potrebbe non presentare un "preciso punto di partenza").

[modifica] Come si realizzano

Utili accorgimenti per realizzare una mappa concettuale sono i seguenti:

  • individuare chiaramente la "domanda focale", ovvero il tema che si sta descrivendo e che circoscrive l'ambito di analisi;
  • svilupparla per quanto possibile dall'alto verso il basso, considerando le relazioni trasversali una eccezione;
  • adottare una logica di realizzazione di tipo connessionista: prima avviene l'identificazione dei concetti, poi la creazione delle relazioni associative tra di essi.
  • riuscire a collegare i diversi argomenti in modo chiaro e corretto

[modifica] L'evoluzione nel tempo del modello originale

Questo semplice insieme di requisiti e la forte connotazione cognitiva ha permesso l'applicazione delle mappe concettuali nelle situazioni più disparate. In tal senso sono indicative le molteplici derivazioni di questo modello, come i diagrammi a blocchi (inglese: flow chart) o i diagrammi ERD: sono tutte tipologie riconducibili alla proposta originale di Novak, benché ciascuna sia caratterizzata da peculiarità semantico/rappresentative e da un utilizzo in specifici ambiti.

[modifica] Le mappe concettuali e le mappe mentali

Spesso le mappe concettuali sono messe in relazione con le mappe mentali di Buzan. Da queste ultime le mappe concettuali si differenziano per il loro orientamento spiccatamente cognitivo, che le rende particolarmente utili in contesti quali la gestione della conoscenza, la formazione, la risoluzione di problemi. Al contrario le mappe mentali, maggiormente orientate all'ambito creativo, sono utilizzate in chiave evocativa ed emozionale.

L'utilizzo di software per la realizzazione digitale di mappe ha permesso il loro utilizzo anche in ambito operativo. In tal senso sono interessanti quelle applicazioni nelle quali è avvenuta l'integrazione tra:

  • l'espressività delle mappe concettuali;
  • il bagaglio evocativo e la struttura gerarchico-associativa delle mappe mentali;
  • gli strumenti informatici tipici dell'office automation.

In letteratura a questo proposito è stato introdotto il concetto di solution map.

[modifica] Le mappe concettuali e gli ambienti digitali

Ci sono molti programmi per fare mappe concettuali, fra i quali:

  • IHMC Cmap Tools, gratuito per usi educativi e privi di fini di lucro e disponibile per diversi sistemi operativi.
  • compendium, prodotto open source, disponibile per quasi tutti i sistemi operativi.
  • XMind, prodotto open source multipiattaforma in grado di gestire diversi tipi di diagrammi e mappe.
  • BrainVizing [1] è un'applicazione che sfrutta le capacità di GraphViz [2] che consente di realizzare mappe mentali in forma incrementale, di produrre le mappe in sequenze che ne illustrano la definizione collegamento dopo collegamento...

[modifica] Le mappe concettuali a scuola (mappe strutturali)

Le mappe "strutturali" rappresentano una evoluzione delle mappe concettuali, utilizzate soprattutto a livello scolastico. In pratica si definiscono strutturali, le mappe che si propongono di rappresentare le relazioni che si stabiliscono tra i concetti principali di una unità di apprendimento. L’uso dell’aggettivo strutturale è dovuto alla loro caratteristica di sintetizzare e mostrare la struttura dell’informazione. Permette agli studenti di studiare e memorizzare con maggiore efficacia il materiale di studio. Per estrema sintesi possiamo raggruppare le mappe in due grandi famiglie: mappe per comunicare, che vengono costruite utilizzando le conoscenze acquisite (mappe concettuali, mappe mentali, mappe cognitive) mappe per apprendere che servono alla comprensione e/o alla verifica di nuovi campi di conoscenza (mappe strutturali).

Ci sono alcuni siti che si occupano dell'argomento. Tra questi segnaliamo:

Tra i lavori in italiano, si veda lo studio di Alberto Emiliani, "Mappe concettuali, uno strumento per la promozione dell'apprendimento significativo", Insegnare Filosofia, 2, 1997:

Numerosi i contributi di Marco Guastavigna, tra i quali:

[modifica] Note

  1. ^ Joseph Novak; Bob Gowin, Imparando a imparare, Torino, S.E.I., 1989.

[modifica] Bibliografia

  • Novak J.D., "L'apprendimento significativo", Edizioni Centro Studi Erickson, Trento, 2001: È la più recente ristampa del testo nel quale la teoria di Novak è stata presentata per la prima volta.
  • Novak J.D. e Gowin J.D., Imparando a imparare, S.E.I., Torino, 1989: In questo testo Novak e Gowin mettono in relazione il modello delle mappe concettuali con altri presenti in letteratura. In particolare viene messo in relazione con quello del diagramma a V.
  • Scocco A. , "Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero", Ed. Franco Angeli, Milano 2008 : Questo testo descrive le diverse tipologie di "Mappe del pensiero", presentando gli aspetti comuni e le differenze tra le teorie di Novak e di Buzan e dando un quadro di riferimento coerente anche per le forme di rappresentazione che non sono propriamente mappe mentali, né mappe concettuali.
  • Gineprini M., Guastavigna M., "Mappe per capire. Capire per mappe", Carocci, Roma, 2004: Un testo orientato specificamente alla rappresentazione della conoscenza nell'apprendimento.
  • Guastavigna M., "GraficaMente", Carocci, Roma, 2008: È un libro orientato alla comprensione mediante varie tipologie di mappe grafiche e di schematizzazioni.
  • Giglioli A., Collinassi G., "Le mappe per apprendere - Come rappresentare il pensiero", Luca Sossella Editore, Bologna, 2011: "Una sintetica guida all'utilizzo delle mappe concettuali in ambiti formativi a sostegno dell'apprendimento".

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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