Manurhin MR 73

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Manurhin MR 73
Manurhin-MR-73.jpg
Tipo Rivoltella
Origine Francia Francia
Impiego
Utilizzatori vedi Utilizzatori
Produzione
Costruttore MANURHIN-MNR group
Date di produzione 1973
Numero prodotto oltre 146.000
Descrizione
Calibro versione Gendarmerie
Tipo munizioni cartucce metalliche
Azionamento doppia azione
Alimentazione Tamburo da 6 colpi
Organi di mira regolabili

[senza fonte]

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La Manurhin MR 73 è una rivoltella in doppia azione, prodotta dal 1973 dalla francese Manurhin - Manufacture de machines du haut-Rhin (dal 1995 MNR Group SA) a Mulhouse. È stato il primo revolver costruito in Francia dal 1892. Sviluppata per soddisfare le richieste della polizia e della gendarmeria francese, viene utilizzata anche dalle loro unità speciali quali il Groupe d'intervention de la Gendarmerie nationale (GIGN).

Dotata di mira posteriore regolabile e anteriore intercambiabile, nella versione base Gendarmerie è in calibro .38 Special o .357 Magnum e, oltre a questi, nelle versioni Sport e Match anche in .32 S&W Long, denominata anche MR 32, così come MR 38 per la .38 Special da tiro a segno, o 9mm Parabellum con tamburo intercambiabile. Nelle versioni sportive sono dotate di microregolazione delle mire e anche il grilletto ha la corsa regolabile.

È disponibile con diverse lunghezze di canna, da 2"1/2 a 6" nelle versioni Défense/Gendarmerie, fino a 8 o 10 pollici (254 mm) per le Match/Sport da tiro sportivo e le varianti Long Range da 9" e Silhouette con canna da 275 mm (10"3/4). I reparti del GIGN ne hanno utilizzato anche una versione con canna da 200 mm dotata di supporto a due piedi per tiri di precisione sulla lunga distanza.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.bmi.gv.at/cms/BMI_EKO_Cobra/publikationen/files/LawOrder.pdf
  2. ^ a b c d e f g h i Ian Hogg, Jane's Infantry Weapons 1989-90, 15th Edition, Jane's Information Group, 1989, pp. 826–836, ISBN 0-7106-0889-6.
  3. ^ Richard Jones, Jane's Infantry Weapons 2009-2010, Jane's Information Group, 2009, p. 902, ISBN 0-7106-2869-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sito ufficiale