Manos Hadjidakis

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Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore canzone 1961

Manos Hadjidakis (in greco Μάνος Χατζιδάκις; Xanthi, 23 ottobre 192515 giugno 1994) è stato un compositore greco.

Ha svolto anche attività come pianista, direttore d'orchestra (notevolissima la sua "Traviata" nel teatro d'opera di Bruxelles con la regia di Maurice Béjart e del soprano greco Vasso Papantoniou nel ruolo della protagonista) e come direttore artistico della Radio3 greca dopo la liberazione dalla dittatura dei colonnelli.

Nel 1960 vinse il Premio Oscar per la miglior canzone con il brano Ta pedia tou Pirea (I ragazzi del Pireo) tratto dal film Mai di domenica diretto da Jules Dassin e con la partecipazione di Melina Mercouri facendo conoscere con larghissimo anticipo dal successivo Zorba il greco con le musiche del più noto Mikis Theodorakis oltre i confini della angusta Grecia un'identità musicale particolarmente interessante e piena di affettività popolare. Una della colonne sonore più imponenti e belle della cinematografia mondiale è la partitura che egli ha composto per il film di Elia Kazan America America, in Italia noto come Il ribelle dell'Anatolia del 1963, un esempio raro di originalità melodica e compositiva che si fonde con la realtà affettiva interna dei personaggi in ogni sequenza di questa epopea cinematografica.

Dotato di talento e di uno spiccato senso per la invenzione melodica, scelse prevalentemente la forma "canzone" mettendo in musica importanti poeti greci tra cui due premi nobel per la letteratura quali Elytis e Seferis e ancora di altri poeti importanti come Kavafis e Gkàtsos. Fondatore della Orchestra Sperimentale di Atene e della più recente Orchestra of Colours tuttora in attività.

La sua vita ricca di avvenimenti è caratterizzata da una vis polemica che certamente non facilitò la sua diffusione pari alla sua originalità. Altrettanto contribuì la sua scelta di musicare testi apertamente omoerotici, senza nascondere le sue preferenze omosessuali, anche se molti di questi testi per ragazzi furono poi interpretati da donne, smorzando così almeno in parte il loro carattere "scandaloso" (per l'epoca). Per fare solo un esempio, il ritornello della canzone di addio "Isoùn pedì san ton Hristò" (ήσουν παιδί σαν τον Χριστό, su parole del poeta Nikos Gatsos, di cui è celebre l'interpretazione della cantante Arleta che la incise nel 1969) dice: "Ti ringrazio, ti ringrazio: / eri un ragazzo <bello> come il Cristo".

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