Mangifera indica
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Frutto di mango |
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| Stato di conservazione | ||||||||||||||||
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| Classificazione scientifica | ||||||||||||||||
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| Nomenclatura binomiale | ||||||||||||||||
| Mangifera indica L., 1753 |
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Il mango (Mangifera indica) è una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae.
Indice |
[modifica] La pianta
L'albero è sempreverde, ramoso, con la corteccia resinosa, il legno duro e ruvido di color rosso. Le sue foglie sono appuntite e lucide; i fiori sono bianco-rosati o giallastri, ma non tutti portano frutti. È di origine indiana e fin da tempi remoti ha avuto una rilevante importanza: appare in molte leggende indiane e tutt'oggi viene considerato sacro agli Indù, e usato come ornamento per i loro templi.
Fu introdotto nel IV secolo a.C. nell'est asiatico e, a partire dal X secolo d.C., diffuso nell'Africa orientale. Nel '600 i portoghesi lo esportarono in America del Sud. Oggi viene coltivato in quasi tutti i paesi tropicali. Esistono delle coltivazioni di mango di rilevante importanza anche in Italia, a Fiumefreddo di Sicilia ed ad Alcamo, ed in Calabria. La diffusione globale delle coltivazioni nell' area intertropicale, fa sì che il frutto sia presente tutto l'anno sui mercati.
[modifica] Il frutto
Il frutto è ovoidale, ha la polpa gialla/arancio, compatta, molto profumata e gustosa. La sua buccia può assumere diverse tonalità: verde, giallo, rosso, oppure un mix di questi colori. Il peso di un mango può arrivare anche ad 1kg, ma solitamente in commercio è possibile trovarli da 300-500gr. Se ne distinguono due sottospecie: la filippina-indonesiana, detta anche "Camboya", con forma più allungata e colore giallo-verde, più dolce e meno fibrosa; e l'indiana, detta anche "Mulgoba", con forma più grossa e compatta e colore variabile dal verde al rosso fino al viola: quest'ultima è la più presente nei mercati europei, in quanto più serbevole.
Si conserva a temperatura ambiente fino a quando non diventa morbido e poi lo si consuma al naturale privandolo della buccia e tagliando due grosse fette in corrispondenza del nocciolo. Insieme ad altri ingredienti forma il chutney, condimento molto diffuso in India per accompagnare la carne.
È ottimo con altri frutti esotici, con la carne, il pollo, il pesce e i piatti a base di curry. Si sposa a meraviglia con i chiodi di garofano, la cannella e lo zafferano.
Varietà principali sono Tommy Atkins, Haden, Kent e Keitt.
La Kensigton è la varietà che si è dimostrata più resistente alle basse temperature, ed in Italia può quindi essere coltivata a bassa altitudine nei versanti montani esposti a Sud e protetti dai venti settentrionali di Sicilia e Calabria e limitate zone di Sardegna e Campania. Più a Nord, anche in Liguria, ogni tentativo di coltivazione all'aperto è sinora fallito.
[modifica] Bibliografia
- World Conservation Monitoring Centre 1998. Mangifera indica. In: 2008 IUCN Red List of Threatened Species. IUCN 2008.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Mangifera indica

